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  ” L’ascolto in profondità è il trasformare un ascolto musicale in ascolto di sé “

 

 

Il musicista Capitanata ci spiega come la musica sia un evento corporeo globale

La maggior parte delle persone crede di accogliere la musica soltanto attraverso i canali uditivi. Spesso però non soltanto non l’accoglie, ma la subisce. La musica è prima di tutto un evento corporeo. E’ il senso del tatto a essere totalmente coinvolto dal suono, attraverso quel potente e raffinatissimo organo che è la pelle, l’involucro che ci protegge e che ci mette in comunicazione con il mondo. 

La pelle conserva le memorie implicite dei nostri primi 45 mesi di vita: 9 nel ventre materno e 36 dopo la nascita. L’intensità degli stimoli musicali nella vita prenatale e postnatale comporta una migliore possibilità di sviluppare in età adulta la capacità di vivere in profondità il piacere della musica. Sotto l’effetto del suono, chi ascolta si trasforma in un diapason vivente e senza accorgersene attiva sulla pelle dei ricettori che trasformano la vibrazione in piacere. La vibrazione della pelle coinvolge tutte le cellule e fa dilagare il suono dappertutto. Il corpo coinvolto dall’onda musicale subisce, da un lato, una trasformazione fisicochimica e dall’altro lato assapora l’indicibile sensazione di un flusso di carezze amorose. Questo processo stimola non solo alcune aree del cervello atte a produrre sostanze legate ai circuiti cerebrali degli oppiacei, ma anche il ventre, non a caso definito il nostro secondo cervello. Continua a leggere

L’anima è paragonabile al numero in movimento; un numero in movimento è una nota musicale. L’anima dell’uomo, stato intermedio fra Dio e la materia, è l’arpa che suona l’eterno canto al Signore della Creazione, perché il Creatore muove le sue corde con il suo divino soffio.
L’Archeosofia vuole dare la possibilità di sperimentare in senso positivo il canto e una musica che elevino a Dio non in senso generico come può fare una melodia religiosa, ma nel senso di vera tecnica di risveglio cristico, mistico e iniziatico.
Se la corda sonora o la canna di un organo sono numeri che cantano, l’unisono con i numeri dell’anima è realizzabile attraverso la melurgia archeosofica. Vi sono logaritmi musicali e logaritmi dell’anima. Questa non è una ipotesi, ma una realtà da utilizzare.
Fra il Cosmo e l’anima vi sono degli scambi perché l’anima è lo strumento musicale che ci mantiene in contatto con il Cosmo ordinato. È questo un grande mistero sofianico connesso con l’Anima del Mondo.
L’Anima dell’uomo è un numero in movimento, l’Anima è un Numero che prega; un numero è una nota musicale, è l’arpa eolia che canta sotto il soffio dello Spirito di Dio, quando si accorda con Lui.
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