Mantra e la Mente

Fonte:www.krishnadas.it

 

Nella filosofia Tantrica il Mantra è una forza che può essere usata per il risveglio della nostra coscienza spirituale.

 

La base del Mantra è il suono che varia da grossolano a sottile. Nel cosmo ci sono onde sonore lente, medie e veloci.

 

Le onde medie sono percettibili per noi, ma non le lente e le veloci. Quando il suono del Mantra è pronunciato, esso ha una portata media di frequenza che è conosciuta come suono percettibile o grossolano. Ma quando il Mantra è intonato silenziosamente ha una frequenza più veloce e diviene impercettibile o suono sottile. Perciò il Mantra lavora sia sul piano grossolano che anche su piani più alti. Quando producete un suono ed accelerate la frequenza, esso colpisce il piano interiore della coscienza. Così come raccogliete un sassolino e lo buttate in un lago calmo e tranquillo l’impatto crea delle onde e le onde creano dei cerchi che si espandono sempre secondo la forza ed il peso del sasso. Allo stesso modo quando ripetete il Mantra, il suono colpisce l’omogeneità della coscienza e crea delle onde che aiutano ad espandere la mente.

 

 

 

La mente ha due livelli: individuale e universale. Infatti, nell’universo esiste solo una mente, ma questa mente si individualizza secondo ciascun circuito separato. Per esempio: le nostre menti sono differenti circuiti di una mente.

 

Così la verità è che la mente individuale è parte della omogenea mente universale. Perciò la mente individuale può essere sempre connessa alla mente universale se sappiamo come fare. Dobbiamo ricordare questo come una legge, perché è di grande importanza nella vita spirituale. Quando noi cominciamo a praticare il Mantra noi creiamo delle vibrazioni nella mente esterna. Quando la mente diviene calma, tranquilla e concentrata, queste vibrazioni sono trasferite nell’aria della mente universale. Allora le barriere fra la mente individuale e la mente universale è spezzata. A causa di queste barriere le nostre menti sono tagliate fuori l’una dall’altra: voi non sapete cosa penso io ed io non so cosa pensate voi. Ma quando questa barriera è spezzata, la vostra mente e la mia diventano una sola mente. La mente è la madre universale e la natura è quella delle tre “Gunas”: Sattwas, Rajas e Tamas. Secondo la manifestazione della realtà, la mente è conosciuta come “Buddhi”(intelletto discriminativi) “Chitta” (contenuti della mente) e “Ahamkara” (ego).

 

 

 

Noi abbiamo sempre compreso la mente come un processo di pensiero, ma secondo il Tantrismo la mente non è il pensiero. Pensiero ed il sentimento sono espressioni della mente e non sono la mente stessa. Così come le onde dell’oceano sono espressione, manifestazione dell’oceano. Pensiero ed emozione sono le “Vrittis”(schemi) della mente. Rabbia, passione, avidità, gelosia, amore, memoria, giudizio, sono tutti schemi mentali, non sono la mente. La mente è coscienza omogenea. Questa coscienza è duplice: esterna ed interna. Quando avete delle percezioni sensoriali, allora sapete che la percezione è esterna. Quando dissociate la mente dai sensi, la coscienza diviene interiore. La mente può andare nei due sensi. Quando la mente diventa estroversa fa esperienza della forma, del suono, del tatto, del gusto e dell’odorato attraverso i cinque differenti organi di senso. L’esperienza sensoriale è un gioco della mente.

 

 

 

Quando la mente è introversa i sensi sono inerti e senza vita.

 

 

 

Allora una persona non sente, non vede, non odora, non parla e non tocca. Ciò è chiamato “Pratyahara”. Quando la mente si volge all’interno voi vi avvicinate e cominciate a vedere il Cosmo che è una esperienza infinita. Non ha né inizio né fine, non ha né circonferenza né centro. Noi definiamo la coscienza come interna o esterna, materiale o spirituale. La coscienza materiale è una esperienza esterna della mente. La coscienza spirituale è una esperienza interna dalla mente.

 

Quando la mente ha una barriera essa è limitata alla esperienza materiale ma quando la barriera è spezzata allora ha una esperienza spirituale. Nella filosofia Yogica questa barriera è conosciuta come “Avidya” (ignoranza) o Maya (illusione).

