Fonte: "Archeogenesi" di Federico Bellini 

Spirito, moltitudine di Esseri ed Entità

Sappi che ogni condizione dell’essere, dipenda essa dalla virtù, dalla passione o dall’ignoranza, non è che una manifestazione della Mia energia. In un certo senso Io sono tutto, ma rimango indipendente. Non sono soggetto alle influenze della natura materiale, poiché esse sono in Me.” Parole di Krishna tratte dalla Bhagavad Gītā.

Premessa

Noi siamo Energia, Energia Vitale che impiega l’involucro di un corpo fisico per imparare a crescere. Nella filosofia tibetana e nel tantra, si dice che esistano dieci tipi di energia vitale o di venti sottili, che scorrono attraverso i sessantaduemila canali energetici del corpo. In questi canali, simili a vene, fluiscono le energie vitali che sostengono la vita. Tre canali principali corrono verticalmente dalla corona della testa fino ai genitali, intersecandosi con i cinque centri energetici (chakra) della corona, della gola, del cuore, dell’ombelico e dei genitali. Tutti gli altri canali energetici minori, escono da questi centri e permeano il corpo intero. A livello più sottile, la mente sottile e l’energia vitale sono considerate un’unica entità. I dieci tipi di energia vitale comprendono: le cinque energie interne che influenzano la motilità del corpo e le cinque energie esterne, che hanno effetti specifici sulla motilità esterna del corpo. Le prime sono le energie vitali associate ai cinque elementi (Terra, Acqua, Fuoco, Vento e Spazio) e ai loro rispettivi colori e toni (Giallo, Bianco, Rosso, Verde e Blu). Le secondo comprendono il respiro vitale, il movimento muscolare, la digestione, il movimento semiotico/vocale e il movimento collegato alla riproduzione e al ricambio. Di solito, negli individui che non abbiano coltivato queste pratiche, l’energia vitale e la mente sottile si diffondono attraverso i canali energetici destro e sinistro e giungono a permeare l’intera rete di canali minori del corpo. L’energia vitale dissipata è nota come energia vitale delle azioni passate, dove predomina un influenza oscura e spesso di incerta origine. Tuttavia quando si applicano determinate pratiche, vengono sciolti i nodi che bloccano i vari movimenti nei centri energetici situanti nel canale energetico centrale, e sia l’energia vitale sia il corpo sottile, entrano, permangono e si dissolvono raggiungendo una saggezza o completa fusione: la mente buddhica. Benché tutti gli esseri senzienti siano in grado di raggiungere questa perfezione, la confusione psicologica, le illusioni mondane e le interferenze interne ed esterne, corrompono la mente, impedendo la naturale espressione di questo potenziale innato. E’ chiaro che una volta raggiunta questa consapevolezza di se, anche a livello fisico, se si vuole conservare una buona salute è importante, secondo la tradizione medica tibetana, che l’energia vitale resti in perfetto equilibrio.

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Gli Elementi nel pensiero Greco

La parola greca per elementi, stoicheia, al singolare stoicheion, significa senso di principio, inizio. Nella tradizione ellenica gli elementi sono quattro: la Terra, l’Acqua, il Fuoco e l’Aria. Rappresentano nella filosofia greca, nell’aritmetica, nella geometria, nella medicina, nella psicologia, nell’alchimia, nella chimica, nell’astrologia e nella religione i Regni del Cosmo, in cui tutte le cose esistono e si manifestano. Platone sembra essere il primo che si riferisce ai quattro elementi con il termine stoicheion, rifacendosi alla loro origine pre-socratica. Essi infatti si trovano già elencati dal filosofo ionico Anassimene di Mileto (VI secolo a.C.) e poi da Empedocle (ca. 450 a.C.), il quale li chiama rizòmata (“radici”, rizoma al plurale) di tutte le cose, immutabili ed eterne, dove l’unione di tali radici determina la nascita delle cose e la loro separazione, la morte. Si tratta perciò di apparenti nascite e apparenti morti, dal momento che l’Essere (le radici) non si crea e non si distrugge, ma è soltanto in continua trasformazione. L’aggregazione e la disgregazione delle radici sono determinate dalle due forze cosmiche e divine: Amore e Discordia (o Odio), secondo un processo ciclico eterno. In una prima fase, tutti