Tag Archive: meditazione


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Luce Cosmica-Omraam Mikhaël Aïvanhov

Ora… uno dei migliori esercizi che possa consigliarvi, `e quello di abituarvi  ogni giorno, più volte al giorno, a respirare la luce. Sceglietevi un luogo tranquillo  dove nessuno vi possa disturbare, mettetevi in una posizione comoda e respirate:  inspirate immaginando di attirare la luce cosmica, quella luce infinitamente  più sottile ancora della luce del sole, quella quintessenza impalpabile,  invisibile, che penetra ogni cosa. Fate penetrare in voi quella luce affinchè circoli  attraverso tutte le vostre cellule e tutti i vostri organi. . . . Poi, espirando, fatela  uscire da voi proiettandola per illuminare, rischiarare e aiutare il mondo intero. E’ un esercizio straordinario, perchè dal punto di vista cabalistico, diventate la lettera  Aleph. Aleph, prima lettera dell’alfabeto ebraico, `e il simbolo dell’essere che  con una mano riceve la luce celeste, e con l’altra la distribuisce agli esseri  umani. Non potete diventare “Aleph” se pensate esclusivamente a voi stessi, se trattenete tutto per voi. Aleph `e l’essere che pensa unicamente a dare, a riscaldare,  a illuminare, a vivificare, senza occuparsi di se stesso. `E un creatore, un salvatore dell’umanità, è un figlio di Dio. “ Continua a leggere

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Il premio Nobel “Alexis Carrel” ha denominato la preghiera come la più potente forma di energia…

E un ricercatore di fama, lo scienziato americano “N.J.Stowel” ha misurato l’effetto della preghiera. Egli racconta:“Ero un cinico, un ateo e credevo che Dio fosse solo un’immaginazione della mente umana”.Lavoravo in un grande laboratorio patologico di una clinica, dove mi occupavo di misurare la lunghezza d’onda e l’intensità di irradiamento dei cervelli umani. Con i miei collaboratori decidemmo di studiare, quello che succede nel cervello umano durante il passaggio dalla vita alla morte. A tale scopo avevamo scelto una donna che soffriva di un tumore maligno al cervello. La donna era perfettamente normale fisicamente e mentalmente. La sua serenità ci colpiva tutti. Sapevamo che doveva morire, e anche lei lo sapeva. Poco prima della sua morte, mettemmo nella sua stanza un apparecchio di registrazione ultrasensibile, che doveva indicarci quello che sarebbe accaduto nel suo cervello negli ultimi minuti di vita. Sopra al letto aggiungemmo un piccolo microfono, nel caso avesse detto qualcosa negli ultimi momenti. Nell’intervallo ci recammo nella stanza accanto. Eravamo 5 scienziati ed io ero quello più insensibile. Nell’attesa restammo in piedi davanti ai nostri strumenti. L’ago era sullo zero e poteva oscillare a 500 gradi a destra nei valori positivi e 500 gradi a sinistra in quelli negativi.

Qualche tempo prima, con l’aiuto dello stesso apparecchio, avevamo misurato una stazione radio, il cui programma – una notizia che doveva essere trasmessa in tutto il pianeta – si irradiava nell’etere con una potenza di 50 kilowat. Durante questa prova constatammo una misura positiva di 9 gradi.

L’ultimo istante dell’ammalata sembrava avvicinarsi. Ad un tratto sentimmo che si mise a pregare e a lodare Dio. Gli domandò di perdonare tutte le persone che le avevano fatto dei torti nella vita e poi disse: “So che tu sei l’unica sorgente di vita degna di fiducia per tutte le tue creature”. Lo ringraziò per la Sua forza, con la quale l’aveva guidata durante tutta l’esistenza. Affermava che il suo amore non era diminuito malgrado tutte le sue sofferenze. E nella prospettiva del perdono dei suoi peccati per mezzo di Gesù, emanava una gioia inesprimibile. Frementi restammo intorno ai nostri apparecchi senza vergognarci delle nostre lacrime. Improvvisamente mentre la donna continuava a pregare sentimmo un tintinnio sul nostro apparecchio: l’ago si era posizionato a 500 gradi a destra e si agitava a più riprese contro l’ostacolo. Continua a leggere

Namastè

Namastè

 Il segreto spirituale dell’atomo di carbonio

Teoria atomica è una scienza antica. I primi record di esso si possono trovare nei testi vedici dell’India che sono molte migliaia di anni.

