Category: Coscienza


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Il film documentario sulla vita di Chico Xavier

Un bellissimo film spirituale basato sui libri di Andrè Luiz.

Rosso 

E’ associato al sangue, alla vita, ai processi vitali, all’istinto, al desiderio, alla sessualità; per alcune culture alla morte. E’ il colore della passione, dell’amore ma anche della guerra. Nella tradizione alchemica l’Opera al rosso o Rubedo rappresenta lo stadio più evoluto di trasformazione della materia, la sua elevazione alla dimensione di perfezione divina. 

Effetti sull’organismo:Rappresenta una condizione fisiologica di stimolo e di eccitazione, accelera il polso, alza la pressione arteriosa, aumenta la frequenza cardiaca, stimola l’irrorazione sanguine, l’attività nervosa e ghiandolare, i muscoli, il sistema nervoso simpatico, gli organi della riproduzione.

Effetti sulla psiche:Rafforza la volontà e il coraggio, vince l’inerzia.

Quando utilizzarlo:Trova impiego in presenza di raffreddamento delle emozioni, apatia, carenza di energia fisica e mentale, stanchezza, depressione, anemia, raffreddore, convalescenza dopo malattie particolarmente debilitanti. Stimola la cicatrizzazione, è indicato nelle forme dolorose croniche a carico dell’apparato osteoarticolare. E’ particolarmente utile nei processi di rigenerazione, stimolazione e disintossicazione.

Affinità: Con il primo chakra, centro coccigeo.

Nota: E’ controindicato in casi di asma, febbre, infiammazione acuta, eccitazione, ipertensione, agitazione, ansia, insonnia e a chi ha emorragie in corso.

 

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  ” L’ascolto in profondità è il trasformare un ascolto musicale in ascolto di sé “

 

 

Il musicista Capitanata ci spiega come la musica sia un evento corporeo globale

La maggior parte delle persone crede di accogliere la musica soltanto attraverso i canali uditivi. Spesso però non soltanto non l’accoglie, ma la subisce. La musica è prima di tutto un evento corporeo. E’ il senso del tatto a essere totalmente coinvolto dal suono, attraverso quel potente e raffinatissimo organo che è la pelle, l’involucro che ci protegge e che ci mette in comunicazione con il mondo. 

La pelle conserva le memorie implicite dei nostri primi 45 mesi di vita: 9 nel ventre materno e 36 dopo la nascita. L’intensità degli stimoli musicali nella vita prenatale e postnatale comporta una migliore possibilità di sviluppare in età adulta la capacità di vivere in profondità il piacere della musica. Sotto l’effetto del suono, chi ascolta si trasforma in un diapason vivente e senza accorgersene attiva sulla pelle dei ricettori che trasformano la vibrazione in piacere. La vibrazione della pelle coinvolge tutte le cellule e fa dilagare il suono dappertutto. Il corpo coinvolto dall’onda musicale subisce, da un lato, una trasformazione fisicochimica e dall’altro lato assapora l’indicibile sensazione di un flusso di carezze amorose. Questo processo stimola non solo alcune aree del cervello atte a produrre sostanze legate ai circuiti cerebrali degli oppiacei, ma anche il ventre, non a caso definito il nostro secondo cervello. Continua a leggere

Biofotoni, portatori d’informazione 

Tutti gli organismi viventi irradiano un debole ma permanente flusso di luce, la cui intensità dipende dai biofotoni presenti in essa.

I biofotoni sono delle particelle di luce, portatrici d’informazioni, con le stesse caratteristiche di quelle della luce laser. Secondo il maggior esperto mondiale il biofisico Prof.Fritz Albert Popp, regolano la crescita e la rigenerazione delle cellule e controllano tutti i processi biochimici.

I biofotoni, sono ancora oggi, però, un grande mistero per la scienza, infatti, vengono interpretati da due teorie piuttosto diverse e complementari: la teoria ondulatoria (con le leggi delle onde) e la teoria corpuscolare (in base alle leggi della fisica delle particelle).

Il primo a teorizzare la presenza di fotoni che venivano prodotti da organismi viventi (biofotoni) fu, nel 1922, il biologo russo Gurwitsch, che concluse che dovevano appartenere alla banda di lunghezza d’onda dei raggi ultravioletti.

