MAURIZIO CAVALLO (JHLOS) INTERVISTATO DALL’ASSOCIAZIONE SARAS

di Giuliano Falciani presidente Associazione Saras

Intervista pubblicata su “SaraS” n° 39

(Ottobre-Dicembre 2007)

Giuliano Falciani: Siamo venuti a Vercelli ad intervistare Maurizio Cavallo il quale ci ha gentilmente ospitati nella sua casa. Lo ringrazio per averci concesso questa intervista. Per noi è un onore poterti intervistare e conoscere alcuni aspetti e particolari di questa tua incredibile e meravigliosa esperienza.

Maurizio Cavallo: E’ un piacere per me e sono io a ringraziare voi in quanto mi date la possibilità di raccontare quest’esperienza e sono contento di avervi qui oggi.

G.F.: Puoi raccontarci cosa è accaduto sin dall’inizio e com’è avvenuta la preparazione a questo contatto?

M. C.: Tutto iniziò la notte tra il 12 e 13 settembre del 1981, ma la preparazione suppongo iniziò molto tempo prima. Come ebbi modo poi in seguito di sapere, questi viaggiatori temporali provenienti da altre stelle mi seguivano dall’età di sette anni, età in cui ebbi il mio primo contatto in un piccolo paese della Sicilia. Queste sono cose che ho potuto vedere in una specie di monitor monolitico piramidale la notte del rapimento.

G.F.: La tua origine è siciliana?

M.C.: E’ difficile poter dire oggi da dove provengo, sento di venire dagli spazi profondi. Mio padre era calabrese e io nacqui in mezzo al mare, prima che il piroscafo approdasse al porto di Crotone, nel 1952. Abitai poi per molto tempo in Sicilia.

G.F.: Noi sappiamo che la Sicilia è terra di grandi misteri e se non erro è anche la terra di cui parlano le antiche scritture quando si dice che sarebbero nati dei grandi prodigi al di là del fiume Giordano oltre il mare: la famosa Galilea dei gentili.

Qui noi abbiamo incontrato un altro grande personaggio che ha avuto esperienze con esseri cosmici: Eugenio Siragusa.

M.C.: Certamente. Ebbi modo anch’io ad un punto della mia adolescenza di incontrarlo. Lo incontrai all’età di 18 anni. Lo conobbi per caso: io cercai, ma per caso trovai degli opuscoli sui quali si parlava di una persona che aveva dei contatti con gli extraterrestri e non so perché ma volli conoscerlo, ed un giorno, dopo tanti sforzi, ci riuscii.

G.F.: Tu hai avuto incontri fisici con loro, ce ne vuoi parlare?

M.C.: Ho avuto soprattutto incontri fisici. Oggi c’è un contatto diretto, ogni momento della mia vita è in relazione, in connessione diretta con questi esseri provenienti dai profondi spazi e da tempi lontani. Userò spesso il termine tempo perché in effetti ho imparato conoscendo questi esseri, che più che essere viaggiatori dello spazio essi sono viaggiatori del tempo. Per me conoscere la realtà del Cosmo e sapere che la realtà che viviamo non è altro che una stringa temporale fu travolgente in un primo tempo, oggi è particolarmente importante per tutta l’umanità, quindi tornerò a parlare di spazio e di tempo.

G.F.: Chi sono questi esseri che hai incontrato, ci puoi dire da dove vengono?

M.C.: Dissero di venire da un pianeta distante 150.000 anni luce dalla nostra Terra. Mi dissero che questo pianeta si chiamava Clarion che nel loro idioma significa splendore. E’ un pianeta che orbita intorno a due soli. Un pianeta sul quale è quasi completamente assente la notte. Vi è un giorno quasi eterno. La notte per loro è soltanto una leggera oscurità.

G.F.: Chi sono questi esseri che hai incontrato, e soprattutto da dove ti hanno detto che vengono?

M.C.: Mi dissero di provenire da Clarion, un pianeta che nel loro idioma significa splendore, un pianeta distante 150.000 anni luce dalla nostra Terra. E’ un pianeta che orbita intorno a due soli e quindi non hanno quasi la notte. Mi hanno detto che si trova nella costellazione dell’Aquila, nella terza galassia e di più non posso sapere. Questo è quanto mi hanno detto.

G.F.: Quindi sembrerebbe che non fanno parte di questo sistema galattico.

M.C.: In effetti appartengono a un’altra galassia fanno parte comunque della confederazione, una confederazione intergalattica.

G.F.: Possiamo dire che il loro mondo appartiene alla confederazione?

M.C.: Si, il loro mondo appartiene alla confederazione, una confederazione che è vecchia di miliardi di anni.

G.F.: Quindi non è una confederazione galattica ma ultra galattica.

M.C.: Intergalattica, una confederazione cosmica oserei dire.

G.F.: Ci puoi descrivere come vivono?

M.C.: Si, ho avuto modo di comprendere, di vivere attraverso immagini chiare nella mia mente momenti della loro vita sul loro mondo. Sono esseri comunque simili noi, fisici anche se il loro dinamismo corporeo differisce tantissimo: per lasciare che la camera fotografica impressioni la loro immagini sulla pellicola devono abbassare molto il loro dinamismo molecolare, però poi in effetti sono fisici, hanno un corpo denso e tratti somatici, tranne per qualche piccola diversità, simili a noi. Dicono di essere i creatori della razza umana, insieme ad altri esseri facenti parte di questa confederazione.

G.F.: Quindi i creatori tu vuoi significare che hanno partecipato proprio all’evoluzione, alla creazione dell’uomo così come lo conosciamo?

M.C.: Si, certamente, hanno partecipato alla creazione dell’essere umano così come lo conosciamo e da allora stanno seguendo questa lenta e a volte turbolenta evoluzione.

G.F.: Quindi quando nella antiche scritture si legge: “E Dio disse facciamo” significa che erano molti a creare.

M.C.: Si, certo. Gli Elohim, i signori, i creatori, esseri di molte stelle, di sistemi solari diversi che hanno contribuito a creare la razza umana di questo pianeta.

G.F.: Abbiamo letto che ti è stato permesso di fotografare, già dal secondo incontro, dove ti hanno portato in una base dell’Amazzonia, cosa hai fotografato in quell’occasione?

M.C.: Ho potuto fotografare intanto alcuni di loro, soprattutto i miei interlocutori principali, se così posso definirli. In effetti io non parlai molto in quei momenti, anche perché credo sia assolutamente comprensibile lo stato di terrore e di ansia nel quale mi dibattevo, ma ebbi modo, sempre attraverso proiezioni mentali, di comprendere già allora con chi avevo a che fare. Mi permisero di fotografarli nel secondo incontro, quindi fotografai Dara, una splendida donna clariana, una donna che vedrò poi in altri incontri. Oggi posso testimoniare che per molto tempo la stessa donna ha vissuto sul nostro pianeta mischiandosi, celandosi tra gli umani. Molti di loro lo fanno ancora. Posso dire che loro sono tra di noi.

G.F.: Quindi ci ricolleghiamo un po’ alle antiche tradizioni, alle antiche storie e mitologie che parlano di Dei che si sono mischiati tra gli uomini contribuendo così ad una diffusione di una genetica solare maggiore di quella che l’evoluzione terrestre poteva offrire.

