H.A.A.R.P – Tecnologia Tesla Nuovo Ordine Mondiale

 Fonte: http://www.Edicolaweb.net

Gli ultimi eventi disastrosi, come i terremoti e gli tsunami – classificati ufficialmente fenomeni naturali – che hanno colpito alcune zone della Terra, riaprono la discussione se, in effetti, siano causati dalla natura o dall’azione dell’uomo.

Viene così portato in prima pagina, davanti all’opinione pubblica, il fatto che qualcuno sta effettuando esperimenti mirati alla manipolazione delle condizioni atmosferiche in determinate parti della Terra.

Scienziati, fisici e deputati europei stanno accusando i militari di fare uso di tecnologie in grado di cambiare il clima, di sondare gli strati interni della Terra provocando terremoti, di effettuare variazioni nella ionosfera tramite esperimenti per il controllo del clima, usando laser, onde elettromagnetiche e sostanze chimiche.

Si tratta di fatti già accennati in alcuni articoli da noi pubblicati dal 2007-2008, come Scie chimiche su Firenze, dove le scie vengono tracciate quasi quotidianamente; Haarp finalmente una verità, Tesla un talento scomodo, che meritano un ulteriore approfondimento.

Il riferimento a Tesla non è affatto casuale, in quanto molte tecnologie derivano dallo sfruttamento negativo delle invenzioni e scoperte fatte e documentate proprio dallo scienziato croato.

Riassumiamo alcuni importanti esperimenti e scoperte del genio di Tesla che vertono proprio su tali temi.

Tesla studiò nel laboratorio di New York la frequenza, ossia la velocità dell’inversione delle corrente alternata, per capirne l’importanza e la ragione per cui una piccola forza era in grado di scatenare effetti molti più ampi.

Come narrato dallo stesso Tesla nella sua autobiografia fu un evento dell’infanzia ad attirare la sua attenzione sul perché qualcosa di piccolo poteva aumentare in modo esponenziale. Un giorno mentre si divertiva con gli amici a far rotolare palle di neve dal pendio di un monte, facendo a gara a chi riusciva a formarne una più grande dell’altra, una di queste oltrepassò il limite del campo d’azione ingrossandosi in modo abnorme fino a raggiungere le dimensioni di una casa, precipitando nella valle con un gran fragore.

Anni dopo, osservando il gioco del domino, si chiese se usando tessere successive più grandi di quelle precedenti sarebbe stato possibile generare una quantità maggiore di energia. Costruì così una piattaforma montata su cuscinetti elastici e azionata da aria compressa per ottenere diverse velocità di vibrazione e poterle esaminare.

Si narra che sperimentando di persona le vibrazioni generate dalla piattaforma scoprì che potevano risolvere problemi di stipsi. Cosa che consigliò al suo amico Samuel Clemens, più noto come Mark Twain, che soffriva di tale disturbo, risolto con visite periodiche al laboratorio di Tesla.

L’utilizzo della piattaforma fu causa di un curioso incidente attraverso il quale Tesla comprese la potenza dell’energia generata.

Lo scienziato fissò la piattaforma a un pilastro portante dell’edificio dove era situato il suo laboratorio, all’ultimo di quattro piani. Quando la frequenza venne aumentata, l’intero palazzo prese a vibrare come fosse sotto gli effetti di un sisma. Si rese così conto che ogni oggetto possiede una frequenza risonante e, una volta sollecitato su quella frequenza, prende a vibrare fino alla frattura.

In pratica Tesla aveva inventato un meccanismo in grado di generare terremoti.

Dato che era un uomo curioso, calcolò teoricamente quale frequenza poteva scuotere l’intero globo terrestre fino al punto critico di frattura. Concluse che innescando una serie di piccole esplosioni distanziate fra loro nel tempo, in particolare una ogni 45 minuti, avrebbe potuto distruggere la Terra. Chiamò questo studio “tele geodinamica” e decise di non continuare in tale esperimento a causa della sua pericolosità, ma anticipò il sistema utilizzato nella ricerca dei minerali e per la scansione dei pianeti, nella ricerca di eventuali forme o possibilità di vita; quanto oggi conosciamo sotto il nome di sismologia.

In conseguenza di tali scoperte prese in esame l’uso di un interruttore vibrante allo scopo di ottenere una corrente alternante più veloce, utilizzando interruttori magnetici e alternatori ad alta velocità.

Le applicazioni portarono Tesla a poter generare altissimi voltaggi. Costruì un vibratore in grado di risuonare un milione di volte al secondo conosciuto come “sintonizzatore” alla base dei televisori e della radio. Osservò che, cambiando la frequenza, otteneva la risposta di un solo circuito senza l’obbligo dell’utilizzo di fili. La trasmissione di energia senza fili era possibile.

Tesla, ben tre anni prima di Marconi, inventò la radio, dopo aver rilevato che il passaggio di una corrente ad alta frequenza attraverso una bobina e un condensatore generava un effetto di risonanza che funzionava, senza l’uso di fili, anche a distanza. Infatti, quando il condensatore è carico, nella bobina circola una corrente che genera un campo elettromagnetico, ossia un onda radio che si propaga in ogni direzione.

Gli esperimenti più significativi di Tesla furono compiuti a Colorado Spring, documentati in versione integrale nel “Colorado Spring Notebooks” pubblicato dal Museo Tesla di Belgrado.

A Colorado Spring intendeva sviluppare un trasmettitore più potente, isolare l’energia, vedere se era possibile propagare la corrente attraverso la Terra e l’atmosfera senza utilizzo di fili. Un luogo ideale per l’altezza, il clima secco, l’atmosfera limpida, un sole che definì migliore di quello osservato in Italia, la migliore diffusione di suoni e rumori a enormi distanze e una regione dove si manifestavano burrasche con intense emissioni di fulmini, obbiettivo delle sue ricerche, dato che era in grado di verificarne la potenza con strumenti, da lui stesso costruiti, sensibili ai campi elettrici.

Attraverso i suoi studi anticipò la scoperta che i temporali si manifestano sempre in linee a distanze regolari nella parte scura del pianeta; quindi esisteva la possibilità di propagare energia elettrica senza usare fili. Aveva individuato il punto massimo della scarica e l’onda stazionaria prodotta dal fulmine, dimostrando che la Terra e la sua atmosfera erano cariche di elettricità.

Tesla fu il primo a rendersi conto che la Terra era uno smisurato conduttore di elettricità e che era possibile sfruttarla per il benessere dell’umanità. Fu il primo che utilizzò la carica ionica dell’atmosfera per la trasmissione di onde radio, ossia la ionosfera.

