Misteriosi raggi cosmici rilevati da IceCube colpiscono il polo sud della Terra 

Fonte: www.centroufologicoionico.com

Nella settimana scorsa l’IceCube, (South Pole Neutrino Detector) ha rilevato delle fonti di raggi cosmici provenire da alcuni punti fissi situati nelle regioni esterne del Sistema solare, anche se come sappiamo in quei punti non c’è assolutamente nulla.

Proviamo a capire di cosa si potrebbe trattare in un breve ma esauriente articolo scritto da Luca Nobili (INAF) su Urania, il notiziario di Astronomia e Astronautica:

Possibile che il nostro Sistema solare ospiti sorgenti di raggi cosmici che non abbiamo mai visto? Se lo chiedono gli astronomi da quando stanno analizzando gli ultimi risultati ottenuti da IceCube, un grande rivelatore costruito tra i ghiacci dell’Antartide. Con le sue misure, IceCube permette di risalire alla direzione di provenienza dei cosiddetti raggi cosmici, flussi di particelle emessi dalle stelle e da fenomeni che sprigionano grandi quantità di energia, come le esplosioni di supernovae.

Poiché le stelle sono un po’ ovunque, nel corso di un lungo periodo di tempo facendo una media ci si aspetta che i raggi cosmici provengano da tutte le direzioni. Invece secondo IceCube parte di questi flussi avrebbe origine da alcuni punti fissi che si trovano nelle regioni esterne del Sistema solare. Ma in quei punti non c’è nulla, nè tantomeno è possibile che vi siano sorgenti di alte energie che non sono rilevate dai nostri strumenti.

Alcuni indizi puntano però il dito contro il campo magnetico del nostro pianeta. In certi punti e in certi momenti precisi il campo sprigiona energia: potrebbe essere questa energia che dà una spinta ai flussi di particelle, incanalandoli su percorsi precisi. E così quando rivelatori come IceCube ricostruiscono la direzione di provenienza dei raggi cosmici, vengono tratti in inganno e segnalano sorgenti vicine che in realtà non esistono. Non mancano altre spiegazioni, alcune piuttosto complicate e improbabili, ma tutte concordano nel dire che siamo vittime di un piccolo equivoco cosmico.

Approfondimenti su New Scientist (in lingua inglese)

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