Siamo pronti ad ammettere questa lezione delle riunioni di Rio+5 e Kyoto: che dobbiamo smettere di sperare nella saggezza ambientale e nella volontà politica dai leaders e dalle loro conferenze? Forse dobbiamo guardare altrove, riconsiderare queste tradizioni visionarie e religiose che ci trasformerebbero. Certamente, ad ora esiste un consenso scientifico crescente: se diamo valore alla vita sulla Terra, dobbiamo cambiare le nostre vite.

Ricercatori in campi disparati ci sfidano a rivedere profondamente la nostra relazione con la Terra. Alcune convergence sorprendenti sono in corso. Quegli investigatori che hanno un approccio visionario alla nostra crisi ambientale globale stanno rinforzando le conclusioni di quelli che hanno un approccio scientifico o materialistico. Come se fede e scienza fossero divenute strane nuove compagne di letto, come se William Blake e Isaac Newton per necessità si fossero infine seduti assieme, come due colleghi anziani che hanno deciso di mettere da parte le vecchie inimicizie per affrontare una nuova catastrofe sotto il sole.

Nessuna sfida per trasformare noi stessi è più strana e potenzialmente più inquietante dell’esame clinico dello psichiatra John Mack di Harvard su quello che è conosciuto popolarmente come “il fenomeno dell’ abduction”. Potremmo fare bene a dare un’occhiata al libro di Mack ” Abduction: Human Encounters with Aliens” (1994) come l’ultimo in una linea antica e onorevole di narrativa di trasformazione mitica.

Esistono diverse possibili spiegazioni per le visite straordinarie tra esseri umani e Qualcosa d’Altro che viene descritto dai pazienti di Mack. Sono tutti in una cospirazione per eseguire una vasta frode? Mack sta affrontando un’esperienza psicologica e persino religiosa di massa, con impressionanti similarità tra decine di persone in diversi posti e da diversa provenienza? Oppure, infine, è qualcosa di più reale in corso, un evento fenomenologico che dovremmo ascoltare? Poco importa la fonte da cui viene rivelata la verità, perchè ci serve chiaramente la rivelazione.

Mack suggerisce che gli alieni siano qua per mostrarci che ci siamo tagliati fuori da un universo che, come insegnato a lungo dalle religioni del mondo, contiene intelligenze oltre il reame materiale. Anche quei razionalisti che non potrebbero accettare mai tale formulazione – religiosa o altra – dovrebbero notare il messaggio che Mack ha scoperto nelle esperienze delle abduction: che è la nostra visione del mondo, il “paradigma Occidentale, Newtoniano/Cartesiano o materialistico/dualistico della scienza” che sta alla base di molte delle nostre pratiche minacciose per il nostro futuro. Dai messaggi che i suoi “addotti” ci portano dalle loro avventure, Mack indentifica quattro schemi distruttivi: avidità corporativa, ingiustizia economica, violenza “etnonazionale” e, soprattutto, “distruzione ecologica su una scala che minaccia la sopravvivenza dei sistemi viventi della Terra”.

Ad un punto nel suo libro, Mack raccomanda ai suoi lettori “Beyond the Limits: Confronting Global Collapse, Envisioning a Sustainable Future” (1992) di Donella Meadows, che lui descrive come una rappresentazione “ben ricercata” delle conseguenze delle nostre abitudini di coscienza. Infatti potremmo vedere i libri di Mack e della Medaows come due approcci diversi allo stesso problema, il primo filosofico-visionario e il secondo scientifico-materialistico (es, massicciamente documentato). La cosa che colpisce è che entrambi concludono che la nostra crisi ecologica è radicata nella nostra cultura.

Nella colonna di un recente magazine, la Meadows comprime i risultati della sua lunga ricerca in un dialogo tra l’ Economia e la Terra. Come lei la pone, “Il primo comandamento dell’ economia è: Crescere, Crescere per sempre… Il primo comandamento della Terra è: Quanto basta.” La nostra economia, lei implica, una disciplina che ha appena 200 anni, è largamente ignorante di tutto a parte sè stessa – come le abitudini di un adolescente davanti allo specchio. Nella sua arroganza ha una regola: Fai quello che produce denaro. Nega ogni altro valore e priorità concepibile. Non tiene conto del futuro. Chiaramente potremmo aver sviluppato una economia di maggior complessità e più profonda coscienza. Una economia delle conseguenze. Una economia della sostenibilità. Una economia dell’auto-esame e dell’etica. Ma abbiamo scelto di non farlo.

