Il discorso del Dr. J. Allen Hynek all’ONU

Fonte: ufoplanet.ufoforum.it 

Si tratta del discorso tenuto dal Dr. J. Allen Hynek all’Assemblea Generale dell’ONU nel novembre del 1978 su invito dello stato di Grenada (Caraibi), Paese che fra l’altro si fece promotore di una proposta per la creazione di un’agenzia delle Nazioni Unite preposta allo studio degli Oggetti Volanti non Identificati. Un colpo di stato poco tempo prima della discussione ufficiale della proposta nel corso dell’Assemblea Generale rese però vano il tentativo del piccolo Paese caraibico

In questo discorso il Dr. Hynek, affermata la realtà del fenomeno UFO, chiede la costituzione di un’agenzia delle Nazioni Unite che consenta ai numerosi scienziati che indagano sugli UFO, spesso con scarsissime risorse a disposizione, di scambiare i risultati delle proprie ricerche ed in generale i propri lavori, fungendo da centro di disseminazione delle informazioni. La proposta però, dati anche gli eventi che portarono alla caduta del governo di Grenada, non ebbe seguito.

Vi lasciamo alla lettura del discorso:

Signor Presidente,

ho il piacere di essere stato invitato da Sir Eric Gairy e dalla Rappresentanza Diplomatica Permanente di Grenada presso le Nazioni Unite allo scopo di parlare per conto di molti colleghi scienziati

sula questione degli Oggetti Volanti Non Identificati. Molti anni fa, nel corso di una conversazione con Sua Eccellenza U Thant, venni dai lui informato del fatto che, affinché le Nazioni Unite potessero intraprendere un qualsiasi tipo di azione, occorreva che uno stato membro portasse

all’attenzione dell’Assemblea Generale una determinata questione.

Ora, diversi anni sono dopo, una delle più piccole nazioni sulla Terra ha coraggiosamente portato la

peculiare questione degli UFO all’attenzione dell’assemblea Generale, rendendo così possibile questo incontro. Non posso che manifestare il mio grande apprezzamento nei confronti di sua eccellenza Sir Eric Gairy, che ha avuto il coraggio di avventurarsi là dove altre grandi e potenti nazioni

non hanno osato.

Signor Presidente, esiste oggi un fenomeno su scala mondiale… in effetti, se non fosse mondiale

non sarei qui a rivolgermi a Lei e ad altri rappresentanti da tutto il mondo. Esiste di fatto un fenomeno la cui portata e significato non sono riconosciuti. Si tratta di un fenomeno così strano e lontano dal nostro ordinario modo di pensare terrestre che viene spesso trattato con derisione da persone e organizzazioni che non ne hanno dimestichezza. Nonostante questo però, il fenomeno persiste; non si è volatilizzato come molti di noi si sarebbero aspettati anni fa, quando lo consideravamo una moda temporanea o una sciocchezzuola. Nel corso degli anni ha invece toccato le vite di un sempre maggior numero di persone nel mondo.

Io mi riferisco naturalmente al fenomeno degli UFO… gli Oggetti Volanti Non Identificati… che

vorrei qui definire solamente come “qualsiasi avvistamento effettuato da terra o in volo, oppure

registrazione strumentale (come fotografie, tracciati radar eccetera) che rimane inspiegato secondo i metodi convenzionali, anche dopo un attento esame da parte di personale competente”.

Come potrà notare, Signor Presidente, questa definizione non tira in ballo omini verdi dallo spazio

profondo, manifestazioni da regni spirituali, o manifestazioni psichiche di vario tipo. Si tratta semplicemente di una definizione operativa. Un errore madornale, e fonte di grande confusione, infatti è la quasi universale commistione di una delle interpretazioni del fenomeno UFO con il fenomeno stesso.

Sarebbe un po’ come se, prima di avere compreso la fisica del vento solare, l’Aurora Boreale fosse

stata ritenuta un sistema di comunicazione dai domìni angelici.

