Tag Archive: India


Irons, non riciclare rifiuti è come buttarli

Presentato a Bruxelles il suo documentario ‘trashed’

Green Paper on Plastic Waste press conference

Non riciclare i rifiuti equivale a gettarli via, invece di produrre ricchezza. L’Unione europea sta cercando di andare nella direzione del riuso e del riciclo delle materie prime e gli altri Paesi non potranno fare a meno di seguire l’esempio. Ne è convinto Jeremy Irons, che oggi a Bruxelles ha presentato il suo documentario ‘Trashed’. “Io sono un narratore di storie e volevo usare la poca celebrità che ho per raccontare una storia vera e importante, perché c’é la possibilità di cambiare il mondo in cui viviamo” ha spiegato Irons. Dopo essersi documentato sul problema della gestione dei rifiuti “sono rimasto scioccato vedendo una situazione che in molti posti è ignorata”. Il problema è globale, se l’Ue punta sul riciclo può fare la differenza? Continua a leggere

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BAREFOOT COLLEGE

Fonte:www.animacosmica.org

 

 

“Dove sta scritto che siccome non sai leggere e scrivere non puoi diventare ingegnere, architetto odentista? Questi sono solo miti che abbiamo nella mente. E al Barefoot college li mandiamo in frantumi.” Lo dice col suo sorriso lucente, ma Bunker Roy non scherza quando, in una delle conferenze più affollate del Festival della Scienza di Genova, che si chiude proprio questo week-end e che potete vedere in streaming sulla WiredTv, spiega cosa significa demistificare la tecnologia.

È quello che cerca di fare dal 1972, quando a Tilonia, nello stato indiano del Rajasthan, fondò il Barefoot college, dove gli analfabeti dei villaggi rurali dell’India imparano a costruire impianti fotovoltaici.

Ma l’analfabetismo non pesa come un macigno sullo sviluppo?

“Nient’affatto. A Tilonia noi riportiamo al centro i saperi, le tecniche, le conoscenze maturate nelle comunità rurali nei secoli, che spesso offrono soluzioni semplici e ancora oggi applicabili, come nella gestione delle acque piovane. Lo stiamo facendo in un ampia rete di scuole, e non solo in India”.

Ma montare e mantenere in funzione impianti fotovoltaici è un’altra cosa…

“Al Barefoot college istruiamo praticamente solo donne, anzi ora stiamo puntando tutto sulle nonne. Continua a leggere

 Il segreto spirituale dell’atomo di carbonio

Teoria atomica è una scienza antica. I primi record di esso si possono trovare nei testi vedici dell’India che sono molte migliaia di anni.

La leggenda vuole che la civiltà vedica è stato molto avanzato. I saggi che ha curato lo sviluppo, attraverso la loro visione mistica e profonda meditazione , ha scoperto gli antichi simboli della spiritualità: Aumkara e svastica. Hanno inoltre scoperto molti principi scientifici che hanno applicato per sviluppare una tecnologia altamente avanzata. Hanno dato l’atomo sanscrito il suo nome “Anu”.

Mentre le conquiste tecniche di questa antica civiltà sono stati dimenticati i simboli archetipici della spiritualità hanno mantenuto la loro preminenza nella nostra coscienza. Ora, grazie ai progressi della moderna teoria atomica, la base atomica di questi simboli divini può essere apprezzato.

Teorie occidentali dell’atomo ha preso forma nel secolo 18 e 19. All’inizio del 19 ° secolo, John Dalton teorizzato che un atomo è una particella indivisibile di un elemento. Tuttavia, dopo che l’elettrone è stato scoperto nel 1897, e poi gli anni protone più tardi, il modello di atomo è stato rivisto. Nel 1909, Ernest Rutherford hanno dimostrato che gli atomi erano per lo più spazio vuoto, la revisione del modello di un atomo ad un nucleo stretto positivo contenente i protoni e neutroni con gli elettroni intorno ad esso, nel 1913, fisico danese Niels Bohr immaginò un accordo planetario in cui gli elettroni orbitano il nucleo a differenti livelli di energia.

L’attuale modo di descrivere un elettrone è un modello chiamato la nube carica modello / meccanica quantistica modello / modello orbitale. Questo modello basato sul concetto di principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo cui non conosciamo la posizione precisa o la velocità di un elettrone dato. Il modello utilizza indistinto e sovrapposizioni “nuvole di probabilità” per approssimare la posizione di un elettrone. Continua a leggere

Fonte:www.ufoplanet.ufoforum.it

Dei, demoni o altro?