In Italia il biologo Protti fece studi importanti e originali soprattutto sul sangue e sui tessuti cancerosi, riscontrando che l’emissione di biofotoni era direttamente proporzionale alla vitalità del soggetto, che in presenza di leucemie il sangue aveva emissioni bassissime di biofotoni e che il potere oncolitico (cioè di combattere le cellule cancerose) del sangue era proporzionale al numero di fotoni emessi. Continua a leggere

Come percepire, riconoscere e utilizzare il linguaggio dei colori

Fonte: Vivi consapevole  Il Magazine di Macrolibrarsi.it di Mariapia Scalzo

La parola “colore” ci riporta alla mente un universo fatto di conoscenze antiche e moderne, poiché dai colori ha origine la vita e per mezzo di essi, essa si esprime.  Dalla medicina tradizionale cinese agli antichi egiziani, dai greci agli indiani, i colori, in quantità di “figli” della luce (questa, fonte di vita), rappresentano elementi naturali dall’alto potere terapeutico: i Faraoni d’Egitto si dedicavano all’ascolto dei suoni della natura con l’esposizione al sole per il rilassamento e per la cura del corpo; i sacerdoti egizi ci hanno tramandato manoscritti sulla scienza del colore ancora oggi ritenuti di eccezionale scientificità; i medici giapponesi attraverso la visualizzazione dei colori insegnavano la respirazione; i medici dell’Antico Egitto erano soliti far bagnare nel fiume sacro gli ammalati avvolti in drappi colorati per sedare il dolore e il nervosismo (bianco)e indurre maggior forza (rosso). In sostanza l’intero spettro della luce, con le sue vibrazioni, costituisce un efficiente veicolo di informazione energetica, tale da indurre e convogliare una certa oscillazione (vibrazione) armonica, in accordo con lo stato di equilibrio delle nostre cellule, singoli mattoni dell’edificio umano (teoria dei biofotoni del dottor Popp).

Come è possibile curare con il colore?

Il corpo umano è rappresentato da un sistema di “canali energetici” che nell’Agopuntura vengono chiamati “meridiani” la cui funzione è quella di condurre, trasportare, trasmettere energia in uno stato di equilibrio. I disturbi funzionali che conducono alla malattia sono soltanto gli effetti di problemi ben più profondi, che si radicano anche nell’ambito spirituale ed emotivo e che determinano uno squilibrio della corrente energetica vitale. Continua a leggere

 Il perdono è un’esperienza in grado di ridefinire la propria armonia ed è in grado di riequilibrare la persona.

Fonte: Vivi consapevole articolo di Romina Rossi

Daniel Lumera , ha condotto uno studio olistico sul perdono mettendo in evidenza come esso sia in grado di migliorare la nostra esistenza sotto più punti di vista.
 
Daniel, che cos’è il perdono?
 
Il perdono è la capacità della nostra coscienza di riconquistare uno stato unitario di piena realizzazione. E’ un processo che accompagna l’essere umano attraverso l’abilità di liberarsi dalla sofferenza, di guarire profondamente le ferite della propria anima e di realizzarsi. E’ sia un processo che uno strumento molto potente in grado di guarire qualsiasi ferita, fisica o psichica che sia.
 
Di solito si pensa al perdono in chiave religiosa. Tu lo affronti dal punto di vista olistico. Qual’è la differenza?
 
C’è una differenza sostanziale: finora il perdono è stato studiato solo in determinati contesti, soprattutto in chiave religiosa. Io penso invece che il perdono sia uno strumento olistico che agisce sui 7 piani differenti di azione. Il primo di questi piani è quello fisico:è stato dimostrato che il processo del perdono agisce, fra gli altri, sul sistema immunitario, cardiovascolare, nervoso centrale; sul piano vitale libera i blocchi energetici e influenzai i processi di rigenerazione dell’energia vitale rendendola più fluida. Sul piano emozionale il perdono è in grado di regolare la dieta emozionale, permettendo il manifestarsi di emozioni quali la compassione, l’amore e la gratitudine; mentre sul piano mentale influenza la salute mentale permettendo il manifestarsi di pensieri e idee positive e lo sviluppo dell’ottimismo. Sul piano casuale agisce sugli eventi del passato che generano conflitti e squilibri nel presente, così come è in grado di agire sulla qualità delle relazioni e di espandere la coscienza. Sul piano spirituale è in grado di guarire le ferite più profonde dell’anima e da ultimo, sul piano coscienziose il perdono è in grado di attuare una vera e propria esperienza di autorealizzazione. Per queste ragioni, considero l’approccio olistico quello più completo perché offre una visione d’insieme del perdono, piuttosto che soffermarsi solo sulla dimensione religiosa o psicologica. Il mio metodo esplora per la prima volta tutte le dimensioni del perdono offrendo una visione completa e forse è il metodo più adeguato all’evoluzione della coscienza umana in questo momento storico. Continua a leggere

Irons, non riciclare rifiuti è come buttarli

Presentato a Bruxelles il suo documentario ‘trashed’