La leggenda vuole che la civiltà vedica è stato molto avanzato. I saggi che ha curato lo sviluppo, attraverso la loro visione mistica e profonda meditazione , ha scoperto gli antichi simboli della spiritualità: Aumkara e svastica. Hanno inoltre scoperto molti principi scientifici che hanno applicato per sviluppare una tecnologia altamente avanzata. Hanno dato l’atomo sanscrito il suo nome “Anu”.

Mentre le conquiste tecniche di questa antica civiltà sono stati dimenticati i simboli archetipici della spiritualità hanno mantenuto la loro preminenza nella nostra coscienza. Ora, grazie ai progressi della moderna teoria atomica, la base atomica di questi simboli divini può essere apprezzato.

Teorie occidentali dell’atomo ha preso forma nel secolo 18 e 19. All’inizio del 19 ° secolo, John Dalton teorizzato che un atomo è una particella indivisibile di un elemento. Tuttavia, dopo che l’elettrone è stato scoperto nel 1897, e poi gli anni protone più tardi, il modello di atomo è stato rivisto. Nel 1909, Ernest Rutherford hanno dimostrato che gli atomi erano per lo più spazio vuoto, la revisione del modello di un atomo ad un nucleo stretto positivo contenente i protoni e neutroni con gli elettroni intorno ad esso, nel 1913, fisico danese Niels Bohr immaginò un accordo planetario in cui gli elettroni orbitano il nucleo a differenti livelli di energia.

L’attuale modo di descrivere un elettrone è un modello chiamato la nube carica modello / meccanica quantistica modello / modello orbitale. Questo modello basato sul concetto di principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo cui non conosciamo la posizione precisa o la velocità di un elettrone dato. Il modello utilizza indistinto e sovrapposizioni “nuvole di probabilità” per approssimare la posizione di un elettrone. Continua a leggere

FRANCO BATTIATO – MEDITATE GENTE, MEDITATE

Fonte: www.animacosmica.org 

Franco Battiato lo fa da 35 anni. Due volte al giorno. Che si trovi nella sua Catania o dall’altra parte del mondo. Destinazione: «L’unica zona dell’universo dove le raccomandazioni non funzionano».

«Medito tutti i giorni, all’alba e all’imbrunire». Dice proprio così, all’imbrunire, usando questo termine arcaico che trasmette un senso di calma e al tempo stesso di malinconia. Una parola svincolata dall’orologio frettoloso degli uomini, ma legata al trascorrere del tempo solare, delle stagioni, del vento, della pioggia e del mare che Franco Battiato vede in lontananza dalla sua casa sulle pendici dell’Etna dove migra in primavera fino all’autunno.

Il resto dell’anno lo passa a Catania, con qualche puntata a Milano e Londra, per lavoro e per prendere una boccata di aria metropolitana. Perché Franco Battiato è un mistico ma non un eremita. È uno che del mondo moderno ha deciso di prendere solo la parte che gli interessa. Lo vorremmo fare tutti, direte voi. Ebbene sì, ma non è così semplice. Spiritualità, ascesi, visioni, purezze interiori, tutti gli spunti mistici che ritroviamo nella sua musica non sono lì per caso. Il percorso di ricerca interiore di Battiato, adesso cinquantanovenne, diventato famoso con La voce del padrone (1981), primo Lp in Italia a toccare il milione di copie, affonda le sue radici lontano. Continua a leggere