Come la Meadows nel suo articolo, anche i pazienti di Mack stanno istigando un dialogo – non proprio il classico dialogo tra corpo e anima, ma un dialogo tra i nostri sè migliori e peggiori. Se insistiamo sul dare prezzo alle merci nascondendo i costi sociali ed ambientali per produrli, se indeboliamo i regolamenti in modo che siano ottimizzati, se continuiamo a premiare aziende i cui pasticci vengono puliti da altri, se siamo più ossessionati dai titoli azionari che dalle nostre specie di piante e animali, allora chiaramente ci serve la visita di qualche Messaggero Alieno.

La buona notizia è che la Meadows crede nella possibilità di guarigione e sostenibilità, se reagiamo radicalmente e prontamente, se possiamo introdurre la necessaria “maturità, compassione, saggezza”. Beyond the Limits fornisce esempi di persone e anche corporazioni che si comportano in modo maturo e in alcuni casi risparmiando come risultato. La Meadows raccomanda un programma flessibile e ampio di ristrutturazione, il primo passo è l’informazione.

Perchè la disinformazione è una grossa parte del nostro poblema, come vividamente mostrato da un libro più recente, The Heat Is On (1997) dal vincitore del Premio Pulitzer Ross Gelbspan, che espone la campagna di propaganda dei governi OPEC e dalle compagnie dei carburanti fossili per screditare il consenso scientifico sul riscaldamento globale. Non importa che 2500 scienziati delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico abbiano avvisato dei pericoli, con dati scientifici, i governi del mondo.

Come per i giganti del tabacco a cui nessuno crede più, la lobby dei carburanti fossili ha iniziato a pagare un gruppo di accademici per presentare la propria visione minoritaria davanti al Congresso. Il Congresso e la stampa ufficiale hanno sostenuto le affermazioni degli scettici sui gas serra, come la rappresentazione di un legittimo punto di vista opposto.

Dobbiamo imparare a rigettare tali affermazioni fasulle e per questo ci serve un’educazione migliore e qualitativamente diversa, come ha suggerito lo scrittore ambientale Aldo Leopold, due generazioni fa. Ci servono buoni dati sugli effetti del nostro comportamento corrente. Come altrimenti ci muoveremo verso il cambiamento? Forse, dopo tutto, questo è il messaggio delle voci che il Dr.Mack ci porta. Riporta che i suoi pazienti, in modo continuativo, hanno scoperto dalle loro esperienze un nuovo, persino sacro, senso del loro posto nel cosmo, più rispettoso e armonioso in relazione con la Terra. Ora stiamo negando i nostri principi più elevati e le nostre tradizioni; ci stiamo dando ai nostri peggiori impulsi, all’egocentrismo, all’avidità e alla cecità volontaria.

Per Mack, il fenomeno abduction ci invita a partecipare a niente meno che l’evoluzione della coscienza come proposta da Leopold e dalla Meadows. Le investigazioni di Mack possono sfidare i limiti e i paradigmi della nostra corrente astrofisica e psichiatria, ma questo non nega l’urgente e trasformante immaginario del cataclisma ecologico riportato dai suoi pazienti. Così come non nega il potere del mito rigenerativo che i pazienti di Mack sembrano raccontare. Gli “esseri alieni” emergono come una minoranza di figli e figlie della cultura Occidentale (i forestieri e rinnegati) su qualche spiaggia distante della nostra umanità, più favorevole alla vita. Potete quasi vederli mentre ci osservano, scuotono la testa con perplessità verso la dannata razza umana, verso – per usare le parole di Mack – la nostra “aggressività…e distruttività cieca o gratuita”.

Come io penso sul lavoro psichiatrico di Mack con pazienti che hanno sofferto qualcosa, gli “extraterrestri” mi sembrano figure in un sogno profetico, figure che ci richiamano, anche se appartengono a un cosmo del quale con impegno neghiamo l’ordine fisico e spirituale da lungo tempo. Robert J. Begiebing è l’autore di molti articoli e di cinque libri, recentemente di due romanzi intitolati The Strange Death of Mistress Coffin e The Adventures of Allegra Fullerton .

La sua scrittura narrativa è stata sostenuta con sovvenzioni dal Lila Wallace Readers Digest Fund e dal NH State Council for the Arts.

E’ professore di Inglese al New Hampshire College, dove ha vinto diversi premi per l’insegnamento. Questo saggio è stato pubblicato originariamente nel World Magazine in Luglio/Agosto 2000, il journal of the Unitarian Universalist Association, Boston, MA. Si tratta di una versione modificata di un saggio più lungo, “Thinking Like A Cancer”, apparso nella Primaversa del 2000 sul New Hampshire College Journal (vol.17, no.1).

© 2000 Robert J. Begiebing

Fonte: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6250Tradotto in italiano da Richard per Altrogiornale.org

Si ringrazia il John E Mack Institute per la gentile concessione

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