BAREFOOT COLLEGE

Fonte:www.animacosmica.org

 

 

“Dove sta scritto che siccome non sai leggere e scrivere non puoi diventare ingegnere, architetto odentista? Questi sono solo miti che abbiamo nella mente. E al Barefoot college li mandiamo in frantumi.” Lo dice col suo sorriso lucente, ma Bunker Roy non scherza quando, in una delle conferenze più affollate del Festival della Scienza di Genova, che si chiude proprio questo week-end e che potete vedere in streaming sulla WiredTv, spiega cosa significa demistificare la tecnologia.

È quello che cerca di fare dal 1972, quando a Tilonia, nello stato indiano del Rajasthan, fondò il Barefoot college, dove gli analfabeti dei villaggi rurali dell’India imparano a costruire impianti fotovoltaici.

Ma l’analfabetismo non pesa come un macigno sullo sviluppo?

“Nient’affatto. A Tilonia noi riportiamo al centro i saperi, le tecniche, le conoscenze maturate nelle comunità rurali nei secoli, che spesso offrono soluzioni semplici e ancora oggi applicabili, come nella gestione delle acque piovane. Lo stiamo facendo in un ampia rete di scuole, e non solo in India”.

Ma montare e mantenere in funzione impianti fotovoltaici è un’altra cosa…

“Al Barefoot college istruiamo praticamente solo donne, anzi ora stiamo puntando tutto sulle nonne.

La formazione dura sei mesi, per comunicare usiamo la lingua dei segni e l’approccio hands-on. Certo quando arrivano sono impaurite, non sanno che cos’è una resistenza, un circuito stampato, un diodo, ma in sei mesi sono in grado di identificare tutte queste parti e installare e riparare impianti solari. Il vantaggio rispetto a un neolaureato, che esce da cinque anni di educazione tutta teorica, è che loro imparano le cose facendole”.

Ma perchè proprio le nonne?

“Perché loro non hanno nessuna smania di andarsene dal villaggio per finire magari in uno slum di Mumbai, come invece fanno gli uomini. Ecco il motivo per cui non rilasciamo un attestato alla fine del corso: se lo facessimo, chi lo riceve se ne andrebbe a cercare un lavoro in città solo perché ha un pezzo di carta in mano. Rimanere a vivere nei villaggi non è un’umiliazione, abbiamo invertito la tendenza, e oggi migliaia di persone decidono di rimanere perché abbiamo dato loro un lavoro, l’autostima e il rispetto degli altri. Le conoscenze tecniche sono importanti per l’autosufficienza delle persone, ma l’educazione scolastica può cambiare le società.

Saper leggere e scrivere è importante. Da quando abbiamo portato l’energia elettrica nei villaggi, sono partite le scuole serali per i bambini che durante il giorno devono lavorare con le famiglie nei campi. Ma il metodo del Barefoot college, che punta sulle donne, ha rivoluzionato il rapporto tra i sessi: le donne che tornano dopo un corso sono più sicure di sé.

E quando arriva l’energia elettrica in un villaggio, la natalità si abbassa, così si possono fare più cose la notte invece di concepire bambini a raffica”.

E l’era informatica è arrivata a Tilonia?

“Certo, i nostri 30 computer sono alimentati anche quelli, come tutto al Barefoot college, con l’energia solare. I pc sono fondamentali per la gestione e l’uso efficiente dei dati, e le donne analfabete imparano a lavorarci come fanno sui pannelli solari. Così quando tornano nei loro villaggi, in Asia e in Africa, sono pronte a rivoluzionare la vita di migliaia di famiglie”.

Testo da daily.wired.it – BAREFOOT COLLEGE