Domande Introspettive di Shri Mataji Nirmala Devi

  • Sono innocente o aggressiva nel mio comportamento?
  • Devo reagire per tutto il tempo?
  • Sono davvero in grado di sentire le vibrazioni?
  • Devo usare la saggezza nella mia ricerca?
  • La mia attenzione coinvolto con la mia ascesa spirituale o si sforza mondo?
  • Sono ancora indulgendo in passato le mie abitudini che sono contro la mia ascensioni spirituali?
  • Quanta fatica faccio per la mia ascesa spirituale?
  • Sono onesto nella mia ricerca?
  • Ho davvero credere in ‘Paramchaitanya’?
  • Sono umile?
  • Mi comporto in maniera dignitosa?
  • È il mio cuore pulito o ricoperti di gelosia o ego?
  • Quanto ‘Bhakti’ o ‘Shraddha’ ho a disposizione per Shri Mataji?
  • Posso amare senza nulla chiedere in cambio?
  • È la mia ricerca e il comportamento superficiale?
  • Sono veramente dolci o sarcastico quando si comunica?
  • Sono strumentali alla crescita spirituale della collettività?
  • Se faccio qualcosa di sbagliato, non mi sento in colpa oppure devo affrontare e risolvere da solo?
  • Non mi siedo per la meditazione con il cuore pieno e l’attenzione?
  • Mi tocco ‘Thoughtless Awareness’ in meditazione?
  • Mi sento pace e silenzio durante la meditazione?

Ponetevi queste domande, allora mediterete dentro e  vi conoscerete  meglio.Dovete chiedere a queste domande nel vostro cuore, non attraverso l’ego.


LA MEDITAZIONE – JIDDU KRISHNAMURTI

Fonte:www.animacosmica.org

Una mente meditativa

Una mente meditativa è silenziosa. Non quel silenzio che può essere concepito dal pensiero; non il silenzio di una placida sera; ma quel silenzio che sorge quando il pensie ro, con tutte le sue immagini, tutte le sue parole e tutte le sue percezioni, è interamente cessato. Questa mente meditativa è la mente religiosa: la religione in cui non vi sono chie se, templi, canti.

La mente religiosa è l’esplosione dell’a more: l’amore che non conosce separazione. Per questo amore il lontano è vicino. Non è l’uno né i molti, bensì quello stato di amore in cui cessano tutte le divisioni. Come la bel lezza, non è a misura delle parole. Solo a partire da questo silenzio agisce la mente medi tativa.

La meditazione è una delle più grandi ar ti della vita,forse la più grande, e non la si può assolutamente imparare da nessuno, questa è la sua bellezza. Non c’è tecnica e quindi non c’è autorità. Quando imparate qualcosa su di voi, osservatevi, osservate il modo in cui camminate, il modo in cui man giate, ciò che dite, le chiacchiere, l’odio, la gelosia: se siete consapevoli di tutte queste cose dentro di voi, senza alternativa, ciò fa parte della meditazione.

Può esserci meditazione, dunque, quando sedete in un autobus o passeggiate in un bo sco pieno di luce e di ombre, o ascoltate il canto degli uccelli o guardate il viso di vostra moglie o del vostro bambino. Continua a leggere

La Dodicesima Illuminazione – Intervista a James Redfield

Fonte:nonsoloanimatv


NonSoloAnima.TV incontra James Redfiled, conosciuto al mondo come l’autore del bestseller La Profezia di Celestino e ora autore della Dodicesima Illuminazione. L’autore ci parla delle chiavi per portare la visione spirituale nella quotidianità dell’essere umano (Milano, 13 Maggio 2011).