gli elementi e le due forze cosmiche sono riunite in un Tutto omogeneo, ma ad un certo punto, sotto l’azione della Discordia, inizia una progressiva separazione delle radici. L’azione della Discordia, non è ancora distruttiva, dal momento che le si oppone la forza dell’Amore, in un equilibrio variabile che determina la nascita e la morte delle cose, e con esse quindi il nostro mondo. Quando poi la Discordia prende il sopravvento sull’Amore, e ne annulla l’influenza, si giunge al Caos, dove regna la Discordia e dove è la dissoluzione di tutta la materia. A tal punto il ciclo continua grazie ad un nuovo intervento dell’Amore che riporta il mondo alla condizione intermedia in cui le due forze cosmiche si trovano in nuovo equilibrio, e che dà nuovamente vita al mondo. Infine, quando l’Amore si impone ancora totalmente sulla Discordia si ritorna alla condizione iniziale; da qui il ciclo ricomincia. Il processo che porta alla formazione del mondo è quindi una progressiva aggregazione delle radici che si evidenzia nella vita degli esseri viventi. Empedocle, sosteneva che i processi della percezione sensibile e della conoscenza razionale, fossero possibili solo in quanto esisteva una identità di struttura fisica e metafisica tra il soggetto conoscente, ossia l’uomo, e l’oggetto conosciuto, ossia gli enti della natura. Sia l’uomo che gli enti erano formati da analoghe mescolanze quantitative delle radici ed erano mossi dalle medesime forze attrattive e repulsive. Questa omogeneità rendeva possibile il processo della conoscenza umana, infatti così affermò Empedocle: «noi conosciamo la terra con la terra, l’acqua con l’acqua, il fuoco con il fuoco, l’amore con l’amore e l’odio con l’odio». A questi quattro elementi Aristotele ve ne aggiunse un quinto (la quintessenza medioevale) che egli chiamerà Etere e che costituisce la materia delle sfere celesti.

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Gli Elementi nelle altre Filosofie

Nella letteratura Pali, i mahabhuta (“grandi elementi”) o catudhatu (“quattro elementi”) sono Terra, Acqua, Fuoco e Aria. Nel primo buddhismo, erano alla base per la comprensione della sofferenza e per la liberazione dell’uomo, dove gli insegnamenti del Buddha riguardanti i quattro elementi, venivano raggruppati come base delle reali sensazioni, intensi come “caratteristiche” o “proprietà”. I suoi insegnamenti dicono che ogni cosa è composta da otto tipi di ‘kalapas’, il cui gruppo principale è composto dai quattro elementi, mentre il gruppo secondario è composto da colore, odore, gusto e alimento, derivati dai primi quattro elementi. E’ in questo contesto che gli insegnamenti del Buddha precedono quelli dei quattro elementi nella filosofia greca. Nella tradizione ebraica, invece, è ampia la sapienza sui quattro elementi di cui se ne riportano tanto la simbologia, quanto le corrispondenze nella Creazione. Oltre allo Zohar, il testo più importante che ne tratta l’argomentazione secondo l’interpretazione mistica ebraica, vi è il Sefer Yetzirah, la cui sapienza risale ad Avraham: questo testo argomenta il confronto tra le Sefirot, i quattro elementi, le lettere ebraiche, i pianeti, i segni zodiacali, i mesi e le parti del corpo umano. Se ne discute anche in altri testi di Qabbalah ed è oggetto di studio tra i principali del percorso esoterico ebraico definito Ma’asse Bereshit, lo Studio dell’Opera della Creazione. Lo Zohar afferma che i quattro elementi, Fuoco, Acqua, Aria e Terra, corrispondono ai quattro metalli (oro, rame, argento e ferro), mentre un’ulteriore corrispondenza è quella dei punti cardinali: Nord, Sud, Est e Ovest. Dopo averne descritto i rapporti, lo Zohar continua l’esposizione ammettendo che, come si contano così 12 elementi, si possono contare 12 pietre preziose corrispondenti alle dodici tribù d’Israele, cosa confermata poi dagli Urim e Tummim. Con lo studio della Torah l’uomo si eleva al di sopra dei quattro elementi dominandoli anche nel proprio corpo e talvolta, in questo, si collega alle quattro figure della Merkavah. Tutto questo porterà poi all’atto finale del cristianesimo, dove le figure dei 4 cavalieri dell’Apocalisse saranno associate ai 4 elementi naturali che daranno inizio alla fine del mondo.