Riuscì a creare un fulmine globulare originato da una risonanza con il campo elettromagnetico terrestre. Dai suoi appunti apprendiamo che poteva creare plasma elettromagnetico, ricreando il principio del Sole.

I suoi esperimenti lo portarono a riprodurre il campo elettrico terrestre e quindi poter influenzare il tempo atmosferico.

Conoscendo la risonanza della Terra poteva far risuonare il pianeta elettricamente sulla frequenza compresa fra 7 e 8 cicli al secondo, usando onde a bassa frequenza in grado di raggiungere ogni angolo della Terra.

In pratica, senza saperlo, aveva individuato quella che oggi conosciamo come “cavità di Shumann”, una zona dell’atmosfera carica di elettricità, situata fra la superficie terrestre e la ionosfera e che possiede una frequenza di 7,8 Herz.

È notevole leggere negli scritti di Tesla che se fosse possibile riprodurre gli effetti elettrici in una qualità richiesta, il pianeta e le condizioni di vita potrebbero essere trasformate. Il Sole fa evaporare l’acqua degli oceani e col vento dirige questa in forma di vapore in zone dove tutto è in equilibrio. Se avessimo il potere di sconvolgere queste zone quando si desidera, potremmo controllare la corrente a nostro piacere. Irrigare aridi deserti, creare laghi e fiumi, fornire energia illimitata. Il modo più efficiente di sfruttare il Sole a nostro uso, sviluppando forze elettriche nell’ordine di quelle esistenti in natura.

Tesla scrisse nel 1900 che la trasmissione senza fili avrebbe permesso di parlare e inviare messaggi e musica in ogni parte del mondo, attraverso l’uso di un ricevitore economico non più grande di un orologio, grazie alla Terra che è un conduttore naturale.

La trasmissione di energia senza fili richiede la creazione di un campo elettrico tra due piastre di metallo, ognuna connessa ad un terminale di una bobina ad induzione, ad alta tensione.

La Terra è un corpo carico – la stima della sua capacità è di circa 710 µfarad – e la ionosfera è un conduttore.

Il nostro pianeta possiede una carica negativa, esistente in natura, che comincia ad un’altezza di circa 50 km. La differenza di potenziale, tra la Terra e questa regione, è sull’ordine di 400.000 Volt. Vicino la superficie c’è un campo elettrico diretto decrescente ed onnipresente di circa 100 V/m.

Tesla dichiarò: “Se mai noi possiamo accertare a che periodo la carica della Terra, quando disturbata, oscilla rispetto ad un sistema oppostamente elettrificato o circuito noto, noi certamente conosceremo un fatto della più grande importanza, per il benessere dell’umanità. Io propongo di cercare il periodo, per mezzo di un oscillatore elettrico o una fonte di corrente elettrica alternata.”

La struttura da 200 Kw senza fili funzionò per mezzo di radiazione elettromagnetica nella forma di onde di radio, nota come radiazione Hertziana. Il sistema di risonanza di terra di Tesla creava potenti vibrazioni nella naturale carica elettrica della Terra. La sua stazione non solo poteva trans-ricevere segnali di telecomunicazione, ma anche trasmettere potenza elettrica su scala ridotta.

Tesla affermò che era possibile “dettare istruzioni da New York e vederle immediatamente apparire in caratteri a Londra o altrove. Chiamare e parlare con ogni abbonato telefonico sul globo, senza alcun cambio nell’attrezzatura esistente, utilizzando uno strumento poco costoso, non più grande di un orologio. Ovunque, su mare o terra, musica, discorsi di leader politici. Nella stessa maniera ogni ritratto, carattere, disegno o stampa può essere trasferito da un luogo ad un altro. Milioni di tali strumenti possono essere controllati da un sistema di questo genere. Più importante di tutto questo, comunque, sarà la trasmissione di potenza, senza fili, che sarà mostrata su una scala grande abbastanza da essere convincente.”

Per realizzare la trasmissione di energia senza fili Tesla propose un trasformatore con nucleo ad aria risonante capace di generare alte tensioni; un trasmettitore d’amplificazione. Una cosa concepita a Colorado Springs dove la forza dielettrica di rottura risulta più bassa, facilitandone la ionizzazione, e dove costruì il più grande trasformatore che sviluppava 4 milioni di volt e produceva scariche elettriche lunghe 30 metri.

Tesla aveva un diario dove trascrisse le spiegazioni degli esperimenti. In quel luogo costruì diversi trasformatori risonanti e condusse ricerche su circuiti elettrici sintonizzati.

I suoi esperimenti dimostravano come un ricevitore senza fili poteva essere il sintonizzatore adatto a rispondere a precisi segnali e scartarne altri. In seguito a questo presentò all’Esposizione di New York, tenutasi al “Madison Square Garden” nel 1898, un robot teleguidato da onde radio ben undici anni prima che Marconi ricevesse il Nobel per la scoperta della radio.

Le comunicazioni radio, i missili, le sonde, gli Explorer spediti su Marte e le varie astronavi sono teleguidati, con onde radio dai centri di controllo, grazie ai brevetti di Tesla.

Fu nel luglio del 1899 che scoprì le onde stazionarie terrestri, dimostrando che la Terra si comporta come un grande conduttore in grado di rispondere a determinate frequenze di vibrazione. In tal modo trasmise segnali a diversi chilometri di distanza e accese alcuni neon utilizzando la conduzione del terreno.

L’amplificazione di potenza fu la base dei progetti che continuò a Long Island, nell’impianto della Wardenclyffe Tower, destinata a essere il primo sistema radiotelevisivo al mondo e centro di trasmissioni senza l’uso di fili, e dalla quale ha avuto inizio l’evoluzione di gran parte della tecnologia del settore delle telecomunicazioni. Invece di distribuire l’elettricità attraverso un filo di rame, utenti remoti sarebbero stati capaci di “ricevere” la potenza tramite un collegamento macinato e seppellito, insieme ad un terminale di antenna sferico montato sul tetto.

Un progetto che lo portò a concepire la trasmissione di potenza attraverso onde longitudinali di correnti telluriche, sviluppando un oscillatore elettromeccanico che propose per la scansione geofisica sismologica.

Sfruttando la risonanza di Shumann e usando la terra come un gigantesco conduttore trasmetteva grandi potenze elettriche a mezzo di piccole antenne.

Secondo gli studi di Tesla, la zona indicata come conduttore si sviluppa attraverso un processo di ionizzazione atmosferica nel quale gli strati coinvolti sono mutati in plasma.

L’intero globo terrestre può essere fatto risuonare elettricamente con una singola fonte del secondo tipo, così un sistema basato su una risonanza di terra richiederebbe, al minimo, che venga costruita solamente una struttura generatrice.

