Intervista a Maurizio Baiata: gli alieni mi hanno salvato la vita

 Fonte: Ufoonline   

Continuano le interviste sul nostro sito. Questa volta Davide Veraldi ha parlato con Maurizio Baiata giornalista investigativo di lungo corso, ex direttore editoriale della rivista Area 51, e ufologo di fama. In passato ha curato l’edizione italiana di vari libri quali “Il giorno dopo Roswell” e “l’Alba di una nuova era” del colonnello Philip Corso, e “Afferrando il cielo” del famoso insider Michael Wolf. Durante il convegno ufologico sulle abduction nel 2007 (Milano) raccontò di come respingere un tentativo di abduction avvenuto nella sua camera da letto durante il 1999. Insomma una vita movimentata segnata dagli extraterrestri.

Oggi a distanza di anni esce il primo libro: Gli alieni mi hanno salvato la vita.

Ne parla con noi in una chiaccherata che pubblichiamo molto volentieri.

Di Davide Veraldi per Ufoonline.it

 Maurizio cominciamo da una domanda essenziale, cosa ti ha spinto a scegliere questo titolo?

 Mi trovavo in una condizione umana assai particolare. Ero ad Awhatukee, nei pressi di Phoenix e trascorrevo ogni giorno con gioia, ma anche con una sensazione di premonizione per qualcosa che di lì a breve sarebbe accaduto. Un distacco improvviso e lacerante, che poi è avvenuto, dalla realtà nella quale mi trovavo. O sarebbe meglio dire credevo di trovarmi. L’ispirazione del titolo è giunta improvvisamente una mattina presto. A un libro non si può dare un titolo prima ancora di averlo scritto ed ero solo al quarto capitolo. Raccontavo la mia vita e tornavo indietro nel tempo. La memoria a tratti arrivava a lunghi flash apparentemente slegati fra loro che scaturivano naturalmente, a tratti mi obbligava a fermarmi e cercare di pensare razionalmente. L’idea era quella del “Mosaico” che si andava componendo. E improvvisamente, in Inglese, mi sono detto: “What really happened to me”? Cosa davvero mi è successo, come ho fatto ad arrivare sin qui? La risposta è stata “Because Aliens Saved My Life”, perché gli alieni mi hanno salvato la vita. Piangevo. Il titolo è nato così dentro di me, grazie anche a chi in quel momento mi stava vicino.

In una nota sul tuo profilo Facebook hai accennato di una regressione cosciente, avvenuta con la dottoressa Ruth Hover che ti ha riportato a quel tentativo di abduction, ed in un secondo momento alla notte del 1971 quando avesti un incidente stradale.

Puoi raccontarci le due storie brevemente?

La regressione ipnotica – molto leggera, in pratica assai simile ad una normale conversazione – è stata eseguita nel Giugno 2010 dalla dottoressa Hover, che conoscevo già da almeno tre anni e con la quale avevo parlato del mio ricordo cosciente dell’esperienza di “abduction troncata”. In seguito alla regressione ho appreso quanto non avevo “visto” coscientemente durante l’incontro con tre esseri grigi avvenuto in una notte del 1999 a Roma. L’esperienza non era terminata con il mio scortese rifiuto a seguirli, ma era continuata in un altro ambiente dove esseri non umani hanno operato su di me.L’ho visto con i miei occhi e lo descrivo esaurientemente nel libro.

Quali legami hai riscontrato tra la tua esperienza di premorte del 1971 e l’incontro con gli alieni nel 1999?

Ho scoperto che esiste un collegamento fra le due esperienze, quella di pre-morte (NDE) e di OBE (fuori dal corpo) avvenuta a seguito dell’incidente stradale del 1971, rispetto a quella dell’incontro con i grigi. Se è concepibile un percorso nell’esistenza umana seguito da altre intelligenze, credo di essere stato seguito sin da piccolo e che la “loro” presenza si sia esplicata in diversi momenti della mia vita, che solo adesso sono in grado di ricollegare.

Puoi raccontarci la breve storia di M.B. la tua cara amica romana che avresti riconosciuta nella tua regressione?

M.B. è una experiencer. Ha vissuto fenomeni di abduction da sempre ed è stata sempre combattuta e spaventata dalle modalità delle apparizioni aliene nella sua vita. Ne abbiamo parlato per anni e, risiedendo entrambi negli Stati Uniti, ci siamo incontrati e confrontati più volte, prima della mia regressione. M.B. era convinta che la mia esperienza non si fosse conclusa come io ricordavo coscientemente ed aveva ragione. Pertanto le nostre vite si sono intrecciate, seppure a distanza. M.B. attualmente è in contatto con Corrado Malanga, che segue il suo caso da diversi anni.

