“ Per trovare qualcosa che corrisponda alla lezione offertaci dalla teoria atomica dobbiamo rivolgerci a quel tipo di problemi epistemologici che già pensatori come Buddha e Lao-Tzu hanno affrontato nel tentativo di armonizzare la nostra posizione di spettatori e attori a un tempo del grande dramma dell’esistenza.”
Niels Bohr(1885-1962), fisico danese, premio Nobel per la fisica.
“ C’era qualcosa senza forma e perfetto prima che si originasse l’universo. Esso è sereno. Vuoto. Solitario. Immutabile. Infinito. Eternamente presente. Esso è la Madre dell’universo. Per mancanza di un nome migliore io lo chiamo Tao. Esso fluisce attraverso tutte le cose, dentro e fuori, e ritorna all’origine di tutte le cose. Il Tao è grande, l’universo è grande, la Terra è grande, l’uomo è grande. Questi sono i quattro grandi poteri. L’uomo segue la terra, la Terra segue l’universo, l’universo segue il Tao. Il Tao segue solamente sé stesso.
“ La natura è rivelazione in sé stessa. In natura si manifestano forze visibili ed invisibili che influenzano le cose, i fenomeni, l’uomo. Shen sono tutte le forze soprasensibili. Shen è qualsiasi energia o forza soprasensibile che vivifica la natura. Shen è qualsiasi energia o forza soprasensibile che influisce sulla vita umana. Shen sono gli aspetti più sottili dell’individuo umano, il Qi più puro, più evanescente. Lo spirito come coscienza. L’autentica conoscenza di sé e delle cose.
(Tao Te Ching)
E’ ormai risaputo che, con la nascita della meccanica quantistica, ogni precedente certezza riguardo al mondo fisico e materiale nel quale viviamo è stata messa in discussione. Quando negli anni venti il gruppo di Copenaghen istituito da Niels Bohr si riunì per discutere di alcuni esperimenti fisici non collocabili nell’ambito della meccanica classica, il dibattito scientifico si trasformò in un vero e proprio dibattito filosofico. Il nuovo modello matematico, che sfociò in quello che attualmente è conosciuto come Meccanica Quantistica, presentava problemi di carattere filosofico, in primis, quello del ruolo della COSCIENZA dell’osservatore nel comportamento delle particelle e quindi della materia che ci circonda, tema di cui si è già parlato nel post: Interferenza Quantistica
Un altro interessante paradosso della meccanica quantistica è quello meglio conosciuto comeEntanglement, parola inglese traducibile come “intreccio-non-separabile” e si riferisce ad un interessantissimo quanto mai inspiegabile (attraverso le nostre categorie mentali) fenomeno che avviene tra le particelle.
Due oggetti, due elettroni, creati contemporaneamente, sono in empatia tra loro. Se si invia uno dei due dall’altro lato dell’universo, poi su uno di loro si fa qualcosa di nuovo, l’altro risponde istantaneamente, subendo l’effetto del cambiamento sul primo elettrone.  Allora o l’informazione viaggia infinitamente rapida oppure in realtà i due elettroni sono ancora connessi tra di loro.
L’esempio classico usato per descrivere l’Entanglement quantistico è un sistema costituito da due elettroni appartenenti allo strato più esterno di un atomo, che hanno la caratteristica di mantenere i loro spin sempre in direzione opposta. In parole più semplici, in una stessa zona intorno al nucleo atomico, i due elettroni devono essere orientati in modo opposto per poter stare in quella stessa zona.
elettroni_spin
Quello che è stato osservato negli esperimenti è, che essendo i due elettroni in questione entangled, cioè collegati, qualunque sia il valore dello spin assunto da una delle due particelle, il corrispondente valore assunto dall’altra particella è sicuramente opposto al primo e questo non accade solo quando i due elettroni sono vicini, ma accade qualunque sia la distanza tra i due, da pochi nanometri ad anni luce.
Per esempio nel 2008 un gruppo di ricercatori dell’Università di Ginevra ha lanciato due fotoni entangled dall’università fino a due paesi vicini, attraverso un tunnel quantistico in fibre ottiche che non interferiva con le singole particelle. Dopo un viaggio di quasi 18 km, si è dimostrato che cambiando lo stato di uno dei due fotoni, il suo gemello cambiava il suo stato simultaneamente. I due fotoni cambiano stato simultaneamente!!
Le particelle sono correlate, sono entangled così com’era tutto collegato al momento del big bang e ciò significa che tutto si sta ancora toccando… Lo spazio è solo l’artificio che ci da l’illusione che le cose siano distanti tra loro…
L’entanglement quantistico costituisce una difficoltà, dal punto di vista epistemologico, per la teoria quantistica, in quanto è incompatibile con il principio apparentemente ovvio e realistico della località, per il quale il passaggio di informazione tra diversi elementi di un sistema può avvenire soltanto tramite interazioni causali successive, che agiscano spazialmente dall’inizio alla fine. Ad esempio, secondo il principio di località, il mio pugno può colpire il tuo naso solo se io sono abbastanza vicino a te, o se sono in grado di mettere in moto meccanismi che, passo dopo passo, giungano fino al tuo naso.
Nel corso degli anni, tuttavia,  le applicazioni di questo fenomeno non hanno fatto che confermare il collegamento esistente tra la materia tanto che l’entanglement quantistico è alla base di tecnologie emergenti come i computer quantistici e la crittografia quantistica, ed ha permesso esperimenti relativi al teletrasporto quantistico.
L’entangelment ci dimostra che TUTTO è collegato. La differenza con il passato è che prima ci veniva semplicemente detto che il collegamento esisteva; attraverso un gergo tecnico come “dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali” ci veniva detto che un’azione compiuta qui ha un effetto là. I nuovi esperimenti, però, ci fanno fare un ulteriore passo avanti. Le ricerche dimostrano che possiamo usare la connessione consapevolmente e questo spalanca le porte alla possibilità di farci attingere allo stesso potere che fa muovere l’universo.
Attraverso il collegamento che unisce tutte le cose, la “sostanza” di cui è fatto l’universo (onde e particelle di energia) sembra infrangere le leggi spazio-temporali fin ora conosciute. Sebbene i dettagli sembrino fantascientifici, si tratta comunque di dati molto concreti.
Dal DNA del corpo umano agli atomi che costituiscono l’universo, gli elementi naturali sembrano scambiarsi informazioni più rapidamente della velocità della luce, cioè più velocemente di quanto Einstein avesse predetto.
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