Le morti misteriose di molti ufologi (e non solo)

Morte per fucilata al cranio. Morte per sospetto avvelenamento. Morte per sospetto strangolamento. Morti a causa di possibili virus letali impiantati nel corpo“. Eppure le morti sospette di ufologi quali Phil Schneider, Ron Johnson, Ann Livingston e Karla Turner, così come quelle di tantissimi ufologi del passato, sembrano solo enfatizzare una realtà con la quale molti dei più importanti ufologi sono oggi diventati più familiari: non solo la ricerca ufologica è potenzialmente dannosa, ma la durata della vita della media degli ufologi più impegnati è decisamente più breve della media nazionale.

Tuttavia, le morti misteriose tra gli ufologi non sono una novità.

Nel 1971 il noto ricercatore Otto Binder scrisse un articolo per il ‘Saga Magazine’s Special UFO Report‘ intitolato “Liquidation of the UFO Investigators“. Egli stesso aveva svolto indagini sulla morte di 137 persone tra ricercatori, scrittori, scienziati e testimoni coinvolti nell’ufologia, morti nei precedenti 10 anni, molti dei quali in circostanze misteriose. I casi selezionati da Binder riguardavano tantissimi infarti, cancri fulminanti e strani omicidi.

Avremo l’occasione di parlare di molti di questi casi, ma prima guardiamo le morti sospette più o meno recenti.

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PHIL SCHNEIDER

Fu ritrovato massacrato il 17 gennaio 1996 nella sua abitazione. Questo omicidio parve un’esecuzione militare a tutti gli effetti: dall’autopsia emerse il fatto che Phil venne anche strangolato col catetere di cui faceva uso.

Ma se le circostanze di questa morte sembrano molto controverse, altrettanto controverse furono le rivelazioni da lui rese note pubblicamente prima di morire.

Phil era un geologo dilettante ed un esperto in esplosivi. Dichiarò di aver lavorato in 13 delle 129 installazioni sotterranee che, stando alle sue testimonianze, il governo USA aveva già costruito dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Due di queste basi erano grandi ed includevano la famosa base di Dulce, New Mexico, dove si sospetta da tempo si faccia della retro-ingegneria aliena.

Schneider diceva che i Grigi lavoravano insieme a tecnici USA e che, nel 1979, in seguito ad un fraintendimento tra alieni e umani vi fu una sorta di sparatoria durante la quale gli alieni presero in ostaggio alcuni tecnici e scienziati terrestri.

Furono ben 66, tra agenti segreti, FBI e berretti neri, a morire nello scontro. Anch’egli, in quella circostanza, fu colpito al petto, e, molto probabilmente, fu questa la causa di un cancro che si manifestò , pochi anni dopo, proprio in quella zona del corpo.

Se le cose stessero davvero in questo modo Schneider avrebbe infranto il “codice del silenzio” imposto a tutti i collaboratori ai progetti segreti e la cui penalità consiste nella morte. Non fu un caso se, prima di essere massacrato, subì altri 14 attentati di vario genere. Disse pubblicamente di essere “segnato” ben sapendo che non avrebbe vissuto a lungo.

Alcune sue accuse sono degne di attenzione:

  • il governo USA fece un patto con gli alieni Grigi nel 1954: questo accordo è chiamato il Grenada Treaty;

  • molta della tecnologia degli stealth è stata sviluppata con la retro-ingegneria dagli UFO alieni schiantatisi al suolo;

  • l’AIDS era un virus da laboratorio per controllare la popolazione inventato dal National Ordinance Laboratory di Chicago, Illionois;

  • all’insaputa di tutti, il governo USA possiede un dispositivo che causa terremoti.

Qualunque possa essere l’opinione sulle sue dichiarazioni, è innegabile il fatto che avesse attratto l’attenzione dell’FBI e della CIA. Stando alle testimonianze della moglie vedova, alcuni agenti segreti setacciarono attentamente casa sua dopo la morte e sequestrarono almeno 1/3 delle foto di famiglia.

RON RUMMEL

Ex-agente dell’intelligence dell’USAF e direttore della rivista ‘Alien Digest‘ (dal 6 agosto 1993), Rummel “presumibilmente” si sparò in bocca.

“Presumibilmente” perchè: 1) stando alle dichiarazioni dei suoi amici sulla pistola non c’era sangue e questa era completamente priva di impronte digitali; 2) la nota lasciata dal presupposto suicida sembra scritta da una persona mancina, e non destrorsa come invece era Ron; 3) il suo corpo promanava un’esalazione di sodio pentothal.

