Category: Zecharia Sitchin


Quando gli alieni “scoprirono” la Terra

Fonte:ufoplanet.ufoforum.it

 

Esiste un filo sottile che lega tra loro le grandi civiltà; a partire dai Sumeri, la prima grande cultura che aprì la strada alle successive, per passare poi, non necessariamente in ordine temporale, agli Indiani d’America, ai Maya, agli Inca, agli Aborigeni dell’Australia, ai Cinesi, agli Indù, per finire con gli antichi egizi e i Dogon.

 

Questa sottile traccia, diluita nel tempo, più o meno nascosta nelle pitture, nell’architettura, nei riti sacri, può essere riassunta in una sola frase: ogni antica cultura accettava il fatto che degli esseri celesti, giunti in modi diversi sul nostro pianeta, avessero creato la razza umana.

 

Questa profonda consapevolezza, sia pure spiegata come la perpetuazione di un mito, nasconde in realtà il resoconto di una serie di avvenimenti così importanti per il genere umano da lasciare profondamente il segno; la parabola temporale che ufficialmente ha accompagnato la nascita e la crescita dell’essere umano fino ai nostri giorni, presenta non pochi punti deboli; non ha un inizio sicuro, provato e riscontrabile, ma il suo percorso è immensamente ricco di vuoti da riempire, vuoti che non riescono ancora a trovare delle valide spiegazioni. Continua a leggere

NIMROD

Fonte: angeliinastronave.blogspot.com

“Nimrod era eccitato da un simile affronto a Dio. Era un uomo coraggioso e di grande forza. Ha convinto il popolo a non inchinarsi di fronte a Dio ma di credere che era stato il loro coraggio, a procurar felicità a Babilonia. Inoltre ha gradualmente mutato il governo in tirannia, non vedendo altro modo di eliminare la paura di Dio dagli uomini e allo stesso tempo, farli dipendere completamente da lui … Ora la folla era pronta a seguire la determinazione di Nimrod e a mostrare a Dio il frutto della loro blasfemia”

Pochi nel mondo sanno veramente quali origini ha tutto il potere delGoverno Ombra attuale. Continua a leggere

NWO: Bambini anti Annunaki. Segnali di una rivolta genetica della razza umana.

Fonte: raggioindaco.wordpress.com
Dal blog del caro amico Ubi , riporto un suo interessante intervento sulla nascita di bambini “speciali” che attualmente pare in atto da un po’ di tempo sul pianeta, motivo di riflessione.

Per approfondimenti sulle modalita’ di funzionamento del cervello rettiliano vi rimando all’articolo del blog che tenta di approfondire le modalita’ comportamentali di questa sede del cervello a cui (purtroppo) siamo , volenti o nolenti molto assoggettati: LINKLINK2

 

 

Potrebbe essere la prova che l’uomo forse un giorno, potrà fare a meno del regalino, fattogli dai genetisti Annunaki, qualche decina di migliaia d’anni or sono.

Nel mondo scientifico, infatti, sta spopolando la notizia della nascita di un bimbo privo del cervelletto, ma in grado di compiere azioni ritenute, per la scienza odierna, semplicemente impossibili.

Ma venite, entrate nella Sphaera per saperne di più…

Vi sono teorie più o meno confermate, oltre all’uso del buonsenso che di prove non ne abbisogna, che vedono la creazione dell’Homo Sapiens Sapiens, come il prodotto di una modificazione genetica del semplice Homo Sapiens ( Sapiens una volta solo ). Teorie queste che spiegherebbero il famoso anello mancante.

