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Domande Introspettive di Shri Mataji Nirmala Devi

  • Sono innocente o aggressiva nel mio comportamento?
  • Devo reagire per tutto il tempo?
  • Sono davvero in grado di sentire le vibrazioni?
  • Devo usare la saggezza nella mia ricerca?
  • La mia attenzione coinvolto con la mia ascesa spirituale o si sforza mondo?
  • Sono ancora indulgendo in passato le mie abitudini che sono contro la mia ascensioni spirituali?
  • Quanta fatica faccio per la mia ascesa spirituale?
  • Sono onesto nella mia ricerca?
  • Ho davvero credere in ‘Paramchaitanya’?
  • Sono umile?
  • Mi comporto in maniera dignitosa?
  • È il mio cuore pulito o ricoperti di gelosia o ego?
  • Quanto ‘Bhakti’ o ‘Shraddha’ ho a disposizione per Shri Mataji?
  • Posso amare senza nulla chiedere in cambio?
  • È la mia ricerca e il comportamento superficiale?
  • Sono veramente dolci o sarcastico quando si comunica?
  • Sono strumentali alla crescita spirituale della collettività?
  • Se faccio qualcosa di sbagliato, non mi sento in colpa oppure devo affrontare e risolvere da solo?
  • Non mi siedo per la meditazione con il cuore pieno e l’attenzione?
  • Mi tocco ‘Thoughtless Awareness’ in meditazione?
  • Mi sento pace e silenzio durante la meditazione?

Ponetevi queste domande, allora mediterete dentro e  vi conoscerete  meglio.Dovete chiedere a queste domande nel vostro cuore, non attraverso l’ego.


La Kundalini

« … La Kundalini è una delle più potenti energie. L’intero corpo del ricercatore inizia a risplendere con l’ascesa della Kundalini. Grazie ad essa, impurità fisiche indesiderate scompaiono. Il corpo del ricercatore improvvisamente appare molto armonioso, lo sguardo appare luminoso e magnetico e l’occhio stesso risplende. »

Alla base del raggiungimento dello yoga, vi è un’energia che risiede nell’osso sacro di ogni essere umano. Probabilmente gli antichi greci, attribuendo il nome “sacro”
aquell’osso, avevano intuito che in esso vi fosse qualcosa di importante.
Questa energia è chiamata in sanscrito Kundalini, termine che deriva da kundal, che significa “spira”, ed indica il fatto che questa energia si trovi avvolta su se stessa in tre spire e mezzo nella sua sede naturale, chiamata in sanscrito Muladhar (da non confondere con il Muladhara chakra che si trova sotto l’osso sacro).

La Kundalini si trova allo stato potenziale fin dalla nascita. Nel momento in cui essa è risvegliata, si muove lungo un canale energetico (detto Sushumna Nadi) disposto per tutta la lunghezza della spina dorsale, attraversa il cervello e poi un’area detta “osso della fontanella” disposta sulla cima della testa (la parte del cranio che è morbida nei neonati); infine la Kundalini fuoriesce e si connette con l’energia universale e questa unione è detta appunto yoga.

"Se si ascolta l'instante, si annulla l'ego. Allora ci sentiamo trascinati al centro del suono e dentro le sue origini."
 (da: Randall Mc Clellan, "Musica per guarire", Muzzio editore)
Fonte: www.mutamenti.ch

Randall Mc Clellan, musicoterapeuta attento e ben noto, fa quest’affermazione che condivido in pieno. A questo concetto io aggiungo poi che: immergersi profondamente nel suono per gustarne il sapore, significa vivere in cosciente pienezza il teorizzato concetto del qui e ora. Detto questo però mi chiedo: com’è possibile immergersi nel suono, godendo appieno dell’effetto benefico di questi caldi bagni sulfurei, se prima non ci spogliamo dei nostri indumenti? Oppure: come si può accogliere un impetuoso crescendo rossiniano o gustare la finezza di un pianissimo verdiano, se nelle nostre orecchie perdura l’eco disturbo cacofonico di un autobus stracolmo.
L’unica possibilità per immergersi nel suono è fare spazio. Epurare orecchie e cuore da tutto ciò che è accessorio; inerte, ampolloso, o paludato da insegne posticce. La parola magica è: duttilità! Diventare duttili, nell’accezione linguistica del suo preciso significato. Malleabili, plasmabili. Mutabili nella forma ma non nella sostanza, anche modificando i propri confini residenziali.
Solo quando si è totalmente duttili ci si può lasciare invadere da un suono forte e intenso senza reagire con violenza, irritarsi, ritrarsi o fuggire. Solo quando si è totalmente abbandonati e disponibili all’ascolto si potranno percepire e gustare i lievi palpiti di un debole suono.
Allora essere duttili potrebbe anche significare essere disponibili a lasciarsi condurre senza la paura di perdere la strada del ritorno, perché consci di sentirsi profondamente radicati nel proprio centro. Continua a leggere

L’illuminazione

L’illuminazione è la capacità di vedere la realtà così come è, senza il velo dell’interferenza e dell’nterpretazione imposto dalla mente. È un semplice evento neurobiologico e può accadere in un istante.
Entrando nell’Età dell’Oro cominciamo ad essere più ricettivi alla luce della grazia divina. Uno dei mezzi per ricevere questa grazia è la trasmissione attraverso le mani di una sorta di energia che si chiama Diksha. In tutto il mondo si stanno sviluppando molte tecniche, nel sud dell’India c’è un Avatar conosciuto come Bhagavan che sta insegnando come dare il “diksha”, un trasferimento di potere simile ad una armonizzazione spirituale.
Consiste in una cerimonia nella quale chi è stato preparato per la trasmissione pone le proprie mani sulla testa dell’iniziato che diventa canale per le energie cosmiche, in modo da riorganizzare il circuito neurologico. Una sfera dorata scende attraverso il chakra della corona e i canali della kundalini si attivano. Alcune zone del cervello vengono sedate, mentre altre vengono energizzate. Inizia così un processo nel quale sia il cervello che il sistema nervoso si riorganizzano.
Essere illuminati significa accedere direttamente alle nostre anime, piuttosto che passare attraverso l’interferenza della mente.

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