Nonostante tutto, nella mentalità popolare il fenomeno UFO è associato al concetto di intelligenze extraterrestri, e questo potrebbe comunque rivelarsi corretto in determinati contesti. Certamente sarebbe un’enorme beffa se fosse vero che le prove dell’esistenza d’intelligenze extraterrestri sono sempre state qui sotto al nostro naso mentre noi facevamo grandi sforzi per cercarle altrove!

Ma io ripeto ed sottolineo, Signor Presidente, che il fenomeno globale dei rapporti d’avvistamento

di UFO, spesso provenienti da parte di persone altamente responsabili, non è ancora oggi compreso.

Nonostante tutto si tratta di un fenomeno che ha attratto l’interesse e l’attenzione di milioni di persone.

Solo negli Stati Uniti, un sondaggio della Gallup ha mostrato non solo una grande consapevolezza

da parte del pubblico in merito al fenomeno UFO, ma ha anche indicato che il 57% della popolazione,

quindi ben oltre cento milioni di persone, ritiene che gli UFO sono reali e non un prodotto

dell’immaginazione.

I termini Dischi Volanti ed UFO appaiono oggi nei dizionari di molti Paesi… anche questo è un segno

della consapevolezza popolare; per cui abbiamo i termini:

O.V.N.I. – Objetos Voladores Non ldentificados nei Paesi latino-americani e Soucoupe Volante in

Francia, Fliegende Untertasen in Germany, Letaiici Talire in Ceco e così via in molti altre lingue.

Si tratta di una questione che occupa le menti di tante persone. In effetti, secondo i dati in nostro

possesso tratti dal catalogo UFOCAT, rapporti d’avvistamento sono stati ricevuti da ben 133 Paesi

diversi, come probabilmente avrà già potuto constatare dal materiale che Le ho fornito.

Devo anche qui sottolineare, Signor Presidente, che se questi rapporti fossero prodotti solamente da persone irresponsabili e ignoranti non sarei qui questa mattina, nonostante la loro natura globale.

Ma i fatti sono ben diversi: rapporti d’avvistamento UFO sono stati redatti in numeri significativi da

persone altamente responsabili come astronauti, esperti radar, piloti militari e commerciali (… tanti,

tanti da questi ultimi), funzionari governativi e scienziati, astronomi compresi!

Abbiamo in archivio molte decine di migliaia di rapporti d’avvistamento UFO. Anche se non sempre di buona qualità, contengono racconti estremamente intriganti e provocatori di strani eventi vissuti da persone di elevata reputazione… eventi che sfidano la nostra attuale concezione del mondo e che potrebbero benissimo segnalare la necessità di un cambiamento di alcuni dei concetti che ne stanno alla base… come nell’intervento radiofonico dell’allora Ministro della Difesa francese M. Robert Galley alla nazione francese, nel quale egli sottolineava l’importanza d’investigare l’ignoto.

In una radio intervista del 21 febbraio 1974 egli infatti affermò che:

“Debbo dire che se gli ascoltatori avessero modo di vedere con i propri occhi la massa di rapporti

d’avvistamento provenienti dai vari reparti della Géndarmerie, che vengono da noi inoltrati al

C.N.E.S. (Centro Nazionale di Studi Spaziali), si renderebbero conto di quanto la questione è inquietante.

La mia opinione sulla Géndarmerie è che si tratta di gente molto seria. Quando producono

un rapporto non lo fanno a cuor leggero, ma devo ribadire che il numero di questi rapporti è veramente molto grande e la loro natura molto varia. L’intera questione è ancora molto frammentata, ma devo enfatizzare che in questa faccenda degli UFO è essenziale mantenere una mentalità estremamente aperta”.

Molti dei dati attinenti agli UFO sono concreti, non necessariamente nell’accezione del termine che

sarebbe impiegata da un fisico, ma ad ogni modo più concreti di buona parte dei dati che vengono

normalmente usati nelle scienze sociali e nelle pratiche legali. Probabilmente i dati più concreti di cui disponiamo sono quelli attinenti ai cosiddetti Incontri Ravvicinati del Secondo Tipo, ovvero quelli con tracce fisiche. Si tratta dei casi in cui, in concomitanza e simultaneamente con il verificarsi di un evento UFO, appaiono tracce fisiche della presenza di quest’ultimo. Tracce che possono assumere la forma di effetti fisici immediati su materia animata o inanimata, o su entrambi.