Secondo queste teorie, l’uomo come lo conosciamo oggi, sarebbe un incrocio tra uomini primitivi ed una razza proveniente dal cielo, scientificamente molto più evoluta dei bingo bongo terrestri dell’epoca. Il tutto molto probabilmente, allo scopo di creare una classe di schiavi, più performante dei terrestri trovati sul pianeta al momento dello sbarco dei “Visitatori”, si quelli che “vengono sempre in pace”. Continua a leggere

HAARP E ILLUMINATI


Consiglio a tutti di riguardarsi Spirit World 1 – Evidenza dell’Etere



 


E E poi Spirit World 2 – La Cabala Aliena

 

 

Il Ritorno del 12° Pianeta
channeling

http://fuffologia.files.wordpress.com/2010/08/nibiru3_big.jpg

Fonte: www.astronavepegasus.it
L’altro giorno ho ricevuto un messaggio interessante, da parte di un gruppo di arcangeli con i quali non avevo ancora avuto il privilegio di comunicare e che sovrintendono alle nostre questioni planetarie/di ascensione. Essi mi hanno spiegato che “vengono per istruire l’umanità in merito ad un corpo celeste (relativamente) sconosciuto, che esiste nel nostro sistema SOULare*”… pianeta a cui si riferiscono come “Il Dodicesimo Pianeta” (compresi il sole e la luna).
Essi chiamano questo pianeta “Nibiru” e, tra le altre cose, dicono: “il suo ‘ritorno’ avrà una grande influenza sui suddetti pianeti (cioè… gli altri pianeti ‘conosciuti’)… sia sui mondi interiori CHE esteriori (micro/macro).
Scherzano sul fatto che dietro ci sia più di quanto sembri… ma vogliono farci sapere che Nibiru esiste da migliaia e migliaia di anni… che è un corpo celeste fatto di materiali grezzi simili a quelli che si trovan/sono stati utilizzati sulla terra… e che è abitato da civiltà progredite, simili alla nostra, ma che onorano consapevolmente il Dio/Dea interiore e che rivelano la loro vera natura di Dei/Dee in forma fisica.
Prossimamente, ci sarà una consapevolezza ancora maggiore della presenza di Nibiru nel vostro sistema solare e coloro che si sono riconnessi completamente ed hanno attivato la propria genetica di umano-galattico di 12^ dimensione, saranno portati in allineamento con le energie e gli esseri di questo corpo celeste. Quelli che sono del tutto riconnessi con la luce interiore che hanno in sé, le forze del Dio/Dea interiore, saranno in comunicazione con questi esseri illuminati e coloro che sono aperti avranno la capacità di far germogliare nuovi e grandiosi progressi tecnologici per il futuro e per il pianeta terra”. Continua a leggere
Il passato rettiliano dell'umanità
Fonte: zret.blogspot.com
Richard A. Boulay è autore di “Flying serpents and dragons The story of Mankind's reptilian past”. Il saggio è stato tradotto in francese, ma non nella nostra lingua e forse non lo sarà mai. L’edizione d’oltralpe è purtroppo priva dell’apparato iconografico che impreziosisce il testo in inglese.

Boulay propugna la tesi secondo la quale gli uomini sarebbero stati creati da una razza di Rettili (gli Anunnaki), basandosi su fonti archeologiche ed iconografiche che sono menzionate pure da altri ricercatori, di solito per suffragare opinioni diverse. In verità, il titolo di Boulay non appare molto persuasivo, poiché gli indizi da lui raccolti circa una presunta ascendenza rettiliana di Homo sapiens sapiens sono pochi e per di più potrebbero essere interpretati secondo criteri simbolici. Tuttavia l’opera è ricca di spunti meritevoli di approfondimento: dalla ricostruzione della storia di cui furono protagonisti i Sumeri, considerati il popolo da cui sbocciarono le altre culture, al nesso tra Sumeri e Habiru, dal culto degli dei serpenti al tema dell’immortalità, dall’evento noto come Diluvio universale ai Rephaim… Continua a leggere

Anunnaki, inventori dell’Oroscopo

 