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La quintessenza

L’Etere, sinonimo di quintessenza (dal latino medievale quinta essentia, a sua volta variazione del greco pémpton stoichêion, quinto elemento), era un elemento che secondo Aristotele si andava a sommare agli altri quattro già noti: il Fuoco, l’Acqua, la Terra, l’Aria. La storia dell’Etere inizia con Aristotele, secondo il quale era l’essenza del mondo celeste, diversa dalle quattro essenze (o elementi) di cui si riteneva composto il mondo terrestre. Aristotele credeva che l’Etere fosse eterno, immutabile, senza peso e trasparente e proprio per l’eternità e l’immutabilità dell’Etere, il Cosmo era un luogo immutabile, in contrapposizione alla Terra, luogo di cambiamento. Anche nel pensiero orientale gli elementi originari sono cinque e che vengono di solito rappresentati come ai vertici di un pentagramma. Essi sono: gaia (Terra), hydor (Acqua), aer (Aria), heile (calore o Fuoco), idea o hieron “Cosa Divina”. Il sistema giapponese e hindu usa tutti i cinque elementi, tranne il quinto, che diventa Vuoto e Etere. Il pancha mahabhuta, o “cinque grandi elementi”, nell’Hinduismo sono: khsiti o bhumi (Terra), ap o jala (Acqua), agni o tejas (Fuoco), marut o pavan (Aria o Vento), byom o akasha (Etere). Gli hindu credono che dio usò l’Akasha per creare i restanti quattro elementi, e che la conoscenza dell’uomo sia nell’archivio akashiko. Il pensiero tradizionale giapponese usa cinque elementi chiamati (go dai, letteralmente “cinque grandi”). Gli elementi sono: Terra, che rappresenta le cose solide, Acqua, che rappresenta le cose liquide, Fuoco, che rappresenta le cose distrutte, Aria, che rappresenta le cose mobili, Vuoto, che rappresenta le cose che non sono nella vita quotidiana. Alcuni ritengono che anche la Filosofia Tradizionale Cinese contenga degli elementi come quelli della filosofia Greca Classica e l’origine di queste cinque forze attive o facoltà dinamiche, si perde nella preistoria cinese. Questi Cinque Agenti sono in relazione tra di loro e danno vita a molte altre serie di cinque combinazioni complementari ai Wuxing stessi: i punti cardinali ed il centro, le note musicali, i colori, i cereali, le sensazioni, ecc. Sempre nello Shijing, nella sezione detta “Grande Norma” si fanno seguire ai Wuxing, Cinque Funzioni. I cinque pianeti maggiori del nostro sistema sono associati e prendono il modo degli elementi: Venere è Oro, Giove è Legno, Mercurio è Acqua, Marte è Fuoco e Saturno è Terra. In aggiunta, la luna rappresenta lo Yin e il sole lo Yang. Lo Yin, Yang e i cinque elementi sono temi ricorrenti dello I Ching, il più antico testo classico cinese, che descrive la cosmologia e la filosofia cinese, e dove la dottrina delle cinque fasi descrive due cicli di equilibro, uno generativo e creativo (shēng), e l’altro dominante e distruttivo (kè).

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I “Piani Sottili” nella visione Egizia e Indù

Anche gli Antichi Egizi concepivano una sorta di “economia spirituale” costituita da un complesso dove entravano svariati “veicoli”, considerati essenziali per il raggiungimento dei piani sottili e che così erano suddivisi: IL SAHU o corpo spirituale o intimamente astratto, IL KHU o Spirito, la magica essenza, LA BA o Anima, probabilmente il corpo etereo, IL KA o doppio astrale, il corpo astrale, IL SEKHEM o potere, L’AB sede dei sentimenti, IL KHAIBIT o l’ombra, ovvero l’inconscio, IL REN o nome, il suono personale, IL KHAT o corpo fisico, il corpo deperibile. Ma la conoscenza del proprio Io nella filosofia e la religione egizia, probabilmente derivava da conoscenze ben più antiche, originatesi nella civiltà della valle dell’Indo, dove si era soliti riconoscere ben sei diverse energie interne: Esterna, Illusoria, Inferiore o Materiale, Interna, Marginale e Spirituale. “Energia Esterna” è una delle tre principali energie di Dio (interna, marginale ed esterna) e costituisce l’energia materiale. “Energia Illusoria o Maya”, nel quale sotto il suo influsso, l’Anima condizionata crede di essere il controllore della creazione, il proprietario e il beneficiario supremo. Identificandosi con l’energia materiale, cioè col corpo (coi sensi), con la mente e con l’intelligenza materiale, l’Anima dimentica la relazione eterna che la unisce a Dio e, condizionata da questa energia, si lancia alla ricerca dei piaceri di questo mondo e s’incatena sempre più al ciclo di nascite e morti. “Energia Inferiore o Materiale”, energia esterna o natura materiale, una delle tre principali energie di Dio (spirituale, marginale e materiale). E’ la manifestazione della potenza esterna di Dio, formata dai ventiquattro elementi materiali (i cinque elementi grossolani, i tre elementi sottili, i cinque oggetti dei sensi, i cinque organi di percezione, i cinque organi d’azione e l’insieme delle tre influenze della natura allo stato non manifestato). Costituisce l’intero Universo in cui viviamo. L’interazione dei suoi elementi si opera sotto l’influsso del tempo e a contatto con l’energia