I buchi neri sono contraccettivi cosmici

Non fanno nascere stelle. E’ una scoperta italiana, grazie a supercomputer

 

Come ”contraccettivi cosmici” i buchi neri ostacolano la nascita delle stelle: oltre a risucchiare grandissime quantita’ di materia, scagliano a grandissime distanze getti di gas rovente che riscaldano la temperatura degli ammassi di galassie al punto da impedire la formazione di nuove stelle. Lo ha scoperto un gruppo di astronomi e astrofisici italiani dell’universita’ di Bologna, utilizzando il supercomputer del centro di calcolo Cineca.

In via di pubblicazione sulla rivista britannica Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, la ricerca e’ riuscita spiegare perche’ i buchi neri funzionano come ”pillole” cosmiche, rendendo l’universo piu’ povero di stelle e meno giovane di quanto ci si aspettasse.

”I buchi neri di cui ci occupiamo si trovano nei grandi ammassi galattici”, spiegano gli autori della ricerca: Massimo Gaspari, Claudio Melioli, Fabrizio Brighenti e Annibale D’Ercole. ”Questi ammassi – proseguono – sono enormi palle di gas che, inglobando fino a migliaia di galassie, rappresentano gli oggetti piu’ grandi del cosmo. Il loro centro e’ di solito occupato da una galassia gigante nel cuore della quale c’e’ un buco nero”.

Finora si riteneva che il gas all’interno degli ammassi di galassie si raffreddasse progressivamente, addensandosi e favorendo la formazione di nuove stelle. Invece i dati forniti negli ultimi dieci anni da satelliti americani ed europei hanno dimostrato che la nascita di nuove stelle e’ un evento raro e che l’eta’ media delle galassie e’ piu’ avanzata di quanto si pensasse. La spiegazione di questa ”crisi delle nascite” stellare e’ arrivata solo ora dal gruppo di ricerca italiano.

Ulteriori dati saranno adesso raccolti dagli stessi ricercatori, che potranno utilizzare un computer della Nasa nel cuore della californiana Silicon Valley, dieci volte piu’ potente di quello del Cineca. L’obiettivo e’ verificare lo stesso modello matematico riesce a spiegare quello che accade in ammassi di galassie piu’ piccoli e perfino nelle galassie.

 

 

Fonte: http://www.ansa.it

 

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