Lo scrittore Zecharia Sitchin, nelle sue opere ci ha rivelato come furono gli Anunnaki ad inventare l’Oroscopo. Per Sitchin, fu il dio Enki, il primo che raggruppò in “costellazioni” le stelle visibili dalla Terra, dividendo in dodici parti il cielo in cui la Terra orbitava intorno al Sole (circolo zodiacale). Ciascuna delle dodiciesime parti del circolo occupava 30° dell’arco celeste, il passaggio da una casa zodiacale all’altra durava 2.160 anni, e un ciclo completo dello zodiaco durava 25.920 anni. Queste nozioni risalgono ad un periodo antecedente la civiltà umana, perchè il calendario zodiacale venne applicato durante il primo soggiorno di Enki sulla Terra, quando le prime due case zodiacali vennero chiamate in suo onore. Smentendo la tesi che vuole Ipparco di Nicea, astronomo greco, vissuto nel III secolo a.C. come lo scopritore, anche perchè millenni prima di lui, i Sumeri già conoscevano le dodici case zodiacali, con i loro nomi e con le loro raffigurazioni che ancora noi oggi usiamo.

Le dodici case zodiacali dei Sumeri:

01. GU.AN.NA (“Toro Celeste”), Toro

02. MASH.TAB.BA (“Gemelli”), Gemelli

03. DUB (“Tenaglie”, “Molle”), Cancro

04. UR.GULA (“Leone”), Leon

05. AB.SIN (“La Fanciulla), Vergine

06. ZI.BA.AN.NA (“Fato Celeste”, “La Scala”), Bilancia

07. GIR.TAB (“Ciò che afferra e taglia”), Scorpione

08. PA.BIL (“Il Difensore”, “L’Arciere”), Sagittario

09. SUHUR.MASH (“Pesce-Capra”), Capricorno

10. GU (“Signore delle Acque”), Acquario

11. SIM.MAH (“Pesci”), Pesci

12. KU.MAL (“Abitarore del Campo”), Ariete

 

Fonte: http://anunnakitranoi.blogspot.com

Gli scienziati trovano dei geni Extraterrestri in DNA Umano

Le civilizzazioni di esseri umani esistono disperse nella Galassia

da John Alimenta

Un gruppo di ricercatori che lavorano al Progetto di Genoma Umano indica che hanno fatto una scoperta sorprendente scientifica: Credono che il cosiddetto 97% sequenze non-codificando in DNA umano è no meno del codice genetico di forme di vita extraterrestri.

Le sequenze non-codificando sono comuni a tutti gli organismi viventi sulla Terra, dagli stampi per pescare agli esseri umani. Nel DNA umano, costituiscono la più grande parte del genoma totale, dice Prof. Sam Chang, il dirigente di gruppo. Le sequenze non-codificando, inizialmente conosciuto come “DNA di rifiuto”, sono state scoperte degli anni fa e la loro funzione è rimasta un mistero. La maggioranza opprimente di DNA Umano è Via-Mondo nell’origine. L’apparente “i geni di rifiuto extraterrestri” semplicemente “piace la passeggiata” con lavorare duro i geni attivi, passati dalla generazione alla generazione.

Dopo l’analisi comprensiva con l’assistenza di altri scienziati, i programmatori, i matematici e l’altro hanno imparato degli studiosi, Professore Chang si era domandato se l’apparentemente “il rifiuto DNA Umano” è stato creato da uno tipo del “programmatore extraterrestre”. I grandi pezzi stranieri dentro DNA Umano, Professore Chang osserva oltre, “ha le sue proprie vene, le sue arterie ed il suo proprio sistema immunitario che resiste vigorosamente tutte le nostre droghe anti-cancro”. Continua a leggere

di Brad Steiger

Riscontri geologici dell’estrema antichità dell’umanità

Io stesso, ora nel pieno del mio settimo decennio di vita, mi ritrovo ancora a pormi due quesiti a cui, in un modo o nell’altro, la maggior parte dei miei 165 libri editi ha cercato di dare una risposta:

(1) Chi siamo come specie?

(2) Qual è il nostro destino?

La ragione fondamentale per cui ho scritto Worlds Before Our Own (G. P. Putnams Sons, 1978; Anomalist Books, 2007) è che ho sempre trovato incredibile che in quanto esseri talmente sofisticati, quali noi ci giudichiamo, in realtà non sappiamo chi siamo.

