Category: Meditazione


Il film documentario sulla vita di Chico Xavier

Annunci

Un bellissimo film spirituale basato sui libri di Andrè Luiz.

Come ti metto su una rivoluzione (anche interiore).

Namastè

Namastè

Lavorando su se stessi  – La « depressione spirituale »

« A volte sentite una sofferenza, avete l’impressione di non potere più gestire la vostra vita. E’ un’impressione molto sgradevole ma tanto utile! Quando siete un poco emotivi, che tutto il passato vi scappa, è molto promettente! Questo vuol dire che siete veramente sulla strada dell’elevazione, sulla via dell’apertura!

 Alcuni fra voi potrebbero essere su questa via senza provare questi dispiaceri, perché avanzano più dolcemente. Siete tutti uguali e molto diversi! Quando percepite una certa tristezza, una qualche lassitudine, è che la vostra anima prova a farvi capire che bisogna attivarvi, che bisogna mettere il più possibile in applicazione ciò che proviamo ad insegnarvi, ad inculcarvi settimana dopo settimana.

 Non avete molto più tempo per prendere strade opposte ! Il tempo che vi è stato dato è prezioso, e meno ascolterete la vostra Divinità, perché lei si esprime attraverso la vostra anima, più sarà penoso per voi.

 Sarete in disaccordo con voi stessi, non vi capirete più, avrete anche voglia di abbandonare tutto perché vi chiederete : ma che cosa mi dà la spiritualità ? Non vedo trasformazione, infatti vedo solo dispiaceri!” Ovviamente perché tutto risale dal più profondo di voi stessi! Continua a leggere

 Il segreto spirituale dell’atomo di carbonio

Teoria atomica è una scienza antica. I primi record di esso si possono trovare nei testi vedici dell’India che sono molte migliaia di anni.

La leggenda vuole che la civiltà vedica è stato molto avanzato. I saggi che ha curato lo sviluppo, attraverso la loro visione mistica e profonda meditazione , ha scoperto gli antichi simboli della spiritualità: Aumkara e svastica. Hanno inoltre scoperto molti principi scientifici che hanno applicato per sviluppare una tecnologia altamente avanzata. Hanno dato l’atomo sanscrito il suo nome “Anu”.

Mentre le conquiste tecniche di questa antica civiltà sono stati dimenticati i simboli archetipici della spiritualità hanno mantenuto la loro preminenza nella nostra coscienza. Ora, grazie ai progressi della moderna teoria atomica, la base atomica di questi simboli divini può essere apprezzato.

Teorie occidentali dell’atomo ha preso forma nel secolo 18 e 19. All’inizio del 19 ° secolo, John Dalton teorizzato che un atomo è una particella indivisibile di un elemento. Tuttavia, dopo che l’elettrone è stato scoperto nel 1897, e poi gli anni protone più tardi, il modello di atomo è stato rivisto. Nel 1909, Ernest Rutherford hanno dimostrato che gli atomi erano per lo più spazio vuoto, la revisione del modello di un atomo ad un nucleo stretto positivo contenente i protoni e neutroni con gli elettroni intorno ad esso, nel 1913, fisico danese Niels Bohr immaginò un accordo planetario in cui gli elettroni orbitano il nucleo a differenti livelli di energia.

L’attuale modo di descrivere un elettrone è un modello chiamato la nube carica modello / meccanica quantistica modello / modello orbitale. Questo modello basato sul concetto di principio di indeterminazione di Heisenberg, secondo cui non conosciamo la posizione precisa o la velocità di un elettrone dato. Il modello utilizza indistinto e sovrapposizioni “nuvole di probabilità” per approssimare la posizione di un elettrone. Continua a leggere

Citazioni da: Siddharta, H. Hesse

Lentamente fioriva, lentamente maturava in Siddharta il riconoscimento, la consapevolezza di ciò che realmente sia saggezza, qual fosse la meta del suo lungo cercare. Non era nient’altro che una disposizione dell’anima, una capacità, un’arte segreta di pensare in qualunque istante, nel bel mezzo della vita, il pensiero dell’unità, sentire l’unità e per così dire respirarla.

Tutto insieme era il fiume del divenire, era la musica della vita. E se Siddharta ascoltava attentamente questo fiume, questo canto dalle mille voci, se non porgeva ascolto né al dolore né al riso, se non legava la propria anima a una di quelle voci e se non s’impersonava in essa col proprio Io, ma tutte le udiva, percepiva il Tutto, l’Unità, e allora il grande canto delle mille voci consisteva di un’unica parola, e questa parola era l’Om: la perfezione.Vedi Govinda, questo è uno dei miei pensieri, di quelli che ho trovato io: la saggezza non è comunicabile. La saggezza che un dotto tenta di comunicare ad altri, ha sempre un suono di pazzia. […] La scienza si può comunicare, ma la saggezza no. Si può trovarla, si può viverla, si può farsene portare, si possono fare miracoli con essa, ma dirla e insegnarla non si può.

