Iside e l’Albero della Vita: riflessioni sull’allineamento galattico e sulla via del ritorno della Qabbala (Parte 2)

 

Unben-et ah der senekh

Io nasco come luce che respinge le tenebre

 

L’immagine con cui abbiamo chiuso il precedente post, quella dei kelipoth che secondo la tradizione qabbalistica oscurarono la luce e la saggezza della sorgente primordiale, ha un perfetto parallelismo nel concetto indotibetano dei klesha, che sono all’origine della sofferenza umana. I klesha, contaminazioni emotive o “veleni”, ci tengono legati al ciclo infinito di morte e rinascita. Come nuvole tempestose che turbinano nel cielo oscurando la radiosa luce del sole, i klesha dell’ignoranza/illusione, rabbia/aggressività, desiderio/attaccamento, orgoglio/arroganza e invidia/gelosia oscurano l’innata luminosità della mente. Per raggiungere l’illuminazione occorre ripulire la mente da queste contaminazioni, trasformandole nelle qualità illuminate dello spazio, della chiarezza, del discernimento, dell’equanimità e della “saggezza che comprende tutte le cose”. Attraverso questo processo trasformatore il velo si solleva e ci troviamo faccia a faccia con la nostra vera natura.

In realtà, siamo esseri eterni. Siamo riflessi del divino, rappresentazione frattalica e specchio della divina sorgente. In quanto semi di pura luce e dell’energia della Shakti/Shekhina, siamo la divinità nel processo di riconoscere se stessa. Siamo dèi/dee incarnati, un’emanazione materializzata e cristallizzata e un’incarnazione della nostra progenitrice divina, la proiezione esteriore della pienezza divina (Shekhina) nella dimensione fisica (Malkhut). Siamo sfaccettature irripetibili dell’immagine globale di un universo interconnesso in perenne evoluzione. Avvolti dai veli del kharma, dagli involucri delle kelipoth, abbiamo dimenticato la nostra eredità divina. Ma, aprendo la porta su questa antica saggezza, possediamo il potenziale per questa grande trasformazione.

Come affermano gli insegnamenti e le pratiche di tutte le grandi tradizioni del mondo, giunge un momento di risveglio in cui il ricercatore ritira il cuore e la mente dal rumore e dalle distrazioni del mondo esterno della materia e li rivolge al mondo interiore dello spirito. Quando ciò accade, quando si inizia a comprendere la bellezza e la grazia della più grande realtà divina, nasce un desiderio di libertà interiore, di chiarezza, integrazione e riunificazione. Attraverso il processo di purificazione che passa per la devozione, l’impegno e la retta azione, l’anima che si è rivolta all’interno aspira alla sua vera dimora nella luce.

Secondo i qabbalisti, il dovere principale di ogni ebreo è quello di collaborare al tikkun, la restaurazione del mondo. Nella shevirah, Shekhina, ogni anima, sperimenta il dolore della separazione dalla magica beatitudine dell’unione divina. Da un certo punto di vista siamo caduti per portare la luce nelle tenebre, per illuminare la melma e il letame della prima materia, per trasformare la tenebra in luce. Siamo caduti per sperimentare la natura della dualità e dell’esistenza materiale. Siamo caduti perché, quando giungerà il momento dell’illuminazione e della reintegrazione, la riunione con la suprema sorgente sia un’immensa dolcezza.

 

nuk ua em ennu en Khu ammu Xu

Io sono uno dei risplendenti esseri di luce

Sul piano simbolico, l’allineamento galattico rappresenta l’opportunità per tutti noi di invertire il processo. Placando la mente e ascoltando la voce del cuore, scoprendo in noi il luogo del silenzio e accordando il battito del nostro cuore con il battito galattico della grande madre, il viaggio ha inizio. In questa dimensione di pace possiamo iniziare a bruciare gli strati di oscurità in cui siamo immersi, fisici, mentali ed emozionali. Attraverso la chiara luce della retta azione, della sincerità e dell’integrità, attraverso il potere dell’amore e della compassione, la scintilla o il seme fondamentale della Shakti/Shekhina riceve nutrimento e inizia a germogliare e a crescere dentro di noi. I rigidi involucri delle kelipoth e dei klesha, le emozioni e i pensieri negativi, le vecchie abitudini e le propensioni karmiche, si sciolgono.

Secondo la Qabbala, quando questo avviene le sacre acque iniziano a scendere da Keter, il chakra della corona, e attraverso il canale centrale de corpo raggiungono Malkhut, il chakra radice e la dimensione terrena della Shekhina, per contattare e rivitalizzare la Shakti kundalini, l’energia della dea che giace addormentata. Attraverso questo contatto con la radianza divina, la kundalini si risveglia e, con le movenze di un serpente, risale attraverso i vortici in movimento dei chakra e delle sefiroth.

Risalendo attraverso Yesod, la kundalini spazza via gli ultimi residui del nostro tumulto mentale ed emotivo, le nuvole di confusione che ci avvolgono. Poi raggiunge il centro del cuore, Tiferet, il luogo della grazia, della bellezza e della compassione. Qui il ka, che a un livello è la forza vitale e la matrice astrale del corpo fisico, e a un altro livello la matrice dell’ego e della personalità, si riunisce al ba, l’anima cosmica.

Il cuore mette le ali, perché l’essere reintegrato incontra Da’at, il centro pineale, il centro della galassia e la sede della grande dea madre. Come il figlio che ritorna tra le braccia della madre, come la sposa che entra nel talamo nuziale, i lunghi anni di esilio sono terminati e il momento della riunificazione è prossimo. La Shakti si riunisce a Shiva, la Shekhina si riunisce a Dio, Iside vi accoglie nel suo abbraccio e vi riporta a casa. Mentre il vostro spirito eterno si innalza dalla terra verso il sole, verso il centro della galassia, verso la sorgente divina, il vostro corpo energetico luminoso inizia a risplendere di divina radianza. Al suo culmine, il punto omega di questa esperienza, vi trasmutate in un puro essere luminoso, fatto del potere risplendente della divinità. Siete un essere pienamente realizzato, in grado di aiutare tutti gli esseri senzienti sul sentiero dell’illuminazione.

Gli insegnamenti tradizionali di tutto il mondo affermano che in qualunque momento abbiamo la possibilità di trovare questa eterna via del ritorno e di incamminarci su di essa. Ma, come sapevano gli alchimisti, ci sono momenti più favorevoli al compimento della grande opera. L’allineamento galattico del 2012 e gli anni che lo precedono contengono la promessa e il potenziale dell’alba di una nuova era galattica/lunare che nascerà dagli spasmi dell’agonia dell’era solare. Questo momento di opportunità collettiva è molto vicino. Sta a noi intuire, comprendere e utilizzare il suo straordinario potere di trasformazione.

 

Fonte:http://2012ladistruzione.blogspot.com

 

Annunci