Archeologi, antropologi e accademici di varia estrazione, ligi alle regole del gioco riguardante le “origini dell’uomo”, riconoscono con riluttanza e solo occasionalmente casi in cui riscontri culturali e reperti ossei di era preistorica all’improvviso risultano molto più antichi di quanto dovrebbero – e in luoghi non consoni. Questi irritanti manufatti frantumano l’ordinata linea evolutiva che da lungo tempo il mondo accademico propone al pubblico. Di conseguenza, tali dati sono stati ampiamente lasciati sepolti nei rapporti stilati sul campo, in dimenticati magazzini e in polverosi archivi, dove è lecito sospettare che esista un gran mole di prove culturali preistoriche soppresse, ignorate e fuori posto, prove che modificherebbero le interpretazioni consolidate delle origini dell’umanità e ci consentirebbero una definizione assai più chiara di quello che significa appartenere alla nostra specie.

Attualmente vige un fondamentale consenso accademico sul fatto che il lignaggio dell’”Homo” risale ad almeno tre milioni di anni fa, e che un antenato dell’uomo moderno si evolse all’incirca un milione d’anni fa. L’Homo sapiens, ”l’uomo raziocinante” (la nostra specie), diventò la forma di vita dominante del pianeta all’incirca 40.000 anni fa.

L’improvvisa comparsa dell’Homo sapíens in tale periodo risulta alquanto difficile da spiegare, nondimeno una questione di ancor più complessa valutazione è la ragione della concomitante scomparsa dell’uomo di Neanderthal e dell’uomo di Cro–Magnon. La questione se l’uomo di Neanderthal e i nostri antenati fossero due specie distinte oppure ibridate è oggetto di un’incessante disputa accademica.

E proprio mentre gli scienziati ampliano una crescente mole di riscontri del fatto che l’umanità si sviluppò in Africa, uno scavo ungherese ha restituito un frammento di teschio di Homo sapiens in un contesto discordante di oltre 600.000 anni rispetto alla datazione comunemente accettata inerente alle migrazioni dell’uomo attraverso il pianeta. Fossili di ominidi scoperti a Dmanisi, in Georgia, sono datati come risalenti a 1,77 milioni di anni fa; e il dente di un ominide ritrovato in depositi del Neocene nei pressi del fiume Maritsa, in Bulgaria, viene fatto risalire a sette milioni di anni fa. Continua a leggere

Il ricercatore Norio Hayakawa si riferisce alle proposte fatte da Jacques Vallée nel suo libro “Altre dimensioni: cronache di contatti in un altro mondo” e sulle riflessioni di Tomas Scolarici (alias James Black):

1. “Le cose che noi definiamo oggetti volanti non identificati non sono nè oggetti, nè volanti. Si possono materializzare, come mostrano alcune fotografie affidabili, e violano le leggi del moto come noi le conosciamo”. (fonte libro “Altre Dimensioni”).

2. “Questi oggetti volanti non identificati che rimangono NON IDENTIFICATI e sfidano ogni spiegazione naturale non sono fenomeni nuovi. Queste ‘Entità’ sono con noi dall’inizio della nostra storia e, forse, anche prima. (citazione di Tomas Scolarici).

Gli UFO sono stati osservati attraverso la Storia e ogni giorno hanno ricevuto (o fornito) le proprie spiegazioni all’interno della propria cultura. Nell’antichità, i loro occupanti sono stati visti come degli dei, nelle epoche medioevali come dei maghi, nel 19° secolo come dei geni scientifici, nella nostra epoca come dei viaggiatori extraplanetari. Continua a leggere

TRACCE DELLA CONOSCENZA DEL PIANETA X NEL MONDO SCIENTIFICO UFFICIALE.