l Gayatri Mantra

OM 

Bhur Bhuva Svaha

Tat Savitur Varenyam

Bhargo Devasya Dheemahi

Dhiyo yonah Prachodayat

Ascolta il Gayatri Mantra 

Il Gayatri é una preghiera rivolta all’ Intelligenza Universale. Il suo scopo é quello di accendere il potere del discernimento per permettere all’uomo di analizzarsi e di rendersi conto della sua natura divina. É conservata come reliquia nei “Veda”, le più antiche scritture dell’uomo. “Veda” significa infatti conoscenza, e la Preghiera alimenta ed aguzza la capacità di accrescimento della conoscenza. In realtà le quattro “Mahavakyas”, o concetti base racchiusi nei “Quattro Veda”, sono impliciti in questo Gayatri Mantra.Agisce come un talismano protettore per coloro che la pronunciano con continuità. Sai Baba ha affermato che questa preghiera é adatta a qualsiasi credo, perché essa dal Glorioso Potere che pervade il Sole ed i Tre Mondi (Fisico-Eterico-Causale) invoca la crescita, il risveglio ed il rinvigorimento dell’ Intelligenza.Il Gayatri Mantra é sinonimo del Divino, é lo stesso suono di Dio, esso permea tutto il Cosmo manifesto. É la Base, la Realtà che trascende l’Universo soggetto a conoscenza e a sperimentazione.Il termine “Gayatri” proviene da GAYAntam TRIyate iti, che significa: “Ciò che preserva, protegge o salva dalla corruttibilità, colui che lo recita”. GAYA vuol dire Essere e insegna la Verità, il principio della vita.Occorre infatti accostarsi a questo mantra con dovuta umiltà , reverenza,fede ed amore.La Gayatri ha anche tre nomi: Gayatri, Savitri e Saraswati. Gayatri rappresenta i sensi, Savitri é l’energia vitale o prana, ed é il simbolo della verità. Saraswati é la dea del linguaggio e dell’insegnamento, il simbolo della chiarezza intellettuale.Questi tre aspetti sono presenti in ciascun uomo e simboleggiano la purezza di pensieri, parole ed azioni, che ogni aspirante deve raggiungere sul sentiero della realizzazione spirituale. Come si può raggiungere la visione di queste tre divinità nella preghiera? Sai Baba ha spiegato più volte che il Gayatri Mantra si divide in tre parti: descrizione, meditazione e preghiera.  Continua a leggere

WESAK

WESAK

La grande benedizione di tutta l’umanità. Secondo un’antica leggenda, l’Iris sboccia nel momento esatto in cui il Buddha ritorna e si presenta sulla Terra. Per questo motivo l’Iris è diventato il simbolo del Wesak.

CONOSCERE IL WESAK

I giorni sacri

 Ci sono giorni particolari sulla Terra, giorni sacri in cui la divinità, sotto multiformi aspetti si piega ad incontrare i Suoi figli minori, le sue creature meno felici, intrappolate in corpi di carne, portando il conforto della Sua presenza. Quasi sempre si tratta di «feste mobili», collegare ai pleniluni e stranamente vicine fra loro. Continua a leggere

Il Sussurro della Sorgente Interiore

Qualcosa ci lega al mondo così come lo conosciamo, così come lo percepiamo; è qualcosa di illusorio che ci spinge a fare e a essere ciò che non potremo mai essere, mentre ci obbliga a ignorare ciò che siamo.

Lo Zen è una tradizione del Vero lucida, perché libera da appartenenze a forme di rito, mito o scrittura, capace di trasmettere un’esperienza di risveglio indubitabile alla realtà e alla vita.

Osho si richiama a quell’intento di pienezza, aiutando il lettore a riconnettersi con la propria verità interiore, rafforzando in lui la consapevolezza e la percezione della propria aspirazione più autentica. Continua a leggere