M.C.: Si, posso affermare che gli Dei sono tornati e la trasformazione, la crescita dell’essere umano, quest’operazione è quasi giunta al termine. L’uomo presto potrà essere proiettato su una coscienza, su coordinate di sapere diverso, potrà affacciarsi sul Cosmo e comprendere forse realmente cos’è la vita.

G.F.: Più tardi approfondiremo maggiormente questo concetto di ascensione, questo concetto di risveglio quantico perché mi sembra di capire che anche queste razze che abitano l’universo sono attirate da questo processo evolutivo che sta investendo la Terra, è così?

M.C.: Si, certo. Sono attirate, forse il termine è esatto. Comunque in qualche modo sono sicuramente inserite in questo programma su vasta scala che interessa non solo la crescita del nostro pianeta ma una considerevole parte del nostro Universo.

G.F.: Secondo quello che sappiamo questi esseri non usano condizionare le persone, perché non amano imporre, la loro metodologia si basa sull’offrire, quindi tu quando parli di rapimento, cosa vuoi dire?

M.C.: Parlo di rapimento perché in quella notte io comunque fui forzato da una entità, da una forza esterna a recarmi in un determinato posto e per me fu vissuto come un rapimento perché contro la mia volontà. Non ero razionalmente preparato a vivere questo avvenimento. Naturalmente durante il trascorrere degli anni ho dovuto comprendere, realizzare che in effetti era l’unica via che potevano percorrere affinché io fossi in qualche modo risvegliato.

G.F.: Quindi c’è da pensare che tutto questo faccia parte di una missione voluta dalle alte sfere dell’universo.

M.C.: E’ un programma, si, un programma che secondo me comunque segue una traccia genealogica. I rapimenti non avvengono per caso. C’è una scelta probabilmente sulla struttura profonda del DNA, sulla genetica e procede attraverso una traccia genealogica. Quella notte venni a sapere che mia madre aveva subito una simile esperienza molti anni prima.

G.F.: Ricordiamo che tua madre è mancata quando tu eri poco più che un ragazzo. Lei come te lo ha comunicato? Lo hai saputo prima o dopo della sua dipartita che aveva avuto contatti quasi come te con loro?

M.C.: Lo seppi direttamente da loro. Mia madre morì quando avevo 13 anni non mi raccontò mai di questa sua esperienza particolare. Rammento che con mia madre comunque ebbi sempre un rapporto splendido, di sintonia assoluta. Non bisognava parlare con lei. Posso presupporre che questo sia un rapporto che tanti ragazzi, tanti adolescenti possano vivere con la madre, con i genitori. Ma in particolar modo sentivo in mia madre una personalità forte e comunque diversa perché marcata da esperienze che non amava raccontare. Particolari strani intorno a lei ne avvenivano. Allora ero troppo piccolo per poter comprendere il tutto. Compresi tutto questo soltanto dopo quella notte, la notte del rapimento.

G.F.: Quindi praticamente c’è una certa predisposizione genetica.

M.C.: Assolutamente. Io credo che il programma iniziò molto tempo fa e il programma fu basato su dei ceppi genetici. Naturalmente con il passare del tempo, dei secoli, dei millenni hanno continuato ad intervenire modificando a volte probabilmente delle strutture geneticamente preparate.

G.F.: C’è anche da considerare il fatto che attraverso la personale evoluzione spirituale dell’individuo l’essere può avere accesso ad informazioni maggiori.

M.C.: Certamente, sono convinto di questo.

G. F.: Anche se sicuramente oltre alla predisposizione genetica e al discorso genetico c’è anche una predisposizione interiore profonda, spirituale.

M.C.: Tutta la razza umana è stata predisposta. Vorrei forse essere più chiaro: quando parlo di predisposizione genetica mi riferisco soltanto ad esseri che in qualche modo vengono attivati in un determinato momento dell’intero programma.

Ma tutti gli esseri umani hanno avuto il marchio dei creatori, quindi tutti quanti abbiamo la possibilità di evolvere. Abbiamo tutti nel nostro DNA il codice genetico stellare.

G.F.: Alla luce di questi giorni, di questi eventi cosa ne pensi e come ti poni di fronte ai rapimenti?

M.C.: Il rapimento io l’ho vissuto e posso soltanto cercare di analizzare quanto è avvenuto. Il rapimento non è mai un evento traumatico, il trauma nasce dal conflitto che si crea nel soggetto stesso. Io fui condotto verso una realtà assolutamente diversa da quella che pensavo fosse l’unica realtà. Quindi cominciò in me un combattimento, un conflitto, pensai di aver perso il senno, di aver perso la ragione. In quei momenti avevo bisogno di un grosso aiuto, ma trovai, come d’altra parte è ovvio, una chiusura assoluta e mi ritrovai da solo con me stesso senza avere più certezze, senza sapere più chi ero. Mi spogliarono gradatamente di tutte le certezze razionali. Sono occorsi tanti anni poi per ripristinare un equilibrio psico-fisico. Questo è il dramma se vogliamo. Ma quello che pensavo la lotta tra la mia ragione e l’invasione di un’entità o entità aliene esterne non era altro che la lotta tra me e i fantasmi della mia psiche.

G.F.: Quindi se oggi la parola rapimento viene usata per discreditare ed offendere una certa realtà tu come potresti definiresti questo fenomeno in altri termini.

M.C.: Il rapimento io lo cambierei sicuramente in una tecnica che in molti casi dà dei risultati positivi, ma si vedono soltanto alla fine. Non so come cambiare il termine perché in effetti rimane un evento forzato, un evento contro la tua volontà razionale, quindi non saprei che termine usare. Però spoglierei il termine rapimenti da quest’alone negativo perché in fondo è il risultato quello che conta.

G.F.: Di fatto se loro sono i nostri creatori…

M.C.: Possono come ci hanno dato la vita fare qualsiasi altra cosa.

G.F.: Quindi è anche giusto che periodicamente vengano, attraverso i loro sistemi, a controllare a che punto è il nostro grado di evoluzione psico-fisico.

M.C.: Assolutamente e qualora come spesso accade, venisse offeso il nostro io e la nostra presunzione, non ha nessuna importanza. Loro comunque hanno il potere di vita e di morte su di noi. Un giorno volenti o nolenti dovremo accettarlo. G.F.: Quindi è un po’ come noi consideriamo e attribuiamo pieni poteri alla divinità, dobbiamo necessariamente convertire questa ideologia anche verso di loro.

M.C.: E’ assolutamente necessario.

G.F.: E’ importante specificare perché oggigiorno i mezzi di comunicazione non aiutano la loro missione salvifica, anzi tentano di distruggerla, tu lo sai meglio di me, poi vedremo con le domande che ti farò sulla vita e le esperienze che hai dovuto vivere a causa di questa verità. La prima volta che sei stato portato in una base che loro hanno in Amazzonia, al di la delle fotografie che hai fatto ad alcuni di loro, cosa hai visto?

M.C.: Io sono stato accolto in un paesaggio irreale: mi trovai a camminare in una sorta di corridoio trasparente all’esterno del quale vidi delle piante tropicali enormi ed immagini allora, non so per quale collegamento, che così potesse trovarsi la Terra molti miliardi di anni fa. Fui sottoposto ad un trauma non indifferente. Quando vidi, mi appariva insolito, straordinariamente irreale, mi sembrava di essere in un sogno. C’erano costruzioni di geometria assurda: una conchiglia rovesciata nella quale mi fecero penetrare, una costruzione che emanava una luce propria. All’interno di questa costruzione strane apparecchiature, ma soprattutto mi colpirono delle sfere trasparenti, sfere sospese che oscillando emettevano dei suoni. Non seppi allora e non conosco neppure adesso quale fosse l’utilizzo di quanto vidi, ma questo fu quello che allora mi colpì maggiormente. Alcune sfere contenevano degli esseri umani in stato embrionale e seppi che non so attraverso quale complicato mezzo, in alcune di queste sfere c’erano delle menti extraterrestri la cui coscienza era proiettata su piani diversi ed alcuni di questi erano viventi sulla Terra.