 

Come più volte ribadito dal direttore della nostra rivista nonché Presidente del Centro Ufologico Nazionale (che mastica l’ ufologia da decenni), il fenomeno UFO è prettamente un fenomeno d’ intelligence e non, aggiunge il sottoscritto, un semplice fenomeno naturale riproducibile in laboratorio. Ma che dire al riguardo dell’ esistenza del dio-pianeta Nibiru degli antichi Sumeri, corpo planetario più grande della Terra che attraverserebbe una volta ogni 3600 anni circa il Sistema Solare secondo un orbita molto eccentrica ed inclinata di alcune decine di gradi sull’eclittica?

Se la possibile visita sul nostro pianeta di velivoli extraterrestri costituisce ovvia materia di sicurezza nazionale (violazione non autorizzata dei cieli da parte di specie aliene invasive e potenzialmente pericolose anche dal punto di vista biologico,

come già ben sottolineato dall’ Ordine Esecutivo sulle “Specie Invasive” firmato dal presidente Bill Clinton il 3 febbraio 1999, che alla Sezione 1 parla proprio di “Alien Species”[1]), dovrebbe essere legittimo interrogarsi su come sia possibile il silenzio da parte della comunità scientifica astronomica su un presunto oggetto celeste della Fascia di Edgeworth-Kuiper davvero di considerevoli dimensioni e prossimo al suo perielio (e conseguentemente perigeo), probabilmente lo stesso oggetto di cui parla l’orientalista Zecharia Sitchin. Ammesso che esso sia già stato individuato da terra, presso siti osservativi civili, oltre che dai telescopi orbitali all’infrarosso. Continua a leggere

L’appellativo Nefilim, presente nell’ Antico Testamento (Torah) ed in diversi libri non canonici del Giudaismo e di primigenei scritti cristiani, indica: “quelli che fanno precipitare gli altri” e sono un popolo creato dall’ incrocio tra i “figli di Dio” (benei elohim, ) e le “figlie degli uomini”.

I nefilim sono i giganti della Bibbia

La parola Nephilim viene spesso tradotta (forse con troppa libertà) come Giganti o Titani della Bibbia(in alcune traduzioni), oppure viene lasciato scritto come nephilim in altre versioni.

Altre versioni parlano di angeli caduti.

«1 Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, 2 i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. 3 Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».

4 C’erano sulla terra i Giganti (Nefillim) a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.

5 Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. 6 E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti». 8 Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.» Continua a leggere

Estratto dal libro “Nient’ Altro che Sé Stessi

Incanti e disincanti della Nuova Era” di Carlo Dorofatti (Nexus 2010)

 

 

E se gli UFO fossero davvero un fenomeno della nostra coscienza? Se esistessero in quanto trovano dei contenuti psichici che gli danno la forma, una forma solida? Dal mio punto di vista capisco che sarebbe semplicistico dire che sono fenomeni della coscienza e basta, in quanto a questo punto tutto lo é, ma dobbiamo entrare nei meccanismi della mistica e della fisica spirituale. Per ora limitiamoci comunque a partire dall’idea che si tratti di una forma che viene data ad una energia che fa parte di aspetti della realtá che ancora non conosciamo. Parliamo di un fenomeno che si apre come una finestra verso l’oltre e che ci induce anche ad indagare quanto di alieno c’é dentro di noi, o per lo meno a quanto non sia strettamente e rigorosamente legato a quello che ci é stato insegnato a credere che sia il nostro mondo. Questo ci é stato insegnato da due cattivi maestri: da un certo tipo di razionalismo che comunque é figlio di quell’altro cattivo maestro, ovvero un certo tipo di dogma religioso che ci ha staccato dai valori del sacro, ci ha allontanato dal divino, ci ha insegnato che siamo un bellissimo gregge che deve avere un pastore che lo guidi, che lo redima e che lo salvi. Tra il bravo pastore e il cattivo pastore il salto é breve, per cui ecco che se ci prestiamo a questo paradigma il fenomeno UFO ne segue la logica, nel bene o nel male, in base alle nostre speranze di salvezza, ai nostri sensi di colpa, alle nostre paure ed alla nostra propensione verso l’essere fedeli sottomessi e colpevoli in attesa di essere graziati.