In una intervista al New York Time, Tesla affermò che era possibile alterare la ionosfera e quindi influire sul tempo atmosferico, provocare terremoti, interferire con le onde cerebrali, generare esplosioni senza ricaduta di fallout, eseguire scansioni e tomografie della Terra e di altri pianeti, interrompere comunicazioni su determinate aree, senza interferire con quelle militari.

Questo ci riporta al discorso iniziale, ma gli studi di Tesla hanno evidenziato altre conoscenze.

La vita biologica terrestre è in risonanza con la frequenza di Shumann e dipende dalle interazioni dei campi elettromagnetici e gravitazionali. Alterare la frequenza della Terra condiziona l’attività del cervello che emette onde a diverse frequenze. Si conoscono onde Beta comprese fra 13 e 33 Hertz che si manifestano nello stato di veglia; onde Alfa che variano fra 7 e 12 Hertz nello stato di dormiveglia e in stato di meditazione; onde gamma fra 34 e 60 hertz che interagiscono a livello neurale.

Le onde elettromagnetiche a bassa frequenza usate per scandagliare gli strati superiori dell’atmosfera e la struttura interna della Terra, impiegate per trasmettere effetti meccanici e vibrazioni anche a grande distanza, possono manipolare il tempo, creando tempeste e piogge torrenziali in una precisa area e causare sommovimenti della litosfera.

Inoltre la risonanza della ionosfera è sottoposta a variazioni anche dal fenomeno delle macchie solari; quindi riscaldare o eliminare la ionosfera rappresenta una minaccia di proporzioni bibliche per la vita del pianeta.

L’innalzamento della risonanza di Shumann attraverso immissione di onde elettromagnetiche artificiali e immissione di cluorofluoruri, come attualmente avviene con l’uso della nostra “moderna” tecnologia, inquina l’ecosistema. Provocare uno strappo nel campo ionizzato della ionosfera produce mutazioni genetiche.

Gli esperimenti condotti a Colorado, per confermare l’utilizzazione della Terra come conduttore trasformandola in un gigantesco trasformatore elettrico, portarono Tesla a concepire una trasmittente in grado di inserire energia elettromagnetica nella crosta terrestre per raggiungere la risonanza elettrica del pianeta.

Tesla, trasmettendo frequenze molto basse, fu in grado di alterare le correnti nell’alta atmosfera e modificare il clima. Si rese conto che poteva anche influenzare l’attività biolettrica del cervello, con la vibrazione delle molecole del corpo umano.

Ideò anche un sistema di esplorazione geofisica, utilizzando oscillatori meccanici. Quando si rese conto che poteva generare terremoti di inaudita potenza sfruttando la frequenza risonante, per mezzo della quale un corpo si mette a vibrare fino alla rottura, smise di effettuare gli esperimenti.

Ricordiamo anche, come già scritto negli articoli citati sopra, che i brevetti di Tesla riguardavano il metodo e il dispositivo per alterare uno strato dell’atmosfera terrestre, ionosfera e magnetosfera e creare un ciclotrone artificiale per riscaldare una zona di plasma e produrre uno scudo di particelle relativistiche ad un’altezza superiore della superficie terrestre.

Collegati al progetto vi sono oltre 400 brevetti, per la maggior parte armi offensive che sfruttano il sistema d’irraggiamento a fascio diretto dalla Terra verso lo spazio. Si può dirigere l’energia ad alta frequenza verso un’antenna ricevente, ovunque, anche in centri urbani. Si può interferire con ampie zone dell’atmosfera per abbattere qualsiasi tipo di oggetto volante.

Tesla odiava la guerra e, a tal proposito, dichiarò: “Non si può abolire la guerra mettendola fuori legge. Non vi si può porre fine disarmando i forti, ma si può fermarla rendendo tutti i paesi in grado di difendersi. Ho appena scoperto una nuova arma di difesa che, se verrà adottata, trasformerà completamente i rapporti tra le nazioni. Le renderà tutte, grandi e piccole che siano, invulnerabili a qualsiasi attacco proveniente da terra, dal mare o dall’aria. Bisognerà, in primo luogo, costruire una grande officina per fabbricare quest’arma, ma quando sarà completata, sarà possibile distruggere uomini e macchine in un raggio di 320 Km.”

Nel 1934 Tesla descrisse in un articolo un’apparecchiatura simile al laser, affermando: “Questo strumento proietta particelle, che possono essere relativamente grandi o microscopiche, che permettono di trasmettere a gran distanza un’energia milioni di volte più forte di quella ottenibile con qualsiasi altro raggio. Così una corrente più sottile di un filo può trasmettere migliaia di cavalli vapore. E nulla le può resistere.”

In merito a questo, nel 1914 Harry Grindell Matthews dichiarò di aver inventato un “raggio invisibile”, nominato “raggio della morte”, capace di bloccare qualsiasi motore, riprendendo un vecchio un progetto di Tesla per teletrasportare energia elettrica. Durante una dimostrazione sarebbe riuscito a bloccare il motore a scoppio di una moto, a far esplodere polveri a distanza ed accendere una lampada senza fare uso di corrente elettrica.

Il Ministero dell’Aviazione inglese non fu convinto della prova, in quanto il suo raggio di azione era attivo entro 18 metri.

Nel 1925 Grindell si recò in America e al suo ritorno in patria dichiarò di aver venduto il brevetto agli USA.

L’apparato costruito da Tesla proiettava particelle in modo da concentrarle in una piccola area e inviarle a grandi distanze utilizzando energie “trilioni di volte” più potenti di quelle attualmente in uso. Un fascio più sottile di un capello a cui niente resiste. Una tecnologia che può diventare un’arma capace di abbattere migliaia di aerei a chilometri di distanza, un acceleratore di particelle oggi in uso nei laboratori nucleari e nello scudo spaziale. Idoneo a produrre un’arma al plasma.

La storia riguardante Mussolini ci porta a conoscenza che un’invenzione di Marconi poteva fornire all’Italia una potenza superiore a quella di tutti gli altri paesi del mondo.

Mussolini stesso spiegò alla moglie che Marconi, utilizzando un raggio misterioso, poteva interrompere il circuito elettrico dei motori di qualsiasi tipo.

Marconi era devotissimo alla chiesa, causa l’annullamento del matrimonio dalla sacra rota e papa Pio XI, saputo della cosa, si allarmò e chiese allo scienziato di non proseguire le ricerche. Marconi obbedì.

Conosciamo la fine di Tesla e chi era in possesso dei sui maggiori brevetti, ma non abbiamo visioni chiare per quanto avvenne nella stanza dell’hotel dove visse i suoi ultimi giorni. È certo che quanto era custodito al suo interno, casualmente o meno, cadde fra le mani delle due grandi potenze.