G.F.: Parliamo di sdoppiamento controllato.

M.C.: Sì sdoppiamento controllato è il termine esatto.

G.F.: Anche Eugenio ci raccontò di un viaggio sulla Luna nera dove vide dei corpi in uno stato di apparente immobilità proiettati in missione sulla Terra.

M.C.: So che erano esseri che vivevano tra gli tra di noi su questo pianeta.

G.F.: Tu pensi che tra di noi ce ne siano molte di queste creature?

M.C.: Si, penso che ve ne siano molte specialmente in questi ultimi tempi in cui alcune delle loro basi sono state attivate e pronte.

Non so per quale ultimo fine. Comunque sempre legati al programma evolutivo di questo pianeta.

G.F.: Solo dopo i dieci anni, secondo quello che tu ci hai raccontato, ti hanno permesso di far conoscere le prove della loro esistenza e dieci anni sono lunghi. Come hai potuto resistere avendo delle prove così eclatanti e non potendo diffonderle.

M.C.: E’ vero, molte volte ho incontrato difficoltà di carattere emotivo. Avrei voluto alla diffidenza, all’incredulità del prossimo avrei voluto tante volte prendere i negativi, le foto e gettarli in faccia. Ma forse un senso di responsabilità più grande per quanto avevo vissuto mi ha trattenuto e dato forza d’aspettare. Già allora sapevo che non era importante forzare l’individuo a credere in qualche cosa che comunque non avrebbe potuto, neppure con le prove solamente sospettare.

G. F.: Ma questa tua obbedienza è stata premiata?

M.C.: Sono fuori da questi concetti da molto tempo. Per me non esiste più il male e il bene, non esiste il premio o il castigo. Non credo neppure di agognare un premio. Io sono soltanto cosciente che dopo aver vissuto un’esperienza di tale portata che non si possa continuare a vivere come hai vissuto prima dell’esperienza stessa. Non puoi tornare a vivere nello stesso modo. La tua coscienza viene dilatata, la vita stessa perde significato se non rapportata ai misteri del creato e quindi non parlo e non racconto la mia esperienza sperando di essere premiato. Io ho già ricevuto una grande ricchezza perché mai avrei supposto di poter vivere e comprendere cose che molti purtroppo, molti esseri umani ancora non possono neppure immaginare.

Sono stato già premiato ma allo stesso tempo vivo anche il castigo perché quello che ho visto, quello che conosco che continuo a vivere e vedere, non essendo compreso, mi porta in una situazione di profonda prostrazione. Mi allontana sempre da questa realtà.

G.F.: Sembra un po’ che certi personaggi che vivono certe esperienze siano un po’ fuori dal tempo.

M.C.: Si è vero, in effetti è così. Io sono fuori dal tempo e fuori da questa realtà, devo faticare, costringermi ad ancorarmi ancora in qualche modo a questa realtà per far sopravvivere il mio corpo fisico. Vi sono delle necessità alle quali devo comunque obbedire, ma è sempre più difficile: io vivo già altrove.

G.F.: Ti ho detto prima nel nostro incontro preliminare che noi siamo soprattutto orientati verso l’aspetto divino, spirituale di questa manifestazione per cui affrontiamo l’ufologia marginalmente come fenomeno statico, oserei dire come fenomeno fisico.

Chi cerca le prove ha già trovato quello che vuole, noi non cerchiamo le prove ma cerchiamo degli avalli e delle conferme a quanto già abbiamo nel nostro cuore. Ma l’ufologia come ha reagito alla tua esperienza?

M.C.: Beh, vedi purtroppo devo risponderti che non me ne importa niente, assolutamente. Io non ho necessità di mostrare nulla perché quanto ho vissuto mi appartiene e quindi non devo provare a nessuno quello che ha drammaticamente cambiato la mia vita. Quindi l’ufologia cercherà nella manifestazione fisica le prove che mai potrà raggiungere. La manifestazione fisica, come tutte le manifestazioni fisiche, anche la nostra vita biologica è soltanto illusione, quindi…

G.F.: Quindi noi stiamo rincorrendo delle illusioni che sicuramente non portano a nulla, per lo meno coloro che seguono soprattutto l’aspetto fisico.

M.C.: Sicuramente. Questo potrebbe essere dimostrato dal passare del tempo e dalla ricerca ufologica in questo lungo periodo di tempo. Non credo vi siano stati dei grossi passi in avanti. Si insegue ancora il fenomeno. E’ come se noi fossimo rimasti abbagliati dalla carta colorata che avvolge il regalo e non riusciamo ancora a capire che l’importante è il dono all’interno della carta.

G.F.: Da molti anni a questa parte i governi mondiali ed alcune religioni, per non parlare delle politiche, hanno creato paure e dubbi sulla realtà di questi esseri. C’è da aver paura di qualcuno?

M.C.: Soprattutto dell’uomo. C’è da aver paura di noi stessi, siamo capaci di cose incredibili. Oggi abbiamo l’espressione di quanto siamo capaci e possiamo toccare il destino che abbiamo creato per noi stessi.

Tutto ciò che stiamo vivendo, la morte del pianeta è soltanto il frutto della nostra capacità umana.

G.F.: Qual è secondo te e anche secondo gli esseri che tu hai incontrato, il ruolo di queste creature che sono in missione sulla Terra? In poche parole perché vengono e soprattutto quante razze ti hanno detto che in questo momento visitano il pianeta?

M.C.: Perché vengono? Il perché è una risposta un po’ difficile, bisognerebbe avere i loro pensieri, avere un loro codice. Vengono perché sono animati da una forza, da una coscienza che noi potremmo definire cosmica. Loro la possiedono, sanno che tutto negli universi è collegato, che tutto fa parte del tutto. La loro opera non è assolutamente messa in discussione dalla loro logica, per loro non esiste questa domanda. Loro sanno che devono comunque curare l’universo come noi potremmo curare il nostro giardino. Mi sembra ovvio.

G.F.: Quindi li possiamo definire, come già hanno fatto alcuni, i “giardinieri della creazione”.

M.C.: Sono i giardinieri della creazione, sono i guardiani della creazione, sono i Signori della creazione.

G.F.: Che rapporto hanno con Dio e con la creazione questi esseri che tu hai incontrato?

M.C.: Un rapporto intimo, un rapporto molto intimo. Un rapporto dinamico completo. Loro non credono in Dio, loro sentono Dio, vivono Dio. Loro non hanno bisogno di immagini sacre, non hanno bisogno di culti, non hanno bisogno di cattedrali perché in loro c’è la cattedrale, c’è il culto, nella loro opera c’è la volontà dell’eterno.

G.F.: Quello che alcuni cammini spirituali dicono anche sulla Terra che la chiesa di Dio, il tempio di Dio è il cuore dell’uomo.

