La “visione a distanza” è il potere di “vedere” con la mente, al di là di ciò che la vista fisica può captare naturalmente.

 

 

È una cosa possibile? Per molti assolutamente no; tuttavia sappiamo che nelle varie culture questo fenomeno è più che noto. Gli sciamani ed altri esponenti di varie tradizioni spirituali posseggono questa capacità, quindi è un qualcosa di conosciuto e documentato, sebbene la nostra scienza abbia, ancora oggi, grande difficoltà ad accettarla, così come avviene per altri fenomeni di tipo “paranormale”.

La visione a distanza ha invece un solido fondamento scientifico e conferma quanto da migliaia di anni insegnano queste grandi tradizioni spirituali. Quando la mente è calma, entra in connessione con una dimensione che non è più limitata dallo spazio e dal tempo, bensì collegata con la coscienza universale ed unita ad ogni cosa. E’ lo spazio dell’intuizione, piuttosto che dell’immaginazione.

Questo particolare fenomeno della mente, meglio conosciuto come “chiaroveggenza”, dagli anni ’70 in poi, in certi ambiti (tra i quali la CIA) venne denominato “visione a distanza”. Il dipartimento della CIA americana, volle così rispondere con analoghi strumenti allo spionaggio psichico realizzato in Unione Sovietica, già da alcuni anni. La cosa  più interessante da notare è che uno Stato che possedeva tantissimi mezzi, come quello americano, si affidasse a questa particolare capacità umana, e che lo abbia fatto per moltissimi anni, spendendo milioni di dollari. Le stesse università americane che hanno compiuto delle ricerche su questo argomento, hanno concluso che questo fenomeno è assolutamente reale. Queste università, inoltre, non hanno solo studiato la visione a distanza, ma anche la telepatia e la telecinesi e ci sono ormai prove certe riguardo al loro funzionamento. E questo anche perchè oggi è più facile arrivare a constatazioni come queste, in quanto la fisica più avanzata permette di capire meglio questi affascinanti fenomeni. Ma come avviene questa visione a distanza? Non è nulla di magico, piuttosto di misterioso, in quanto fino a quando una persona non ci prova, le sembra un fenomeno incredibile.

“Ingo Swann” e il “Project Grillflame

Ingo Swann e Hal Puthoff Nei primi anni ’70, lo scienziato ed artista “Ingo Swann” divenne piuttosto noto come “Esper” (cioè persona dotata di ESP, Extra-Sensorial Perceptions: percezioni extra-sensoriali). Egli aveva compiuto alcune prove sperimentali sui propri poteri di visione a distanza, con l’ASPR (American Society for Psychical Research) di New York, in collaborazione con il dr. “Karlis Osis”. I risultati, più che soddisfacenti, convinsero poco più tardi “Hal Puthoff”, fisico dello Stanford Research Institute, che in passato aveva lavorato prima per l’Intelligence della Marina e poi per la National Security Agency, a sottoporre personalmente Swann ad alcuni test.

Puthoff non credeva granché nei poteri psichici, ma desiderava verificare alcune sue teorie sulla fisica quantistica. Durante i test, effettuati nel 1972, Swann lavorò unicamente sulla scorta di alcune coordinate fornitegli da Puthoff, relative a luoghi sparsi nel pianeta e solo concentrandosi su questi dati, era in grado di fornire descrizioni dettagliate delle varie località che di volta in volta “vedeva”, includendo particolari che si sarebbero poi rivelati esatti al 100%. Fu Swann stesso a definire questo tipo di operazione “Remote Viewing”, ossia visione a distanza, termine che si rivelò, per così dire, più accettabile, al fine di ottenere finanziamenti statali, in quanto appariva, meno “esoterico”.

Poco tempo dopo, Puthoff venne avvicinato da due agenti della CIA, che conoscevano i suoi trascorsi come collaboratore dell’Intelligence e lo consideravano un elemento fidato. Gli confidarono che i Russi erano molto più avanti degli americani in questo campo e gli chiesero di organizzare qualche test da sottoporre a Swann “a porte chiuse”. L’esperimento andò bene, e venne dato così il via al progetto pilota governativo “SCANATE” (SCAN-ning by coordin-ATE, ossia  rilevamenti tramite coordinate) che continuò fino al 1976, quando il programma “psichico” venne rilevato dall’Intelligence dell’US Army e dal Security Command (INSCOM).