Il suo giornale toccava argomenti scottanti come l’aspetto predatore/preda delle relazioni umani/alieni, e l’uso di umani come fonte di cibo e di sfruttamento per riciclare parti dei corpi degli alieni.

E’ molto probabile che con tale attività informativa oltrepassò i confini vietati, finendo così “suicidato”.

Molto interessante, infine, il fatto che uno suoi migliori amici fosse proprio Phil Schneider con il quale aveva spesso collaborato.

RON ‘JERROLD’ JOHNSON

Vice-direttore delle indagini del MUFON morì a 43 anni, di colpo ed in modo strano mentre si trovava ad una riunione della Society of Scientific Exploration ad Austin (Texas).

Durante la proiezione di un filmato, alcuni seduti vicino a lui udirono un gorgoglio. Quando le luci si riaccesero, Johnson era per terra, con il volto purpureo e un’emorragia nasale che fuoriusciva copiosa. Sotto il suo tavolo, una lattina di soda.

Era morto di un colpo apoplettico, per una reazione allergica alla bibita oppure vi furono altre ragioni? Senza dubbio, alcuni fatti della sua vita possono portare a credere tutt’altro.

Infatti, negli ultimi tempi, dopo aver lavorato presso la Earth Tech Incorporated di Austin, Johnson lavorò alla propulsione degli UFO per l’Institute of Advanced Studies.

L’autopsia fu dichiarata inconcludente così come quella di molti altri “morti all’improvviso” e che, come lui, avevano lavorato o collaborato in questo campo o si erano interessati all’argomento UFO.

In questi casi è bene ricordare quanto sia facile, oggi, causare infarti con prodotti chimici e radiazioni pulsanti, o indurre un infarto ed altri mali fisici (come cancri fulminanti).

ANN LIVINGSTON

Morì agli inizi del 1994 di un cancro alle ovaie molto rapido. Ann era una ragioniera che si dedicava all’ufologia in quanto membro del MUFON. Difatti, in questa veste, aveva pubblicato un articolo: “Electronic Harassment and Alien Abductions” sul ‘Mufon Journal‘ del Novembre 1993. L’articolo criticava duramente Julianne McKinney, direttrice dell’Electronic Surveillance Project of the Association of National Security Alumni, la quale non credeva agli UFO, e li riteneva velivoli governativi sperimentali.

 

KARLA TURNER

Ufologa autrice di Masquerade of Angels‘, ‘Taken‘, e ‘Into the Fringe‘, morta a sua volta di cancro. Sia pubblicamente che privatamente, la Turner smascherava lo spettro della rappresaglia aliena, esposto soprattutto nel libro ‘Masquerade of Angels‘. Non sappiamo quanto di fondato c’era nei suoi sospetti.

 

 

DANNY CASOLARO

Giornalista investigativo che fece serie indagini su un software, chiamato Project Promise, che poteva rintracciare chiunque in qualunque parte del mondo, morto per uno strano suicidio nel 1991. Casolaro investigava anche sulla base di Pine Gap, sull’Area 51 e suoi progetti di bioingegneria portati avanti dal governo USA.

MAE BUSSEL

Coraggiosa investigatrice che conduceva programmi radio, parlava “fuori dei denti”, e, come la Livingston e la Turner, morì di cancro fulminante. Anche lei s’interessava di UFO.

DECK SLAYTON

Astronauta, era pronto a parlare pubblicamente delle sue esperienze ufologiche, ma anche a lui il cancro tappò la bocca.

BRIAN LYNCH

Giovane sensitivo contattista, morì nel 1985, ufficialmente di overdose. Stando alla sorella Geraldine, un anno prima era stato avvicinato da un agente segreto che lavorava per la PSI-tech Company di Austin (Texas) che gli confessò che stavano facendo esperimenti su armi da guerra di tipo psichico. Dopo la sua morte, tra i suoi effetti personali, fu ritrovata nota in cui era scritto: 4 milioni dal Pentagono per il Progetto Scanate.

DON ELKIN

Pilota per le Eastern Airlines negli anni ’80, morì suicidandosi dopo aver indagato per più di 10 anni il cover-up ufologico.