M.C.: Certamente e credo che a questo facesse riferimento Gesù Cristo. Dentro ad ogni uomo, il corpo fisico di ogni uomo dovrebbe essere il tempio del creatore.

G.F.: Loro lo hanno conosciuto il Cristo?

M.C.: Sì lo hanno conosciuto, lo conoscono, anche perché, può risultare blasfemo, il Cristo era uno di loro. Mi assumo la responsabilità di questa affermazione.

G.F.: Quali sono le loro conquiste tecnologiche? Hai mai potuto capire o sapere come vivono nei loro pianeti questa tecnologia?

M.C.: Per noi è quasi impossibile o almeno improbabile concepire il loro grado tecnologico, ma mi piacerebbe approfondire soprattutto la loro evoluzione interiore, mi sembra molto più importante perché l’evoluzione, la conoscenza tecnologica è comunque un approdo al quale giungerà anche l’essere umano, ma è soprattutto l’etica, soprattutto la loro interiorità che mi ha sbalordito e ha cambiato radicalmente la mia esistenza. Per esempio ho capito finalmente cosa vuol dire amare, e ho compreso che sul nostro pianeta gli esseri umani usano questo termine impropriamente.

L’uomo non sa amare, l’uomo sa essere soltanto egoista e quando egoisticamente si propone coercendo gli altri simili dice di amare. Per loro l’amore è libertà assoluta. Per loro la libertà è più importante dell’amore.

G.F.: Ricollegandoci un attimo a una delle domande precedenti, noi abbiamo consapevolezza che ogni cosa che accade nell’Universo ha la sua ragion d’essere e se come sulla Terra diciamo “non cade foglia che Dio non voglia”, oseremo dire che non si muove un macigno nell’Universo che Dio non lo voglia. Quindi come possiamo far capire a tutti coloro che hanno in se radicato il concetto di alieni ed esseri negativi, tu hai mai incontrato creature negative?

M.C.: No, io non le ho mai incontrate, ma sono cosciente che nell’universo esistono delle razze bellicose, almeno quanto gli esseri umani. Ma a queste razze non è concesso penetrare nella fasi evolutive e quindi nel contesto di questa evoluzione della quale anche la Terra e soprattutto la Terra ultimamente fa parte. Quindi non credo vi siano razze negative, forse il nemico reale, il nemico vero dell’uomo è l’uomo stesso.

G.F.: Possiamo affermare che ciò che noi definiamo negativo in realtà è una sperimentazione diversa dalla nostra?

M.C.: Certamente, io in una prima fase, in lunghi anni, dal rapimento in poi ho sperimentato la fase negativa. Per me questi esseri erano dei mostri, dei carnefici, mi stavano torturando, mi stavano cambiando nonostante io cercassi di fuggire, di oppormi. Questa fase negativa l’ho provata, ho dovuto poi ricredermi. Ripeto, l’ho detto prima, stavo combattendo contro me stesso.

G.F.: Quindi bisognerebbe che gli uomini riuscissero a capire che dal cielo può venire solo bene.

M.C.: Dal cielo può venire solo bene ma può venire anche male. Dipende dalla predisposizione dell’individuo: siamo noi che creiamo, che richiamiamo forze ostili o forze benefiche. Dipende tutto da noi.

G.F.: Forse queste creature che vivono un aspetto energetico diverso dal nostro potrebbero essere influenzate dalla nostra psiche negativa?

M.C.: Certamente.

G.F.: E anche attratti?

M.C.: Anche attratti, certo. Poi bisognerebbe concepire in maniera diversa l’Universo: l’Universo fisico, quello che crediamo di conoscere è assai diverso dall’Universo reale. Io lo definirei Universo metafisico. La realtà, la realtà vera è che l’Universo è vibrazione. Sono stringhe temporali, sono onde di energia, ma anche tutto quello che ci circonda: gli alberi i fiumi, le montagne sono soltanto onde di energia, è la nostra mente che concretizza, che stratifica cristallizzando l’energia in forme. Noi abbiamo bisogno di creare delle forme per rendere la nostra identità. Ma non per molto tempo ancora.

G.F.: Le antiche culture, come il popolo Maya, ci riportano ad una cosmogonia fantascientifica per gli esseri umani. Loro avevano già scoperto il centro della galassia che chiamavano Unab-Ku, l’Uno nel tutto e il tutto nell’Uno, quindi loro avevano già una consapevolezza molto più profonda della nostra, molto più concreta della nostra. Cos’è successo all’umanità oggi?

M.C.: L’umanità si è allontanata dalle idee originali. L’umanità ha perduto il contatto, la connessione con l’origine di tutte le cose. Potremmo dire che si è allontanata da Dio o meglio l’umanità ha contribuito ad uccidere Dio uccidendo se stessa. L’umanità può sognare o vivere degli incubi. Credo di non dire assolutamente una cosa estranea dicendo che l’uomo ha deciso di vivere il peggiore degli incubi.

G.F.: Maurizio, oggi si parla di contattismo, tu personalmente che idea hai del contattismo?

M. C.: Vedi io credo fermamente di non essere un contattista, non mi sono mai sentito tale perché non ho mai assunto su di me la figura di colui che deve trasmettere un messaggio e mi sembra che il termine contattista implichi l’operosità di un messaggero o comunque di un ambasciatore.

Io non credo di avere queste prerogative. Qualora ci fosse un messaggio nella mia storia è solo nella vicenda e quindi può essere comunicato soltanto attraverso la mia esperienza. E’ per questo che io la racconto, solo per questo.

G.F.: Le creature che hai incontrato e con le quali sei in contatto hanno un collegamento con il famoso popolo di Dio, così chiamiamolo, che ha avuto il compito di “colonizzare” molti pianeti compresa la Terra e qui mi riferisco agli abitanti di Sirio, Pleiadi, Alfa Centauri, Orione e tutte queste altre costellazioni?

M.C.: Si credo che vi siano questi contatti. Credo che alle origini la creazione dell’essere umano su questo pianeta avvenisse attraverso i ceppi madre di queste costellazioni.

G.F.: Gli esseri che tu incontri si chiamano Clariani?

M.C.: Sì perché provenienti da questo pianeta che nel loro idioma significa splendore.

G.F.: Da quanto tempo sono sulla Terra?

M.C.: Loro hanno dicono di visitare il nostro pianeta fin dall’inizio della nostra creazione contribuendo e partecipando ad essa.

G.F.: Hai detto che non sai definire a quale dimensione loro appartengono poiché essendo extragalattici probabilmente vivono dimensioni diverse dalla nostra. Tu saprai che la Terra si sta avviando verso il suo quarto ciclo di crescita che corrisponde alla Quarta Dimensione e anche alla quarta orbita planetaria. Ti hanno mai accennato allo spostamento orbitale del pianeta Terra?

M.C.: Sì certamente, allo spostamento orbitale e a quanto accadrà a causa di questo cambiamento. Ripeto non saprei rispondere a che dimensione appartengono in quanto ormai, come dicevo poch’anzi, non schematizzo più. So che provengono da un altro tempo, che fanno parte di una dimensione parallela alla nostra e che il loro mondo è distante dal nostro 150.000 anni luce, che percorrono questo spazio in 72-73 giorni terrestri, quindi superano di gran lunga la velocità della luce. So che sono degli esseri geneticamente evoluti e quindi potrei indicativamente pensare possano appartenere alla quinta dimensione, ma questo è soltanto un mio pensiero.