spirituale di Dio, da cui si distingue perché talvolta è manifestate e talvolta non lo è. “Energia Interna”, una delle tre principali energie di Dio (interna, marginale ed esterna) e che costituisce il mondo spirituale. “Energia Marginale”, una delle tre principali energie di Dio (spirituale, marginale e materiale), costituita dagli esseri viventi, parti infinitesimali di Dio stesso, che sebbene siano di natura spirituale possono cadere sotto l’illusione dell’energia materiale a causa dei loro poteri limitati. “Energia Spirituale”, o energia interna, una delle tre principali energie di Dio (spirituale, marginale e materiale), ovvero la manifestazione della potenza interna del divino e costituisce il mondo spirituale, dimora originale di tutti gli esseri. Al contrario dell’energia materiale, è fatta di eternità e conoscenza e “anima” inoltre l’energia materiale.
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La Monade
La Monade è il principio attivo di ogni organismo vivente, in senso metafisico ciascuna monade è a suo modo uno specchio vivente dell’Universo. Questo termine è il modo con cui il filosofo Leibniz traduceva il termine greco Monas, che significa l’unità o ciò che è uno. La Monade, dunque, in virtù della sua unità o semplicità è raffigurabile al modo degli atomi di Democrito, con la differenza però che non si tratta di atomi materiali o fisici, ma di atomi formali, inestesi, dotati di azione o “percezione” e che è la caratteristica in base alla quale ogni monade si distingue da tutte le altre. Le monadi sono numericamente infinite e tutte differenti tra di loro, ma si possono raggruppare in Monadi-Entelechie, Monadi-Anime e Monadi-Spirito. “Monadi Entelechie” sono lo stadio in cui tutte le sostanze semplici (le monadi), acquisiscono per nascita una certa perfezione, una autosufficienza che le rende fonti delle loro stesse azioni interne e le fa essere, per così dire, automi incorporei. “Monadi Anime” descrive tutti quei soggetti capaci di “percezione” (fra cui Leibniz annovera anche le piante), perché in una gerarchia degli esseri viventi, il sentimento (percezione accompagnata da memoria) è qualcosa di più di una semplice percezione e quindi raggiunge uno stadio di coscienza più elevato. Per “Monadi Spirito”, infine, si intende l’Anima razionale, la monade più evoluta in quanto capace di ragione e riflessione. In questo senso lo Spirito è l’Essere più affine e vicino gerarchicamente a Dio. Le anime in generale sono specchi viventi o immagini dell’Universo e delle creature, gli Spiriti, invece, sono anche immagini della Divinità stessa, in quanto capaci di conoscere il sistema dell’Universo e di imitarne qualche aspetto con imprese “architettoniche”, poiché ogni Spirito è come una piccola divinità nel suo ambito. Nel processo di reincarnazione e formazione delle Monadi, la nostra vera essenza divina si esplica secondo tre principi dominanti, per attuare, quindi, la crescita e l’acquisizione di consapevolezza: l’Evoluzione, il Libero Arbitrio e il Karma. Il primo principio è l’Evoluzione, dove la nostra essenza nasce in condizione specifiche che ci metteranno in grado di sviluppare le qualità e le caratteristiche di cui si ha più bisogno, nonché di creare quelle condizioni atte a favorire un sempre maggiore cambiamento. Il quadro in cui si inseriscono il cambiamento e la crescita è fornito dall’ereditarietà, dal periodo e dalla condizioni al momento della nascita. I fattori ambientali possono influenzarci ed assisterci nel raggiungimento della crescita necessaria, e tra questi fattori troviamo elementi quali la razza, la religione, il sesso, la famiglia, gli amici, le conoscenze, nonché altre esperienze che possiamo fare. Il secondo principio è quello del Libero Arbitrio, noi tutti abbiamo la possibilità di fare delle scelte, di intraprendere azioni, di prendere o meno delle decisioni. Non siamo obbligati a portare a compimenti gli obbiettivi per cui siamo venuti al mondo. E’ vero che, una volta assunta una forma fisica, alcuni fattori non possono essere cambiati: non possiamo cambiare la nostra razza, i tratti ereditari, alcuni problemi congeniti e così via. Per quanto non si possono ignorare certi aspetti, d’altra parte ci vengono offerte ampie possibilità di scelta e di percorsi che possono cambiare la nostra azione. Il terzo principio è spesso anche il più incompreso, il Karma. All’interno di questo principio opera quella che a volte viene definita la Legge della Compensazione o Legge dell’Equilibrio. Il modo in cui è stato usato il Libero Arbitrio nel passato è servito a determinare le caratteristiche essenziali delle condizioni ambientali per il potenziamento personale, ed è in questo ambito che si possono prevedere aspetti del proprio futuro attraverso le nostre azioni. Karma è un termine sanscrito che significa “fare o costruire”, in quanto è Energia in azione. Qualsiasi cosa facciamo ci fornisce una possibilità per crescere e per questo motivo si deve considerare il Karma come la forza che regola la nostra presa di Coscienza Spirituale.
