Arriva la “Katrina globale”: una tempesta solare distruggerà le telecomunicazioni
Le aurore boreali sono il ‘classico’ esempio di cosa accade quando il campo magnetico terrestre viene investito da una tempesta solare, un flusso di particelle emesse dal plasma del Sole durante le eruzioni solari. A preoccupare gli scienziati sono però le intensità di queste tempeste, che sono in grado di interagire con i sistemi di comunicazioni e mandarli in tilt.
Perché preoccuparsi ora degli effetti delle eruzioni solari sul nostro pianeta? La risposta che danno gli astronomi è semplice, ma affatto rassicurante: il Sole è caratterizzato da un ciclo di attività che dura circa 22 anni, cioè ogni 11 anni circa fasi di alta attività solare si alternano a fasi di bassa attività, variando così le intensità delle energie e del materiale elettromagnetico che giunge a contatto con il campo magnetico della Terra.
Ora che la nostra stella sta entrando in una fase di alta attività potremmo ritrovarci vittime di una ‘katrina globale’, una tempesta solare talmente violenta da produrre danni ai satelliti in orbita e di conseguenza sia alle telecomunicazioni che al traffico aereo per miliardi di euro.
John Beddington, capo scientifico del governo britannico, ha spiegato che “la storia del tempo solare va considerata seriamente. Abbiamo avuto un periodo di relativa quiete, ma non possiamo aspettarci che ciò continui”, poiché ora che l’umanità dipende in maniera così forte dalla tecnologia il doversene separare bruscamente arrecherebbe seri danni, anche economici. Beddington ha poi sottolineato come “la situazione è cambiata. Dobbiamo pensare a come prevedere e categorizzare i cambiamenti del tempo spaziale, per poter definire degli allarmi e delle risoluzioni di tali problematiche”.
Le eruzioni solari emettono radiazione ultravioletta e raggi X che giungono sulla Terra nell’arco di pochi minuti, creando i primi danni all’elettronica dei satelliti e alle comunicazioni radio. Tra i 10 e i 20 minuti successivi all’eruzione giungono invece le particelle cariche, che danneggiano ulteriormente i satelliti, fino all’arrivo tra le 15 e le 30 ore del plasma solare, che produce le aurore boreali per interazione con il campo magnetico terrestre, plasma che se particolarmente energetico può indurre fenomeni elettrici nelle linee elettriche, con conseguenti blackout e disagi.
“Il problema non è se la tempesta arriverà, ma solo quando e quanto sarà intensa”, ha osservato Jane Lubchenco, capo della U.S. National Oceanic and Atmospheric Administration, che ha aggiunto “L’ultimo massimo del ciclo solare si è avuto circa 10 anni fa, quando il mondo era un luogo molto diverso da come lo conosciamo”, infatti molta della tecnologia di cui oggi disponiamo, e da cui spesso dipendiamo, come i telefoni cellulari o i dispositivi GPS, andrebbero distrutti.
Se la tempesta solare del 1972 osservata dalla Nasa interruppe le comunicazioni telefoniche e quella del 1989 provocò la distruzione di una linea di trasmissione elettrica nelle province canadesi del Quebec, in tempi recenti ma dove la tecnologia non era ancora così radicata nelle nostre abitudine quotidiane, non sono di certo stimabili i danni, non solo economici, che una violenta tempesta solare potrebbe produrre nel moderno e ‘tecno-dipendente’ che conosciamo: sarà il caso di rispolverare carta e penna e abbandonare ‘l’amato’ smartphone?
Fonte: http://www.blitzquotidiano.it