Archive for settembre, 2013


Il premio Nobel “Alexis Carrel” ha denominato la preghiera come la più potente forma di energia…

E un ricercatore di fama, lo scienziato americano “N.J.Stowel” ha misurato l’effetto della preghiera. Egli racconta:“Ero un cinico, un ateo e credevo che Dio fosse solo un’immaginazione della mente umana”.Lavoravo in un grande laboratorio patologico di una clinica, dove mi occupavo di misurare la lunghezza d’onda e l’intensità di irradiamento dei cervelli umani. Con i miei collaboratori decidemmo di studiare, quello che succede nel cervello umano durante il passaggio dalla vita alla morte. A tale scopo avevamo scelto una donna che soffriva di un tumore maligno al cervello. La donna era perfettamente normale fisicamente e mentalmente. La sua serenità ci colpiva tutti. Sapevamo che doveva morire, e anche lei lo sapeva. Poco prima della sua morte, mettemmo nella sua stanza un apparecchio di registrazione ultrasensibile, che doveva indicarci quello che sarebbe accaduto nel suo cervello negli ultimi minuti di vita. Sopra al letto aggiungemmo un piccolo microfono, nel caso avesse detto qualcosa negli ultimi momenti. Nell’intervallo ci recammo nella stanza accanto. Eravamo 5 scienziati ed io ero quello più insensibile. Nell’attesa restammo in piedi davanti ai nostri strumenti. L’ago era sullo zero e poteva oscillare a 500 gradi a destra nei valori positivi e 500 gradi a sinistra in quelli negativi.

Qualche tempo prima, con l’aiuto dello stesso apparecchio, avevamo misurato una stazione radio, il cui programma – una notizia che doveva essere trasmessa in tutto il pianeta – si irradiava nell’etere con una potenza di 50 kilowat. Durante questa prova constatammo una misura positiva di 9 gradi.

L’ultimo istante dell’ammalata sembrava avvicinarsi. Ad un tratto sentimmo che si mise a pregare e a lodare Dio. Gli domandò di perdonare tutte le persone che le avevano fatto dei torti nella vita e poi disse: “So che tu sei l’unica sorgente di vita degna di fiducia per tutte le tue creature”. Lo ringraziò per la Sua forza, con la quale l’aveva guidata durante tutta l’esistenza. Affermava che il suo amore non era diminuito malgrado tutte le sue sofferenze. E nella prospettiva del perdono dei suoi peccati per mezzo di Gesù, emanava una gioia inesprimibile. Frementi restammo intorno ai nostri apparecchi senza vergognarci delle nostre lacrime. Improvvisamente mentre la donna continuava a pregare sentimmo un tintinnio sul nostro apparecchio: l’ago si era posizionato a 500 gradi a destra e si agitava a più riprese contro l’ostacolo. Continua a leggere

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Uno scienziato russo ha immortalato l’anima nell’istante in cui abbandona il corpo dopo il decesso

Fonte:www.ecplanet.com

L’esatto momento in cui l’anima lascia il corpo sembra essere stato catturato dallo scienziato russo Konstantin Korotkov, direttore del Research Institute of Physical Culture di San Pietroburgo, che avrebbe fotografato una persona con un dispositivo bioelettrografico nel momento esatto in cui è deceduta.

Korotkov ha scattato la foto con la tecnica Kirlian: il metodo, adottato dal Ministero della Salute russo ed utilizzato da oltre 300 medici in tutto il mondo come forma di monitoraggio per malattie come il cancro, è stato perfezionato da Korotkov con tecnica GDV (Gas Discharge Visualization) che ha poi applicato su una persona in punto di morte.

L’alone azzurro nell’immagine a sinistra rappresenta il momento in cui, secondo lo scienziato, l’anima sta abbandonando il corpo che, una volta spirato il soggetto, diviene rosso.

Secondo Korotkov, l’ombelico e la testa sono le parti che per prime perdono la loro forza (cioè l’anima) mentre l’inguine ed il cuore sono le aree che vengono abbandonate per ultime.

Lo scienziato ha affermato che le immagini da lui ottenute dimostrerebbero che l’anima ritorna più volte nel corpo, specie in caso di morte violenta o improvvisa, come se manifestasse uno stato confusionale e ritornasse nel corpo nei giorni seguenti alla morte: lo scienziato ascrive il fenomeno ad energia non utilizzata che è contenuta nell’anima.

Per Korotkov più la morte è improvvisa e non naturale, più l’anima, rappresentata dalle onde elettromagnetiche fosforescenti, resta a lungo vicino al corpo, quasi stentasse ad accettare l’improvvisa separazione.

Per Korotkov, la tecnica potrebbe essere utilizzata per monitorare tutti i tipi di squilibri biofisici, per le diagnosi in tempo reale ed anche per svelare se una persona possiede poteri psichici o meno.

Fonte: meteoweb.eu

Le ricerche di “Andrija Puharich”

“Andrija Puharich”, (morto nel 1995) durante la sua brillante carriera scientifica, ottenne cinquantasei brevetti per le sue invenzioni nel campo della medicina elettronica, della neurofisiologia e della biocibernetica.Inoltre fu autore di oltre cinquanta pubblicazioni scientifiche e di diversi libri divulgativi.

Durante la sua vita fu membro dell’Accademia delle Scienze di New York, dell’Associazione americana per l’avanzamento della Scienza, dell’Associazione della Medicina Aerospaziale e dell’Associazione americana per la Psicologia Umanistica. La sua mente vivace e anticonformista lo portò a riprendere alcune ricerche iniziate da “NikolaTesla”, con le onde non hertizane ELF (frequenze estremamente basse), rilevandone il potenziale nocivo per l’uomo e per l’ambiente.

Un suo pionieristico lavoro fu quello di creare una tecnologia, tuttora usata, per permettere ai non udenti di sentire, attraverso l’elettrostimolazione del cervello con segnali elettronici. Tra le molte invenzioni, va segnalato un suo brevetto in cui descriveva un metodo e la strumentazione necessaria per il frazionamento delle molecole d’acqua. Questo brevetto spiega l’impiego delle frequenze, per far risuonare le molecole d’acqua e così liberare i legami tra l’idrogeno e l’ossigeno, creando un ecologico combustibile ad acqua. Oltre che prototipo dello scienziato che si interessa di “free energy”, Puharich mostrò una curiosità “scomoda” ed un’integrità scientifica disposta a giocarsi la carriera, piuttosto che genuflettersi alla cieca politica accademica. Continua a leggere

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