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Spirito
Spirito o Energia Spirituale è la manifestazione della potenza interna e costituisce il mondo spirituale, dimora originale di tutti gli esseri. Parola latina, spiritus, significa soffio, respiro vitale ed è il principio immateriale di vita, sede del pensiero, della volontà, delle attività mentali e dei sentimenti più alti. Il significato originario della parola Spirito deriva dal greco pneuma che, nel suo più antico pensiero, descrive il “principio vitale”, il soffio animatore delle cose, concepito come un entità materiale, formato da materia sottilissima e mobilissima, assai affine al fuoco, appartenente al dio che dà vita alle cose e le guida secondo i suoi voleri. Tale concetto, che trova la sua sistemazione nella fisica stoica, viene fatto proprio dalla medicina greca. Così Erasistrato ne distingueva di due tipi, uno con sede nel cuore e l’altro nel cervello, tali concezioni sopravvissero anche in età medievale e moderna, sino a Cartesio. Il dualismo, di Spirito e Materia, ove per Spirito si intende sostanza per definizione immateriale, appare per la prima volta in Platone e successivamente nella filosofia cristiana. Cartesio sosteneva che lo Spirito, “sostanza nella quale risiede immediatamente il pensiero” abbraccia concetti come coscienza, realtà pensante, intelletto. Tale pensiero si perpetua e trasforma nella storia della filosofia negli autori rinascimentali, come Agrippa di Nettesheim, Paracelso, Giordano Bruno che secondo le credenze magiche e le scienze occulte del tempo, intendevano il pneuma come strumento di cui si serviva la divinità per influire sulle azioni umane. Nel Cristianesimo il pneuma traduce il termine ebraico Spirito (ruach), nome di genere femminile che significa anche vento, respiro. Per la Religione ebraica con tale termine viene indicata la Potenza Divina che può riempire gli uomini della sua sapienza, ad esempio i profeti. Questo concetto non ha avuto tuttavia uno sviluppo particolare nell’Ebraismo, come invece è stato nel Cristianesimo che ne tratta nella pneumatologia, termine introdotto in filosofia da Leibniz. Lo Spirito diventa idea, nella concezione hegeliana dove la filosofia dello Spirito, ovvero la scienza dell’idea, ritorna in sé solamente dopo essersi alienata nella natura. Ma lo Spirito, nel suo significato più ampio, presenta anche tutta una serie di entità con funzioni particolari e ben distinte e che popolano il mondo esterno. Non sempre queste entità possiedono poteri soprannaturali o fanno parte di una gerarchia divina, ma il più delle volte sono stati considerati come l’essenza nascosta delle cose e, come l’oggetto che “abitano”, possono essere benevole o malefiche, come pure possono cambiare le loro caratteristiche. Gli Spiriti (al plurale) acquistano la caratteristica di potersi mescolare alla gente e di intervenire nella vita quotidiana. Esistono, quindi, spiriti di alberi, fiumi, sorgenti, montagne, rocce, animali, etc., spiriti dell’amore, della nascita, dell’odio, della morte. Per queste vaste influenze di spiriti, oggetto di superstizione, venivano eseguite pratiche magiche al fine di conciliarseli, questo avveniva tramite persone specializzate in determinate pratiche (stregoni, sciamani, profeti, etc.).