Dunque, cosa o chi sta eliminando gli ufologi oggi e nel passato? Forse alcune morti sono davvero avvenute per cause naturali o per suicidio, ma, come Otto Binder notava già 40 anni fa, ce ne sono decisamente troppe. La logica e il buon senso ci portano a credere che tutte queste morti premature in un campo che conta pochi investigatori sono decisamente sproporzionate.

Quello che vediamo sembra una concatenazione di eventi, causali e spesso mortali: una grossa minaccia è di sicuro l’attività delle agenzie segrete USA, un’altra è l’intervento diretto degli alieni, una terza è l’utilizzo di tecniche psicologiche portate avanti da alcuni “occultisti”.

È più che probabile questi tre elementi siano responsabili in parte o per tutte quelle morti di ieri e di oggi.

Il fatto, poi, che ben 30 morti “strane” siano associate anche al progetto per lo Scudo Spaziale effettuato dalla Marconi Limited in Inghilterra tra il 1985 ed il 1988 ci da conferme in questo senso. Eccone elencate alcune.

ROGER HILL, un disegnatore della Marconi Defense Systems, si sparò senza apparente motivo nel Marzo 1985.

JONATHAN WALSH, un esperto di comunicazione digitale impiegato presso la ditta sorella della Marconi, la GEC, cadde dalla finestra del suo hotel nel Novembre 1985, dopo aver espresso timori per la sua vita.

ASHAD SHARIF, altro scienziato della Marconi Ltd., nell’ottobre 1986 s’impiccò in modo alquanto “artificioso”: pare che, dopo aver fissato un capo della corda al collo e aver fissato l’altro capo ad una pianta, risalì in macchina, accelerò e si strangolò.

Nel marzo del 1988 TREVOR KNIGHT, anch’egli impiegato della Marconi Ltd., si asfissiò col monossido di carbonio esalato dalla sua auto.

PETER FERRY, direttore del marketing della suddetta ditta, fu trovato fulminato con i fili elettrici infilati in bocca nell’Agosto 1988. Sempre nello stesso mese dello stesso anno, ALISTAIR BECKHAM fu trovato anch’egli morto fulminato con i fili elettrici arrotolati sul corpo e con un fazzoletto infilato in bocca. Alistair ra un ingegnere della Plessey Defense Systems, altra azienda consociata della Marconi Ltd.

L’ultimo della lista fu ANDREW HALL, trovato morto nel Settembre 1988 per avvelenamento da monossido di carbonio.

Giunti a questo punto è ovvio chiedersi quale collegamento potrebbe esserci tra lo studio sullo Scudo Stellare e le morti di ufologi: se, così come molti hanno ipotizzato, la suddetta ricerca fu avviata con lo scopo di proteggere gli USA sia dalla Russia che dagli alieni, ecco spuntare i veri collegamenti.

Probabilmente il KGB, realizzando che le forze occidentali stavano perfezionando un potentissimo raggio che poteva essere usato nello spazio contro di loro, mise in atto un’offensiva per distruggere il progetto. Se ciò è vero, e l’arma esiste e funziona, abbiamo una spiegazione per il crollo dell’Unione Sovietica.

Diversamente tutti questi scienziati scoprirono la vera natura del progetto e furono sottoposti a livelli tali di stress da commettere il suicidio in massa, quasi. Altrimenti scoprirono di lavorare con e per esseri non umani e ne pagarono le conseguenze.

Una cosa è certa: qualcosa di terribile avvenne alla Marconi Ltd. Generalmente gli scienziati non si suicidano e nemmeno compiono omicidi così bizzarri come questi sopra esposti.

Un’altra possibilità è che un contingente di alieni ostili abbia saputo dell’operazione Scudo Spaziale ed abbia deciso di boicottarla per proteggersi, creando traumi psichici e depressioni agli scienziati che poi si sarebbero suicidati. Ma se davvero andò in questo modo, perché poi le morti finirono? Il progetto fu abbandonato, o forse venne protetto meglio?

Forse venne portato a termine nel 1988 ed è ora operativo.

In verità nessuno si rende conto dei rischi che gli ufologi corrono. Nemmeno loro stessi! Difatti coloro che ritengono le morti dei loro colleghi negli anni ’50 e ’60 molto sospette paiono credere che qualunque forza o agenzia segreta che c’era dietro, abbia ammorbidito le tattiche negli anni ’80 e ’90. Ma l’evidenza dei fatti non supporta questa tesi. Non ci sono dubbi, comunque, che negli anni passati accaddero cose a dir poco strane.