Come sentire l’Aum – di Paramahansa Yogananda

Fonte:www.terembir.com

Le cose materiali forniscono vera gioia? No! Per qualche momento danno un piccolo piacere passeggero, che, sempre, e,’ pero’, seguito da pene. Esse ci promettono gioia, ma non mantengono la parola data.Colui che si diverte troppo con i piaceri della terra smarrira’ la felicita’; coloro che si arrendono alla vita sessuale, perderanno la loro vitalità;chi mangia eccessivamente, perdera’ la salute e la soddisfazione del cibo.Ovunque andrete vi accorgerete che la gente raccoglie il frutto degli eccessi che ha seminato durante l’esistenza.”Il prezzo del peccato e’ la morte”.Il peccato e’ ignoranza; ignoranza delle leggi cosmiche Divine della vita.Soltanto quando giungiamo a vivere armoniosamente con la legge di Dio ci armonizziamo con il nobile proposito dell’esistenza umana.Dio non ci castiga; siamo noi stessi a castigarci, in accordo con la legge di causa e di effetto. Se semineremo buone opere raccoglieremo felicita’;se, invece, ne produrremo di cattive, ci ritroveremo immersi in molti dispiaceri.La vecchiaia, le preoccupazioni, le malattie, e la morte rappresentano solo alcuni effetti del peccato, o ignoranza della legge universale. Sarebbe cosa completamente inutile se noi soddisfacessimo la presente vita “esistendo” solamente, e, poi, morendo. Tutti noi speriamo che le nostre vita producano bene e piacere.Devi seguire il sentiero, sino alla fine; e se avrai scelto quello appropriato, inevitabilmente, li’, incontrerai Dio. Evita i viottoli del desiderio materiale, che conducono soltanto ad un abisso di insoddisfazione.Ogni buona azione che compirai sara’ come il colpo di un piccone che,perforando il suolo della coscienza, permettera’ alla sorgente della gioia Divina di zampillare.Ma, il piccone della meditazione, che rappresenta l’azione perfetta per antonomasia, perfora la superficie interiore della coscienza e fa scaturire la gioia totale della vita. Il “geiser” della Felicita’ Suprema cresce e fluisce perpetuamente nell’anima, attraverso il silenzio trapanante. Continua a leggere

La voce interiore     
 Fonte:Rosalia Stellacci

Qualunque situazione ci si presenti, in qualunque difficoltà, in ogni delusione o disillusione, è importante fare in modo che la luce interiore non si spenga mai. E’ l’unico mezzo, l’unica via percorribile per avere un punto fisso, una certezza intorno alla quale gravitare e una direzione da seguire. La luce interiore rifulge all’interno del petto, ne possiamo sentire il calore, il senso di pienezza e se la nostra mente è pura e calma, possiamo sentirne il respiro in ogni momento della nostra nostra vita, anche in quelli più critici. Non c’è nessun altra sicurezza a cui rivolgersi, se non la luce interiore, la nostra connessione suprema con la Divinità, il cosmo, la legge di amore universale. Ogni altro punto di riferimento è caduco e fallace, soggetto alle leggi instabili del tempo nel quale siamo incarnati. Quando ogni riferimento, ogni valore umano cambia, rimaniamo orfani e privi di direzione. Il terreno vacilla sotto i nostri piedi lasciandoci destabilizzati e confusi. Se non contattiamo la nostra guida interiore, il nostro Sé superiore, siamo senza guida, reagiamo alle situazioni casualmente, emotivamente, egoisticamente o guidati solo dalla paura. Ogni situazione ci venga proposta in questo viaggio, è un’occasione per crescere, per rafforzare la nostra connessione ed ha in sé un significato più profondo di quello che possiamo vedere con i nostri soli occhi e con la ragione. L’unico vero attore delle nostre azioni, l’unico vero testimone dei nostri pensieri, l’unica antenna in grado di captare quel che deve essere fatto è il cuore. E’ facile distinguere la sua volontà se ci si centra in esso, se con la nostra attenzione rimaniamo sempre in contatto con il centro del nostro petto. E’ importante che la nostra mente venga usata solo per osservare le sensazioni sottili che percorrono il nostro corpo, è importante che rimanga una semplice testimone, una attenta osservatrice, priva di giudizio. Essa non può giudicare infatti, quanto suggerito dal nostro cuore. E’ questo ad essere in contatto con il Supremo attraverso l’amore e non la mente. La mente cataloga, dispone, divide rispondendo ad una serie di fattori sociali, esperienziali ed educativi caduchi come i valori che ci governano lungo i secoli delle nostre esistenze. Quando il cuore ci chiede di operare delle scelte coraggiose, è solo la paura che ci frena. La paura di non essere accettati, di non essere compresi. Per essere aderenti al nostro cuore, ci è richiesto di vivere noi stessi con coraggio e con passione, di avere amore e rispetto per noi stessi e per la nostra voce interiore. Coraggio!

