Human mutilation

Fonte: Ufo Signs & ufoplanet.ufoforum.it

I fatti riportati si basano sulle testimonianze di alcuni ufologi brasiliani, nonché sui referti medici rilasciati dagli specialisti che si occuparono delle varie autopsie.

Si è scelto, nel rispetto dell’altrui sensibilità, di omettere alcuni particolari, e di riportarne altre in maniera più “leggera”, evitando di sottolineare alcune situazioni di forte impatto.

Pur trattandosi di un argomento abbastanza inusuale, esso fa comunque parte della letteratura e dei lati ancora bui dell’ufologia, e come tale, per dovere di cronaca divulgativa, andava portato a conoscenza.

Il termine “Cat Mutilation” non è certo nuovo a coloro che seguono gli avvenimenti legati alla moderna ufologia; i casi di mutilazione di bestiame, avvenuta in circostanze misteriose e non ancora del tutto chiarite, sono apparsi molto spesso nelle pagine della stampa specializzata, a volte anche in maniera abbastanza prolissa.

Quello che invece viene mantenuto sotto stretto riserbo, e ne comprenderemo ben presto i motivi, riguarda alcuni episodi di natura altrettanto misteriosa, accaduti a partire dal 1988.

Proprio sul finire degli anni ’80, la Skywatch International, pubblicò un testo basato sul rapporto redatto in occasione della morte di un sergente dell’Air Force, Jonathan P. Louette.

L’uomo nel marzo del 1976, era stato rapito mentre si trovava nei pressi dell’area dedicata ai test missilistici ubicata nelle White Sands; il suo corpo venne in seguito ritrovato (tre giorni dopo), in pieno deserto.

La notizia non avrebbe fatto di certo scalpore, si trattava di un, purtroppo, normalissimo caso di cronaca nera; esistevano però delle stranezze nell’intera vicenda, qualcosa di insolito che richiamò l’attenzione dell’ufologa brasiliana Encarnacion Zapata Garcia.

La curiosità della ricercatrice era caduta proprio sul rapporto stilato dal medico che aveva eseguito l’autopsia; molte cose in quel resoconto gli suonavano abbastanza familiari, ma nonostante avesse già focalizzato la connessione, non riusciva a trovare il coraggio per una ammissione del genere.

Per porre fine ad ogni suo dubbio, la donna si rivolse al dottor Goes Rubens; i due studiarono insieme il materiale che, pazientemente, erano riusciti a raccogliere, e alla fine non ebbero altra scelta che ammettere l’evidenza dei fatti: le ferite riscontrate sul corpo di Jonathan P. Louette erano identiche, o comunque imitavano alla perfezione, quelle studiate nei vari casi di mutilazione di bestiame.

C’era ovviamente ancora molto da approfondire, bisognava controllare le fonti e i vari rapporti, ma le evidenze erano fin troppo chiare: qualcuno o qualcosa aveva agito in maniera chirurgica sul corpo dell’uomo, ma con una tecnica del tutto sconosciuta in ambiente medico.

Secondo quanto riportato nel rapporto, all’uomo era stata rimossa la lingua dalla parte inferiore della mascella, asportato l’apparato riproduttivo ed enucleati gli occhi; il rapporto confermò in seguito che era stato anche drenato tutto il sangue.

Ogni tentativo di trovare nuove informazioni in merito al caso del 1976, venne respinto, sia pure con fine diplomazia, dal governo; poteva certo trattarsi di un caso isolato, una strana quanto inquietante coincidenza.

Quest’ultima ipotesi avrebbe di certo rasserenato l’animo di Encarnation Garcia, allontanando dalla sua mente le terribili immagini di un essere (sia esso terrestre o alieno a questo mondo), capace di compiere un tale genere di azioni…le cose purtroppo non andarono così.

Il 29 settembre 1988, nei pressi del serbatoio idrico di Guarapiranga, appena fuori la città di San Paolo (Brasile), viene ritrovato il corpo di un uomo con addosso segni del tutto simili a quelli riscontrati su Louette.

Si registrano allo stesso tempo, le prime, timide, dichiarazioni da parte della polizia brasiliana; non viene aggiunto molto rispetto a quanto si è appreso nel frattempo, ma si fa riferimento ad almeno dodici casi che si presentano, almeno a prima vista, le medesime analogie.

Successivamente, nel 1994, un altro corpo, mutilato in modo analogo, viene scoperto in Nuova Zelanda; i sospetti dei due ricercatori diventano sempre più concreti, e l’anno successivo, nel 1995, appare sulla rivista brasiliana Ufo Magazine, il primo articolo dedicato all’argomento, corredato da alcune foto che ritraggono in maniera esplicita quanto accaduto.

