Il valore scientifico della dieta Vegan

Fonte:www.promiseland.it

Ieri sera si é aperto ufficialmente il VeganFest e il nutrito programma ha attirato molte persone, fin dalla prima seguitissima conferenza dal titolo “Il valore scientifico della dieta Vegan”. Il relatore era il Dottor Giovanni Vasco Merciadri che in un lunga, articolata esposizione discorsiva ci ha spiegato l’interesse di avere delle abitudini alimentari Vegan.

Il Dottor Merciadri é vegetariano da più di ventisette anni, lavora per la A.S.L. 1 Toscana ed é fra gli organizzatori dei corsi di Medicine non convenzionali di Massa Carrara. Il primo corso ha avuto luogo l’anno scorso ed é stato un successo, quest’anno è alla seconda edizione e verrà rinnovato l’anno prossimo visto la grande affluenza registrata.

L’alimentazione Vegana é auspicabile sia per il benessere degli esseri umani che per il Pianeta. A questo proposito ha citato il Al Gore, anni fa candidato alla presidenza degli Stati Uniti, già senatore e vice Presidente di Bill Clinton, ora promotore di uno stile di vita più sano.

L’effetto serra é causato al 40% dall’allevamento animale che é da considerarsi una fabbrica al rovescio di proteine, ci vogliono infatti dieci proteine vegetali per produrre una proteina animale. La (s)proporzione spiega chiaramente l’assurdità di questa pratica.

La carenza di cibo che imperversa in certe aree della Terra é causata dalle scelte politiche planetarie.

In seguito ha parlato dell’evoluzione dell’uomo, sfatando la spiegazione che tutti conosciamo fin dalla scuola, cioè che l’uomo fu prima cacciatore, poi agricoltore e allevatore. Questa vecchia teoria ha fatto il suo tempo alla luce delle nuove scoperte e se esaminiamo gli esseri viventi più vicini a noi, i primati, ci accorgiamo che sono vegetariani.

Gli animali cacciatori, come i felini, sono invece molto diversi come caratteristiche fisiche (posizione degli occhi nel cranio, visione in bianco e nero, denti aguzzi per strappare le carni delle prede, digestione rapida, intestino corto, apparato digerente strutturato in maniera tale da digerire gli aminoacidi, ma anche riflessi rapidi per catturare la preda).

Gli animali erbivori invece hanno struttura diversa in quanto i denti piatti sono più adatti alla masticazione, il loro stomaco digerisce cellulosa e lignina, l’intestino è lungo fino a venti volte la misura del loro corpo.

Il terzo tipo di essere vivente è l’uomo, che ha una struttura fisica non adatta all’offesa, una visione stereoscopica e a colori per riconoscere i colori della frutta, il pollice opponibile per raccogliere le bacche e la sua dentatura è particolare in quanto fornita di dodici molari che servono a masticare i semi e che gli altri animali non hanno.

Nell’uomo le ghiandole salivari sono molto numerose e molto sviluppate, esse producono la ptialina, enzima che dà inizio alla digestione, la digestione continua poi nello stomaco ad opera dell’acido cloridrico, dove troveremo un ph più basso di quello dei carnivori (che non masticano e la cui digestione inizia direttamente nello stomaco in un ambiente molto più acido).

Anche il mito che l’uomo sia onnivoro è da sfatare, l’uomo è frugivoro, all’inizio raccoglitore, solo in seguito agricoltore e pastore.

La seconda fase dello sviluppo dell’uomo é quella contraddistinta “dall’ammasso”: cominciò a conservare i semi per consumarli nelle stagioni in cui non erano disponibili, solo in seguito ci fu la scoperta che nel terreno germinavano e davano origine ad altre piante.

Ci sono diversi siti archeologici importanti in Spagna e in Francia (grotte di Lascaux) dove sono stati rinvenuti graffiti con scene di caccia molto antiche che hanno fatto pensare a un consumo di carne già durante la preistoria, in realtà questi hanno indotto inizialmente in errore e si tende a credere ora che fossero rappresentazioni di riti iniziatici e mistici legati all’avvento dello sciamanesimo, quando cioè l’uomo si pose le domande: chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Da qui nacque l’abitudine di cibarsi dei grandi predatori per assumerne la forza. Dello stesso periodo anche lo sviluppo dell’antropofagia e della necrofagia, sempre ai fini di beneficiare della potenza altrui per aumentare la propria. Queste pratiche sono state rese possibili anche dalla scoperta del fuoco. Quindi l’antica usanza del consumo di carne deve essere letta più in chiave mistica, come rito magico, che come abitudine ricorrente.

Ma le abitudini alimentari sono realmente cambiate a partire dalla metà del 1800, quando anche gli strati più bassi delle popolazioni hanno voluto accedere al consumo di carne, fino ad allora visto come privilegio riservato ai ricchi. All’inizio del 1900 si arrivò addirittura alla creazione di un partito politico che promuoveva la carne e che portava avanti una campagna elettorale basata sulla promessa di garantire una bistecca al giorno a persona.