L’importanza delle sensazioni del corpo
a cura del Vipassana Research Institute

Quasi tutti i maestri religiosi hanno trasmesso un insieme di articoli di fede. Ciò che il Buddha insegnò, invece, è un sistema sperimentale. Se vogliamo imparare a vivere una vita felice, è necessario che ci trasformiamo in maniera radicale, e per un cambiamento così fondamentale, anche la fede più sublime non basta. Occorre sperimentare la legge naturale, il Dhamma, direttamente all’interno di noi stessi: allora ci riuscirà facile vivere in conformità a questa legge.

Dobbiamo renderci conto personalmente della nostra natura effimera e mutevole, e capire che ogni tentativo di manipolarla non solo è futile, ma crea sofferenza. Una volta compreso questo, diventa spontaneo generare in noi quel distacco che ci permette di rimanere sereni in mezzo a tutte le vicissitudini della vita. La chiave di questa percezione diretta è vedana; la sensazione, perché è attraverso di essa che noi entriamo veramente in contatto con il mondo. Ogni volta che avviene il contatto con uno dei sensi fisici o con la mente, si manifesta una sensazione nel corpo. A questo punto hanno inizio i nostri comportamenti errati; è dunque a questo punto che dobbiamo rettificare le nostre azioni. Invece di lasciare che la sensazione ci conduca alla bramosia, dobbiamo fare in modo che essa susciti in noi la saggezza che libererà la nostra mente dalla sofferenza.

Per poter arrivare a ciò, tuttavia, dobbiamo comprendere chiaramente che cosa sia una sensazione, e dove occorre cercarla.
Il Buddha la classificò tra gli aggregati mentali, insieme alla coscienza (vinnana), alla percezione (sanna) e alla reazione (sankara).Nel definirla, però, egli parlò di vedana, la sensazione, non come di un fenomeno soltanto mentale, ma anche fisico. E’ la mente che sente, ma ciò che essa sente è inscindibile dall’elemento fisico. Continua a leggere

Consapevolezza del respiro

Poniamoci nella postura a sedere.

Manteniamo il nostro respiro nel suo stato naturale. Non dobbiamo cioè forzarlo ad essere qualcosa che non è nella sua naturalezza. Non dobbiamo imitare il flusso respiratorio che riteniamo appropriato per il vero meditante. Non cambiamo il nostro respiro da quello che è. Attenzione: è molto importante. È assai facile cadere in questo trabocchetto, magari inconsciamente: mi siedo e comincio, con la mia volontà, a cambiare il mio respiro, trasformandolo in ciò che credo debba essere il respiro di un buddhaleggeroprofondosilenzioso, ecc.. Non va fatto nulla di tutto questo. L’esercizio consiste invece nell’osservazione del nostro respiro per quello che è. Nessun controllo (nel senso di modifica cosciente) del flusso respiratorio.

Ricordiamoci bene che la respirazione deve essere addominale (non toracica) e compiuta con il naso (non con la bocca).

Soffermiamo la nostra consapevolezza sul respiro. Lo si può fare attraverso due tecniche di osservazione. Scegliamo quale preferiamo e una volta scelta, perseveriamo in essa.

Prima tecnica
Spostiamo la nostra consapevolezza sul ventre che si espande (inspirazione) e che si contrae (espirazione). Non vuol dire che lo si debba visualizzare mentalmente, che lo si debba pensare, ecc.. Essere consapevoli della nostra pancia nella fase della respirazione significa semplicemente e solamente mantenerci collegati con quella particolare sensazione fisica. La pancia si espande: sentiamone tutte le sue parti, le sue pareti che si allargano, che si estendono. La pancia si restringe: sentiamone il suo contrarsi, il suo rientrare. Continua a leggere

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