 

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Ad esempio, le morti più intriganti e raccapriccianti che avvennero in quel periodo furono quelle della giornalista DOROTHY KILGALLEN, dell’astronomo MORRIS KETCHUM JESSUP e del fisico Dr. JAMES MCDONALD, la prima per overdose, gli ultimi due per presupposti suicidi.

I dettagli di questi decessi, nonostante le dichiarazioni ufficiali, sono inquietanti, e non poco. Ognuno dei tre era giovane, di successo, affermato, e tutti e tre erano profondamente coinvolti nelle indagini ufologiche.

 

 

 

La Kilgallen, la più famosa giornalista dei suoi tempi, molto affermata in Inghilterra ad altissimi livelli, scrisse due articoli che forse firmarono la sua condanna a morte. Il primo del febbraio 1954, parlava di un incontro segreto dei capi militari mondiali programmato per l’estate successiva. L’altro del 1955, pubblicato poco prima della sua morte per overdose accidentale di barbiturici ed alcool (alla Marilyn Monroe, tanto per intenderci), parlava di un ignoto ufficiale inglese di gabinetto, che avrebbe detto: “Gli UFO sono creati da piccoli omini alti meno di un metro. È spaventoso, ma non si può negare che gli UFO vengano da altri pianeti!“. Qualunque fosse la fonte (pare fosse un nobiluomo della famiglia Mountbatten), questa voce nell’atmosfera degli anni ’50 era inaccettabile.

Da ricordare che il Robertson Panel, abilmente orchestrato dalla CIA, si era riunito nel 1953 ed aveva emesso il famoso Report.

In sintesi: questo documento e l’attitudine generale dei suoi componenti, rappresentavano una linea dura per insabbiare tutti i casi UFO più significativi. Con l’anno 1953 e con questo incontro iniziò ufficialmente il cover-up governativo sul fenomeno che continua ancora oggi, ma con ben altre sfumature.

Ma davvero la Kilgallen si uccise involontariamente? O, forse, fu aiutata a farlo?

Il Dr. James McDonald, fisico dell’Institute of Atmospheric Physics e professore presso il Department of Meteorology dell’Università dell’Arizona, tentò il suicidio nel 1971. Nessun altro negli anni ’60 aveva combattuto duramente come lui per convincere il Congresso ad affrontare seriamente il problema UFO, della cui esistenza era più che convinto. McDonald era diventato una spina nel fianco per coloro che volevano mantenere il cover-up ufficiale e, non vale manco la pena dirlo, la sua morte fu un sollievo per tanti.

McDonald, presumibilmente depresso, nel 1971 si sparò alla testa, ma, il colpo, gli provocò solo una parziale cecità, non la morte. Ricoverato presso un istituto specialistico, alcuni mesi dopo il primo tentativo, riuscì a fuggire via il 14 giugno 1971, e secondo la ricostruzione ufficiale, salì su un taxi che lo portò ad un negozio di armi ove comprò una calibro 0.38 spagnola, si fece poi portare verso nord, nel deserto, dove si fece lasciare alle ore 16:00 in un’intersezione. Camminò da solo per un miglio fino al Canyon del Oro, luogo a lui familiare, e lì si sparò. Ma questa ricostruzione appare francamente davvero poco probabile.

Il suo corpo fu trovato da un signore sotto un ponte il giorno dopo, a mezzogiorno. Quando fu ritrovato, la polizia dichiarò che era morto già da 8-10 ore.

In teoria qualcuno avrebbe potuto intervenire prima per cercarlo se qualcuno avesse chiamato la polizia immediatamente, e se le efficientissime squadre di ricerca e soccorso di Tucson fossero state messe all’opera. Ma nessuno le chiamò mai.

L’astronomo ed archeologo MORRIS KETCHUM JESSUP commise anch’egli un suicidio sospetto nel Dade County Park, Florida, nel 1959. Tuttavia non ci sono dubbi che il noto autore di lavori importanti ed influenti come ‘The Case for the UFO‘ e ‘The Expanding Case for the UFO‘ a lungo andare fosse andato in depressione. Si, ma perchè?

Le cose non andavano troppo bene per lui, dobbiamo ammetterlo: il divorzio, le pubblicazioni che, benché si fossero rivelate importanti negli anni, ed oggi sono introvabili, allora vendettero poco, la sua alienazione dall’ambiente scientifico che lo amareggiava, i pochi amici rimastigli (il biologo Ivan T. Sanderson, ed il dr. Martin Valentine). Sanderson, disse di averlo visto preoccupato per”‘strani eventi” che lo avevano “coinvolto in un mondo irreale e completamente malato”.