Vi sono infatti rapporti altamente attendibili di effetti fisiologici su esseri umani, animali e piante, così come d’interferenze su sistemi elettrici nelle vicinanze e della comparsa di zone disturbate sul terreno e nelle immediate vicinanze del luogo dell’avvistamento. Al momento sono oltre 1300 i casi con tracce fisiche di cui siamo in possesso.

Signor Presidente, qualsiasi fenomeno che tocchi le vite di così tante persone, e che produca perplessità se non addirittura paura fra di esse, riveste non solo una rilevanza ed un potenziale interesse a livello scientifico, ma anche una rilevanza sociologica e politica, in particolar modo perché porta con sè le numerose implicazioni attinenti all’esistenza d’intelligenze diverse dalla nostra. Io tuttavia mi limiterò agli aspetti scientifici del fenomeno, mentre credo che il Sig. Vallée ne tratterà più direttamente gli aspetti sociologici e quindi anche inerentemente politici.

Parlando per quanto mi riguarda in quanto astronomo, e credo anche per molti dei miei colleghi, posso dire che non nutro più alcun dubbio sull’importanza di tale questione. E’ la mia considerata opinione, basata su molti anni di studio sia come consulente scientifico per l’Aeronautica degli Stati Uniti prima che come scienziato impegnato poi che il fenomeno UFO, qualunque ne sia l’origine, è decisamente meritorio di studio.

Ed in questa opinione non sono assolutamente solo. Vi è oggi in molti paesi del mondo una crescente comunità di scienziati che ha dichiarato privatamente o pubblicamente il suo interesse ad

affrontare la sfida rappresentata dal problema degli UFO, e che sta attivamente raccogliendo ed analizzando dati.

Ciò sembra essere particolarmente vero in Francia e negli Stati Uniti, anche se questa affermazione

deriva principalmente dalle mie conoscenze della situazione in questi due Paesi. Sono al corrente

del fatto che la Francia ha assunto un ruolo guida nell’approccio scientifico agli UFO. Agendo sotto

specifiche istruzioni, la Géndarmerie ha diligentemente intrapreso l’investigazione di molti rapporti d’avvistamento UFO. Tali investigazioni sono a loro volta servite da base per l’ulteriore studio da parte di un gruppo scientifico chiamato GEIPAN, capeggiato dal Dr. Claude Poher del CNES. Questo gruppo comprende specialisti di molte discipline non solo delle scienze fisiche ma anche sociali e psicologiche, legali e mediche. Il lavoro di questo gruppo è stato sottoposto a revisione da un comitato scientifico indipendente dell’organizzazione madre, il CNES, ed al gruppo sono state impartire istruzioni di continuare gli studi ad ampio raggio e con buoni finanziamenti.

Questo ulteriore compito a quanto mi risulta non è ancora giunto a conclusione, ma mi risulta anche

da fonti affidabili che fra le sue attività iniziali vi sono lavori effettuati su casi di elevata stranezza e

credibilità. Mi è stato riferito che solo uno dei casi esaminati ha trovato una spiegazione convenzionale, mentre gli altri erano casi del tipo “incontro ravvicinato” ovvero UFO avvistati ad una distanza di circa 200 metri dal testimone, con due di questi classificati come casi d’Incontro Ravvicinato del Terzo Tipo, ovvero quelli nei quali viene riportata la presenza di esseri intelligenti. Mi è stato anche riferito che la cura con la quale vengono effettuate le misurazioni nonché la valutazione dei fattori di tipo psicologico è esemplare e decisamente superiore agli altri studi portati avanti in altri Paesi.