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Diversi Spiriti
In realtà, come ci insegnano anche le più antiche filosofie della Terra, abbiamo dentro di noi una moltitudine di esseri ed entità e che a più livelli interferiscono con noi. Allo stato attuale delle nostre ricerche, abbiamo cercato di fare chiarezza sulla sterminata mole di informazioni che proviene dal nostro passato, cercando di individuare in modo razionale e coerente alle nostre conoscenze, sei diversi tipi di Spiriti: Spirito Materiale, Spirito Superiore, Spirito Animico, Super-Spirito, Spirito Errante e Spirito Alieno.
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Spirito Materiale
Lo Spirito Materiale è quello che si forma alla nascita di ogni contenitore, il nostro Spirito personale che cresce attraverso la propria esperienza corporea (agisce fortemente sulla sfera sentimentale e sessuale). Si pensa che questo Spirito si formi attraverso la Mente, ovvero tramite una esperienza fisica che poi si tramuta in una consapevolezza non fisica ed astratta.
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Spirito Superiore
Lo Spirito Superiore è la summa di tutti gli Spiriti Materiali precedenti, ovvero l’insieme di tante esperienze spirituali che si sono fuse nel corso delle varie re-incarnazioni, con spesso una prominenza di quelle più a noi vicine (ultimi 200 anni). Spesso la loro influenza è talmente forte da poter riconoscere e ricordare le loro vite passate, scambiate spesso per “nostre” e in molti casi anche per vite passate animiche.
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Spirito Animico
E’ lo Spirito Demiurgico, ovvero quello Spirito originario che si è formato nel momento in cui le Anime idealizzarono la loro essenza spirituale interna a questo universo, formandone poi un corpo fisico nei due Demiurghi, portatori del principio duale cosmico. Lo Spirito Animico è il collante tra le Anime e lo Spirito, nel quale i demiurghi sono gli arbitri di questa energia interiore potentissima all’interno della materia (il Corpo).
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Super-Spirito
Il Super-Spirito, invece, è un qualcosa a se stante dagli Spiriti precedenti, in quanto è il primo ed unico Spirito del primo contenitore in cui le nostre anime sono state inserite. In pratica, è lo Spirito del Primo Uomo Mortale che ha perso la sua Anima e che poi è stata incatenata nei nostri corpi (ma esistono anche casi di Super-Spiriti Alieni). Mentre tutti gli Uomini possiedono lo Spirito Materiale e in parte quello Superiore, il Super-Spirito si trova solo negli animici, mentre è raro nei non animici. Si distingue dallo Spirito Materiale e Superiore per una interruzione nel processo di fusione con gli altri Spiriti, portando avanti un progetto indipendente, spesso atipico, mal compreso e avverso dalle altre componenti, Anima compresa.
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Spirito Errante
Sono tutti quegli Spiriti terrestri, animali, vegetali ed umani che, ritrovandosi ad una stadio inferiore o intermedio nel loro percorso di acquisizione di Coscienza, sono costretti per sopravvivere ad attaccare o parassitare corpi con una più elevata “energia vitale”. Comunemente chiamati ectoplasmi, sono la forma corporea e fluida di spiriti avversi, a volte maligni, a volte benevoli, spesso con intenzioni sconosciute e che interagiscono con noi durante la nostra vita.
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Spirito Alieno
Oltre questi Spiriti, esiste anche lo Spirito Alieno (derivante dalla Memoria Aliena Attiva o Passiva), che inserito nel lobo sinistro del cervello umano dell’addotto, una volta disattivata la Memoria, si fonde con gli altri Spiriti presenti nell’addotto. Per analogia lo si può identificare con lo Spirito Materiale, ovviamente non umano ma di origine extraterrestre e che, in questo caso, si trova dentro l’addotto con l’unico scopo di parassitarlo, a seguito della necessità dell’Alieno di sopravvivere mentalmente, in attesa di essere inserito in un nuovo corpo.