Oltre una dozzina di ufficiali dell’Intelligence militare vennero quindi addestrati a sfruttare i protocolli di Remote Viewing sviluppati a Stanford, e nello stesso anno andarono a formare il distaccamento “G”, conosciuto anche come progetto “Grillflame”, situato a Fort Meade, nel Maryland. Negli anni, il progetto ricevette anche altri nomi, come “Center Lane”, “Sun Streak” e “Stargate”.

Un nuovo modo di esplorare l’Universo

Remote viewingChe cosa è la Remote Viewing? “Lyn Buchanan”, ex agente “Grillflame”, la descrive così: “Si parte dall’assunto che ognuno di noi sia capace di ricevere impressioni sensoriali fisiche. Sembra che queste impressioni ci giungano tramite la mente subconscia. La Remote Viewing si basa sul presupposto che, nel subconscio di ognuno, le informazioni siano in realtà già presenti. La Remote Viewing si preoccupa di estrapolare alcune informazioni direttamente dal subconscio, pulite, non inquinate, e di portarle alla mente cosciente, così da poter essere comprese e trascritte. La definizione più semplice che si possa dare a riguardo, è che la Remote Viewing sia un processo di registrazione”.

Benché mai utilizzata come fonte primaria di informazioni, dato lo scetticismo di alcuni quadri militari, l’unità “Grillflame” venne spesso interpellata in passato per la localizzazione di installazioni militari nemiche, rampe missilistiche e sottomarini. Durante la prima Guerra del Golfo, venne impiegata per individuare il famigerato deposito di armi chimiche di “Saddam Hussein”. Naturalmente, quanti più Remote Viewers visualizzavano la stessa cosa, tanto più erano alte le probabilità che la visione fosse corretta. L’esercito, ed in seguito anche la DIA (Defence Intelligence Agency) ritennero che la Remote Viewing fosse un sistema affidabile ed efficace, e continuarono a servirsene fino al 1995.

In quella data, tuttavia (ed inspiegabilmente), vennero brutalmente cancellati tutti i programmi che prevedevano l’uso di Remote Viewers ed Esper, e per prevenire una fuga di notizie sull’argomento (dato il gran numero di specialisti che si ritrovarono licenziati di colpo), la CIA emise un comunicato stampa in cui dichiarava che esperimenti psichici erano stati condotti in passato, ma che erano stati interrotti in quanto inefficaci. Dichiarazione che suonò piuttosto falsa, visto che la Remote Viewing venne usata per circa un quarto di secolo dai servizi segreti americani. Era efficace, eccome! Probabilmente il vero motivo che causò la cancellazione del “progetto Grillflame” fu un altro,forse i servizi erano entrati in possesso di qualche “ritrovato tecnologico” capace di svolgere lo stesso lavoro degli Esper.

Contatti mentali con entità extraterrestri

Una delle cose più interessanti che venne rivelata, da questi ex “soldati psichici” – come anche vennero chiamati – è che tutti loro, prima o dopo, durante quelle perlustrazioni mentali, videro degli UFO. Quando veniva loro ordinato di localizzare velivoli ad alta quota, nel tentativo di rilevare mezzi sovietici, spesso visualizzavano anche oggetti volanti sconosciuti. “Melvin Riley”, uno dei primi PSI governativi, rammenta che nel 1988 i suoi superiori gli portarono una foto da studiare. La foto mostrava solamente uno strano oggetto luminoso, ma una sessione di Remote Viewing rivelò che al suo interno vi erano degli umanoidi. Quando il gruppo PSI cercò di rintracciare il punto di origine di questo ed altri oggetti simili, videro che provenivano da basi nascoste sulla Luna, su Marte e persino sul nostro pianeta.

L’uso della Remote Viewing non sembra legato a particolari poteri, ma solo ad un certo tipo di addestramento. Secondo molte testimonianze, inoltre, una volta che la Remote Viewing ti schiude nuovi orizzonti, è difficile concentrarsi sulla vita di tutti i giorni. “A chi interessa spiare i sottomarini russi, quando puoi uscir fuori e guardare l’intero Universo?”, affermò “Riley”. Il Maggiore “Morehouse” invece, una volta, ebbe un’esperienza straordinaria. Tentò una Remote Viewing “libera”, senza una meta precisa. In quell’occasione si ritrovò all’interno di una sala dorata, ricoperta di simboli sconosciuti. Su tre troni dorati si trovavano tre giganteschi individui, che lo “videro”, ma lo ignorarono. Gli esseri avevano fattezze umane, benché fossero di statura titanica, e possedessero barbe fluenti e caschi d’oro.