Non a caso negli anni ’80, attingendo dalle scoperte di Tesla, il fisico Bernard J. Eastlund, registrò il brevetto per alterare regioni dell’atmosfera terrestre, della ionosfera e della magnetosfera, a cui seguirono altri undici brevetti simili. In seguito nel 1990 l'”Air Force Research Laboratory” e l'”Office Naval Research” avviarono il progetto HAARP sostenuto da aviazione, marina e Agenzia per i progetti di Ricerca Avanzata del Dipartimento della Difesa statunitense.

Il dispositivo creato da Eastlund, in grado di concentrare la radiazione della radiofrequenza in un punto preciso della ionosfera, descrive una tecnologia in grado di confondere o interrompere i sofisticati sistemi di guida di missili e aerei, coprendo estese zone della Terra con onde elettromagnetiche di frequenza variabile, con relativo controllo delle variazioni in grado di annientare le comunicazioni.

Si specifica che la modifica del clima è possibile alterando i modelli del vento nell’alta atmosfera ed operando variazioni molecolari di una data zona atmosferica aumentando una o più molecole.

Si ammette l’aumento artificiale spargendo concentrazioni di ozono, azoto e altro; tale affermazione giustificherebbe le misteriose scie notate nel cielo. Riprodotte anche in alcuni manifesti pubblicitari.

Sembra vengano sparse sostanze chimiche – quali torio, alluminio e composti di bario – da anni, per studiare le linee del campo magnetico terrestre e facilitare gli studi riguardo alle trasmissioni radar e, di conseguenza, quelle elettromagnetiche di HAARP.

La capacità di modificare il clima aumenterebbe la capacità di uno Stato diminuendo quella degli avversari, di ottenere ricchezza e potere globale. (1)

Dopo il passaggio di alcuni aerei (2) si ritrovano strani filamenti nei campi.

Nonostante questo, dopo aver ammesso l’uso militare di HAARP, si insiste che tale sistema ha solo scopi ricognitivi ed è un innocuo centro di ricerca ma, come dice il proverbio “knowing my chickens”, le conclusioni appaiono ovvie.

Nel 2008 il Parlamento europeo ha discusso riguardo alla sicurezza collettiva e dell’ambiente, nonché sull’impatto delle nuove armi e delle nuove forme di conflitto militare. È stato parlato anche del programma H.A.A.R.P., che è risultato non essere quel “High Frequency Active Auroral Researh Project” e non è l’unico sistema installato per divenire una nuova arma silenziosa contro il mondo e l’umanità, come denunciato da Marc Filterman nel saggio “Le armate nell’ombra. Tempeste non naturali”.

Filterman fa riferimento ad un rapporto del pentagono del 1996: “Il clima come moltiplicatore di forza: e divenirne padroni entro il 2025.” Per raggiungere tale obbiettivo basta perturbare l’atmosfera usando frequenze molto più basse nella gamma delle ELF.

Le linee ad alta tensione favoriscono la ionizzazione dell’aria e di conseguenza gli uragani, nel contempo permettono le comunicazioni in caso di esplosioni nucleari e si può sconvolgere il campo magnetico terrestre in un raggio di 350-480 Km, influenzando la frequenza delle precipitazioni.

Nel rapporto “SPACECAST 2020” vi è un paragrafo nominato “Weather C3 System”, definito un sistema di controllo del clima per applicazioni militari e per modificare il clima attraverso energia diretta posta nello spazio e un centro di comando con le necessarie capacità di trasmissione per osservare. La descrizione del sistema è classificata.

Si tratterebbe di una tecnologia in grado di deviare forti perturbazioni attraverso il riscaldamento locale della troposfera, per mezzo di un potente irraggiamento elettromagnetico emesso o da terra o da un satellite. Le energie necessarie sono misurate in terawatt.

Esiste una convenzione stipulata nel 1976, nota come Convenzione ENMOD, che vieta l’uso dell’ambiente a fini militari. Evidentemente ignorata e disattesa. Si prospetta pure che sia nato un nuovo tipo di guerra ecologica utilizzando onde elettromagnetiche che anche i terroristi potrebbero conseguire.

Pur prendendo la notizia con il dovuto beneficio d’inventario veniamo a conoscenza che nel corso della “Conferenza contro il terrorismo. Armi di distruzione di massa e la strategia degli Stati Uniti; Università della Georgia, Atene, 28 aprile 1997” venne ammessa la possibilità di conseguire tali risultati essendo in possesso di tali armi da molti anni. “Una tecnologia dai bassi costi rispetto a quella nucleare che può creare terremoti e eruzioni artificiali agendo sugli strati profondi della Terra attraverso onde elettromagnetiche.”

Una tecnologia che sembra provenire da esperimenti condotti dai Russi, venuti in possesso di una parte dei documenti di Tesla custoditi a Belgrado.

I sovietici costruirono un enorme generatore, battezzato “Pamir”, trasportabile su camion, che utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide e permetteva di far circolare forti correnti elettriche nel terreno. Un dispositivo presentato come un sistema per analizzare la situazione di un suolo misurandone la conduttività elettrica sulle grandi distanze e a grandi profondità.

Tale generatore può infatti testare il terreno e, una volta in possesso di dati geologici esatti, innescare un terremoto in aree potenzialmente considerate ostili.

Secondo quanto riportato da esperti della materia, i militari potrebbero, per ragioni geo-politiche, innescare un devastante terremoto, uno tsunami o un’eruzione vulcanica.

L’Istituto Russo per le Alte Temperature, descrivendo un generatore di plasma a scappamento lineare di Faraday, alimentato con esplosivo solido al cesio, o al sodio – che sviluppa 4,8 Tesla – dichiara che viene utilizzato per esprimere la densità del flusso magnetico o anche l’induzione magnetica.

Nei laboratori inglesi del centro di ricerca Jet della Comunità europea, si originano campi magnetici pari a 2,8 T per lo studio della fusione nucleare a confinamento magnetico.

Cercando notizie storiche relative a tali progetti, scopriamo che gli esperimenti iniziarono in Nuova Zelanda nel corso della seconda guerra mondiale, per realizzare un congegno in grado di causare tsunami artificiali contro il Giappone; esperimenti che ebbero esiti positivi nel progetto condotto dall’Università di Auckland sotto la direzione di Thomas Leech. In seguito furono gli americani a proseguire le ricerche per poter scatenare volontariamente terremoti e tsunami.

Nel 1976 furono i russi a infrangere la Convenzione ENMOD, costruendo una macchina per scatenare terremoti nota come Pamir.