G.F.: Esiste un rapporto tra i vari contattati che nel tempo hanno svolto missioni analoghe a quella che tu stai svolgendo, tipo Billy Meier, Eugenio Siragusa, Howard Menger e George Adamski?

M.C.: Si certamente, esiste in quanto i vari contattati fanno parte del programma globale e poi comunque è il singolo individuo che sceglie, come portare avanti un certo discorso in base alla sua capacità, la sua consapevolezza ed integrità.

G.F.: Tu sai quante razze visitano oggi la Terra?

M. C.: Non conosco il numero preciso, dovrebbero esserci circa 120 razze diverse tra di loro.

G.F.: Qualche anno fa intervistando Robert O’Dean (Maggiore dell’esercito americano) seppi che le razze in questione erano circa 60. Ma l’informazione riguardava i “Grigi”, le entità biologiche umanoidi. Tu invece che rapporto hai con la realtà dei Grigi?

M.C.: E’ una realtà è completamente diversa da quanto si evince, si può conoscere attraverso i media, attraverso la stampa.

Io non ho avuto contatti particolari con i grigi, ma li ho conosciuti e non mi risultano affatto esseri spregevoli, anzi assolutamente, e questo penso di poterlo affermare con certezza, non esiste alcun patto scellerato con i governi in quanto questi esseri non hanno bisogno di scendere a patti con nessuno, ne tanto meno con i poteri di questo mondo.

G.F.: Secondo alcune frange e ambienti dell’ufologia alcune di queste entità sarebbero gelose, invidiose della nostra natura divina, cosa ne pensi?

M.C.: Non credo, non credo assolutamente. Credo che sia una grossa sciocchezza. Sono assolutamente privi di emozioni come la gelosia.

Io credo che loro posseggano molto di più di quanto possieda il genere umano. Ho sentito qualcuno asserire che siano privi dell’anima, anche questo mi sembra che sia totalmente falso. Almeno posso dire attraverso i miei contatti che sembrano apparentemente privi di emozione, ma se essere privi di emozioni vuol dire essere privi dell’anima questo non lo so. Sono meno emozionali perché hanno più coscienza, questo si, ma possiedono un’anima, sono anche loro creature dello stesso creatore.

G.F.: Ti hanno mai parlato,durante i tuoi incontri, di quei poteri occulti che pilotano di fatto l’umanità terrestre?

M.C.: Sì certo, è un argomento di mia conoscenza. Oggi l’umanità è schiava di un potere occulto, che mira alla ricchezza, al potere e si fonda principalmente sul potere religioso, industriale e militare bellico. Questo si.

G.F.: Allora io domanderei a loro come possiamo noi umanità avviarci verso un’evoluzione se di fatto questo viene impedito dai più furbi che in questo momento stanno condizionando la mente degli uomini?

M.C.: Attraverso la nostra coscienza. So che apparentemente può sembrare un compito arduo, impossibile per gli esseri di buona volontà che vogliono sperare in un futuro dell’umanità, ma devo ancora rammentare che loro mi hanno insegnato un concetto di importanza vitale: loro amano attraverso la libertà. Quindi gli esseri umani sono anche liberi di opporsi a questa crescita e i poteri occulti crescono attraverso questa libertà che è dispensata anche a loro.

G.F.: Mai come oggi sentiamo parlare di innalzamento frequenziale del pianeta Terra. Si sente molto parlare della famosa data del 2012 che secondo noi non è assolutamente da collegare alla fine del mondo, ma ad un cambio progressivo energetico che è già in atto e che avrà il suo culmine probabilmente attraverso un evento o degli eventi astronomici che si verificheranno nel 2012. Questi esseri ti hanno mai parlato di questo cambiamento frequenziale, di questo passaggio?

M.C.: Si, certamente. Concordo con te: non penso assolutamente che il 2012 possa annunciare la fine del mondo.

Forse il culmine di una trasformazione globale, forse l’inizio dell’ultima fase ma mai la fine intesa come distruzione totale. Ci sarà una trasformazione. Poi credo che questo innalzamento di frequenza sia iniziato molto tempo fa, credo già sul finire degli anni ’60 e nel 2012 forse ci sarà un apice. Io credo, sono convinto che il 2012 sarà un anno da ricordare ma non avverrà la fine del mondo.

G.F.: Cosa potrebbe creare e procurare questo innalzamento della frequenza alla vita dell’intero pianeta?

M.C.: Sicuramente una trasformazione intesa come una trasformazione atomica, cellulare. L’umanità sarà sottoposta anche a dei cambiamenti repentini ed è probabile che non tutti gli esseri umani riescano ad adattarsi ad una frequenza superiore e si creeranno degli scompensi che sono già in atto e che si possono vedere. Secondo quanto mi è stato detto non saranno tempi facili. Ma tutto questo dipende della coscienza con la quale l’uomo si predisporrà a guardare verso il futuro, la vita nel futuro dell’umanità stessa.

G.F.: Le profezie tramandate fino ad oggi offrono uno scenario piuttosto preoccupante. Sentiamo parlare nell’Apocalisse che tre quarti dell’umanità verrà decimata a causa del suo operato, che la maggior parte d’umanità che supererà il passaggio non riuscirà comunque ad allinearsi alla nuova frequenza. Che rapporto hanno le profezie di tutti i tempi con la visita di queste creature?

M.C.: La profezia, per quanto mi è stato detto, si inserisce in un contesto molto più ampio che comunque riveste caratteristiche assai sottili nel campo della struttura cosmica stessa. Dovremo parlare di stringhe temporali per capire cosa accadrà e cosa identifica la profezia stessa. La profezia è una possibilità, è un qualcosa che con un grande margine potrà accadere, ma fino alla scelta finale potrebbe essere evitata.

La profezia annuncia catastrofi, annuncia un cambiamento radicale, apporta attraverso questo cambiamento radicale tragedia, morte e distruzione. Se ti riferisci a queste profezie è possibile che l’uomo le abbia convogliate già di fatto sulla propria stringa temporale e quindi stanno per realizzarsi. Ma l’uomo non deve perdere mai la speranza di cambiare anche all’ultimo momento la propria stringa temporale e quindi cambiare il proprio destino. In effetti noi possiamo cambiare da un giorno all’altro il nostro futuro. Siamo ancora in tempo.

G.F.: Quindi possiamo dire che ogni profezia è condizionata dalle scelte degli uomini?

M.C.: Ogni profezia come la vita di ogni singolo individuo viaggia come un fotone: esiste in una stringa temporale particolare. La profezia si realizza nell’esistenza di un individuo nel momento in cui si esercita la volontà di manifestazione. Per esser più chiaro: finché l’uomo non avrà intrapreso con la propria volontà la via che conduce alla stringa temporale parallela la profezia rimane una possibilità. Una possibilità quasi certa ma una possibilità. Non è davanti alla fine della nostra strada, la fine della nostra strada è molte strade. Possiamo ancora evitare il peggio, anche se mi sembra assai difficile che l’umanità possa cambiare nella posizione in cui si trova oggi.

G.F.: Che effetto ti fà vivere con un piede di qua e un piedi di là?

M.C.: E’ un effetto stranissimo, mi fa star male soprattutto quando sento il piede di qua, mi fa star male. E’ difficile, soprattutto difficile.

G.F.: Consideri la tua vita una missione?