Il ricordo andò subito all’ufologa Linda Moulton Howe, e al caso del toro rinvenuto mutilato nel 1981 in Colorado; le coincidenze erano assolutamente impressionanti.

A questo punto, prima di continuare, è doveroso riportare alcune constatazioni: le convinzioni di Encarnacion Gracia e di Ruben Goes si basano sull’osservazione logica dei fatti, oltre che sulla straordinaria somiglianza con le Mutilazioni di bestiame; in realtà, come vedremo, non abbiamo molte prove a sostegno di questo particolare argomento.

Di sicuro è facile immaginare come tali, inquietanti vicende, non rientrino certo nelle notizie interne che un governo diffonderebbe con tanta facilità; in mancanza di smentite ufficiali, in presenza di logiche osservazioni, e interpretando il silenzio stampa degli organi interni, e i loro palesi tentativi di insabbiamento, come un tacito assenso, saremmo portati a dare maggiore credibilità ai vari casi riportati.

Questo discorso non ci da, comunque, nessuna certezza assoluta, e tutto quello che faremo da adesso in poi, sarà riportare semplicemente gli avvenimenti, se non altro per venire incontro all’esigenza di divulgazione semplice e diretta degli avvenimenti più nascosti che caratterizzano l’ufologia moderna.

Ribaditi ancora una volta questi concetti, riprendiamo l’esame degli avvenimenti, cercando di approfondire meglio l’intera questione.

Le foto che mostrò il dottor Ruben Goes, pubblicate in seguito sulla rivista ufologica, gli erano state date dal cugino, un tecnico della polizia brasiliana; le immagini ritraevano il corpo ritrovato nei pressi di Guarapiranga, ovvero un maschio non identificato sul quale non erano stati riscontrati segni di violenza usuale e intorno al quale non si evinceva alcun segno di lotta.

L’uomo venne in seguito identificato, ma il suo nome rimase come informazione riservata, almeno per alcuni anni, su richiesta dei parenti.

Degli altri casi prospettati dalla polizia brasiliana, Tranne per alcune foto relative a quello avvenuto nel 1994 in Nuova Zelanda, abbiamo ben poche notizie; concentreremo quindi la nostra attenzione sui fatti avvenuti nel 1976 e nel 1988, cercando di capire se esistano i presupposti per classificarli come attinenti alle Cat Mutilations.

I casi in questione, pur presentandosi a prima vista come molto simili, presentano in realtà delle stranezze che lasciano molto riflettere; iniziamo quindi a esaminare il secondo caso, ovvero lo sconosciuto di Guarapiranga.

Un paio di anni più tardi, il ricercatore civile e ufologo Claudier Covo, scoprì casualmente che l’incidente non era avvenuto nei luoghi descritti dai giornali, bensì preso un’altra riserva, quella di Billings.

Questo particolare, unito alla reticenza delle autorità e ad un evidente tentativo di insabbiare le ricerche, lo convinse ad approfondire la questione.

Con l’aiuto della moglie Paola, e della ricercatrice Tania da Cunha, proseguì le indagini in maniera privata; i risultati non tardarono ad arrivare, molti misteri trovarono una ragionevole spiegazione, altri ancora si infittirono, lasciando non pochi dubbi su questo terribile fatto di cronaca.

La vittima senza nome di Billings era in realtà Joaquim Goncalves Sebastiào, un uomo di 53 anni con l’hobby della pesca, in cura per un forte esaurimento nervoso.

Proprio per quest’ultimo motivo, l’uomo era solito assumere un forte sedativo (Gardenal), un prodotto composto principalmente da Fenobarbitale, uno dei principali farmaci antiepilettici, appartenente alla grande famiglia dei barbiturici.

Svelato il mistero che avvolgeva l’identità della vittima, si passò ad analizzare le circostanze della morte, e anche in questo caso molti dei misteri enfatizzati divennero ancora più oscuri.

Ricordiamo che l’uomo venne rinvenuto con addosso i soli indumenti intimi, e che nessun segno di violenza venne riscontrato intorno; tutto faceva quindi pensare che non fosse stata messa in atto nessuna costrizione fisica, e così infatti avvenne, anche se la dinamica (almeno secondo la versione ufficiale), fu molto più semplice di quanto ipotizzato.

Joaquim Goncalves Sebastiào, quella mattina, si recò a pesca senza avvisare nessuno delle sue intenzioni e, cosa ancora più grave, dopo aver assunto la dose giornaliera del suo farmaco antidepressivo; si tolse i vestiti, li ripose in una borsa e nascose il tutto tra i cespugli.