Se invece ci poniamo di fronte al fenomeno in forma attiva, critica, analitica e consapevole, il fenomeno cambia faccia ed anche la sua manifestazione inizia a rarefarsi e ad uscire dall’esasperazione di fenomeni emotivamente sovraccarichi che si riversano sui piani fisici, per assumere connotati piú armonici e coerenti. Continua a leggere

Viviamo in tempi impetuosi. È quasi l’Era dell’Acquario e, nel caso non ve ne foste ancora accorti, siamo al “giro di boa” del vecchio paradigma.

Le polverose idee sulle origini umane, l’origine della religione e l’origine della vita hanno cominciato a sbriciolarsi.

Vedere l’Uomo come il prodotto di cause naturali non regge più, ammesso che l’abbia mai fatto. L’evoluzione di Darwin va contro i nostri più fondamentali “doni” come esseri umani: la nostra Coscienza e la natura intuitiva. La fisica di Newton non spiega più i misteri della realtà, né lo fanno i dogmi religiosi di un tempo, che obbligavano a credere, perché “bisognava” farlo.

Con l’avvento del nuovo paradigma, noi ora possiamo guardare alle vecchie domande e al mistero della vita da un punto di vista libero dai pregiudizi che un tempo ci limitavano. E gli “attivisti” del nuovo paradigma hanno realizzato un particolare tipo di liberazione…

Molti ricercatori e scrittori prominenti hanno ri-definito molte credenze sulla creatura umana, su chi siamo e da dove veniamo. Sono loro, i “revisionisti” dell’Era dell’Acquario: attraverso ricerche di studio, intuizioni e teorie provocatorie, hanno dipinto un nuovo ritratto dell’uomo e delle sue origini.

Una delle “revisioni” principali, è quella che extraterrestri tecnologicamente avanzati siano responsabili della presenza dell’umanità sulla Terra, una nozione che riempirebbe alcuni buchi (forse dovremmo dire voragini) della teoria dell’evoluzione, in particolare quello dell’anello mancante.

Secondo il nuovo paradigma spiegato dai revisionisti, gli dèi dell’umanità e la loro interazione con i protagonisti delle Sacre Scritture mediorientali, sono incontri con extraterrestri, esseri usciti dalla luce abbagliante di un’astronave invece che dall’aura del Divino.

Avevamo sempre interpretato questi visitatori come esseri paradisiaci. E lo sono davvero, solo che vengono dai “cieli”, piuttosto che dal “Cielo”. Il Dio dei nostri padri e i suoi emissari angelici, spiegano studiosi come Zecharia Sitchin, erano alieni: super scienziati con l’abilità di progettare geneticamente e creare specie come l’Homo Erectus e l’Homo Sapiens.

Questi extraterrestri potrebbero aver creato completamente l’umanità come razza di schiavi e come fonte di materiale genetico, allo scopo (almeno inizialmente) di poter perpetuare la loro stessa esistenza. Continua a leggere

Una sorprendente scoperta: nel cuore dell’Africa

Sono sempre stati lì. Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti – o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell’umanità. Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.

Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l’interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? – dal 160000 al 200000 a.C.!

 

L’immagine è una vista ravvicinata di poche centinaia di metri del paesaggio, presa da Google-earth. La regione è un po’ remota e i “cerchi” sono stati spesso visti dagli agricoltori locali e dagli indigeni, in passato. Ma, stranamente, nessuno s’è mai preso la briga di informarsi su chi potrebbe averli fatti o quale età potessero avere.

La situazione è cambiata quando se ne è occupato il ricercatore Michael Tellinger, in collaborazione con Johan Heine, un vigile del fuoco locale e pilota che aveva osservato queste rovine negli anni, sorvolando la regione. Heine aveva il vantaggio unico di vedere il numero e la portata di queste strane fondazioni di pietra e sapeva che il loro significato non era apprezzato. Continua a leggere

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