M.C.: Io considero la mia vita un’espressione. Tutti quanti esprimiamo attraverso la nostra vita un concetto che è semplicemente il concetto di esistere. Se per esistenza si può intendere un programma, una missione. Ma tutti siamo missionari, siamo tutti quanti comunque artefici dei nostri giorni ed ogni giorno può essere una missione.

G.F.: Abbiamo parlato prima dell’integrazione che esiste nell’universo per lo meno nei mondi confederati. E’ possibile che persone come te e come altre, senza esaltare ne sminuire nulla e nessuno, possono avere avuto radici su altri pianeti?

M.C.: Sicuramente, sono certo che molte persone hanno radici tra le stelle, su altri mondi. Io in confidenza posso dirti che ho dei chiari ricordi del pianeta che l’umanità chiama Marte. Senza addentrarmi nei dettagli.

G.F.: Conosciamo perfettamente la storia, anche perché Eugenio attraverso le sue rivelazioni ci ha comunicato molte informazioni tra le quali la loro esistenza su un piano superiore che noi non possiamo nemmeno concepire.

M.C.: Si, è vero. L’Universo che conosciamo, l’Universo che abbiamo creduto di conoscere fino ad oggi cesserà di esistere tra non molto e ci apparirà sbalorditivo, strabiliante! La nuova immagine dell’Universo che si presenterà agli occhi degli esseri umani sarà una realtà assai diversa da quella che abbiamo sempre pensato di conoscere. Esistono diversi piani dimensionali, diversi mondi, e la vita è ovunque sotto forme diverse, forme inimmaginabili, a volte non concepibile, ma la vita è l’espressione primaria negli universi. Potremmo dire che la vita è dappertutto anche dove crediamo ci sia il vuoto assoluto.

G.F.: E’ giusto dire che se questo pianeta dovrà subire il suo logico processo evolutivo quadrimensionale, coloro che dovranno vivere sulla Terra dovranno avere le caratteristiche idonee a sostenere la nuova frequenza? Cosa accadrà a coloro che non riusciranno a superare questo processo evolutivo? Considerando la logica della misericordia divina, si incarneranno attraverso la trasmigrazione dell’anima e dello spirito su pianeti dove ancora si vive la terza dimensione?

M.C.: Credo di si, credo che ciò avverrà sempre tenendo conto che la misericordia divina non è infinita, anche se la divinità è eterna la misericordia non è infinita. Ci sono molteplici, infinite possibilità, ma quelle infinite possibilità avranno un termine. Io credo che ci possa anche accadere che delle entità e delle anime possano essere cancellate completamente dalla memoria del Cosmo. So che quanto sto dicendo può essere drammatico ma questo è quanto mi è stato riferito.

G.F.: Vuoi dire che ha volte è necessaria una riprogrammazione dell’energia divina?

M.C.: Si esatto.

G.F.: Quindi un assorbimento, una nuova emanazione.

M.C.: Certo: un assorbimento ed una nuova emanazione perché tutta la creazione comunque appartiene ad un precedente distruzione.

G.F.: Si sente parlare spesso di contatti che avvengono con personaggi carismatici nel campo della realtà extraterrestre come Asthar Sheran, Itacar (che Eugenio ha incontrato nella sua missione, il primo è il reggente del pianeta Metaria nonché comandante delle flotta intergalattica e il secondo il supremo reggente di Marte). Asthar Sheran che ha avuto nella storia molteplici identificazioni, come quella dell’arcangelo Michele di biblica memoria, è un essere volumetricamente evoluto e può manifestarsi in piani diversi a seconda del programma divino in atto. Ti chiedo: questi esseri si possono incontrare con le creature che tu definisci creatori?

M.C.: Si, certamente si possono incontrare! Loro sono più vicini alla deità e quindi molto più vicini alla sfera creante, ai reggenti, come tu li hai definiti, così come li ha definiti Eugenio.

G.F.: E’ giusto allora dire che queste creature appartengono al piano direttivo mentre tutto l’aspetto e la sfera dei grigi e degli umanoidi appartengono la piano esecutivo di questa mente cosmica?

M.C.: Si, possiamo dire così in effetti esiste un quadro direttivo e poi un apparato che esegue, quindi esecutivo. Sì possiamo dire così.

G.F.: Tu sicuramente avrai avuto nella tua esperienza e nella tua vita anche approcci con la religione terrestre. Si legge nei Vangeli, io mi sento molto vicino alle rivelazioni che vengono espresse in molti testi sacri della cultura umana perché noi sappiamo che la verità non la possiede nessuno però una fetta è posseduta da tutti e giustamente riunendo queste fette potremo creare la verità, la torta della verità. Nel Vangelo di Luca vi è un punto particolare che probabilmente gli ufologi o coloro che seguono un certo tipo di studi forse non hanno ben considerato perché noi sappiamo che i testi sacri sono dei grossi riferimenti storici, spirituali, etici e umani per quello che è avvenuto: il contatto tra la divinità e l’umanità.

Nei Vangeli nel momento in cui il Salvatore veniva al mondo si parla di “angeli del cielo” quindi si parla di schiere e di creature che hanno rapporti con il divino diverso da quello delle umanità evolute, appartengono anch’essi ad un quadro divino ma non direttivo come i creatori. Si dice nel Vangelo di Luca: “alla luce degli angeli si unì la luce delle schiere e delle milizie celesti”. Possiamo capire e spiegare cos’è questa differenza: milizie celesti e angeli?

M.C.: Per angeli io credo si possa intendere prettamente dei messaggeri, degli esseri che in qualche modo hanno il compito di portare luce, di informare. Poi la milizia possiamo annoverare in questa milizia coloro che sono i guardiani, coloro che devono custodire, coloro che devono difendere il nucleo centrale e quindi coloro che faranno e hanno sempre fatto in modo che non tutto debba perire nella malvagità dei tempi e degli uomini.

G.F.: Il famoso salvabile che deve essere protetto.

M.C.: Il famoso salvabile, certo.

G.F.: Questi esseri ti hanno mai parlato delle numeroso cadute dell’umanità?

M.C.: Volevo premettere che concordo su quanto da te detto poch’anzi sui testi sacri che comunque sono delle briciole di verità.

Dico briciole e non fette perché è vero è reale che anticamente hanno contenuto valori etici, valori che comunque ordinavano la consapevolezza dell’essere umano, ma durante i secoli i millenni sono stati manipolati quindi non hanno più il valore di un tempo.

Tu dici bene che la verità non la possiede nessuno, io posso aggiungere che mi è stato detto in più occasioni che la verità è l’unica menzogna che non sarà mai svelata. Io credo in questa frase si nasconda una verità assoluta che può sembrare un paradosso ma la verità non solo non la possiede nessuno ma nessuno mai la possiederà. Quanto conosco, quanto penso di aver capito è soltanto un riflesso di una verità che sfugge e continuerà a sfuggire a me e ad altri. Forse un giorno, ma quando quel giorno dovessero giungere non si chiamerà più giorno perché il tempo finirà di scorrere e lo spazio sarà assorbito, avremo la consapevolezza, la coscienza unica, coscienza cosmica della divinità ma in quel momento non ci sarà più bisogno di parlare di verità.

G.F.: Perché saremo al verità.

M. C.: Saremo. Basta saremo perché dire saremo la verità induce a pensare che possa esserci un saremo una menzogna. Saremo.

G.F.: Con la consapevolezza del caso.