Quando l’Unione Sovietica era governata da Boris Eltsin, l’aviazione degli Stati Uniti reclutò i ricercatori e il loro laboratorio per giungere alla costruzione di una macchina molto più potente a cui diedero nome Pamir 3. I test positivi che seguirono spinsero il Pentagono ad acquisire uomini e materiale, trasportandoli in America, e li integrò nel programma HAARP.

Che tale arma esista lo proverebbe una dichiarazione, del Segretario della Difesa William Cohen, rilasciata durante una conferenza nel 1997 dedicata al contro-terrorismo: “Altri terroristi sono impegnati in un tipo di azione ecologica, nel senso che essi possono alterare il clima, far scatenare i terremoti, le eruzioni vulcaniche, utilizzando onde elettromagnetiche. Molte menti ingegnose stanno lavorando attualmente per mettere a punto i mezzi per terrorizzare intere nazioni. Tutto questo è reale ed è per questo che abbiamo intensificato i nostri sforzi nella lotta contro i terroristi. È è possibile perché noi possediamo tale tecnologia da moltissimi anni.”

Il generatore russo utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide, permettendo di far circolare forti correnti elettriche nel terreno.

L’uomo ha ritrovato la tecnologia degli “Atlantidei” e ripercorre la stessa strada? La storia si ripete?

L’uomo sarà anche intelligente, ma comprende solo ciò che rappresenta un tornaconto, per quanto riguarda il resto è un essere estremamente ottuso. Quanto mai appropriata l’affermazione di Einstein riguardo all’infinita stupidità umana comparabile solo a quella dell’universo.

Una indiretta constatazione del completo disinteressamento del passato, dal quale potrebbero trovare una plausibile spiegazione gli eventi catastrofici che hanno originato miti e leggende, riempito libri e documenti, alcuni dei quali ritenuti addirittura “sacre testimonianze”.

Armi del genere usate, non per il miglioramento della vita comune, ma per il solo scopo di allargare il proprio dominio politico ed economico, potrebbero essere già state usate nel passato e aver prodotto la decimazione della razza.

Le descrizioni di misteriose e leggendarie armi riportate sui libri antichi, quali Bahamarata, Ramayana, le cronache dei Thuatha, ci portano a ipotizzare l’uso di energie nucleari e elettromagnetiche, sfuggite al controllo di coloro che volevano imporre il loro modello sociale.

È certo che esistano interessi politico economici dietro l’uso di tali armamenti. Lo tsunami che ha colpito recentemente le coste giapponesi, cambiandone la geografia, procurerà lavoro e guadagni alle imprese incaricate della ricostruzione. E dato che le guerre si verificano sempre per motivi di diversità di etnie e di culto, nonché per motivi economici e di mercato e facile trarre alcune conclusioni. A riprova quanto dichiarato da Condoleeza Rice al Senato Americano il 18 gennaio 2005: “Lo tsunami è stato una meravigliosa occasione di mostrare il cuore del popolo americano. E io penso che gli utili sono stati molto importanti sul fronte diplomatico.”

Nel dicembre del 2004 migliaia di coste furono devastate da uno tsunami che colpì l’Indonesia; una regione estremamente sismica, dove è facile camuffare il test di un’arma sismica con una manifestazione della natura.

Il luogo ideale per la presenza di una fossa oceanica che protegge le coste e la base americana di Diego Garcia e, guarda caso, la segnalazione del passaggio di due satelliti USA, forse per controllarne gli effetti.

Torniamo alla Pamir che, attraverso il suolo, in corrispondenza di una faglia e di una falda acquifera, “inietta” la scarica elettromagnetica. Il passaggio della corrente vaporizza l’acqua e produce un effetto di sollevamento o scivolamento o spaccatura di una placca.

Questo effetto si può propagare a grande distanza e scatenare un sisma anche molto lontano della zona sollecitata.

In un convegno in USA, i russi avevano presentato questa macchina come un “sistema che permetteva di misurare la conduttività elettrica del suolo” dichiarando che “una variazione di conduttività può essere un segno che annuncia un sisma imminente”.

Negli anni sessanta, i sismologi sovietici si erano accorti che, ogni volta che procedevano ad un’esplosione sotterranea, vi era un terremoto nei giorni seguenti, a volte a centinaia di chilometri di distanza.

Modificando un banale sottomarino, e dotandolo di motori alimentati a propenol solido, che funzionano molto bene nell’acqua e sotto pressione, sarebbe possibile utilizzare un generatore Pamir nelle vicinanze di un faglia marina.

Il mondo della scienza denuncia l’uso indiscriminato di questa tecnologia. La fisica Elisabeth Rauscher sottolinea l’irradiazione di “energie spaventose all’interno della ionosfera con conseguenze incontrollabili”; la dottoressa Rosalie Bertell denuncia lo studio di sistemi meteorologici come arma da parte dei militari americani.

Il fisico Daniel Winter specifica che le emissioni ad alta frequenza potrebbero combinarsi con le pulsazioni a onde lunghe presenti nella magnetosfera, con effetti non prevedibili per la vita nella biosfera.

Begich e Manning, nel libro “Angeli non suonate quell’Haarp”, avvertono che sommare energia al substrato ambientale porta a effetti ingovernabili; in quanto sono state aggiunte nell’ambiente sostanziali quantità di energia elettromagnetica, senza avere coscienza degli effetti collaterali e quale sia il punto del non ritorno. (3)

Il geofisico Gordon Mac Donald conferma che bombardamenti elettronici artificiali producono vortici magnetici che danneggiano le funzioni cerebrali della popolazione.

Il progetto H.A.A.R.P. è considerato un’arma più pericolosa di quella nucleare perché può produrre energie distruttive maggiori, in qualsiasi parte del pianeta, scatenando inondazioni, uragani, terremoti. Non può essere spacciato come un’arma di difesa o per lo studio dell’Aurora Boreale.

In un rapporto della Flotta russa del nord viene confermato il suo uso e evidenziata la sua pericolosità citando come effetto di un test, da parte della U.S. Navy, il terremoto di Haiti. Secondo tale rapporto gli Stati Uniti si servono di generatori a impulsi, al plasma e a risonanza. Viene evidenziata anche la relazione fra il terremoto registrato a Eureka in California di 6,5 gradi, senza vittime e quello dei Caraibi che ha causato 140 000 decessi. Si sottolinea la presenza nella zona colpita di un contingente americano al fine di sorvegliare le operazioni di soccorso.

Coincidenze che l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale fosse già ad Haiti prima del sisma?

Dalla fonte di Bob Brewin, del 2010, “Defense Launches On Line System to Coordinate Haiti Relief Efforts”, le forze statunitensi erano intorno Haiti per una simulazione militare che comprendeva un intervento umanitario.

