I ghiacci si sciolgono. Il sole arriva con due giorni di anticipo ad Ilulissat in Groenlandia

 

 

Il sole è arrivato con due giorni di anticipo. La notte polare è finita prima del previsto ad Ilulissat, un paesino di 4.500 abitanti sulla costa occidentale della Groenlandia.

Da sempre, dopo sei settimane di buio, la luce ricompare in cielo il 13 gennaio. Quest’anno invece l’11.

Escluso qualsiasi cambiamento nell’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre (altrimenti ce ne saremmo accorti tutti…), la causa ritenuta probabile è l’abbassamento locale della linea dell’orizzonte legata allo scioglimento dei ghiacci.

Un’altra possibile spiegazione del sole in anticipo è che si sia trattato di un fenomeno ottico di rifrazione. In ogni caso, un massiccio scioglimento dei ghiacci è in corso in Groenlandia, e più in generale nell’Artico.

Ricordate? La superficie ghiacciata si è ridotta perfino in dicembre.

Ho scartabellato a lungo su internet a proposito del sole di Ilulissat: lì per lì poteva sembrare una bufala bella e buona, anche perchè molti link rimandano ad un articolo del Daily Mail: con rispetto parlando, è tutto tranne che una blasonata pubblicazione scientifica.

Però la notizia, prima ancora che sul Daily Mail, è comparsa sul sito della radiotelevisione nazionale austriaca. Ne ha parlato anche la radio della Groenlandia. Insomma: incredibile ma – pare proprio – vero.

E incredibili ma vere sono anche le temperature anomale della Groenlandia. Non si fa fatica a credere che lo spessore dei ghiacci si sia ridotto fino al punto di abbassare la linea dell’orizzonte e consentire di vedere in anticipo la prima luce del sole.

Come segnala Meteogiornale, dicembre ha visto fasi di caldo record per il periodo e addirittura nel Sud dell’Isola le temperature sono rimaste a tratti attorno allo zero, facendo cadere la pioggia invece della neve

Secondo la WMO (Organizzazione meteorologica mondiale), in Groenlandia di recente le temperature si sono assestate in media ben 3 gradi sopra la norma.

In aggiunta, il 2010 è stato uno dei tre anni più caldi di sempre: la Nasa non ha ancora perfezionato i calcoli fino al punto di assegnargli un posto definitivo nella classifica.

 

Fonte:www.blogeko.it

 

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