D’ogni verità anche il contrario è vero! In altri termini: una verità si lascia enunciare e tradurre in parole soltanto quando è unilaterale. E unilaterale è tutto ciò che può essere concepito in pensieri ed espresso in parole, tutto unilaterale, tutto dimidiato, tutto privo di totalità, di sfericità, di unità. Quando il sublime Gotama nel suo insegnamento parlava del mondo, era costretto a dividerlo in samsara e nirvana, in illusione e verità, sofferenza e liberazione. Non si può far diversamente, non c’è altra via per chi vuol insegnare. Ma il mondo in sé, ciò che esiste intorno a noi e in noi, non è unilaterale. Continua a leggere

Il Kirtan e il Mantra

Fonte:www.krishnadas.it

        Hare Krishna   Hare Krishna  Krishna Krishna   Hare  Hare

              Hare Rama  Hare Rama  Rama Rama   Hare Hare

Il Kirtan, è una pratica spirituale e fa parte di un sistema di Yoga chiamato Mantra Yoga. Letteralmente Kirtan significa « la ripetizione continua di un Mantra ». Questo sistema di Yoga viene citato nei Tantra Shastras, una scrittura antica Indiana, ed è un sentiero lungo il quale l’aspirante spirituale utilizza le vibrazioni sonore per poter espandere ed infine liberare la propria coscienza spirituale latente. Nomi diversi, per esempio Samadhi, Nirvana, Coscienza di Cristo oppure unione, sono stati dati per definire questo risveglio spirituale e indubbiamente la pratica e la ripetizione di un Mantra è un metodo veloce, sicuro e potente che si adatta a tutti gli aspiranti spirituali nella loro ricerca di realizzarsi.

La scienza del Mantra Yoga non è limitata esclusivamente alla cultura Indiana poiché si trova in tutte le culture spirituali del mondo. Infatti l’incontrarsi della gente e il cantare canti sacri ha sempre fatto parte della pratica spirituale in tutte le culture antiche. Ma man mano che passava il tempo fu dimenticata l’essenza spirituale di queste pratiche che invece vennero collegate col voodoo o la magia oppure vennero considerate inutili poiché la gente aveva perso o dimenticato il loro importante valore spirituale. Invece, in India i santi e i saggi, gli Yogi e i Sannyas avevano conservato questa grande scienza e avevano documentato tutto nei Tantra Shastra. I mantra sono stati tramandati in sanscrito, lingua considerata pura; è stato detto che è la lingua base dalla quale si sono sviluppate la maggior parte delle nostre lingue odierne.

La lingua sanscrita consiste in una serie di lettere chiamate Akshara, che letteralmente significano « gli indistruttibili »; la combinazione di queste lettere individuali oppure le loro vibrazioni sonore formano ciò che sono conosciuti come Mantra.

Ad ogni Akshara è associata una frequenza particolare o vibrazione che agisce sull’individuo a diversi livelli di coscienza. Per cui le combinazioni di queste Akshara nei vari Mantra aiutano a svegliare un certo tipo di consapevolezza nell’individuo, a seconda della struttura dello stesso. Continua a leggere

Il Buddha

Il Buddha ha detto:  non fatevi guidare da dicerie, da tradizioni,

dal sentito dire; non fatevi guidare dall’autorità dei testi religiosi,

oggetti spesso di manipolazioni; non fatevi guidare solo dalla

logica o dalla dialettica, né da considerazione delle apparenze,

né dal piacere del filosofare, né dalle verosimiglianze,

né dall’autorità dei maestri e dei superiori.

Imparate da voi stessi a riconoscere ciò che è nocivo,

falso o cattivo e, dopo averlo osservato e investigato, avendo

compreso che porta danno e sofferenza, abbandonatelo.

Imparate da voi stessi a riconoscere ciò che è utile, meritevole e

buono e, dopo averlo osservato e investigato, accettatelo e seguitelo.

                                                                         Gautama Siddharta

                                                                                           “ Il Buddha “

Mantra e la Mente

Fonte:www.krishnadas.it

 

Nella filosofia Tantrica il Mantra è una forza che può essere usata per il risveglio della nostra coscienza spirituale.

 

La base del Mantra è il suono che varia da grossolano a sottile. Nel cosmo ci sono onde sonore lente, medie e veloci.