Sceso in acqua iniziò a pescare, ma il farmaco iniziò a rilasciare i propri effetti e l’uomo, ben presto in stato di incoscienza, rimase in acqua per circa 24 ore, preda dei pesci.

Questa ricostruzione ufficiale spiega in effetti l’assenza di segni di violenza o di lotta, il fatto che l’uomo fosse stato ritrovato soltanto con gli indumenti intimi, ma risulta estremamente contraddittoria e poco credibile.

Pur accettando il fatto che qualcuno, per pura distrazione o proprio a causa del disturbo mentale che lo affligge, esca da solo dopo aver assunto un pesante barbiturico, tutto il resto non ha alcun senso: perché ci si dovrebbe denudare per andare a pesca? Possibile che dei medici professionisti non distinguano i morsi di animali da tagli netti e precisi?

I segni visibili sul corpo, come testimoniano le foto, provengono da uno strumento affilato simile ad un bisturi, sono netti e precisi, senza strappi o zigrinature; altro dato interessante è poi la testimonianza del comandante dei Vigili del Fuoco presente sulla scena; al suo arrivo, e fu il primo ad arrivare, non si notava la presenza di nessun animale, tanto meno di uccelli predatori di cadaveri o di ratti. Che dire poi del sangue completamente drenato?

Il dottor Edson Del Campo, mesi più tardi, volle sperimentare personalmente le deduzioni contenute nel rapporto della polizia; presa la carcassa di un cane e la depose nello stesso luogo, rispettando l’esatta posizione di ritrovamento del cadavere.

Avvoltoi e ratti attaccarono i resti dell’animale, del quale, in meno di due giorni, non rimasero che poche ossa!

Per quanto ci possa sfiorare l’idea di una sinergia tra i casi di Mutilazione di bestiame e quanto appena descritto, rimane comunque una realtà difficile da accettare, e, come già detto, non possediamo un quadro completo della situazione per poter esprimere opinioni più dettagliate.

Una tale eventualità aprirebbe di certo scenari non proprio gradevoli, spostando l’attenzione su un pericolo Ufo spesso paventato ma discretamente sottaciuto per ovvi motivi.

S’altra parte le evidenze risultano fin troppo chiare: i tipi di tagli, la loro estrema precisione, la rimozione di quasi tutti gli organi interni attraverso piccole aperture, la mancanza di sanguinamento; sono tutte caratteristiche proprie delle mutilazioni di animali, e in tal senso sarà bene ricordare anche che, sicuramente in almeno uno o due casi, si è anche avuta notizie di avvistamenti nelle ore precedenti la sparizione della vittima.

Queste le principali caratteristiche comparando i dati rilevati dalle statistiche relative alla Cat Mutilation e dai casi avvenuti in Brasile:

 

CAT MUTILATION

Nessun segno di predazione animale, nessun odore sgradevole proveniente dal cadavere

Carne esportata tra le mandibole

Incisioni sul corpo di tipo chirurgico, mancanza di sanguinamento ai lati delle ferite

Incisioni circolari

Piccoli fori circolari

Drenaggio del sangue

Pur avendo casi risalenti al 1897, si inizia a prestare maggior attenzione al fenomeno soltanto intorno agli anni ’60 localizzandolo in America

 

HUMAN MUTILATION

Nessun segno di predazione animale, il corpo non emana odore, nessun segno di putrefazione

Carne esportata tra le mandibole

Incisioni sul corpo di tipo chirurgico, mancanza di sanguinamento ai lati delle ferite

Ferite circolari

Due piccoli fori circolari sul cranio

Drenaggio del sangue

Il primo caso viene registrato in Texas, e diplomaticamente taciuto dalle autorità, durante la prima metà degli anni ’60.

 

La questione riguardante una palese ostilità da parte degli UFO è sempre stata trattata con diffidenza da parte dei ricercatori seri; d’altra parte l’argomento risulta essere abbastanza spinoso e non privo di inquietanti interrogativi: come reagirebbe la popolazione ad una simile prospettiva? I governi sarebbero in grado di gestire una minaccia di questo tipo?

Lo stesso Josef Allen Hynek non nascondeva il proprio timore nel trattare questo tipo di argomenti, mentre John Keel non nasconde affatto la sua convinzione riguardo alla pericolosità di alcune connessioni extraterrestri.

Di certo i casi appena descritti entreranno a far parte di quel lato occulto dell’ufologia che spesso, e non sempre a torto, viene trattato con estremo tatto; ci siamo appena abituati all’idea di non essere soli nell’universo, forse adesso dovremmo iniziare a chiederci se tutti coloro che vivono nell’infinita platea dello spazio siano veramente nostri fratelli.