Dalle innumerevoli relazioni presenti nel Web emergono scenari inquietanti. Si ha la visione di una spietata caccia ai tesori celati sotto la crosta terrestre. Quali? Non certo quelli nascosti dai Pirati dei Caraibi. Il mare Caraibico nasconde un tesoro oggi più prezioso dell’oro e delle gemme.

Sembra che Haiti poggi su una delle zone geologiche più attive al mondo, dove le profonde placche sottomarine di tre immense strutture si urtano continuamente. Si tratta di una crosta oceanica di uno spessore che va da 3 a 6 miglia, che galleggia sopra un mantello adiacente. Haiti è situata al margine del triangolo delle Bermude soggetto a strane e inspiegate perturbazioni.

La cosa più significativa è che le regioni dove le placche sono sempre in movimento, ad una velocità compresa fra 50 e 100 millimetri all’anno e all’origine di terremoti e vulcani, convergono su aree che abbondano di petrolio e gas, che possono essere spinte in superficie.

Di conseguenza Haiti si trova in una zona che poggia su uno dei più grandi ed inesplorati giacimenti di petrolio, gas e rari minerali preziosi.

Un riscontro trovato anche nel Golfo Persico e dal Mar Rosso fino al Golfo di Aden, dove si trovano zone analoghe di convergenza di grandi placche tettoniche e zone ricche di petrolio; lo stesso dicasi per l’Indonesia e le acque della costa Californiana. Un particolare segnalato in tutte le zone del mondo che contengono tali tesori.

Nel 2005 una squadra di geologi dell'”Institute for Geophysics” della “University of Texas” ha redatto una mappatura degli strati geologici del bacino caraibico. Gli sponsor del progetto sono le società petrolifere, quali la Chevron, la Exxon Mobil, la Shell e la BHP Billiton. Cosa che doveva essere stata fatta già da decenni.

Nel 2008 un consorzio di società petrolifere hanno annunciato la scoperta di un giacimento super gigante di petrolio in prossimità di Cuba. Conterrebbe fino a 20 bilioni di barili. Dopo la scoperta, il presidente russo Dimitry Mendeleev è volato all’Havana per firmare un accordo con Raul Castro, per l’esplorazione e lo sfruttamento del petrolio cubano da parte delle società russe.

Il presidente cinese Hu Jintao ha firmato un accordo per modernizzare i porti cubani e ha discusso l’acquisto di materie prime cubane.

Contrariamente a quanto finora sostenuto dalla geologia ufficiale gli idrocarburi non sono il risultato di frammenti di materiale biologico morto, trasformato in petrolio e gas milioni di anni fa. I geofisici russi ed ucraini hanno provato che il petrolio o il gas, prodotti nel mantello terrestre, vengono spinti verso l’alto lungo faglie e spaccature nella terra, con un processo analogo alla produzione di lava nei vulcani. L’abilità di trovare il petrolio è limitata alla capacità di identificare le spaccature profonde e un’attività geologica che tende a farlo salire dalle profondità. Le acque dei Caraibi rappresentano una regione con un’alta concentrazione di idrocarburi che hanno trovato una strada per salire vicino alla superficie.

Secondo William Engdahl la carta fisica e politica di Haiti del 1908, stilata da Alexander Poujol e Henry Thomasset, segnalava una grande riserva di petrolio. Nel 2008 Robertson Alphonse, quando il prezzo del petrolio saliva a oltre 140 dollari a barile, scriveva che le esplorazioni di petrolio ad Haiti erano incoraggianti. Non a caso quattro società vogliono ottenere le licenze ufficiali dello stato di Haiti per trivellare.

Sembra che le riserve petrolifere di Haiti possano essere più grandi di quelle del Venezuela.

Il geologo Stephen Pierce ha dichiarato che il terremoto del 12 gennaio si è verificato sopra una faglia che passa vicino alle potenziali riserve di gas; potrebbe aver frantumato le formazioni rocciose lungo la faglia, consentendo la temporanea risalita verso la superficie di gas o petrolio.

I giornalisti e le organizzazioni di soccorso internazionali hanno accusato i militari americani di aver operato un’occupazione del territorio sotto forma di “soccorso” per interessi economici privati; perché per alcune società russe si era aperta la possibilità di sfruttamento dei nuovi giacimenti di petrolio vicino a Cuba. Dato che anche Haiti contiene vaste quantità di petrolio, come pure di oro, rame, uranio e iridio, necessitava arrivare prima dei concorrenti già in zona.

Di fatto USA, Francia e Canada sono impegnati in una balcanizzazione dell’isola, per il futuro controllo minerario. Gli USA mirano a Port-au-Prince e all’isola di La Gonaive, una zona con vaste risorse petrolifere, contesa con la Francia.

Fonte William Engdahl (4)

Le tecnologie del progetto H.A.A.R.P. potrebbero creare le occasioni per facilitare la conquista di risorse e mercati servendosi della ionosfera. Impianti del tipo HAARP volti allo studio di questa si trovano in altre parti del mondo.

In Europa esiste l’EISCAT (“European Incohrent Scatter Radar Site”) a Ramfjord, Tromsø in Norvegia. Una organizzazione internazionale che gestisce tre sistemi radar ionosferici in Scandinavia e uno nello Svalbard. Ha inoltre un impianto per effettuare esperimenti di plasma attivo nella ionosfera e un ecoscandaglio digitale HF. È finanziato e gestito da sette paesi: Regno Unito, Finlandia, Norvegia, Svezia, Giappone, Cina e Germania. Ha due siti, uno sull’isola di Spitzbergen nell’arcipelago delle Svalbard, l’altro è a Ramfjordmoen vicino a Tromsø sul suolo norvegese. Altre due stazioni si trovano a Sodakyla, in Finlandia ed a Kiruna, in Svezia, costituite da un impianto tristatico, unico tra i radar del tipo IS nel mondo.

In Australia è presente un’altra stazione, nella base statunitense di Pine Gap, dove lavora personale della “Central Intelligence Agency” e del “National Reconnaissance Office”. È la stazione di terra di una rete satellitare che effettua intercettazioni telefoniche, radio, trasmissione dati e altre comunicazioni di tutto il mondo. Due delle sue antenne fanno parte della “Defense Satellite Communications System” degli Stati Uniti. Sembra che Pine Gap sia qualcosa di più; vi è sempre stata un’alta attività UFO. Qualcuno ipotizza l’esistenza in zona di una porta dimensionale. Sono stati registrati clamorosi avvistamenti nel 1980, 1984, 1989, 1995, 1996,1998. I numerosi testimoni hanno descritto oggetti di svariate forme. Intorno alla base sono state fotografate strane forme circolari sul terreno; cosa può averle prodotte? Pine Gap rappresenta un collegamento tra gli alieni, i militari e il governo su scala cosmica? È un sistema di guida UFO?

