Category: Tiziano Terzani


La Kundalini

« … La Kundalini è una delle più potenti energie. L’intero corpo del ricercatore inizia a risplendere con l’ascesa della Kundalini. Grazie ad essa, impurità fisiche indesiderate scompaiono. Il corpo del ricercatore improvvisamente appare molto armonioso, lo sguardo appare luminoso e magnetico e l’occhio stesso risplende. »

Alla base del raggiungimento dello yoga, vi è un’energia che risiede nell’osso sacro di ogni essere umano. Probabilmente gli antichi greci, attribuendo il nome “sacro”
aquell’osso, avevano intuito che in esso vi fosse qualcosa di importante.
Questa energia è chiamata in sanscrito Kundalini, termine che deriva da kundal, che significa “spira”, ed indica il fatto che questa energia si trovi avvolta su se stessa in tre spire e mezzo nella sua sede naturale, chiamata in sanscrito Muladhar (da non confondere con il Muladhara chakra che si trova sotto l’osso sacro).

La Kundalini si trova allo stato potenziale fin dalla nascita. Nel momento in cui essa è risvegliata, si muove lungo un canale energetico (detto Sushumna Nadi) disposto per tutta la lunghezza della spina dorsale, attraversa il cervello e poi un’area detta “osso della fontanella” disposta sulla cima della testa (la parte del cranio che è morbida nei neonati); infine la Kundalini fuoriesce e si connette con l’energia universale e questa unione è detta appunto yoga.

Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato. Innamorati, non si sente ragione;non si ha paura di nulla; si è disposti a tutto.

Innamorati, ci si sente inebriati di libertà; si ha l’impressione di poter abbracciare il mondo intero e ci pare che il mondo intero ci abbracci.

Tiziano Terzani


 

La fine è il mio inizio: il Senso della Vita secondo Terzani.                    

Instancabile viaggiatore, amante delle più disparate culture, grande amante dei fatti, della verità e infine della vita. Dall’Italia al Giappone, dagli Stati Uniti al Sud Africa, per poi imbarcarsi alla volta di un’Asia ancora sconosciuta: Cina, Cambogia, Vietnam, Laos, India. Da giornalista di guerra a inviato di pace. Stiamo parlando di Tiziano Terzani, uno dei più noti, stimati e amati giornalisti italiani.

Dopo sette anni dalla sua scomparsa esce il film tratto dall’omonimo romanzo, uscito postumo nel 2006, “La fine è il mio inizio”. Un grande omaggio a quello che Terzani stesso ha sempre considerato una raccolta di tutte le sue più importanti memorie e riflessioni di tutta una vita, raccolte e pubblicate per lui da suo figlio Folco. Il primo aprile, dunque, arriverà sul grande schermo quello che è già stato un grande successo editoriale.

Come lui stesso descrive in un’intervista: «Il libro è la storia di uno che ha già fatto la “strada” e che a quelli che vengono dopo, con la malattia, con un acciacco, con una disgrazia o con un dolore, dice “Attento lì c’è una buca, gira a sinistra se ti riesce e dinanzi a un bivio di una strada che va in basso e una che va in alto, prendi sempre quella che va in alto, ti troverai sempre meglio”». Continua a leggere

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