 

Le onde medie sono percettibili per noi, ma non le lente e le veloci. Quando il suono del Mantra è pronunciato, esso ha una portata media di frequenza che è conosciuta come suono percettibile o grossolano. Ma quando il Mantra è intonato silenziosamente ha una frequenza più veloce e diviene impercettibile o suono sottile. Perciò il Mantra lavora sia sul piano grossolano che anche su piani più alti. Quando producete un suono ed accelerate la frequenza, esso colpisce il piano interiore della coscienza. Così come raccogliete un sassolino e lo buttate in un lago calmo e tranquillo l’impatto crea delle onde e le onde creano dei cerchi che si espandono sempre secondo la forza ed il peso del sasso. Allo stesso modo quando ripetete il Mantra, il suono colpisce l’omogeneità della coscienza e crea delle onde che aiutano ad espandere la mente.

 

 

 

La mente ha due livelli: individuale e universale. Infatti, nell’universo esiste solo una mente, ma questa mente si individualizza secondo ciascun circuito separato. Per esempio: le nostre menti sono differenti circuiti di una mente.

 

Così la verità è che la mente individuale è parte della omogenea mente universale. Perciò la mente individuale può essere sempre connessa alla mente universale se sappiamo come fare. Dobbiamo ricordare questo come una legge, perché è di grande importanza nella vita spirituale. Quando noi cominciamo a praticare il Mantra noi creiamo delle vibrazioni nella mente esterna. Quando la mente diviene calma, tranquilla e concentrata, queste vibrazioni sono trasferite nell’aria della mente universale. Allora le barriere fra la mente individuale e la mente universale è spezzata. A causa di queste barriere le nostre menti sono tagliate fuori l’una dall’altra: voi non sapete cosa penso io ed io non so cosa pensate voi. Ma quando questa barriera è spezzata, la vostra mente e la mia diventano una sola mente. La mente è la madre universale e la natura è quella delle tre “Gunas”: Sattwas, Rajas e Tamas. Secondo la manifestazione della realtà, la mente è conosciuta come “Buddhi”(intelletto discriminativi) “Chitta” (contenuti della mente) e “Ahamkara” (ego). Continua a leggere

Nirvana Shatakam

Tad Nishkala è anche noto come l’Atma o Nirvana Shatakam, sei versi per la liberazione spirituale.

                       Shri Adi Shankaracharya

 

 

Mano-buddhi anankar chittani naham

Na cha shrotra jihve, na cha ghrana netre

Na cha vyomabhumir, na tejo na vayuhu

Chid’ ananda rupah, Shiv’ oham, Shiv’ oham

 

Né mente, né intelletto, né ego, né pensiero,

né orecchie, né lingua, né naso, né occhi,

né etere, né terra, né fuoco, né vento,

eterna beatitudine e consapevolezza, io sono.

Io sono Shiva. Io sono Shiva. Continua a leggere

FRANCO BATTIATO – MEDITATE GENTE, MEDITATE

Fonte: www.animacosmica.org 

Franco Battiato lo fa da 35 anni. Due volte al giorno. Che si trovi nella sua Catania o dall’altra parte del mondo. Destinazione: «L’unica zona dell’universo dove le raccomandazioni non funzionano».

«Medito tutti i giorni, all’alba e all’imbrunire». Dice proprio così, all’imbrunire, usando questo termine arcaico che trasmette un senso di calma e al tempo stesso di malinconia. Una parola svincolata dall’orologio frettoloso degli uomini, ma legata al trascorrere del tempo solare, delle stagioni, del vento, della pioggia e del mare che Franco Battiato vede in lontananza dalla sua casa sulle pendici dell’Etna dove migra in primavera fino all’autunno.

Il resto dell’anno lo passa a Catania, con qualche puntata a Milano e Londra, per lavoro e per prendere una boccata di aria metropolitana. Perché Franco Battiato è un mistico ma non un eremita. È uno che del mondo moderno ha deciso di prendere solo la parte che gli interessa. Lo vorremmo fare tutti, direte voi. Ebbene sì, ma non è così semplice. Spiritualità, ascesi, visioni, purezze interiori, tutti gli spunti mistici che ritroviamo nella sua musica non sono lì per caso. Il percorso di ricerca interiore di Battiato, adesso cinquantanovenne, diventato famoso con La voce del padrone (1981), primo Lp in Italia a toccare il milione di copie, affonda le sue radici lontano. Continua a leggere