Nella maggior parte di questi casi attentamente studiati, si è concluso che i relativi rapporti UFO

facevano stato di un fenomeno materiale che non poteva essere spiegato come manifestazione di

fenomeni naturali o come dispositivi di fabbricazione umana. Se tali informazioni sono corrette, le implicazioni per la scienza ed il pubblico di questo studio francese sono profonde. La storia della scienza abbonda d’inattesi benefici scaturiti dall’investigazione dell’ignoto.

Chi può dire quali benefici si potrebbero ottenere dallo studio degli UFO? Potrebbe benissimo portare

alla soluzione di molti dei pressanti problemi che affliggono l’umanità di oggi.

Ma non dobbiamo basare le nostre opinioni o azioni solamente sulle investigazioni francesi, per

quanto ben fatte siano.

Conclusioni simili sono già state tratte indipendentemente da scienziati con i quali ho avuto modo di lavorare, molti dei quali tuttavia sono riluttanti ad esprimere apertamente le loro opinioni.

Vi è un numero sorprendentemente grande di singoli scienziati che, privatamente e personalmente, mi hanno espresso il loro interesse nei confronti del fenomeno UFO, e che hanno opinioni convergenti con quelle del rapporto francese. Questi scienziati in molti casi fanno parte di grandi e prestigiose organizzazioni scientifiche, sia statali che private, le quali mantengono un atteggiamento di silenzio se non di aperta derisione del fenomeno UFO. In queste organizzazioni gli individui che hanno un’intima conoscenza del fenomeno UFO sono costretti dalle politiche aziendali a rimanere

ufficialmente in silenzio e a non manifestare il loro interesse ne’ il lavoro privatamente svolto su

questioni attinenti agli UFO.

Vi sono invece molti altri, liberi da tali restrizioni, che stanno indipendentemente o in piccoli gruppi

silenziosamente studiando la materia con ogni mezzo a loro disposizione.

E sono proprio gli scienziati e gli specialisti di entrambe queste categorie che sono l’oggetto di questo mio indirizzo a Lei, signor Presidente. Queste persone non hanno alcun modo di condividere i risultati delle loro ricerche con altri ricercatori, o raccoglierli a beneficio di altri, come è pratica corrente nelle questioni scientifiche. Per essi non vi è nulla di lontanamente paragonabile a qualcosa come l’Organizzazione Mondiale della Sanità o l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, tramite le quali associarsi e condividere i risultati delle loro ricerche, ed apprendere quello che i loro colleghi stanno facendo nel settore. E non vi sono nemmeno organizzazioni non governative che li possono aiutare in questo. Questi scienziati possiedono collettivamente informazioni e dati che, a mio giudizio, sono importanti e che dovrebbero essere condivisi con i loro colleghi ovunque si trovino.

Tutto ciò che occorre è un meccanismo che renda possibili tali interscambi, laddove i processi investigativi e di analisi rimangono responsabilità specifiche degli scienziati nei loro rispettivi Paesi.

Signor Presidente, non sto qui … e sottolineo il “non”… chiedendo che l’organizzazione delle Nazioni Unite crei la sua propria commissione incaricata di condurre ricerche nel settore degli UFO, ma solo la creazione di una commissione che fornisca la possibilità di disseminare rapidamente i risultati dei lavori e delle ricerche portate a termine ai loro colleghi in altri Paesi.

Specificamente Le chiedo, Signor Presidente, per conto dei miei colleghi in questo ed altri Paesi, di

raccomandare nei modi appropriati che nell’ambito delle Nazioni Unite venga costituito un canale mediante il quale scienziati e specialisti di stati membri possano incontrarsi e scambiare la proprie

idee e lavori investigativi con i colleghi di altre nazioni. Signor Presidente, io chiedo il suo supporto

e consiglio su come porre in essere una tale struttura senza provocare problemi di tipo finanziario alle Nazioni Unite e senza interferire con le altre fondamentali attività di questa organizzazione.

Un tale meccanismo, Signor Presidente, faciliterebbe anche lo scambio immediato d’informazioni sull’attività UFO negli stati membri.

A puro titolo di esempio, voglio menzionare un avvistamento UFO in Kuwait effettuato da diversi e

qualificati ingegneri, del quale venne pubblicata una breve notizia.