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L’unione degli Spiriti genera l’Albero della Vita
L’Albero della Vita costituisce la sintesi dei più noti e importanti insegnamenti della Cabala ebraica. È un diagramma, astratto e simbolico, costituito da dieci entità, chiamate Sephirot, disposte lungo tre pilastri verticali paralleli: tre a sinistra, tre a destra e quattro nel centro. Il pilastro centrale si estende al di sopra e al di sotto degli altri due. Le Sephirot corrispondono ad importanti concetti metafisici, a veri e propri attributi o emanazioni della Divinità. Inoltre, esse sono anche associate alle situazioni pratiche ed emotive attraversate da ogni individuo, nella vita quotidiana.Le Sephirot sono dieci principi basilari, riconoscibili nella molteplicità disordinata e complessa della vita umana, capaci di unificarla e darle senso e pienezza. Osservandone la struttura, si può notare che le dieci Sephirot sono collegate da ventidue canali, tre orizzontali, sette verticali e dodici diagonali, e ogni canale corrisponde ad una delle ventidue lettere dell’abjad ebraico. I pilastri dell’Albero della Vita corrispondono alle vie che ogni essere umano ha davanti e dove solo la via mediana, chiamata anche “via regale”, ha in sé la capacità di unificare gli opposti. Senza il pilastro centrale, l’Albero della Vita diventa quello della conoscenza del Bene e del Male. I pilastri a destra e a sinistra rappresentano inoltre le due polarità basilari di tutta la realtà: il maschile a destra e il femminile a sinistra, dai quali sgorgano tutte le altre coppie d’opposti presenti nella creazione. Come dice la Bibbia, la via che conduce all’Albero è guardata da una coppia di cherubini, due angeli armati di una spada fiammeggiante, ma questo non significa che la via sia del tutto inaccessibile. Secondo la tradizione orale, i due Cherubini possiedono l’uno un volto maschile (lo Spirito Unificato) e l’altro un volto femminile (l’Anima). Essi rappresentano le due polarità fondamentali dell’esistenza, così come si esprimono sui piani più elevati della consapevolezza. Con il graduale ravvicinamento e riunificazione di tali principi, questi “angeli” cessano di essere i “Guardiani della soglia”, il cui compito consiste nell’allontanare tutti coloro che non hanno il diritto di entrare e diventano, invece, i pilastri che sostengono la porta che ci riconduce al Giardino dell’Eden.
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Conclusioni
Arrivati al termine di questa nostra ricerca, è bene fare il punto della situazione e andare a spiegare nel dettaglio il perché della scelta di un così vasto materiale da cui attingere. Tutto ruota attorno al concetto di Monade o Triade, che secondo recenti teorie consiste nella nostra composizione interna, l’Io di cui siamo formati: Corpo, Mente, Spirito e Anima. Risulta chiaro che le componenti interiori del nostro Io, hanno una corrispondenza evidente nei quattro elementi riscontrati sin dall’antichità, dove il Corpo è la Terra, la Mente è l’Acqua, lo Spirito è il Fuoco e l’Aria è l’Anima. Risulta altrettanto evidente, che molte delle antiche culture orientali e parte del pensiero occidentale, che dall’antica Grecia arriva sino alla filosofia rinascimentale cristiana, includevano anche una quinta componente, spesso vista come la quintessenza dei quattro elementi precedenti, un quinto elemento denominato: Spazio, Vuoto, Etere o Akasha. E’ singolare che questo quinto elemento rappresentava sin dall’antichità una fusione di un qualcosa di molto più vasto e complesso, dove nei quattro elementi principali, del tutto unici, si accedeva ad uno stadio multiplo e ben più variegato: un Akasha, appunto, ma in questo caso energetica e senza alcun dubbio spirituale. In questa Akasha, a seguito di indagini personali, ho incluso le Energie della tradizione Indù o vari Piani o Veicoli sottili Egizi e che, alla luce delle più recenti indagini, sono stati da me identificati in sei tipologie ben distinte e chiare di Entità Spirituali: Spirito Materiale, Spirito Superiore, Spirito Animico, Super-Spirito, Spirito Errante e Spirito Alieno. A questo punto della nostra indagine, è chiaro che l’Essere Umano in quanto tale è l’unione di tante realtà diverse e che agiscono ognuna secondo un diverso piano. Esiste quindi un Corpo (la Terra), mezzo o veicolo attraverso il quale non soltanto noi facciamo esperienza, ma permette anche a piani divini, spirituali ed animici, di intraprendere un percorso di conoscenza. Segue una Mente (Acqua), fonte del nostro pensiero, del Logos, di quella capacità senziente che ci permette, attraverso la nostra intelligenza, di elevarci sul mondo animale e rendere possibile una propria crescita, materico-spirituale. Ma tutto