Fonte:www.777lumen.blogspot.com

Domanda: Che cos’è questa consapevolezza e come la si può ottenere?

Risposta: Tu sei la consapevolezza. Consapevolezza non è altro che il tuo nome. Poichè tu sei consapevolezza non c’è necessità di conseguirla o coltivarla. Tutto ciò che devi fare è rinunciare all’essere consapevole di altre cose, cioè del non-Sé. Se si rinuncia ad essere consapevoli di esse, allora rimane la pura consapevolezza, e quella è il Sé.

Domanda: Se il Sé è consapevolezza perché non ne sono consapevole anche ora?

Risposta: Non c’è dualità. La tua conoscenza presente è dovuta all’ego ed è soltanto relativa. La conoscenza relativa richiede un soggetto e un oggetto, laddove la consapevolezza del Sé è assoluta e non richiede oggetto. Analogamente anche il ricordo è relativo, richiedendo un oggetto da ricordare e un soggetto che ricordi. Quando non c’è dualità, chi ricorda e chi viene ricordato?
Il Sé è perennemente presente (…) La migliore definizione è “Io sono Colui che Sono”.

Domanda: Quando un uomo realizzerà il Sè, cosa vedrà?

Risposta: Non c’è vedere. Il vedere è solo essere. Lo stato della autorealizzazione, così come lo chiamiamo, non è il conseguire qualcosa di nuovo o il raggiungere una meta lontana, ma è semplicemente essere quello che si è sempre stati e che sempre si sarà. Tutto ciò di cui avete bisogno è abbandonare la vostra percezione del non vero come vero. Tutti noi stiamo considerando reale quello che non è reale. Dobbiamo soltanto rinunciare a questa abitudine. 

Allora realizzeremo il Sè come Sé. In altre parole “Sii il Sé”. Ad un certo punto riderete di voi stessi per aver voluto cercare di scoprire il Sè che è così autoevidente (…)

Domanda: Come conoscerlo per esperienza diretta?

(…)Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi, non conoscere o diventare qualcosa. Se ci si è realizzati, si è solo ciò che si è e si è sempre stati. Non si può descrivere quello stato. Si può solo esserlo (…)

Domanda: Qualche volta dici che il Sè è silenzio. Che cos’è il silenzio?

Risposta: Per coloro che vivono il Sé come bellezzza priva di pensiero non c’è nulla a cui si dovrebbe pensare. Ciò a cui si dovrebbe aderire è solo l’esperienza del silenzio perchè in quello stato supremo non esiste nulla da conseguire al di fuori di se stessi. 

Il silenzio è lo stato che trascende la parola e il pensiero. Quello che è, è silenzio. Come si può spiegare il silenzio a parole? I saggi dicono che soltanto lo stato in cui il pensiero “Io” o “Ego” non sorge neanche in minima parte è il Sé che è Silenzio. Solo quel Sé silente è Dio. Solo il Sé è l’anima. Solo il Sè è questo antico mondo. Tutte le altre conoscene sono soltanto conoscenze insignificanti (…)

Domanda: Ma come fare questo e conseguire la liberazione?

Risposta: La liberazione è la nostra stessa natura. Noi siamo Quello. Il fatto stesso che desideriamo la liberazione mostra che la libertà da ogni schiavitù è la nostra vera natura. Non c’è qualcosa di nuovo da acquisire. Tutto ciò che è necessario è la liberarsi dalla falsa nozione di essere vincolati. Quando raggiungeremo quello, non ci sarà nessun desiderio o pensiero di alcun tipo. Fino a che si desidera la liberazione, fino ad allora, puoi crederci, si è in schiavitù.

Ramana Maharshi, da: Sii ciò che sei (estratti)

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