Qualsiasi cosa provenga da questo piano di esistenza duale, rimane duale.

Ogni parola, ogni pensiero, ogni cosa (anche questo post), appena nasce, nasce duale.

Nel momento stesso in cui io penso o dico una parola, essa è duale, per sua natura intrinseca.

 

Esempi:

Quando parlo di Silenzio, esso è duale perchè ha un suo opposto = Rumore.

Quando parlo di Giusto, esso è duale perchè ha un suo opposto = Sbagliato.

Quando parlo di Me, esso è duale perchè ha un suo opposto = Altri.

Quando parlo di Conoscenza, essa è duale perchè ha un suo opposto = Ignoranza.

Quando parlo di Consapevolezza, essa è duale perchè ha un suo opposto = In-Consapevolezza.

 

Ogni etichetta che diamo a qualsiasi cosa, rende la cosa stessa duale: e qui casca l’asino, perchè per forza di cose noi dobbiamo dare etichette a qualsiasi cosa, anche solo per poter comunicare tra di noi.

Non è possibile, quindi, su questo piano pensare o immaginare in modo non duale: è al di fuori delle nostre possibilità di esseri umani.

L’Uno rimane per noi concettualmente inconcepibile perchè al di fuori delle nostre possibilità umane.

Ciò non è errato, infatti rientra nei Piani Divini che noi facciamo esperienza ed acquisiamo Coscenza della Nostra Individualità, all’interno del Tutto, attraverso diverse esitenze duali e, necessariamente, ciò deve essere fatto su questo piano di esistenza duale.

Anche l’espressione, per quanto vera, che dice che TUTTO E’ UNO rimane, a tutti gli effetti, a noi razionalmente inconcepibile in quanto siamo esseri immersi in un mondo dove, nella pratica dei nostri sensi materiali, TUTTO E’ SEPARATO DA TUTTO IL RESTO.

L’unica cosa che possiamo, e dobbiamo, fare è lavorare su noi stessi per aspirare ad innalzarci verso “Altri Piani” di esistenza (…qualcuno ha notato che anche l’espressione “Altri Piani” è un modo di esprimersi duale?).

 

Eremita in viaggio

fonte: http://ilviaggiodelleremita.com

 

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