questo è permesso da quel formidabile “collante universale” che è lo Spirito (Fuoco), di cui sono formate tutte le cose animate e inanimate presenti nel Cosmo e che, nel genere umano, unito al Logos si eleva a stadi più alti di coscienza (Spirito Materiale). L’Anima (Aria) è una componente aggiunta, di cui non tutti gli esseri viventi sono dotati, ma che in coloro che la possiedono, si manifestano doti creative fuori dal comune, atte ad incrementare una ricerca dell’esperienza universale e divina. Ma gli elementi della Monade o della Triade non si fermano qui, perché attraverso la quintessenza dei quattro elementi precedenti, di cui molti di noi sono formati a seguito di infinite esperienze di re-incarnazione, si raggiunge un grado di complessità (non di perfezione) che ci mette in contatto con altre realtà spirituali interne al nostro Io: Spirito Superiore, Spirito Animico, Super-Spirito, Spirito Errante e Spirito Alieno. Più antico sarà il nostro corredo genetico/spirituale, più avremo la possibilità di essere portatori di tutti questi cinque elementi che compongono la nostra Monade. Arrivare a comprendere questa sconcertante realtà ci permetterà di raggiungere un equilibrio ed una perfezione interiore, atta ad annichilire le negatività presenti (alcuni casi di Spiriti Erranti o di Spiriti Alieni) o trovare terreni di confronto, discussione e comprensione con entità positive (e del tutto umane), ma che spesso posso divergere dal nostro percorso (Spiriti Superiori, Animici o Super Spiriti). Arrivare a dialogare con tutti loro è il primo passo per una vera consapevolezza, arrivare a comprendere la nostra parte spirituale è il vero obbiettivo, un obbiettivo capace anche di poterci liberare da qualsiasi interferenza negativa, terrestre ed aliena. Come dice il famoso assioma “ciò che non può essere curato, deve essere sopportato”, è attraverso questa consapevolezza che diventa possibile accedere a quello stadio ultimo e che ci conduce ad un vero risveglio interiore, mirato alla creazione del proprio “Albero della Vita”. L’Albero della Vita costituisce la sintesi di tutte le componenti interiori del nostro Io e solamente una volta raggiunto un equilibrio tra tutti gli elementi (Terra/Corpo, Acqua/Mente, Fuoco/Spirito, Aria/Anima, Akasha/Spiriti) saremo in grado di creare una “Crisalide Cosmica”, ovvero quello stadio intermedio che separa la vita terrena dalla vita ultraterrena e che, comenovello corpo divino, potrà traghettare il nostro vero Io verso una morte scevra di pericoli e ad una nuova rinascita del tutto libera da condizionamenti esterni. Per arrivare a compiere questo passo decisivo è necessario essere responsabili, ovvero, compiere con coscienza le proprie scelte, ben sapendo che esse porteranno a delle conseguenze. Possiamo solo sperare che tali conseguenze prendano una certa piega, ma se viviamo veramente responsabili, dobbiamo essere disponibili ad accettare tutte le varianti, positive, negative o neutre che siano, sapendo che da esse potremmo imparare comunque qualcosa di importante. Non tutto è il risultato di azioni passate o estranee al nostro Io. Ci può essere una certa direzione nella vita, nell’ambiente e nelle circostanze, ma è all’interno di quella direzione che sviluppiamo la creatività e le nostre capacità, perché il perno di molte lezioni che apprendiamo dall’esperienza è semplicemente la capacità di riconoscere tali insegnamenti. Come sostiene il ricercatore Ted Andrews nel suo studio sulle vite passate: “La reincarnazione spirituale restaura la giustizia divina, genera speranza ed una nuova fede di riscatto, incentiva la comprensione della vita e della morte. Restaura il significato della vita e ci riporta un senso rinnovato di unione animica, utilizzando il collante del sapere spirituale come fonte principale che regge l’intero Universo. L’Universo concede a tutti l’opportunità di crescere, che noi la usiamo o meno dipende da noi. Ad ogni scelta ci sono due possibilità: il successo (e la crescita) o il fallimento. Se falliamo non significa necessariamente avere anche perso, dobbiamo però affrontare quell’esito, magari farlo una seconda volta, ancora una terza se necessario, sino a quando non si sarà raggiunto un grado di consapevolezza superiore.” Se a scuola (perché di una scuola si tratta) continuiamo ad essere bocciati e a rimanere indietro, alla fine ci stancheremo e reagiremo. Per molti versi l’esperienza spirituale funziona allo stesso modo. Quando iniziamo a capire questo processo, a quel punto ci lasciamo dietro le nostre paure, i sensi di colpa, ed entriamo in possesso di una speranza nuova, non più terrena, ma divina ed universale.
Fonte: coscienzaliena.blogspot.com

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