Secondo Gill Edwards, questo periodo di grande risveglio (ovvero gli anni che precedono e che seguiranno il 2010) è tutto incentrato sull’amore. E’ l’espansione della coscienza al di là dei vecchi miti di creazione per comprendere che l’universo si fonda sull’amore incondizionato, da cui siamo inseparabili. L’amore è ciò che siamo. Non siamo vittime del destino, del caso o del karma, ma co-creatori divini di tutto ciò che ci accade, senza eccezioni. Siamo frammenti creativi, scintille della Sorgente/Dio/Amore. Questo universo amorevole è fatto per aiutarci a trasformare i nostri sogni in realtà e noi siamo dèi e dee apprendisti nell’arte di realizzare i nostri sogni.

In questo momento, molti di noi oscillano tra due mondi diversi: il normale mondo della paura, della lotta, della colpa e del vittimismo, riflesso nelle notizie dei media, e il mondo emergente dell’amore, della gioia, della guarigione e della consapevolezza spirituale che ribolle dietro il primo nel gruppo sempre più numeroso di “creativi culturali” che stanno alimentando una nuova coscienza. Entrando pienamente in questa nuova realtà, la vita quotidiana assume una qualità numinosa e ci sentiamo sempre più vivi. Comprendiamo che il mondo esterno è un riflesso di quello interno. Non c’è più vera separazione tra interno ed esterno. Mentre sempre più creativi culturali vivono in base a questa prospettiva allargata e cooperano a progetti creativi e innovativi, il mondo ne viene trasformato.

Negli ultimi due millenni, l’umanità è stata tenuta in soggezione dalla paura e dal giudizio. La religione è stata usata come strumento di controllo sociale e di conformismo. Strane credenze totalizzanti in un Dio iroso e giudicante hanno messo radici nella psiche umana, convincendoci che essere spirituali, o degni d’amore, significa essere buoni. Ovvero, fare ciò che gli altri vogliono che noi facciamo, uniformarci alle regole e alle richieste della società, mettere i bisogni degli altri prima dei nostri, sacrificare noi stessi, negare noi stessi, dimostrare che siamo degni.

La maggior parte di noi ha interiorizzato questa voce fredda, critica e repressiva (il dio giudicante) che ci dice come comportarci, ci critica continuamente, ci tiene sotto pressione e schiaccia o nega i nostri veri sentimenti. Poiché le emozioni e i desideri sono il linguaggio dell’animale, ciò equivale a un assassinio dell’anima. Più diamo potere a questo giudice interiore, più rimaniamo soggiogati e rinchiusi. Ci sentiamo in gabbia, ci sentiamo impotenti. Le imposte delle nostre finestre sono sbarrate. L’inevitabile risultato sono l’ansia, la depressione, la malattia, la disfunzionalità nei rapporti e un’infelicità generalizzata che non sappiamo spiegare.

Il grande risveglio è il cambiamento verso una cosmologia matura in cui non siamo più miserabili vermi in cerca di redenzione, né siamo stati crudelmente ripudiati da un Dio distante (o assente). Al contrario, siamo esseri divini e creativi in forma umana. Siamo scintille divine in un processo di evoluzione conscia. Paradossalmente, questa diffusa idea di Dio e del cosmo è emersa dallo stesso ambito che un tempo rigettava Dio come non necessario e irrilevante: il mondo scientifico. Alle nuove frontiere della fisica e della biologia, una nuova psicoenergetica della realtà sta incominciando a ribaltare il nostro “senso comune”. In questa nuova cosmologia, l’universo è una rete interdipendente di energia-coscienza. E’ la coscienza che determina il collasso della vecchia visione, portandoci alla comprensione che è la nostra mente che decide ciò che ci accade nella vita, non un Dio giudicante. Nessun comandamento dal cielo. Nessuna vittima del caso, del destino, del karma o dell’eredità genetica. Al loro posto scopriamo un universo in cui l’amore è così incondizionato da dire “sì!” a tutti i nostri desideri. Non fa domande. Nessun bisogno di essere degni o meritevoli. Nessun dubbio sul nostro “diritto” a nutrire un certo desiderio. L’universo ha risorse infinite e può coordinare benissimo tutte le richieste degli esseri che lo compongono. Chiedete e vi sarà dato. E’ semplicissimo.

A dire il vero, no, non è così semplice. Come rivela sempre meglio il nuovo paradigma scientifico, l’energia segue il pensiero. Otteniamo ciò su cui siamo focalizzati. Focalizzatevi sui problemi e i problemi diventeranno sempre più seri. Focalizzatevi sulle vostre paure e prima o poi prenderanno forma. Focalizzatevi su ciò che desiderate e lo attirerete verso di voi. Focalizzatevi sui vostri limiti e non riuscirete mai più a superarli. Otteniamo ciò che ci aspettiamo e possiamo dimostrarcelo sempre meglio. Potete avere tutto ciò che volete, ma dovete inviare i segnali giusti. I vostri desideri e le vostre aspettative devono essere chiari e coerenti.