Green Paper on Plastic Waste press conference

Non riciclare i rifiuti equivale a gettarli via, invece di produrre ricchezza. L’Unione europea sta cercando di andare nella direzione del riuso e del riciclo delle materie prime e gli altri Paesi non potranno fare a meno di seguire l’esempio. Ne è convinto Jeremy Irons, che oggi a Bruxelles ha presentato il suo documentario ‘Trashed’. “Io sono un narratore di storie e volevo usare la poca celebrità che ho per raccontare una storia vera e importante, perché c’é la possibilità di cambiare il mondo in cui viviamo” ha spiegato Irons. Dopo essersi documentato sul problema della gestione dei rifiuti “sono rimasto scioccato vedendo una situazione che in molti posti è ignorata”. Il problema è globale, se l’Ue punta sul riciclo può fare la differenza? Continua a leggere

BAREFOOT COLLEGE

Fonte:www.animacosmica.org

 

 

“Dove sta scritto che siccome non sai leggere e scrivere non puoi diventare ingegnere, architetto odentista? Questi sono solo miti che abbiamo nella mente. E al Barefoot college li mandiamo in frantumi.” Lo dice col suo sorriso lucente, ma Bunker Roy non scherza quando, in una delle conferenze più affollate del Festival della Scienza di Genova, che si chiude proprio questo week-end e che potete vedere in streaming sulla WiredTv, spiega cosa significa demistificare la tecnologia.

È quello che cerca di fare dal 1972, quando a Tilonia, nello stato indiano del Rajasthan, fondò il Barefoot college, dove gli analfabeti dei villaggi rurali dell’India imparano a costruire impianti fotovoltaici.

Ma l’analfabetismo non pesa come un macigno sullo sviluppo?

“Nient’affatto. A Tilonia noi riportiamo al centro i saperi, le tecniche, le conoscenze maturate nelle comunità rurali nei secoli, che spesso offrono soluzioni semplici e ancora oggi applicabili, come nella gestione delle acque piovane. Lo stiamo facendo in un ampia rete di scuole, e non solo in India”.

Ma montare e mantenere in funzione impianti fotovoltaici è un’altra cosa…

“Al Barefoot college istruiamo praticamente solo donne, anzi ora stiamo puntando tutto sulle nonne. Continua a leggere

Fonte:www.777lumen.blogspot.com

Domanda: Che cos’è questa consapevolezza e come la si può ottenere?

Risposta: Tu sei la consapevolezza. Consapevolezza non è altro che il tuo nome. Poichè tu sei consapevolezza non c’è necessità di conseguirla o coltivarla. Tutto ciò che devi fare è rinunciare all’essere consapevole di altre cose, cioè del non-Sé. Se si rinuncia ad essere consapevoli di esse, allora rimane la pura consapevolezza, e quella è il Sé.

Domanda: Se il Sé è consapevolezza perché non ne sono consapevole anche ora?

Risposta: Non c’è dualità. La tua conoscenza presente è dovuta all’ego ed è soltanto relativa. La conoscenza relativa richiede un soggetto e un oggetto, laddove la consapevolezza del Sé è assoluta e non richiede oggetto. Analogamente anche il ricordo è relativo, richiedendo un oggetto da ricordare e un soggetto che ricordi. Quando non c’è dualità, chi ricorda e chi viene ricordato?
Il Sé è perennemente presente (…) La migliore definizione è “Io sono Colui che Sono”.

Domanda: Quando un uomo realizzerà il Sè, cosa vedrà?

Risposta: Non c’è vedere. Il vedere è solo essere. Lo stato della autorealizzazione, così come lo chiamiamo, non è il conseguire qualcosa di nuovo o il raggiungere una meta lontana, ma è semplicemente essere quello che si è sempre stati e che sempre si sarà. Tutto ciò di cui avete bisogno è abbandonare la vostra percezione del non vero come vero. Tutti noi stiamo considerando reale quello che non è reale. Dobbiamo soltanto rinunciare a questa abitudine.  Continua a leggere

Tratto da La Decima Illuminazione

Le dieci (Nove + Una) illuminazioni della Profezia di Celestino

 

1 Una massa critica

Nella cultura si sta verificando un nuovo risveglio spirituale provocato da una massa critica di persone che vivono la loro esistenza come una sorta di sviluppo spirituale, un viaggio nel quale tutti noi avanziamo guidati da misteriose coincidenze.

2 Un presente più esteso

Questo risveglio rappresenta il sorgere di una nuova e più completa visione del mondo, capace di sostituire il desiderio di sopravvivenza fisica e agiatezza che ha dominato per cin­quecento anni. Anche se questa necessità di tipo esclusiva­ mente materiale è stata un passo importante nello sviluppo umano, il risveglio alle coincidenze della vita ci porta a sco­prire il vero scopo dell’esistenza umana su questo pianeta, oltre alla vera natura del nostro universo.