Domande Introspettive di Shri Mataji Nirmala Devi

  • Sono innocente o aggressiva nel mio comportamento?
  • Devo reagire per tutto il tempo?
  • Sono davvero in grado di sentire le vibrazioni?
  • Devo usare la saggezza nella mia ricerca?
  • La mia attenzione coinvolto con la mia ascesa spirituale o si sforza mondo?
  • Sono ancora indulgendo in passato le mie abitudini che sono contro la mia ascensioni spirituali?
  • Quanta fatica faccio per la mia ascesa spirituale?
  • Sono onesto nella mia ricerca?
  • Ho davvero credere in ‘Paramchaitanya’?
  • Sono umile?
  • Mi comporto in maniera dignitosa?
  • È il mio cuore pulito o ricoperti di gelosia o ego?
  • Quanto ‘Bhakti’ o ‘Shraddha’ ho a disposizione per Shri Mataji?
  • Posso amare senza nulla chiedere in cambio?
  • È la mia ricerca e il comportamento superficiale?
  • Sono veramente dolci o sarcastico quando si comunica?
  • Sono strumentali alla crescita spirituale della collettività?
  • Se faccio qualcosa di sbagliato, non mi sento in colpa oppure devo affrontare e risolvere da solo?
  • Non mi siedo per la meditazione con il cuore pieno e l’attenzione?
  • Mi tocco ‘Thoughtless Awareness’ in meditazione?
  • Mi sento pace e silenzio durante la meditazione?

Ponetevi queste domande, allora mediterete dentro e  vi conoscerete  meglio.Dovete chiedere a queste domande nel vostro cuore, non attraverso l’ego.


LA MEDITAZIONE – JIDDU KRISHNAMURTI

Fonte:www.animacosmica.org

Una mente meditativa

Una mente meditativa è silenziosa. Non quel silenzio che può essere concepito dal pensiero; non il silenzio di una placida sera; ma quel silenzio che sorge quando il pensie ro, con tutte le sue immagini, tutte le sue parole e tutte le sue percezioni, è interamente cessato. Questa mente meditativa è la mente religiosa: la religione in cui non vi sono chie se, templi, canti.

La mente religiosa è l’esplosione dell’a more: l’amore che non conosce separazione. Per questo amore il lontano è vicino. Non è l’uno né i molti, bensì quello stato di amore in cui cessano tutte le divisioni. Come la bel lezza, non è a misura delle parole. Solo a partire da questo silenzio agisce la mente medi tativa.

La meditazione è una delle più grandi ar ti della vita,forse la più grande, e non la si può assolutamente imparare da nessuno, questa è la sua bellezza. Non c’è tecnica e quindi non c’è autorità. Quando imparate qualcosa su di voi, osservatevi, osservate il modo in cui camminate, il modo in cui man giate, ciò che dite, le chiacchiere, l’odio, la gelosia: se siete consapevoli di tutte queste cose dentro di voi, senza alternativa, ciò fa parte della meditazione.

Può esserci meditazione, dunque, quando sedete in un autobus o passeggiate in un bo sco pieno di luce e di ombre, o ascoltate il canto degli uccelli o guardate il viso di vostra moglie o del vostro bambino. Continua a leggere

LA CONOSCENZA DI SÉ

Fonte:www.animacosmica.org

I problemi del mondo sono così colossali, così estremamente complessi, che per comprenderli e risolverli bisogna affrontarli in maniera molto semplice e diretta; ma, la semplicità, la risolutezza, non dipendono da circostanze esterne, né da particolari pregiudizi e umori. La soluzione non si può trovare attraverso conferenze e progetti, né può consistere nella sostituzione dei vecchi capi con nuovi capi, o altre misure simili. La soluzione è da cercare invece alla fonte del problema, ossia nel responsabile della malvagità, dell’odio e dell’enorme incomprensione che esiste fra gli esseri umani. Il responsabile di tale malvagità, la fonte di tutti questi problemi, è l’individuo, siamo voi e io, non il mondo così come siamo abituati a raffigurarcelo.

Il mondo è il nostro rapporto con gli altri, non qualcosa di separato da voi e me; il mondo, la società, è il rapporto che stabiliamo o cerchiamo di stabilire fra ciascuno di noi. Dunque, il problema siamo voi e io, e non il mondo, perché il mondo non è altro che la proiezione di noi stessi e comprendere il mondo vuol dire comprendere noi stessi.

Il mondo non è separato da noi; noi siamo il mondo, e i nostri problemi sono i problemi del mondo. Non mi stancherò mai di ripeterlo, perché l’apatia è talmente radicata nella nostra mentalità che pensiamo che i problemi del mondo non ci riguardino, che a risolverli ci deve pensare l’ONU o che sia sufficiente sostituire i vecchi leader con nuovi dirigenti. E’ una mentalità molto ottusa quella che ragiona così, perché siamo noi i responsabili della spaventosa infelicità e confusione del mondo, di questa minaccia costante di guerra. Per cambiare il mondo dobbiamo partire da noi stessi; e quel che conta nel partire da noi stessi è l’intenzione. Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: