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«Sono andato in paradiso e poi sono tornato». E’ questo quanto racconta Colton Burpo, sopravvissuto miracolosamente a una peritonite nel 2003, quando il ragazzo aveva solo quattro anni. Un’esperienza ultraterrena che presto diverrà un film.

Colton in un’intervista ha raccontato di aver incontrato e parlato con Gesù, che lo ha rassicurato dicendogli quanto fosse un bravo e gentile ragazzo. Il ragazzo riferisce inoltre di essersi seduto sulle ginocchia del Salvatore e che all’incontro prensenziavano anche degli angeli, con Dio indaffarato dietro una scrivania. Lo spirito bianco, invece, gli è apparso con il colore blu. Tra le apparizioni avute mentre era in fin di vita Colton ha riferito di essersi trovato al cospetto anche di Satana, ma non è stato mai in grado di raccontare l’incontro che lo ha visto trovarsi faccia a faccia con il male.
I genitori, cattolici praticamenti, ascoltata la testimonianza del figlio sono rimasti scioccati: «Siamo credenti ma a 4 anni Colton non poteva conoscere tutti questi dettaglio, quindi siamo certi che li abbia visti».
Il ragazzo ha più volte raccontato di aver visto i genitori pregare sul suo corpo e di aver incontrato i nonni e i bisnonni di cui non conosceva l’esistenza.

Il ragazzo ha raccontato la sua esperienza all’interno di un libro, da cui presto verrà tratto un film, ma sia gli scienziati, sia gli uomini di chiesta rimangono a tutt’oggi scettici sui fatti relativi all’esperienza extrasensoriale di Colton.

http://www.youtube.com/watch?v=F3xItrGOi6Q

 

Fonte:http://www.newsgo.it

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Basta Voler Comprendere – Gabbiano Jonathan


l’Universo di Dante anticipi quello di Einstein in quanto esso ci è descritto come una “tre-sfera” o ipersfera, cioè una sfera inserita in uno spazio quadridimensionale.

Carlo Rovelli, che insegna presso l’Université de la Méditerranée al Centro di fisica teorica di Luminy, ricorda che fu un matematico americano, Mark Peterson, già nel 1979, a segnalare questa interpretazione. L’idea fu poi ripresa nel 2006 nel libro di Horia-Roman Patapievici “Gli occhi di Beatrice. Com’era davvero il mondo di Dante?” (Bruno Mondadori). Non si può dire però che questa tesi sia entrata davvero nel circuito della critica dantesca, forse perché essa non è tanto accessibile per letterati puri che non abbiano un po’ di formazione matematica e relativistica. La chiara esposizione di Rovelli potrà forse cambiare le cose.

Nella sua rinomata storia dell’astronomia antica l’astronomo danese John Louis E. Dreyer (1852-1926) afferma che, diversamente da Tommaso d’Aquino e Ruggero Bacone, Dante Alighieri non doveva aver letto Tolomeo. Per Dreyer, la “Divina Commedia” rispecchia le idee cosmologiche correnti nel Trecento, improntate a un Aristotele di riporto.

Dante aveva fatto studi di medicina e si era formato nelle arti del Trivio o sermocinales (grammatica, retorica e dialettica) e del Quadrivio (artes reales: aritmetica, geometria, astronomia e musica). Allievo di Brunetto Latini (1220-1294), aveva avuto come riferimento l’opera enciclopedica del maestro, “Li Livres dou Tresor”. Ammesso che Dreyer abbia ragione, proprio a questa fonte indiretta e compilativa si dovrebbe la straordinaria modernità della cosmologia sottesa alla “Divina Commedia” che di recente alcuni studiosi hanno creduto di riconoscere. Continua a leggere

 

La struttura dell’universo descritta nel Paradiso è la stessa suggerita dal grande fisico della relatività. Ed è coerente con le più recenti misure cosmologiche

Salito fino alla sfera più esterna dell’universo aristotelico, Dante, invitato da Beatrice, guarda verso il basso. Vede tutti i cieli, e, giù in fondo, la , piccola Terra, che gli sembra girare lentamente sotto i suoi piedi. Poi Beatrice lo invita a guardare verso l’alto, fuori dall’Universo aristotelico, là dove secondo Aristotele non ci sarebbe più nulla di nulla, perché per Aristotele l’Universo ha un bordo dove tutto finisce.

Dante guarda e ha la straordinaria visione di un punto di luce circondato da nove immense sfere di angeli. Dove stanno questo punto di luce e le sfere angeliche, che sono fuori dall’Universo aristotelico? Dante lo dice in maniera incantevole: «questa altra parte dell’Universo d’un cerchio lui comprende, sì come questo li altri». E nel canto successivo: «parendo inchiuso da quel ch’elli ‘nchiude».

Il punto di luce e le sfere di angeli circondano l’Universo e insieme sono circondati dall’Universo. Che significa?

Per la maggior parte dei lettori, l’immagine di due insiemi di sfere concentriche ciascuno dei quali “inchiude” l’altro è solo un’oscura immagine poetica. I libri di testo dei licei disegnano il punto di luce e le sfere di angeli semplicemente fuori dall’universo aristotelico. Ma per un matematico o un cosmologo di oggi, la descrizione della forma dell’Universo data da Dante è perfettamente trasparente, e l’oggetto descritto da Dante è inconfondibile. Si tratta di una “tre‑sfera”, la forma che nel 1917 Albert Einstein ha ipotizzato essere la forma del nostro universo, e che oggi resta compatibile con le più recenti misure cosmologiche. La sfrenata fantasia poetica e la straordinaria intelligenza di Dante Alighieri hanno anticipato di sei secoli una geniale intuizione di Albert Einstein sulla forma che il nostro universo potrebbe avere. Continua a leggere

Che la pace fra gli uomini sia presto realtà di questo pianeta!

16 Novembre 2010

La terra sta per vivere gli ultimi istanti di dolore perché, superati questi, donerà se stessa alla nuova umanità. Dovrete vivere tutto ciò che avete pensato e voluto dopodiché ci sarà l’Eden. Questi tempi difficili debbono portare a farvi realizzare l’Essere perché solo così potrà ritornare il Figlio a portarvi l’amore del suono primordiale. Chi ama è se stesso e, molto presto, l’amore gli renderà giustizia perché solo vivendo attraverso il cuore si manifesterà il Regno di Dio sulla Terra. La vita è una Grazia che l’Assoluto dona ad una creazione mediante un atto d’amore ed attraverso dei cicli di esistenza, deve essere vissuto nelle coscienze umane.

Ora è arrivato il termine di un ciclo e le anime pronte stanno trasmutando le loro cellule per cui, gioite Figli che anelate all’amore, ma distaccatevi dalle vostre paure che non hanno più ragione di esistere.

Anche se ancora avete disturbi al corpo fisico passeranno presto perché state purificando il perdono per avere accesso alla nuova dimensione di esistenza. Continua a leggere

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