3 Una questione di energia

Noi uomini cominciamo adesso a renderci conto che l’univer­so in cui viviamo è composto di energia dinamica, e non di semplice materia. Tutto ciò che esiste è un campo di energia sacra che possiamo percepire e intuire. Possiamo proiettare la nostra energia concentrandoci nella direzione scelta «dove va l’attenzione, l’energia scorre») influenzando altri sistemi ener­getici e aumentando la velocità con cui si verificano le coinci­denze nella nostra esistenza.

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Fonte:Sorayaluna72

Prima di incarnarvi, eravate indivisi. Traevate la vostra identità dal rapporto assoluto tra il Creatore e la Creazione. Eravate il Cristo, pienamente consapevole e sveglio, cosciente di se stesso, unificato, integrato. Capivate che per incarnarvi, dovevate permettere che almeno una parte della vostra identità rimanesse imprigionata nelle creature che portavate alla vita. Ciascuna di loro avrebbe posseduto una coscienza simile ad un ologramma, capace di riconoscere rettamente se stessa, simultaneamente come ‘parte’ e come ‘tutto’. Tuttavia, la presenza di questa coscienza sarebbe stata certezza, soltanto dopo il processo d’incarnazione. Durante il vostro effettivo emergere attraverso la sostanza della Terra, c’era la possibilità che alcune creature diventassero attive in maniera autonoma. Doveva esserci perciò un mezzo per regolare dall’esterno la vostra frammentazione. Volevate che una parte di voi osservasse l’intero processo. Continua a leggere

FRANCO BATTIATO – MEDITATE GENTE, MEDITATE

Fonte: www.animacosmica.org 

Franco Battiato lo fa da 35 anni. Due volte al giorno. Che si trovi nella sua Catania o dall’altra parte del mondo. Destinazione: «L’unica zona dell’universo dove le raccomandazioni non funzionano».

«Medito tutti i giorni, all’alba e all’imbrunire». Dice proprio così, all’imbrunire, usando questo termine arcaico che trasmette un senso di calma e al tempo stesso di malinconia. Una parola svincolata dall’orologio frettoloso degli uomini, ma legata al trascorrere del tempo solare, delle stagioni, del vento, della pioggia e del mare che Franco Battiato vede in lontananza dalla sua casa sulle pendici dell’Etna dove migra in primavera fino all’autunno.

Il resto dell’anno lo passa a Catania, con qualche puntata a Milano e Londra, per lavoro e per prendere una boccata di aria metropolitana. Perché Franco Battiato è un mistico ma non un eremita. È uno che del mondo moderno ha deciso di prendere solo la parte che gli interessa. Lo vorremmo fare tutti, direte voi. Ebbene sì, ma non è così semplice. Spiritualità, ascesi, visioni, purezze interiori, tutti gli spunti mistici che ritroviamo nella sua musica non sono lì per caso. Il percorso di ricerca interiore di Battiato, adesso cinquantanovenne, diventato famoso con La voce del padrone (1981), primo Lp in Italia a toccare il milione di copie, affonda le sue radici lontano. Continua a leggere

La Kundalini

« … La Kundalini è una delle più potenti energie. L’intero corpo del ricercatore inizia a risplendere con l’ascesa della Kundalini. Grazie ad essa, impurità fisiche indesiderate scompaiono. Il corpo del ricercatore improvvisamente appare molto armonioso, lo sguardo appare luminoso e magnetico e l’occhio stesso risplende. »

Alla base del raggiungimento dello yoga, vi è un’energia che risiede nell’osso sacro di ogni essere umano. Probabilmente gli antichi greci, attribuendo il nome “sacro”
aquell’osso, avevano intuito che in esso vi fosse qualcosa di importante.
Questa energia è chiamata in sanscrito Kundalini, termine che deriva da kundal, che significa “spira”, ed indica il fatto che questa energia si trovi avvolta su se stessa in tre spire e mezzo nella sua sede naturale, chiamata in sanscrito Muladhar (da non confondere con il Muladhara chakra che si trova sotto l’osso sacro).

La Kundalini si trova allo stato potenziale fin dalla nascita. Nel momento in cui essa è risvegliata, si muove lungo un canale energetico (detto Sushumna Nadi) disposto per tutta la lunghezza della spina dorsale, attraversa il cervello e poi un’area detta “osso della fontanella” disposta sulla cima della testa (la parte del cranio che è morbida nei neonati); infine la Kundalini fuoriesce e si connette con l’energia universale e questa unione è detta appunto yoga.

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