 

Il Mahabharata e il Ramayana, come quasi tutti i grandi classici dell’India, descrivono svariati dei e demoni. Per la maggioranza degli studiosi, queste entità appartengono ai reami della mitologia, ma per altri, essi sono considerati come esseri reali che esistettero in tempi remoti.

 

Ciò che si racconta di meno, sebbene menzionato nei testi sopra e nei Shastras (testi scientifici Veda), è che questi demoni e dei possedevano una vasta gamma di armi letali. Forse essi non erano divini, ma eccezionali entità provenienti da questo o da qualche altro pianeta.

 

 

 

Le Guerre degli Dei

 

Se guardiamo nello Srimad Bhagavatam di Krishna Dvaipayama Vyasa, troviamo la descrizione dettagliata di una tremenda battaglia tra il dio Krishna ed il demone Banasura, che a quel tempo poteva contare sull’aiuto di Shiva, il quale iniziò a far fuoco con tutte le sue armi su Krishna, senza esito, grazie alla capacità di Krishna nel neutralizzarle. Continua a leggere

Nirvana Shatakam

Tad Nishkala è anche noto come l’Atma o Nirvana Shatakam, sei versi per la liberazione spirituale.

                       Shri Adi Shankaracharya

 

 

Mano-buddhi anankar chittani naham

Na cha shrotra jihve, na cha ghrana netre

Na cha vyomabhumir, na tejo na vayuhu

Chid’ ananda rupah, Shiv’ oham, Shiv’ oham

 

Né mente, né intelletto, né ego, né pensiero,

né orecchie, né lingua, né naso, né occhi,

né etere, né terra, né fuoco, né vento,

eterna beatitudine e consapevolezza, io sono.

Io sono Shiva. Io sono Shiva. Continua a leggere

Quando gli alieni “scoprirono” la Terra

Fonte:ufoplanet.ufoforum.it

 

Esiste un filo sottile che lega tra loro le grandi civiltà; a partire dai Sumeri, la prima grande cultura che aprì la strada alle successive, per passare poi, non necessariamente in ordine temporale, agli Indiani d’America, ai Maya, agli Inca, agli Aborigeni dell’Australia, ai Cinesi, agli Indù, per finire con gli antichi egizi e i Dogon.

 

Questa sottile traccia, diluita nel tempo, più o meno nascosta nelle pitture, nell’architettura, nei riti sacri, può essere riassunta in una sola frase: ogni antica cultura accettava il fatto che degli esseri celesti, giunti in modi diversi sul nostro pianeta, avessero creato la razza umana.

 

Questa profonda consapevolezza, sia pure spiegata come la perpetuazione di un mito, nasconde in realtà il resoconto di una serie di avvenimenti così importanti per il genere umano da lasciare profondamente il segno; la parabola temporale che ufficialmente ha accompagnato la nascita e la crescita dell’essere umano fino ai nostri giorni, presenta non pochi punti deboli; non ha un inizio sicuro, provato e riscontrabile, ma il suo percorso è immensamente ricco di vuoti da riempire, vuoti che non riescono ancora a trovare delle valide spiegazioni. Continua a leggere

Un Ufo in picchiata anche in IndiaLo vedono cinque piloti d’aereo

Allucinazioni, bufale, falsari in azione. D’accordo, la vicenda dell’Ufo-saliscendi nella notte di Gerusalemme davanti alla Spianata delle Moschee sarà pure riconducibile a questo, però si dà il caso che qualcosa di simile, anzi, di molto simile, si è verificata nei cieli dell’India. Testimoni? Cinque piloti di linea, indiani ma anche di compagnie internazionali. Ne ha parlato il giornale Deccan Herald, riportando fatti registrati lo scorso 26 gennaio nei pressi del confine dell’area Bengal-Bihar. Il primo ad essersi accorto di questa massa globulare, pulsante e incandescente, comunque dotata di un andamento rotatorio, è stato un pilota di lungo corso dell’Air India, in rotta con il suo A319 da Kolkata a Nuova Delhi. Alla quota di 34 mila piedi, entrando nello spazio aereo di Gaya, ha avvistato questo strano oggetto. Continua a leggere

L’illuminazione

L’illuminazione è la capacità di vedere la realtà così come è, senza il velo dell’interferenza e dell’nterpretazione imposto dalla mente. È un semplice evento neurobiologico e può accadere in un istante.
Entrando nell’Età dell’Oro cominciamo ad essere più ricettivi alla luce della grazia divina. Uno dei mezzi per ricevere questa grazia è la trasmissione attraverso le mani di una sorta di energia che si chiama Diksha. In tutto il mondo si stanno sviluppando molte tecniche, nel sud dell’India c’è un Avatar conosciuto come Bhagavan che sta insegnando come dare il “diksha”, un trasferimento di potere simile ad una armonizzazione spirituale.
Consiste in una cerimonia nella quale chi è stato preparato per la trasmissione pone le proprie mani sulla testa dell’iniziato che diventa canale per le energie cosmiche, in modo da riorganizzare il circuito neurologico. Una sfera dorata scende attraverso il chakra della corona e i canali della kundalini si attivano. Alcune zone del cervello vengono sedate, mentre altre vengono energizzate. Inizia così un processo nel quale sia il cervello che il sistema nervoso si riorganizzano.
Essere illuminati significa accedere direttamente alle nostre anime, piuttosto che passare attraverso l’interferenza della mente.

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“Mentre marciate lungo i sentieri contorti e ramificati della vita, cercate di scoprire anzitutto il sentiero che conduce a Dio. Nel tempo, i metodi comprovati dei rischi illuminati dell’ India, hanno mostrato la via Universale per la conquista  dell’incertezza e dell’ignoranza seguendo la traccia di luce divina che essi hanno segnato, che va dritta al Supremo Traguardo”

 

Paramahansa Yogananda

 

 

 

Coltiva costantemente il potere immortale dell’anima, attraverso la meditazione e il contatto con Dio, e usa quel potere in tutte le difficoltà….

Tu sei un figlio di Dio. Non hai motivo di temere. Identificati con la tua anima ogni giorno per mezzo della meditazione, e saprai che: “Io provengo da Dio. Io sono Vita Eterna. Io vivo, mi muovo e ho il mio essere per sempre in quel Potere.”

Non accettare le limitazioni dell’ambiente che ti circonda. Rimani interiormente arroccato nel castello della presenza di Dio. Non c’è nessun altro porto di salvezza….Afferma senza paura: “Io dimoro nel castello della presenza di Dio. Nessun male può raggiungermi, perché in ogni situazione della vita − fisica, mentale, finanziaria, spirituale − io sono protetto nella fortezza della presenza di Dio.”

Assenza di paura significa fede in Dio: fede nella Sua protezione, nella Sua giustizia, nella Sua saggezza, nella Sua misericordia, nel Suo amore, nella Sua onnipresenza….

La paura deruba l’uomo dell’indomabilità della sua anima. Frantumando i lavori armoniosi della Natura che emanano dalla sorgente di potere divino che è dentro di noi, la paura causa disturbi fisici, mentali e spirituali….Invece di indulgere nell’ansia l’uomo dovrebbe affermare: “Io sono sempre al sicuro nella fortezza delle Tue amorevoli cure.” Continua a leggere

Star bene è l’obiettivo di tutti gli esseri umani. Significa sentirsi a proprio agio nel mondo, in armonia con se stessi e con gli altri; avere un lavoro appagante ed esseri liberi di esprimere la propria creatività; mantenersi in salute sul piano fisico, emozionale e mentale; crescere in consapevolezza, allargando i propri orizzonti. Ma quanti di noi stanno davvero bene, pur vivendo in una società ricca e tecnologicamente avanzata? Che cosa ci manca? Perché siamo preda di ansia, paura, stress? Perché ci sentiamo insoddisfatti, incompresi, infelici? Perché non riusciamo a sviluppare buone relazioni e a vivere nell’abbondanza, nonostante il nostro desiderio di benessere, felicità e amore?

“Il potere del Diksha nell’evoluzione della coscienza” è il testo più completo e più stimolante sull’Oneness Movement su quanto accade alla Oneness University, sui suoi fondatori, sul percorso che propongono e soprattutto sull’Oneness Diksha e i suoi effetti.

Di Diksha si parla infatti in tutto il mondo, e anche in Italia si sta diffondendo sempre più velocemente, coinvolgendo ormai decine di migliaia di persone.

Ricco di centinaia di testimonianze, il libro di Ardagh fa luce su questo “fenomeno” ormai planetario con il piglio deciso del giornalista e l’emozione vera di chi l’ha vissuto in prima persona e ne è rimasto segnato.

Ma che cos’è il Diksha? Per rispondere Ardagh ha intervistato centinaia di persone, riuscendo a evidenziare alcune delle esperienze più comuni: da una maggiore consapevolezza sensoriale alla capacità di tranquillizzare la mente e ridurre lo stress, da un naturale sentimento di pace e di benessere alla diminuzione dei conflitti interiori e alla guarigione delle relazioni interpersonali.

Oltre a questi cambiamenti, che attengono alla vita quotidiana e la rendono più agevole e funzionale, alcune persone riescono ad avere esperienze più specifiche di “risveglio all’unità”, raggiungendo un particolare stato di coscienza nel quale il senso dell’Io come entità separata si dissolve. Continua a leggere

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