Questa volta non si tratta di fantasiose ipotesi circa l’esistenza di ufo ed alieni; questa volta sono proprio gli scienziati della Nasa ad affermare che, nella nostra galassia, almeno 500 milioni di pianeti potrebbero ospitare forme di vita aliene. I dati, resi noti sul sito ufficiale della Nasa, sono stati raccolti dal professor William Borucki, scienziato a capo del team attivo nella missione di osservazione spaziale “Kepler”, alla ricerca di pianeti abitabili.

Degli almeno cinquanta miliardi di pianeti presenti nella nostra galassia, la Via Lattea, circa 500 milioni potrebbero avere condizioni favorevoli per lo sviluppo della vita: questo è quanto ha affermato lo scienziato nel corso della conferenza annuale dell’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza, affermazione subito ripresa dal quotidiano britannico Daily Mail.

Gli scienziati statunitensi ritengono che, nella vastità della Via Lattea, almeno una stella su due abbia almeno un pianeta che orbiti intorno ad essa; questo significa che, dei dieci miliardi di stelle che si stima siano presenti nella nostra galassia, almeno la metà sia il cuore di un sistema extrasolare e, si suppone, molti di questi hanno più di un solo pianeta in orbita.

Al momento “Kepler” ha identificato 1.235 potenziali sistemi extrasolari e, in 54 casi, i pianeti si trovavano in quella che è stata definita “zona abitabile”, cioè adatta ad ospitare una qualche forma di vita. Certo, non è da escludere che queste forme di vita possano essere, in alcuni casi, estremamente semplici, come ad esempio dei batteri, ma il vasto numero dei pianeti abitabili rende possibile ritenere che vi sia vita intelligente nell’universo.

Proprio l’immensità dello spazio ed i continui progressi della scienza avevano portato anche uomini di Chiesa ad assumere posizioni possibiliste circa l’esistenza degli alienimonsignor Corrado Balducci ne è un chiaro esempio, mentre un altrosacerdote aveva affermato che in realtà gli angeli sono extraterrestri. Gli “addetti ai lavori“, poi, hanno a più riprese ammesso di aver visto cose inspiegabili nello spazio, com’è avvenuto di recente con la confessione di un astronauta francese.


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