Terremoto, tsunami e allarme nucleare in Giappone, un cocktail esplosivo in piena crisi energetica. Coincidenza?

tratto da: http://www.vocidallastrada.com

Non bisogna dimenticare che il controllo del clima e, specificamente, il controllo dei fenomeni climatici come terremoti o tsunami sono possibili da molto tempo, la stessa ONU ha elaborato, nel 1977, una risoluzione per vietare lo sviluppo di tecniche di modificazione del clima, per il rischio del suo uso con scopi bellici o ostili.

Fonte: Antimperialista

Dopo uno dei più grandi terremoti che abbia mai scosso la terra, che casualmente si è verificato in una delle coste del Giappone dove ci sono un gran numero di centrali nucleari, le informazioni che stiamo ricevendo da parte dei media occidentali si concentrano quasi esclusivamente, sul pericolo di possibili fughe radioattive dalle centrali colpite dal terremoto, lasciando in secondo piano il fatto che vi sono ancora migliaia di dispersi e che i danni subiti stanno mettendo in grosse difficoltà la vita di decine di migliaia di giapponesi.
L’attenzione che le corporazioni mediatiche occidentali danno al pericolo nucleare in Giappone, ed il modo di affrontarlo, ci può dare qualche indizio sul fatto che esistono interessi nascosti dietro questa tragedia, dato  che queste multinazionali della (dis)informazione non sono altro che strumenti creati e finanziati per difendere gli interessi dei grandi oligarchi del capitalismo,

gli argomenti trasmessi e il modo di farlo (creando allarme sociale) in nessun caso hanno come obiettivo favorire le grandi maggioranze, ma quello di proteggere gli interessi dei primi di fronte alle richieste dei secondi. Per questo non abbiamo il minimo dubbio che dietro la grande attenzione sui rischi nucleari in Giappone data da questi mass media si nascondano interessi occulti per il grande capitale internazionale, se così non fosse, avrebbero semplicemente nascosto le informazioni come fanno tante volte (il caso della Libia è un recente esempio, dove i mass media non dicono assolutamente nulla delle massicce manifestazioni di sostegno all’attuale governo).

Politici e governi reazionari, come quello di Sarkozy in Francia stanno anche approfittando della catastrofe giapponese per estendere il panico nucleare in tutto il mondo. “Per il governo francese, il rischio di incidente nucleare in Giappone è “estremamente alto” e gli ultimi sviluppi sembrano portare ad una catastrofe nucleare” (Fonte RTVE)
Sospettosamente, tutto sembra rispondere ad una sceneggiatura prestabilita: Il più grande terremoto che ha scosso il Giappone, che curiosamente non si poteva prevedere nonostante la tecnologia esistente nella terza economia mondiale, provoca un terribile tsunami che porta via la costa nord est del Giappone. Casualmente questa zona è un luogo dove si trovano un gran numero di centrali nucleari. Dopo poche ore, i mass media occidentali cominciano a creare un allarme mondiale sui rischi di possibili fughe nelle centrali nipponiche e l’UE annuncia riunioni d’emergenza per affrontare la questione dell’energia nucleare. Tutto questo, in piena crisi energetica, motivata dalle rivolte manipolate nel nord d’Africa e il Medio Oriente, che ha innalzato il prezzo del greggio.
D’altra parte, richiamano l’attenzione anche alle parole del cancelliere tedesco, Angela Merkel, fedele difensore degli interessi del capitalismo internazionale,che poche ore dopo la tragedia, ha concentrato il dibattito sulla sicurezza delle centrali nucleari: “Quanto avvenuto in Giappone è un punto d’inflessione per il mondo”“la Germania rivedrà i suoi standard sulla sicurezza nucleare e centrali atomiche di fronte all’incidente registrato in uno stabilimento giapponese”, ha annunciato Angela Merkel (Fonte: emol.com).
Anche in questo senso si trovano le dichiarazioni del vicesegretario delle Comunicazioni del Partito Popolare Spagnolo, Esteban Gonzalez Pons, che ha detto che “la catastrofe giapponese mette in dubbio la sicurezza di tutte le infrastrutture in Europa, incluso quelle del nucleare, ma non la loro natura o utilità” e  ai giornalisti ha detto che si devono “prendere misure di sicurezza necessarie per prevenire circostanze di tali caratteristiche o anche di maggior gravità, se fosse possibile” (Fonte: adn.es).

Potrebbero queste misure, se attuate, servire per prolungare la cosiddetta vita utile delle centrali nucleari che molti governi avevano promesso di chiudere? (ricordiamo  la capacità dell’Impero di usare situazioni apparentemente ostili a proprio beneficio: cambiamento climatico, terrorismo, ecc)
Oppure, al contrario, mira a far si che il Giappone ed altri paesi abbandonino l’energia nucleare per renderli ancora più dipendenti dal petrolio, di fronte ad una possibile invasione imperialista della Libia, nona produttrice di petrolio nel mondo?

Dovremo aspettare gli avvenimenti per sapere dove si sta puntando, quello che è certo è che “qualcosa puzza” nella crisi nucleare provocata dal terremoto-tsunami del Giappone, in piena crisi energetica, provocata a sua volta dall’ingerenza imperialista nel Nord Africa e nel Medio Ambiente. Sfortunatamente, è di nuovo l’umanità che paga il maggior prezzo.
Un’altra sospetta coincidenza è che questo disastro, che sta facendo crollare l’economia nipponica, si sia verificata proprio una settimana prima della riunione a tre tra la Cina, il Giappone e la Corea del Sud, al fine di promuovere la cooperazione regionale in Asia nordorientale, una cooperazione che potrebbe ridurre notevolmente i benefici di cui gode attualmente l’occidente, a causa della “cooperazione (investimenti e esportazioni) che da decenni realizza in questa zona. (http://antimperialista.blogia.com/2011/031201-un-terrible-terremoto-asola-japon-una-semana-antes-de-una-reunion-historica-entr.php)

Non dobbiamo dimenticare che il controllo del clima, e specificamente, il controllo dei fenomeni climatici come terremoti o tsunami sono possibili da molto tempo, la stessa ONU ha elaborato, nel 1977, una risoluzione per vietare lo sviluppo di tecniche di modificazione del clima, per il rischio del suo uso con scopi bellici o ostili. Lo stesso Comitato Internazionale della Croce Rossa fa riferimento a tale risoluzione. E’ importante ricordare anche che gli USA mantengono dalla fine della Seconda Guerra Mondiale un’ importante base militare nell’arcipelago di Okinawa, dove ci sono niente di meno che 50.000 marines, da dove, prima del lancio delle bombe atomiche, pianificarono di attuare tecniche per la modificazione del clima attraverso l’uso di esplosioni nucleari sottomarine, per provocare terremoti e tsunami, approfittando della grande attività sismica della zona, con l’obiettivo di destabilizzare il regime nipponico, progetto che all’epoca era stato scartato perché fu considerato più pratico l’uso di bombe nucleari sulla popolazione civile.
Traduzione a cura di VANESA


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