E’ naturalmente molto importante in casi come questo che gli scienziati interessati in qualsiasi parte

del mondo possano essere informati se una tale notizia può avere una qualche valenza, e in caso

positivo possano apportare il loro contributo all’investigazione ed all’analisi dei fatti riportati. Oggi

purtroppo una enorme quantità di dati UFO rimane allo stato di notizia pubblicata sui quotidiani,

facendo perdere alla scienza ed al mondo intero dati di alto valore potenziale a causa della mancanza

di una maniera per evitare tutto ciò.

La creazione di un tale meccanismo fornirebbe anche un sistema grazie al quale gli scienziati interessati negli stati membri potrebbero conoscersi personalmente, e quindi scambiarsi i propri lavori di ricerca o i rapporti d’avanzamento.

Signor Presidente, stiamo parlando di un fenomeno inesplicato che è stato riportato a tutt’oggi da 133 nazioni, e che ha suscitato preoccupazione e spesso paura in porzioni significative delle loro popolazioni. Virtualmente tutti i 133 Paesi sono membri delle Nazioni Unite. E’ un fenomeno che ha grandi implicazioni d’ordine sociologico e politico, così come un grande potenziale scientifico.

Prendere in seria considerazione la richiesta che oggi porto avanti a nome dei miei colleghi scienziati

rientra senza alcun dubbio nella sfera di competenze dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

In conclusione, Signor Presidente, vorrei ancora una volta esprimere chiaramente la mia attenta e

considerata opinione, in qualità di scienziato che ha dedicato molti anni al suo studio, ovvero che il

fenomeno degli UFO è reale e non il prodotto di menti disturbate, e che presenta implicazioni gravi

ed al tempo stesso importanti per la scienza, per la politica ed il benessere sociale dei popoli della

Terra. E’ pertanto, a mio modo di vedere, degna di consapevolezza da parte delle Nazioni Unite e

degna di studio come fenomeno. Voglio qui distinguere radicalmente, così come fanno i miei

colleghi, fra le teorie sugli UFO, come ad esempio quella che li vuole originari di qualche altro

sistema solare, ed il fenomeno in sé, altrimenti si finirebbe col mettere il carro prima dei buoi.

Signor Presidente, io non sono sempre stato dell’idea che gli UFO meritassero un serio studio scientifico.

Io cominciai il mio lavoro come Consulente Scientifico per l’Aeronautica degli Stati Uniti

come un deciso scettico, fermamente convinto di aver a che fare con questioni derivanti da aberrazioni

mentali ed isteria pubblica. Solo che, dopo essermi trovato di fronte a fatti innegabili e dati

concreti simili a quelli studiati dalla commissione francese…. mi sono dovuto ricredere. Riconosco,

Signor Presidente, che una opinione, per quanto poggiante su di una vasta base d’informazioni e di

esperienze, non costituisce di per sé una prova decisiva. Sono fermamente convinto che la creazione di un meccanismo nell’ambito delle Nazioni Unite che faciliti lo scambio e la traduzione di rapporti e studi sugli UFO realizzati in diversi stati membri avvicinerà il giorno in cui questa opinione diverrà solida conoscenza scientifica.

Il fenomeno UFO, studiato dai miei colleghi e dal sottoscritto, denota l’azione di una qualche forma

d’intelligenza… ma la domanda fondamentale è da dove questa intelligenza origini, se è veramente

extraterrestre, o se deriva da una realtà d’ordine più elevato ancora non conosciuta dalla scienza, o

addirittura se si tratta d’una qualche forma di strana manifestazione psichica della nostra

intelligenza. Cerchiamo il suo appoggio, Signor Presidente, per assistere gli scienziati, in particolar

modo quelli già associati con le tante organizzazioni investigative, ufficiali o meno, esistenti al

mondo per fornire loro una sorta di camera di compensazione nella quale il lavoro già in atto su scala globale possa essere consolidato in un serio e concentrato approccio a tale questione, che rappresenta una delle più grandi sfide della scienza attuale.

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