M.C.: La coscienza. Nel momento in cui ogni individuo sarà assorbito e quindi diventerà coscienza non ci sarà neppure sapere, non ci saranno domande né necessità di risposte.

G.F.: Quindi a questo punto bene e male non esisteranno più.

M.C.: Non esistono già adesso, non sono mai esistiti è la struttura mentale dell’essere umano che ha creato questo paradosso, così come ha creato lo spazio e il tempo. Ha diviso ciò che è indivisibile da sempre perché lo spazio e il tempo sono un’unica entità, l’uno non può esistere senza l’altro ed entrambi sono menzogne della mente perché non esiste né l’uno né l’altro.

G.F.: Il famoso gioco divino.

M.C.: Il gioco divino che spingendosi alla mente degli uomini è diventato un rompicapo.

G.F.: Tu hai fatto anche viaggi fuori dal nostro pianeta?

M.C.: Si, sono stato portato in sfere diverse ma non saprei definirle, non mi sono stati dati nomi per identificarle. Io ho visto Clarion, ho sorvolato in lungo ed il largo questo pianeta meraviglioso bellissimo. Ho sorvolato con il mio corpo, quindi probabilmente una visione indotta attraverso una possibilità delle nostre mille possibilità interiori. Non vorrei adoperare il termine ormai consunto di viaggio astrale perché è un qualche cosa di molto più grande. Non saprei come definirlo. Ho fatto questa conoscenza, ma non è necessario neppure recarsi al di fuori di un mondo per visitarne altri perché tutti i mondi coesistono, tutti i mondi stanno in un granello di sabbia, basterebbe entrare nel granello di sabbia.

G.F.: Ed avere questa consapevolezza.

M.C.: Certo. Sentirsi tutt’uno con il vento, con le foglie, con l’inverno, con l’estate, forse ripercorrere i passi di coloro che ci furono padri, avi, forse ripercorre la mentalità, la coscienza di antichi popoli e mi riferisco ai nativi americani che trovavano la divinità anche in un granello di polvere.

Ecco questa è la consapevolezza alla quale attingo, la consapevolezza che mi contiene perché non si può possedere la consapevolezza, si può essere solo posseduti. Di fatto se abbiamo questa consapevolezza non è più necessario credere in Dio.

G.F.: Assolutamente, non è più necessario, non è più necessario discutere, parlare, cercare. La consapevolezza: essere.

G.F.: Tu sai se altri pianeti del sistema solare sono abitati?

M.C.: Si, sono abitati. Almeno tre o quattro credo. Altri comunque fungono da colonie… Ultimamente anche su Saturno sono state installate delle basi credo in concomitanza all’ultimo processo di questo programma.

G.F.: I clariani abbiamo detto collaborano con altre razze di creatori, co-creatori e anche a coloro che sono addetti alle missioni scientifiche. Loro hanno basi fisse sulla Terra e hanno altri personaggi che nel mondo che stanno contattando come te?

M.C.: Si, certamente. Hanno basi fisse, alcune sono state attivate ultimamente, anzi visto che è un avvenimento molto recente posso dire che gli strani incendi che si sono verificati a Caronìa (in Sicilia) sono dovuti all’attivazione di una base al largo del mare di fronte. Questa è una cosa che ho saputo ultimamente.

G.F.: Quindi un apertura di un portale che poi crea complicazioni alla nostra tecnologia.

M.C.: Essendo questa base molto vicina a centri abitati, essendo questo centro abitato nella fattispecie diciamo carico: in un luogo molto ristretto passa la ferrovia, ci sono molte condensazioni elettriche, ha dato modo a questi fenomeni che possiamo definire di elettromagnetismo creando questi scompensi.

G.F.: Nel flusso riflusso evolutivo del pianeta Terra, si sono verificati continuamente trasformazioni geologiche.

Ora se nell’epoca Giurassica avvenne che un asteroide impattò il nostro pianeta e che vi furono grandi cambiamenti che prepararono la Terra all’evoluzione umana, possiamo aspettarci in questa fase eventi simili?

M.C.: Dobbiamo aspettarci dei cambiamenti. Il pianeta deve trasformarsi. Il livello fisico è l’espressione vitale del pianeta, è la manifestazione del pianeta.

G.F.: Consideri il pianeta un essere vivente?

M.C.: Certo! Quindi ripeto dobbiamo aspettarci questo cambiamento, questa espressione.

G.F.: Puoi parlarci dell’ascensione umana: come deve prepararsi l’umanità secondo te a questi eventi così grandi?

M.C.: Vedi io sono un po’ distante da fattori mistici o religiosi. Io cerco di comparare quanto ho saputo, imparato, compararli su un piano (voglio usare un termine che può sembrare inadatto, ma su un piano logico). Ora mi sto riferendo ad una logica non più terrena. Non saprei rispondere a questa domanda: come l’uomo intimamente deve prepararsi, oppure se dovessi forzarmi a rispondere mi ripeterei perché io credo che sia un problema di coscienza. L’uomo può prepararsi soltanto attivando profondamente la propria coscienza ed assumendo su di se la responsabilità individuale. Se l’uomo vuole vivere deve fare in modo che la vita possa continuare ad esistere. Ma l’individuo, il singolo deve decidere questo. Finché ci saranno masse che si lasceranno trasportare avranno la coscienza addormentata e non sarà possibile nessun cambiamento. Ognuno, ogni individuo sulla propria pelle deve fare delle scelte e queste scelte poi deve manifestarle. Così come penso di poter manifestare la mia scelta, vivendo la mia vita così come la vivo dopo l’esperienza che ho vissuto.

G.F.: Abbiamo anche parlato di eventi particolari che noi consideriamo piuttosto pesanti per l’umanità, cambiamenti, evoluzioni. Che rapporto questi esseri con la morte fisica?

M.C.: Loro non credono nella morte e dicono che la morte non esiste. Ognuno di noi, ogni essere terreno è immortale. La morte è un cristallizzazione del pensiero, è una mancanza di coscienza. Il loro rapporto con la morte è un rapporto di trasformazione, normale, semplice, tranquillo.

Vivono più a lungo di noi ma giunge il tempo di trasferire la loro essenza su altri piani verso nuove esperienze. Quindi abbandonano, trasformano questo involucro che poi non è altro che una forma energetica più solidificata, la trasformano, l’abbandonano ma sono coscienti di farlo.

La differenza tra l’umanità terrestre e questi esseri è che loro conservano la memoria, l’uomo la perde consapevolmente. Quindi quando trasformano se stessi e passano attraverso quel processo che noi chiamiamo morte, conservano la memoria intera dall’inizio fino a quel momento. L’uomo invece non conserva neanche i ricordi.

G.F.: Quindi possiamo dire che questi esseri quando riprendono una nuova esistenza sono già coscienti di tutte quelle che hanno precedentemente vissuto.

M.C.: Certo, ma non è necessario per loro neppure parlare di tutte le vite che hanno vissuto perché per loro è un’unica esistenza. E’ come se noi cambiassimo diversi treni per il nostro viaggio: noi umanità terrena ogni volta che cambiamo un treno e ci imbarchiamo su un altro dimentichiamo il treno precedente e crediamo di salire per la prima volta su un treno.

Loro invece ricordano tutto il viaggio e quindi lo considerano un viaggio unico.

G.F.: Anche se hai incontrato molti esseri ci sarà un squadra che ti segue e delle entità che hanno avuto la missione di seguirti e di aiutarti in questo tuo processo evolutivo, tu li hai anche fotografati, vero?