Stan Deyo, autore e ricercatore, afferma che il pozzo profondo cinque miglia esistente a Pine Gap potrebbe essere utilizzato come antenna sotterranea per le trasmissioni di energia elettrica VLF. L’antenna potrebbe servire per ottimizzare una gigantesca onda stazionaria e creare un campo elettrico di risonanza in tutto il pianeta. Pine Gap potrebbe possedere un grande impianto nucleare utilizzato per alimentare il suo ciclopico trasmettitore.

Un acceleratore al plasma per la produzione di energia; un cannone al plasma. (5)

Questo ci riporta al leggendario “raggio della morte” ed a Tesla.

In Alaska, a 30 Km da Fairbanks, c’è un’altra stazione, l’HIPAS “High Power Auroral Stimolation”, su una superficie di 120 ettari con sei edifici, un array circolare di otto dipoli incrociati di 70 MW di potenza, operativo dal 1961. Ha dimostrato di poter modificare la conducibilità della ionosfera con onde elettromagnetiche ELF di bassissima potenza. I successi hanno condotto alla costruzione di un secondo centro di ricerca ionosferica, con la stessa potenza irradiata, chiamato HAARP.

Sempre in Australia l’US Military Facility HAARP Exmouth più avanzato rispetto a quello esistente in Alaska.

In Russia la stazione di Sura, vicino a Nizhny Novgorod

In Ucraina l’APATITY nei presi di Karnov

In Tagjikistan la stazione Dushanbe.

A Sinkiang, in Cina, il “Research Institute of Radiowave Propagation” CRIRP.

In Indonesia l’EAR, a Sumatra West

In Svezia l’ESRAD

In Peru il radio Osservatorio di Jacamarca costruito nel 1960 dalla “Radio Centrale Propagazione Laboratory” (CRPL) del “National Bureau of Standars” NBS; in seguito assorbito dalla “Environmental Science Service Administration” ESSA e dal “National Oceanic and Atmospheric Administration” NOOA. L’ultimo dipolo è stato installato nel 1962. Nel 1969 l’osservatorio ESSA venne concesso all’Istituto Geofisico del Perù ed è utilizzato per studiare la fisica della ionosfera equatoriale.

In Australia il “Jindalee Operational Radar Network”, nel West di Laverton, e di Longreach, nel Queensland.

Nelle isole Marshall, il Kwajalein.

In Massachusetts, il Millstone Hill North Chelmsford.

A Shingaraki, Kyoto, in Giappone, il MU Radar.

A Gadanki, vicino a Tirupati, nel sud di Andra Pradesh, in India, il National MST Radar Facility.

A Aberystwyth, nel Galles, il Nerc MST Radar Facility.

In Francia, tra Dreux e Senonche, il Nostradamus Project France.

A Cruzeiro Santa Bárbara, in Brasile, lo Space Observatory São Luis.

In Colorado, il Platteville Atmospheric Observatory.

Nei pressi di Chatanika, in Alaska, il Poker Flat Research Range.

In Finlandia, lo SGO Sodankylä Ionosonde.

Nel Carmarthenshire, in Inghilterra, il Cape Devil.

A Midtsandan in Norvegia e a Hankasalmi in Finlandia, lo STARE, “Scandinavian Twin Auroral Radar Experiment”, che consiste di due stazioni radar per misurare il flusso di elettroni delle sue dinamiche, della zona aurorale in Scandinavia del nord.

Sullo Spitzbergen nell’arcipelago artico delle Svalbard, lo SPEAR, “Space Exploration Plasma Active Radar”. Una struttura costruita, dall’Università di Leicester, usata come un radar, per il tracciamento del movimento dei flussi di plasma nella ionosfera terrestre. Può emettere onde radio nel cielo per riscaldare la ionosfera imitando gli effetti naturali e può essere usato per sondare i processi fisici in gioco nell’atmosfera.

In Russia, nella foresta di Sychëvka, Moskovskaya Oblast, strane torri definite Tesla Generators.

A Cernobyl in Ucraina, il Duga Array Radar, nominato Woodpecker, il Picchio.

Nel Nord delle isole della Norvegia è stato installato l’MST Radar di Andoya, dal “Leibniz Institute of Atmospheric Physics” in Kühlungsborn, Germany

(6)

Sullo stesso stile dell’HAARP esiste anche il Super Darn, “Dual Auroral Radar Network”, un’organizzazione internazionale radar per lo studio dell’atmosfera e ionosfera che comprende 11 radar nell’emisfero nord del pianeta e 7 in quello sud. Operano nelle frequenze fra 8 e 22 Mhz e misurano la velocità e la densità del plasma nella ionosfera. Il progetto ha avuto inizio nel 1983 con l’installazione del primo radar nel Labrador, in Canada.

In Wikipedia l’elenco dei luoghi dove sono situate le stazioni del Super Darn, fra le quali:

Cutlass, “Cooperative UK Twin Auroral Sounding System”, una stazione radar HF per studiare l’alta zona della ionosfera, fondato dal “Particle Physics Astronoimy Research Council” con aiuti finanziari svedesi e finlandesi del “Radio Space Plasma Physics Group”, della Università di Leicester. I radar si trovano in Islanda e Finlandia ed entrambi coprono un’area più vasta a nord della Scandinavia fino alle isole delle Svalbard. I dati raccolti vengono combinati con quelli di altre strumentazioni geofisiche dello spazio, tra cui l’EISCAT.

Corman Park, a est di Saskatoon, Saskatchewan in Canada.

Christmas Valley, in Oregon.

Coose Bay, in Canada.

Vallops Island, Virginia.

Blackstone, Virginia.

Fort Hays, Kansas.

Kapuskasing, Canada.

Non sta a noi tirare le somme, ce ne guardiamo bene; lasciamo che a farlo siano gli specialisti del settore. Non vogliamo passare per allarmisti e tanto meno per millantatori.

Qualcuno però le conclusioni le ha tirate; uno del settore che ha una grandissima esperienza in campo militare.