“Sembravano divinità greche”, ebbe a dire “Morehouse”. Essi stavano ordinando ad altre creature umanoidi di interagire con una sorta di pannello di controllo brillante e dorato, su cui erano incisi geroglifici irriconoscibili, tranne uno che era chiaramente una rappresentazione stilizzata di un Sole. Poi d’improvviso “Morehouse” si sentì, per così dire, “spinto via”, e si ritrovò nel proprio soggiorno. Secondo “Morehouse” le esperienze di Remote Viewing avvengono in qualcosa di simile alla quarta dimensione, dove si ha un controllo anche sul tempo, oltre che sullo spazio. “Quando sei nella quarta dimensione, percepisci tutto diversamente – disse il maggiore Morehouse – guardi la tua tazza di caffè nero e ne puoi vedere il fondo, e anche sotto il tavolo. È qualcosa impossibile da descrivere”.

La misteriosa scomparsa della sonda “Phobos II”

Nel 1991 alcuni ex Remote Viewers governativi e l’unità “Grillflame” vennero consultati da ufficiali russi coinvolti nel programma spaziale che si occupava della sonda sovietica “Phobos II”, scomparsa misteriosamente nei pressi di Marte nel marzo 1989. Da tempo, infatti, il Governo USA e quello russo collaborano nelle ricerche spaziali. Sei Remote Viewers vennero messi al lavoro e il loro rapporto fu unanime: una volta entrata nell’orbita del Pianeta Rosso, la sonda Phobos II era stata intercettata da un primo disco volante, che ne aveva rilevato la presenza. Poco dopo, un secondo disco le si era avvicinato, sondandola a distanza con un raggio di luce, per verificare se l’oggetto “intruso” fosse ostile o meno. Una volta valutata la sonda come non pericolosa, l’oggetto si era allontanato, ma il raggio di rilevamento aveva inflitto dei danni alle delicate componenti elettroniche della Phobos II. Questa tentò di autoripararsi, ma così facendo si verificò una serie di cortocircuiti che peggiorarono la situazione. Allora la sonda apportò automaticamente un cambiamento di rotta per tornare verso la Terra, ma un piccolo frammento meteorico vagante le diede il “colpo di grazia”, danneggiandola irreparabilmente.

Durante quella stessa sessione di Remote Viewing, fu notata sulla superficie marziana una enorme piramide, e gli agenti PSI ebbero l’impressione che svolgesse funzione di faro o di “trasponder”, o che comunque fornisse una sorta di aiuto inerte per la navigazione stellare. Essi percepirono inoltre la presenza di esseri viventi dentro e sotto la piramide stessa.

Lo strano caso del dott. Courtney Brown

“Courtney Brown” è uno dei più noti esperti civili di Remote Viewing. Personaggio controverso, Brown è stato spesso al centro di forti critiche e talvolta fautore di dichiarazioni infondate. Tuttavia, nel suo libro “Cosmic Voyage”, Brown ha fornito una serie di informazioni di rilievo, confermate anche da altri Viewers. Fra queste, affermò che milioni di anni prima, lo stesso sciame meteorico che avrebbe colpito la Terra  provocando l’annientamento dei dinosauri, colpì anche Marte, privandolo della sua atmosfera.

A quel tempo su Marte esisteva già allora una razza umanoide che, dopo essersi riparata nel sottosuolo per cercare scampo, ripose nella Terra tutte le proprie speranze di ottenere un nuovo habitat. La visitarono spesso in passato, costruendovi anche dei piccoli avamposti, aspettando, inutilmente, che l’umanità si evolvesse al punto giusto, per poter instaurare una pacifica convivenza.

Oltre ai Grigi e ai Marziani, i Remote Viewers nello loro “esplorazioni” avrebbero visualizzato un’altra tipologia di alieni: gli “Esseri di luce”, che soprannominarono i “Trascendentali”. Queste creature immateriali ed evolutissime, provenienti da una galassia lontana, aiutano chiunque lo richieda. Secondo i Viewers, i Trascendentali comunicherebbero tramite archetipi e simboli antichi, spesso religiosi, e le loro caratteristiche li renderebbero simili a coloro che da secoli noi umani chiamiamo “Angeli”.

Si potrebbe concludere affermando che la Remote Viewing, per noi uomini della Terra, potrebbe rivelarsi un passo decisivo, uno strumento importante per l’acquisizione di un nuovo tipo di coscienza universale.

Fonte : www.fisicaquantistica.it