Ma era davvero così malridotto, o fu portato a diventarlo?

Anna Genzlinger investigò a fondo la sua morte e così concluse: “L’uomo era stato messo sotto un certo tipo di controllo mentale. In quel periodo si sperimentavano mezzi di controllo mentale che solo oggi sono venuti a galla. Alcuni fatti sul caso lasciano attoniti. Non fu neppure fatta l’autopsia sul corpo, che per legge si deve fare su ogni sospetto suicida“.

Il Sergente Obenclain, che era stato sul posto poco dopo il ritrovamento del cadavere, commentando la sua morte avvenuta a causa del monossido di carbonio esalato dalla sua auto disse: “Tutto sembrava fatto in maniera professionale. Il tubo era legato con un filo spinato allo scappamento e stranamente era di un annaffiatoio meccanico e non manuale.“.

Stando alle dichiarazioni della ex-moglie, Morris aveva iniziato a ricevere strane telefonate subito dopo le indagini sul progetto top-secret effettuato dalla Marina USA, il Philadelphia Experiment, quando, all’epoca, a capo del cover-up sugli UFO c’era l’ONI (Office of Naval Investigations).

E non finisce qui…

FRANK EDWARDS, il noto commentatore radiofonico, che, come James McDonald stava premendo per avere udienze da parte del Congresso sugli UFO, morì di un supposto infarto il 24 Giugno 1967, proprio nel giorno dell’anniversario dell’avvistamento di Kenneth Arnold. Una mera coincidenza? Forse no.

Alcuni ufologi prominenti morirono lo stesso giorno: ARTHUR BRYANT, contattista; RICHARD CHURCH, membro consigliere del CIGIUFO, e lo scrittore di fantascienza WILLIE LEY.

Gli annali di ufologia sono spaventosamente pieni di morti di ufologi dovute a strane forme di cancro maligne e veloci, per infarti fulminanti, suicidi sospetti e per tutta una serie di strani accadimenti. Solo un caso?

E che dire dell’ex-segretario della difesa James Forrestal, morto per presunto suicidio, precipitando dal 16° piano dell’ospedale di Bethesda, dov’era ricoverato, nel 1949? E dello scrittore ufologo DAMON RUNYON JR che si gettò da un ponte di Washington nel 1988? Lo fece per volontà sua? E cosa accadde davvero al dr. B. NOEL OPAN che, nel 1959, dopo una presunta visita di misteriosi MIB, sparì, così come fece EDGAR JARROLD, l’ufologo australiano l’anno dopo?

Come ci spieghiamo la lunga serie di infarti che uccise Edwards, lo scrittore H. T. Wilkins, Henry E. Kock, il giornalista Frank Scully ed il famoso contattista George Adamski?

E come spiegarci la lunga serie di suicidi: Reverendo Della Larson, contattista, la scrittrice Gloria Lee (Byrd), la ricercatrice di UFO che scoprì il corpo di Larson Marie Ford, e gli ufologi Doug Hancock e Feron Hicks?

E che dire dei cancri maligni e fulminanti che portarono velocemente alla tomba l’ufologo canadese Wilbert B. Smith, l’ufologo brasiliano il Dr. Olavo Fontes, Jim e Coral Lorenzen, il biologo Ivan T. Sanderson ed il fondatore del CUFOS il Dr. Joseph A. Hynek?

Certo non tutti costoro, né i meno importanti che non possiamo qui includere, furono eliminati.

Molti morirono sì di cause naturali, ma altri lasciano seri dubbi ed altri ancora sembrano avere il marchio di Caino.

Sappiamo com’è facile indurre colpi apoplettici, ed infarti usando sostanze chimiche e fasci pulsanti. Sappiamo come alcuni governi siano ancora coinvolti in ricerche psico-tecnologiche e come una mente umana possa essere manipolata, così tanto da portare, in modo subdolo, un soggetto alla pazzia.

L’ufologia non è un passatempo né hobbistico né tantomeno sicuro. Ci sono pericoli reali, nel mettere il naso in alcune cose. Molte morti di cui sopra sono sospette. Altre paiono apertamente delle esecuzioni. A che scopo, e chi le ha attuate?

 

Fonte: http://www.vedosentoeparlo-bacab.blogspot.com

 

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