 

Attraverso la pratica del Mantra questa barriera è spezzata. Ogni Mantra ha un suono specifico. Non conosciamo tutti i suoni, ma sappiamo che ci sono certi suoni che sono più deboli ed altri più forti. Cosa succede quando un suono è prodotto? Gli scienziati hanno visto che le onde degli schemi mentali sono alterati. I tantristi dicono che quando un suon è prodotto esso altera la formazione della mente. La mente non è un’unità.

 

 

 

Così come l’acqua è composta da idrogeno e ossigeno, la mente è una combinazione di più formazioni. Nello Yoga e nel Tantra queste formazioni sono conosciute come “Samskaras”. Questi sono i residui delle esperienze individuali attraverso più incarnazioni. La menta lavora come una macchina fotografica. Tutto ciò che è stato conosciuto e sperimentato attraverso i sensi rimane stampato nella parte sublimale della mente. Queste impressioni o informazioni sono così numerose che non potete mai essere capaci di conoscerli tutti, e non è facile classificarli. Certi sono deboli ed insignificanti mentre altri hanno un’influenza potente sul carattere, sulle abitudini e sulla natura. Certi sono sporadici mentre altri vi accompagnano tutto il tempo. E’ chiaro che i pensieri potenti come la rabbia, la passione, la gelosia o la paura, vengono alla mente di volta in volta, ma durante la meditazione molti pensieri insignificanti vanno e vengono. Ciò accade perché non abbiamo purificato le formazioni della mente. Ecco perché il primo requisito per la meditazione è “Chitta Shuddi” (la purificazione mentale).

 

 

 

Ciò non dovrebbe essere interpretato come un fattore religioso. Chitta Shuddi significa fissare le formazioni della mente. Altrimenti quando vi sedete per la meditazione tanti altri piccoli pensieri vengono costantemente alla vostra mente causando agitazione e disturbo. La pratica del Mantra è uno dei migliori metodi per la Chitta Shuddi, se è fatto con la coscienza di tutti i pensieri che entrano nella mente mentre il Mantra è ripetuto.

 

Le formazioni della mente hanno tre gradi “Vikshepa” (distrazione) “Vikalpa” (concentrazione) e “Laya” (totale dissoluzione). Il primo grado si ha quando la mente oscilla continuamente da un punto ad un altro e non è mai costante. Per esempio, quando vi concentrate sulla fiamma di una candela e un pensiero che vi distrae passa attraverso la vostra mente, questo è detto “Vikshepa”. Questa è una formazione della mente. La seconda formazione è “Vikalpa”. Quando avete stabilito “Pratyahara” (la dissociazione della mente dai sensi) si arriva alla coscienza concentrata. Allora voi cominciate ad avere visioni. Voi potete essere concentrati su una luce, ma voi cominciate a vedere la TV interiore. Queste formazioni psichiche della mente sono chiamate “Vikalpa” e sono estremamente difficili da spezzare.

 

 

 

Nel “Dhyana Yoga” se un pensiero giunge alla vostra mente, potete sicuramente forzarlo con la vostra volontà ad andarsene. Ma quando sopraggiunge “Vikalpa” voi non potete farci niente. Queste sono espressioni involontarie delle formazioni psichiche e voi non avete il controllo su di esse. Come potete distruggere o fissare queste formazioni?

 

Qui il Mantra sarà molto utile. Il Mantra è capace di distruggere le formazioni psichiche conosciute come “Vikalpa”.

 

C’è una terza e molto importante formazione della mente chiamata “Laya” che significa dissoluzione, sospensione. A quel punto la coscienza è completamente eliminata e si arriva la totale “Shoonya” (vuoto). Voi vi siete concentrati sulla fiamma ed improvvisamente tutto si spegne: non c’è fiamma, non c’è niente e voi non potete fare assolutamente niente.

 

 

 

Questa è una formazione molto ostinata. Così ci sono tre tipi di “Samskaras”: distrazione, visioni psichiche e sospensioni di coscienza. Come potete liberarvi da queste formazioni? Il Mantra è uno strumento di grande valore per questo scopo. Quando praticate il Mantra è assolutamente necessario usare un “mala”. Mantra è mala insieme fisseranno le formazioni della mente. Per esempio, praticando Om, Om, Om, la vostra mente cade e le visioni appaiono.

 

Il girare il mala interferirà con le visioni e risveglierà la vostra coscienza. Invertirà il processo della coscienza mentale.

 

Questa è l’importanza del Mantra in relazione al “Dhyana Yoga” ed il risveglio della coscienza spirituale.

 

 

 

 

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