Il generale Fabio Mini, il quale ammette l’impiego di tecnologie atte a cambiare il clima:

“Quello che manca è la prova che qualcuno lo abbia gi&agrve; fatto, però se si vanno a vedere quali sono le linee di frattura o le faglie che ci sono nella crosta terrestre si può immaginare che se uno agisce in un punto, per esempio in mezzo al Pacifico con una esplosione controllata nucleare o non nucleare o soltanto convenzionale, il riverbero delle onde sismiche che produce questa esplosione può alimentare e provocare lo tsunami. Alcune esplosioni nel Sahara, a Mururoa, in India e in Pakistan, hanno generato a breve distanza terremoti; quindi a volte si può anche pensare di poter creare dei sisma, frane, valanghe, inondazioni. Tutti fingono di credere che le devastanti esplosioni delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki siano state le prime ed ultime della storia militare, eppure tutti sanno che da allora ci sono già state più di 1.000 esplosioni nucleari nel sottosuolo, nelle profondità degli oceani, in superficie e nello spazio e queste possono provocare, per esempio, degli tsunami. Quindi so che posso, con un esplosione, creare un sisma.

Tutto questo non è più una fantasia o una illazione, sono cose ormai tecnicamente e scientificamente provate. Negli anni ’40 un professore australiano, facendo questi esperimenti, si è accorto che si potevano provocare delle onde anomale. Ha difatti provocato, al largo di Aukland, dei piccoli tsunami; c’è riuscito in maniera controllata e limitata, ma c’è riuscito: Poi è sparito per un periodo dalla circolazione ma nel frattempo era stato contattato dagli Stati Uniti, parliamo degli anni ’40 subito dopo la guerra. A suo dire sembra che non abbia aderito alla parte militare del progetto. Nessuno crede più che un terremoto, un’inondazione, uno tsunami o un uragano siano soltanto fenomeni naturali.”

Il Generale Mini ha poi parlato anche del progetto HAARP:

“Ne parlo perché in effetti è una di quelle evoluzioni della ricerca sulle onde a bassissima frequenza e altissima frequenza, sono i due estremi, per la loro capacità di superare gli ostacoli e non essere influenzati dalla curvatura terrestre, né da ostacoli di varia natura e quindi di poter modificare l’assetto anche atomico delle cose. In Alaska vi sono 200 antenne d’argento alte 20 metri, capaci di emettere onde elettromagnetiche di una potenza impressionante, utilizzate persino per sondare il suolo lunare. HAARP viene utilizzato assieme alle scie chimiche per modificare il clima e quindi anche per scopi militari. Nessuno sa veramente di che cosa si tratta per cui se una fonte autorevole dice, no, noi non stiamo facendo questi esperimenti per questo motivo, ma lo facciamo per motivi difensivi e non turbiamo o alteriamo l’equilibrio ecologico di nessuno; tutti quanti tendono a crederci. Soltanto che negli ultimi 15 – 20 anni ormai questo livello di fiducia sulla parola incomincia a scadere un po’. Queste onde elettromagnetiche hanno la capacità di interferire e quindi addirittura di provocare delle alterazioni meteorologiche focalizzate in determinati punti. I russi sanno condizionare molto bene il clima, anche loro hanno delle possibilità, in questo senso, di creare dei fenomeni meteorologici; essi stessi hanno accusato proprio che certe situazioni meteorologiche di aridità, di siccità o di eccessiva pioggia o di eccessivo freddo potessero essere provocate artificialmente. Il progetto è partito nel 1999 e questo obiettivo di possedere il tempo meteorologico entro il 2025 a fini militari è un programma finanziato dall’aeronautica militare statunitense, non è finanziato da McDonald che vuole vendere gli hamburger. Se tanto mi dà tanto, se l’obiettivo finale è il 2025, attualmente deve essere stato registrato qualche risultato, altrimenti chi investe i soldi avrebbe già chiuso i rubinetti dei fondi. Quindi esistono già adesso delle capacità pratiche che possono essere sfruttate; dubito molto che ci sia qualcuno che intenzionalmente stia dirigendo queste armi contro un altro obiettivo. Dubito, non perché credo che gli uomini siano buoni, ma perché dubito che ne abbiano acquisito la capacità. Quello che si può attribuire ai russi si può attribuire agli Stati Uniti in maniera maggiore, perché li hanno superati in molti campi, ma si può attribuire anche ai cinesi, i quali intanto si stanno organizzando e attrezzando per questo; per cui se questo scienziato (si riferisce a Tom Bearden) (7) pensa che ci siano stati già negli anni ’70 degli episodi di utilizzazione di queste onde elettromagnetiche per produrre puntuali fenomeni atmosferici sul territorio degli Stati Uniti, io penso facendo la tara a quello che dice, dal punto di vista tecnico-scientifico già esiste questa capacità e questa possibilità; speriamo soltanto che non abbiano ancora raggiunto un livello tale, di stupidità e cattiveria, da impiegarlo realmente pensando di far fuori un obiettivo o un nemico circoscritto, senza allargare i danni ad altri che possono anche non essere nemici.”

Il generale inoltre conferma quanto detto dall’intervistatrice, nel concludere che si può “provocare, dal punto di vista climatico, una siccità in un paese, quando esiste l’intenzione di far andare via una popolazione che in qualche modo possa essere di peso, perché in quel Paese ci sono materie prime che interessano; un fatto che non si può assolutamente escludere e rappresenta un nuovo tipo di guerra.”

Queste dichiarazioni venivano rilasciate in una intervista del 2008 (8); oggi siamo nel 2011.

Nella sua autobiografia Tesla scrisse: “È deplorevole che una politica punitiva sia stata adottata, perché fra alcuni anni sarà possibile per le nazioni combattere senza armi per il possesso di una arma di gran lunga più terribile, dall’azione distruttiva da qualsiasi distanza e nessun potere terrestre può fermarne la distruzione.”

La conclusione?

Non siamo i registi, i burattinai; siamo solo gli inermi spettatori. Possiamo solo constatare che tali “signori della guerra” hanno una visione estremamente ristretta del mondo e delle vita, presi come sono nei loro giochi di potere. Credono di conquistare il mondo e invece lo stanno distruggendo; il mondo che non è loro. Appartiene a quell’uomo laggiù, in quel campo che zappa e vanga; lui conosce e ama veramente la terra su cui poggia i piedi. Loro sono rimasti bambini che si divertono a giuocare ai soldatini. Non saranno mai in grado di godersi la vita e il pianeta dove vivono, non ne avranno mai il tempo.

Noi, al contrario, almeno questo lo sappiamo e lo possiamo fare.

Note:

1. sciechimiche.org.

2. Aereo diffusore di scie al lavoro. Video: youtube.com.

3. img693.imageshack.us.

4. globalresearch.ca.

5. Fonte Capitolo: Pine Gap: Australia Area 51 The universal Seduction Book series angelfire.com.

6. MST Radar di Andoya.

7. The Final Secret of Free Energy.

8. Radio Base, 21 febbraio 2008, trascrizione di luogocomune.net.

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