M.C.: Uno degli esseri che mi ha contattato si chiama Suell, un personaggio che dopo tanti anni conosco molto bene, e in maniera molto spiritosa si definisce il mio “collaboratore”.

G.F.: E’ vero che nell’Universo l’uomo è considerato il signore dell’universo in quanto creato ad immagine e somiglianza di Dio?

M.C.: Io credo che nell’Universo esistano altri esseri creati ad immagine e somiglianza di Dio. Che poi sia classificato o identificato come il signore, no davvero questo non lo sapevo.

G.F.: Mi spiego meglio: nei libri dove si parla della Genesi e della creazione dell’uomo, Dio stesso prega tutti i cooperatori e gli altri archetipi creatori di inginocchiarsi innanzi alla sua creatura poiché in questa creatura lui aveva infuso parte di se. Quindi tutte quelle che creature che perseguono un evoluzione come la nostra sono considerati le divinità dell’universo.

M.C.: Bisogna fare attenzione perché il passo della Genesi che parla della creazione non si riferisce al creatore assoluto: sta parlando del capo dei creatori, oggi potremmo dire del capo di questi extraterrestri. Quindi è chiaro che va fiero di questa sua creazione, e credo che quanto da te riferito possa essere così rapportato, ma l’immagine e somiglianza del Dio assoluto non credo sia la nostra.

G.F.: Loro possono vivere sul nostro pianeta?

M.C.: Si possono vivere con qualche difficoltà e con qualche accorgimento. Molti di loro si sono integrati. Naturalmente hanno bisogno di lunghi periodi di assenza e di ritorno alla loro dimora.

G.F.: Ci puoi raccontare una tua esperienza, perché so che tu li hai incontrati anche qui sulla Terra.

M.C.: Le prime volte soprattutto quando li incontravo non mi rendevo conto di chi stessi incontrando. E’ successo diverse volte di capire che in effetti avevo incontrato un viaggiatore temporale dopo qualche giorno attraverso un ricostruzione mentale, logica degli eventi. Ma poi li ho incontrati in luoghi comuni: al supermercato, dal benzinaio. Sono integrati in maniera assoluta e sono indistinguibili da noi.

G.F.: In tutti questi anni il rapporto con loro è cambiato?

M.C.: Posso dire che da parte mia affronto la vicenda con un po’ più di coraggio, ma non posso negare che comunque ogni volta io mi trovo di fronte a questi esseri sento le mie ginocchia che si piegano comunque.

Si è di fronte ad esseri che rappresentano una volontà e un potere non indifferente e c’è una sorta non di adorazione ma di reverenziale rispetto. Non è facile entrare proprio così nella confidenza tipica, rappresentano sempre comunque qualcosa, qualcuno che viene da oltre.

G.F.: Questi incontri continuano ancora?

M.C.: Si, continuano ancora, per il momento ci sono. Non so mai quando avvengono, non so mai se e per quanto tempo continueranno.

G.F.: In casa tua sono mai venuti?

M.C.: No, in questa casa no, ma in un luogo dove ho vissuto per diverso tempo una volta sono venuti.

G.F.: Ti è mai capitato che loro ti chiamano e che tu ti devi recare in un posto particolare per un contatto? Come avviene questa comunicazione?

M.C.: Non c’è un luogo particolare, ce ne possono essere diversi. La chiamata nei primi tempi (incomprensibili da parte mia) avveniva con un malessere diffuso ed un nervosismo esteso, drammatico. Questi momenti potevano durare giorni finché poi sfociavano in un incontro, ma ultimamente con il passare del tempo sono diventati più normali. Avvengono comunque nello stesso modo: avverto qualcosa di indefinibile, ormai comprendo che comunque un incontro sta per avvicinarsi e poi a volte istintivamente guido ma senza sapere dove sto conducendo la vettura, è come se facessi tutto da automa. Sono consapevole ma non so mai dove mi stanno conducendo, quando non è quel posto particolare già convenuto. Accade anche questo.

G.F.: Che rapporto hanno questi esseri con le religioni di tutto il pianeta?

M.C.: Un rapporto vasto, sono in relazione stretta con tutte le religioni, sono le religioni che non hanno più rapporti con loro. Le religioni sono nate attraverso la costruzione di miti e leggende dovute alla realtà ormai innegabile, la realtà di questi esseri che provenendo da altro tempo e da altro spazio venivano, così come continuano a venire sulla Terra. L’uomo primitivo li ha effigiati sulle caverne, ha costruito i primi culti, li ha venerati e ha creato poi le religioni che sono canoni di insegnamenti. Molti di questi canoni sono dettami sociali, etici elargiti positivamente per insegnare all’uomo a convivere e a crescere.

Naturalmente ripeto questi dettami, questi testi sacri con il passare del tempo furono manipolati, inquinati soprattutto per volontari fini di potere di alcuni uomini su altri e oggi hanno un valore relativo come tutte le cose.

G.F.: Molte religioni del mondo si collegano ad un evento particolare che poi la religione cattolica ha intrappolato nella sua fede. A questo proposito cosa pensi del ritorno Gesù?

M.C.: Io non so se bisogna intendere la figura di Gesù o l’allegoria di quanto Gesù ha rappresentato quindi devo risponderti in questo modo: se Gesù è l’allegoria credo sia possibile che ritorni a visitare questa Terra ma come messaggio di rinnovamento, perché lui era l’uomo nuovo, era la via che conduceva all’uomo nuovo. Se invece si possa o voglia intendere il ritorno fisico di un personaggio che un tempo ha impersonato, ha vestito i panni dell’uomo chiamato Gesù, potrebbe essere vero anche questo. Sicuramente in questo caso si tratterebbe di un essere proveniente dalle stelle, un immortale che torna a completare l’opera iniziata tempo fa.

G.F.: Di fatto non lo ha anche promesso anche il dio Kukulkan?

M.C.: Certo. Tutte le divinità delle antiche tradizioni hanno promesso un ritorno. Potremmo però intenderlo come allegorico. Essendo questi l’impersonificazione della pace, dell’amore e del rinnovamento, potremmo intendere che il ritorno come un’allegoria, il ritorno quindi nell’umanità di questi canoni, di questi principi. Ripeto, io credo comunque che gli Dei stiano tornando, quindi è possibile che qualcuno ritorni sui carri di fuoco con gran potenza e gloria.

G.F.: Possiamo quindi considerare il fatto che su uno di questi carri potrebbe esserci Gesù?

M.C.: Certo, non lo escludo affatto anzi intimamente lo spero.

G.F.: Maurizio tu hai detto di non avere il compito di dare messaggi all’umanità ma di fatto la tua esperienza è un messaggio. Possiamo dire qualcosa di più in chiusura a coloro che ti ascoltano?

M.C.: Io posso dire che ho una speranza personale nel cuore: la speranza di poter un giorno assistere, perché la morte non esiste, alla nascita di una consapevolezza e quindi di un mondo diverso e questa speranza posso farla scivolare attraverso di voi, attraverso questa comunicazione a tutti coloro che come me desiderano un mondo nuovo.

G. F.: Grazie Maurizio.

M. C.: Grazie a voi.

SaraS Associazione Culturale http://associazionesaras.i/

 Fonte articolo e foto in apertura: http://www.centroclarion.it

noiegliextraterrestri.blogspot.com

Advertisements