All’epoca si consumava una media di 3 chili di carne all’anno pro-capite, al giorno d’oggi siamo arrivati a 88 chili.

Con i progressi della scienza le vecchie malattie sono ben lontane dall’essere state debellate, le infezioni vengono tenute sotto controllo grazie ai farmaci, anche se si assiste ora ad una recrudescenza di AIDS, malaria e tubercolosi, considerate “malattie sociali”, a queste se ne sono aggiunte altre, non di origine infettiva, come il cancro, le malattie cardiovascolari e il diabete.

Queste malattie molto più diffuse oggigiorno dipendono dall’alimentazione. La carne é ricca di grassi saturi, che aumentano il colesterolo e la pressione, a questo si devono aggiungere tutta una seria di sostanze nocive che vengono ingerite quotidianamente:ormoni, a manzi e vitelli vengono dati gli ormoni della crescita, proibiti in Italia, ma se il bestiame proviene dall’estero è sufficiente smettere il trattamento una settimana prima della macellazione e dagli esami non risulterà che la bestia è stata trattata durante tutta la sua vita con queste sostanze;medicine date agli animali, per esempio i vitelli vengono resi anemici per avere la tanto richiesta carne bianca, un vitello viene macellato a sei mesi di vita, mentre fino a qualche decennio fa per avere un vitello lo si allevava fino ai tre anni di età, una bestia malata necessita di antibiotici, anche a scopo solo preventivo; nitrosamine, sostanze altamente cancerogene prodotte dalla digestione della carne, le persone che consumano carne sono molto colpite dal cancro all’intestino;sostanze nocive residue come i pesticidi usati in agricoltura che arrivano fino al nostro stomaco, fra gli agricoltori si osserva una forte incidenza di tumori, maggiore che in altre categorie di lavoratori, non in contatto con queste sostanze;altre sostanze nocive come conservanti, coloranti e additivi chimici aggiunti dall’industria alimentare con altri scopi.

Di pari passo c’è stato un calo del consumo di vegetali, con conseguente minore assunzione di vitamine, sali minerali, fibre. La minore assunzione di fibre è anche conseguenza diretta del consumo di prodotti sempre più raffinati (farine, zucchero, cereali…), con conseguenti tumori intestinali.

Il pesce non è migliore, anzi, inizia subito la sua decomposizione producendo ammoniaca, sostanza non benefica alla salute e per di più avendo una catena alimentare più lunga diventa deposito di metalli pesanti altamente dannosi.

A proposito dei pesticidi il Dottor Merciadri ha portato l’esempio di quello usato contro la mosca delle olive. Questo prodotto è cancerogeno (provoca tumori) e mutogeno (fa nascere i figlioli malformati). E ci ha spiegato che quando lui esamina gli agricoltori per il rinnovo del patentino, nell’ambito del suo lavoro, sconsiglia loro di usarlo. A questo proposito una persona tra il pubblico ha testimoniato che è la Coldiretti stessa che ne consiglia l’uso (!!!).

L’uomo impiega vent’anni per completare il suo sviluppo, la vita media osservata nel mondo animale è di sette volte il periodo necessario allo sviluppo. Per l’uomo questo periodo dura vent’anni, quindi la nostra vita media dovrebbe essere di 120-140 anni, invece la sola ragione per la quale la vita media si è allungata è che le infezioni sono diminuite.

Sempre più medici sono favorevoli all’alimentazione Vegana, anche grandi nomi come il Professor Umberto Veronesi direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano e il Professor Generoso Bevilacqua dell’Istituto Toscano Tumori di Pisa eminenti oncologi.

Per quanto riguarda la questione “B12” il soggetto è stato affrontato sul finire della conferenza con una spiegazione riguardante più che altro il suo mal assorbimento, situazione nella quale qualunque individuo può trovarsi perché il consumo di carne e alcolici rovina l’ambiente favorevole nello stomaco.

Al giorno d’oggi sempre più persone assumono quotidianamente e con troppa facilità pastiglie per la pressione, per il colesterolo, per il diabete, creando costi enormi alla Sanità, ma se vogliamo continuare a beneficiare dell’assistenza gratuita dovremo rivedere i nostri comportamenti e cominciare a fare seriamente della prevenzione.

L’unica terapia vera è la prevenzione e questa comincia dall’alimentazione.

Ho cercato di riassumere questa interessantissima conferenza d’apertura, che è stata molto istruttiva, perché ha toccato i punti salienti della questione VEG si-VEG no in maniera chiara e comprensibile per tutti, il pubblico presente era molto attento e alla fine ha gratificato l’intervento del Dottor Merciadri di un lungo e ben meritato applauso.

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