Che cosa frammenta la nostra energia, provocando segnali incoerenti o contraddittori? La paura e il giudizio, il non sentirsi degni. Sentirsi non meritevoli, non all’altezza. Sentirci in colpa per i nostri desideri. Temere che ottenere ciò che vogliamo privi gli altri di quello che vogliono. Dire a noi stessi che dobbiamo essere buoni e obbedienti, che dobbiamo mettere sempre prima gli altri, che dobbiamo accontentarci di ciò che abbiamo. Pensare che i sogni non possono avverarsi o che, se soffriamo e se ci sacrifichiamo adesso, otterremo in seguito una ricompensa. Provare angoscia di fronte al cambiamento. Avere paura che tutto ci crolli addosso. Un numero enorme di pensieri negativi è prodotto dalle vecchie cosmologie, dal Dio che agita minaccioso il dito dall’alto dei cieli, o dall’idea che il mondo sia qualcosa di resistente e limitato in cui abbiamo pochissima libertà d’azione.

Secondo Abraham, il fondamento della vita è la libertà, il suo scopo è la gioia e il suo risultato è la crescita. Questa triade formata da libertà, gioia e crescita è la pietra angolare di una nuova spiritualità più matura fondata su un nuovo paradigma: una spiritualità di amore incondizionato in cui ognuno di noi è una scintilla creativa di una sorgente infinita e onnipresente di energia-coscienza. Libertà, gioia e crescita sono la nuova santissima trinità. Essere co-creatori assieme a questa sorgente di energia significa creare continuamente nuovi sogni e desideri, e imparare a manifestarli nella realtà fisica. Abbiamo scelto di essere qui per passare un periodo di tempo splendido, magnifico e radioso!

Lo scopo della vita è la gioia. Il movimento New Age considera la crescita spirituale lo scopo della vita, ma anche questa idea ricade nel paradigma caduta/redenzione, con la conseguente idea che in noi c’è qualcosa di sbagliato che va corretto. Non siamo qui nemmeno per servire il mondo. Anche questa idea proviene da quella parte assoggettata e condizionata di noi che si sente indegna e vuole giustificare la propria esistenza (oppure da una parte di noi che si sente superiore). Ma il vero scopo della vita è la gioia. Che sollievo! E, dato che il fondamento della vita è la libertà, in che modo trovare questa gioia dipende completamente da noi. Questo è il pianeta della libera volontà. Non c’è giudizio sulle nostre decisioni, né qui né in un aldilà. Poiché l’universo è allineato all’amore, alla gioia e alla libertà, la vita sarà più bella e più facile se scegliamo di essere felici, invece di cercare di apparire “buoni” agli occhi degli altri.

Per questo le persone dovrebbero cercare di essere felici, invece di cercare di essere buone. Come dice Joseph Campbell: “Seguite la vostra felicità”. Se pensate che essere spirituali (o amorevoli) significhi essere buoni, siete in un grosso guaio. Significa che vi siete identificati spiritualmente con il mondo dell’io, il mondo del giudizio, e che vi state imprigionando in mondi nevrotici. Tentare di essere buoni e virtuosi ci fa sentire abbandonati e impotenti. Tentare di essere buoni significa farci controllare dagli altri, dalla religione, dai doveri, dagli obblighi e dalle pressioni a uniformarci. Soffochiamo o neghiamo qualunque sentimento o desiderio che sembra inaccettabile agli altri e ci trasformiamo in marionette alla continua ricerca di approvazione e ammirazione. Ci tagliamo fuori dalla nostra guida emotiva/intuitiva, il Dio dentro di noi, che ci incita a soddisfare i nostri desideri. La vita diventa una tortura priva di gioia. Ogni volta che danziamo alla musica di un altro perdiamo noi stessi e sprechiamo il nostro potenziale unico. Come dice Shakespeare nell’Amleto: essere vero a te stesso. Se siamo veri a noi stessi, onorando i nostri sentimenti e i nostri desideri, iniziamo a vivere una vita realmente nostra, una vita che sarà sempre più gioiosa, più amorevole, più autentica, più ricca, più creativa e piena di significato.

Seguire la nostra felicità onora il divino femminile. Onorando la nostra sensualità, la nostra sessualità, la nostra creatività e i nostri desideri, e facendo quello che ci fa cantare il cuore e ridere di gioia, stiamo incarnando la nostra anima. Entriamo nella nuova cosmologia olistica che considera tutte le cose sacre e divine. Annulliamo i confini tra la terra e il cielo. La gioia rende coerente la nostra energia, che a sua volta attira altra gioia, miracoli e sincronicità.

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