Qual é il libro che Ruth ti ha consigliato di leggere e a cosa si riferiva quando ti scrive:

“Sapevi che i due esseri alti che sono con te hanno occhi dorati? Sono alti, magri e le iridi dei loro occhi sono color oro!!!”?

Purtroppo ho lasciato il libro a Los Angeles e non ne ricordo il titolo. Riguarda un UFO crash pressoché ignorato in altri Paesi. Ritengo che la dottoressa abbia voluto sottintendere che saranno necessarie nuove sedute di regressione ipnotica, probabilmente più profonda, per far emergere ulteriore vissuto rimasto sepolto nel mio subconscio. Spero di poterla incontrare presto e andare avanti con questo lavoro su di me.

In particolare cosa vuoi comunicare ai tuoi lettori con questo libro?

Di non aver paura delle esperienze, perché sono intimamente legate alla nostra esistenza fisica e apparentemente non fisica. La chiave per accedervi ci è stata data all’inizio della nostra vita terrena. Con Mary Rodwell, che ritengo fra i più validi ricercatori mondiali, sostengo che tutto sia collegato all’origine della nostra esistenza attuale e con nostre vite precedenti. Viene da chiedersi, senza alcuna paura, il perché viviamo queste esperienze e non le capiamo. Le viviamo perché è nel nostro umano destino, dominato da una dualità che non traspare dal comportamento dei nostri visitatori. Essi sono totalmente coerenti nell’unità e nell’interazione con noi. Probabilmente oggi quanto essi hanno seminato nei secoli nel genere umano è giunto a maturazione. Una moltitudine di individui umani sente la propria diversità e la non appartenenza alla specie umano/terrestre. Questi esseri umani sono già evoluti di per sé, sentono che la Trasformazione è in atto e sono pronti ad esserne maggiormente protagonisti per aiutare chi, invece, non può esserne ancora cosciente.

Dopo questa presa di coscienza è cambiata la tua vita?

Sì, è cambiata nella mia interiorità e mi sta consentendo, per quello che posso, di aiutare gli altri. Lo sento avvenire ad ogni occasione di incontro in pubblico. Può essere che solo una o due persone, fra una cinquantina e oltre, ad esempio, sentano e risuonino con quello che sto narrando e descrivendo. Per me basta e avanza. Non pretendo di andare in TV e fare proseliti non mi interessa. Nelle conferenze descrivi la storia dell’Ufologia a mio modo e mi concentro molto sulle esperienze di Contatto, poi lentamente arrivo alla mia esperienza e, nel finale, ci ragiono, la rivivo perché è strettamente legata al titolo del libro e sento l’obbligo di esporre le ragioni che mi hanno portato alle mie scelte, soprattutto alla diversa posizione che oggi ho ed esprimo in merito alle Abductions. Il fondamento di tutto è la Risonanza.

Hai trovato una risposta risolutiva sul tuo incontro con quegli esseri?

No. Credo sia un bene non avere risposte. La ragione non spiega, cozza anzi contro il muro eretto a difesa dei poteri costituiti, a partire dalla religione. Dobbiamo mettere in discussione tutto e ripartire da capo nel nostro percorso umano, sapendo che ci attendono momenti molto oscuri, ma che ne usciremo. Ho un consiglio da dare. Quando e se ci dovessimo trovare bloccati e immobilizzati nel nostro letto, impossibilitati a qualsiasi reazione fisica che ci liberi dalla “morsa” di un incontro che vorremmo non stesse accadendo… proviamo a rilassare il corpo. Lasciandolo andare senza combattere contro una forza che ci sovrasta. Abbiamo un mezzo per comunicare, che non può essere bloccato né prima né durante l’esperienza: la nostra mente. Allora formuliamo noi telepaticamente una domanda da rivolgere a loro: “Cosa posso fare per voi?” e attendiamo la risposta. Il Contatto incomincia perché non siamo vittime, ma gestiamo noi una parte del gioco.

Maurizio pensi in futuro di ritornare a lavorare in Italia?

Vivo giorno per giorno. Ho avuto la splendida opportunità di vivere in Arizona per due anni molto intensamente. Sono grato a chi me ne ha dato la possibilità. Oggi, se mi interrogo sul mio futuro non ho una risposta. Suppongo che la mia permanenza in Italia si estenderà ancora per qualche tempo. Ma possono esserci sorprese e il rientro negli USA è ciò che auspico, anche se so che nulla è e mai sarà come gli anni 2009/2010 vissuti a Phoenix, Arizona.

Cosa porterai nella tua “valigia” al rientro negli Stati Uniti?

Vorrei riportare Comprensione, Condivisione, Apertura e la Speranza in un mondo migliore.

Ti ringrazio per questa conversazione tra “amici” e spero presto di sentirti e perché no magari prenderci quella buona tazza di caffè.

Davide Veraldi

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