Fonte:www.astronavepegasus.it

Una donna di Rivoli, perito grafologico per il Tribunale di Verona, racconta al nostro giornale la sua incredibile esperienza di contatto, avvenuta due anni fa. Marina Tonini: «Ho sentito un ronzio e poi ho visto una luce bianca. Poi un’astronave mi ha portata su un pianeta verde. Sono sicura, non ho sognato»
Una sensazione di serenità e tanta luce. Questo il racconto di Marina Tonini, perito grafologo del Tribunale di Verona, sull’esperienza di contatto con popolazioni «extraplanetarie», che sarà ospite alla trasmissione «Mistero» su Italia 1, stasera alle 21.10. Ha un che di sorprendente la testimonianza della dottoressa Tonini, perchè eravamo abituati a sentire storie di «abduction» (così si chiama l’incontro con gli extraterrestri, che secondo le testimonianze prelevavano persone per fare esperimenti): erano racconti spesso terrificanti di esseri bassi, di colore grigio, dai grandi occhi dalle orbite vuote o di microchip posizionati sottopelle. Invece il racconto della dottoressa Tonini, che abita in Val d’Adige, a Rivoli, in mezzo a un bosco in località Fiffaro, in una corte del ‘400, che fu un antico monastero dei monaci bianchi cistercensi di San Bernardo di Chiaravalle, è ben diverso.

E’ sicura di quello che afferma, per questo ha accettato di esporsi di persona, con il suo volto, sul nostro giornale e in televisione. «Ero nella mia camera e mi apprestavo a dormire», racconta, «quando percepisco un suono, come un ronzio, e vedo una luce bianca che illumina il letto. Mi sento trasportare verso l’alto con una sensazione di sospensione, come un’assenza temporale. Mi ritrovo all’interno di una astronave, un ambiente essenziale, quasi antisettico, molto chiaro, dove vedo tre persone e alle loro spalle degli oblò e degli schermi.«Mi guardo intorno, ma loro mi invitano a guardare fuori dall’oblò, non parlando, ma inviandomi il pensiero telepaticamente.

E vedo un pianeta verde, con molta vegetazione e in mezzo enormi cupole color argento. In men che non si dica mi ritrovo nel raggio di luce e mi accorgo di essere all’interno della cupola. E lì mi accompagnano le stesse figure e cominciamo a parlare», continua Marina Tonini, «mi invitano a fare delle domande.
«Chiedo dove mi trovo. Il più alto dei tre, di circa 2 metri e 20 centimetri, mi risponde che siamo su una stella multidimensionale, chiamata Sirio B. Poi mi mostrano il giardino, quasi una giungla molto estesa, con moltissimi tipi di alberi da frutto».
Il racconto di Marina Tonini è dettagliato: «A loro ho chiesto come facessero a gestire una cosa così grande.

Mi hanno risposto che utilizzano tecnologie molto avanzate. Poi ho domandato cosa facessero durante il giorno: ciascuno coltiva i suoi talenti, da mettere a disposizione della comunità, e i valori dello spirito», sottolinea la dottoressa. «Mi hanno parlato della differenza tra la loro civiltà e la nostra: non usano il denaro, sono consapevoli del senso costruttivo della vita e vivono su altre frequenze, cosa che anche a livello fisico conferisce loro caratteristiche meno materiali, meno tangibili. Mi informano del fatto che alcune persone, come me sul pianeta in questo momento, dovranno anticipare questo messaggio di consapevolezza e di una possibile trasformazione dell’essere umano, che consenta anche la salvaguardia nel nostro pianeta, ora molto compromesso».

Da questa esperienza di contatto, avvenuta circa due anni fa, Marina Tonini ha cominciato un percorso di ricerca in campo ufologico e fenomenologico, acquisendo interessante materiale fotografico, pubblicato su riviste del settore. «Con atteggiamento razionale mi sono chiesta molte volte se questo viaggio avesse potuto essere un sogno», conclude, «ma diverse esperienze di contatto successive mi hanno convinto dell’esistenza di popolazioni extraplanetarie, per fortuna più evolute di noi, che si occupano di noi poveri, inconsapevoli terrestri».

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